
Anno: 2025
Regia: Gennaro Nunziante
Interpreti: Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari
Il megamiliardario Checco Zalone (Checco Zalone), grazie al duro lavoro del padre, ha tutto e molto di più: moglie super top model giovanissima, servitori, ville, yacht eccetera. Ma a sua figlia Crystal (“come lo Champagne”) lusso e ricchezza non bastano più, e decide di intraprendere da sola il cammino di santiago per trovare se stessa. Il padre la seguirà per riportarla a casa, e si troverà suo malgrado a camminare accanto a lei e agli altri pellegrini, inizialmente trovandosi come un pesce fuor d’acqua, ma arrivando poi a scoprire diverse cose su se stesso e sulla figlia.
Il cineforum di quartiere, dove vengono mostrati film scelti per noi da qualcuno di estremamente appassionato e competente, sono una gran bella cosa, anzi una cosa fantastica. Grazie al cineforum che frequento infatti ho avuto modo di conoscere film, autori e cinematografie che ignoravo, e di affrontare film che magari per conto mio non avrei trovato la voglia di vedere.
Negli anni ho visto film che mi hanno stupito, commosso, fatto riflettere, informato, deluso, sconvolto. Ed è stato emozionante, arricchente e coinvolgente.
Ogni tanto, però, ci vuole anche un po’ di leggerezza, in mezzo a tanti film che parlano di guerra, lutto e drammi esistenziali di vario genere.
Ed ecco perché una commedia come Buen Camino non stona affatto in mezzo a tanti film pluripremiati e blasonati.
Certo non mi troverete mai a fare la coda davanti al cinema il giorno di Natale per vedere l’ultimo film di Checco Zalone nel weekend dell’uscita, ma quando mi capita di vedere qualcosa di suo in tv in genere mi diverte e, al contrario di molti altri film italiani contemporanei, non mi infastidisce.
Buen Camino è esattamente quello che ci si aspetta: una commedia leggera, molto divertente, non troppo volgare o scurrile (anche se non è certo un film per bambini), e che riesce anche a ritrarre con efficacia un certo tipo di italiani (ma non solo) abituati dalla tenera età a guardare tutto e tutti dall’alto in basso in virtù di ciò che posseggono grazie al duro lavoro dei loro nonni o genitori. Un tipo di atteggiamento molto diffuso, e non solo tra megamilionari: si tratta di arroganza e superbia trasversale, non sempre direttamente proporzionale al ceto sociale o al numero di carte di credito possedute.
Siamo molto lontani dalla commedia amara di Risi o Monicelli, ovviamente, però qualche spunto di riflessione c’è anche qui, anche se prevale sempre la risata, la gag, la battuta politicamente scorretta (un sorso d’acqua fresca) o addirittura la canzone parodia.
E in ogni caso, l’idea che chiunque, per quanto sembri irrecuperabile, anche a cinquant’anni possa rivedere i suoi principi e cambiare prospettive in modo radicale è sicuramente preziosa, soprattutto al giorno d’oggi, quando la notizia che più ci farebbe piacere è che alcune persone di grande spicco e influenza si sono ricredute e hanno fatto marcia indietro sulle loro convinzioni.
Checco Zalone, interprete principale ma anche sceneggiatore del film, mi ha regalato una serata in un cinema gremito in cui hanno risuonato grandi e talvolta sguaiate risate da parte di un pubblico eterogeneo per età e interessi, tra cui Papà Verdurin e la sottoscritta Madame. E di questo non posso che ringraziarlo.
Voto: 3 Muffin