Disney Plus Unexpected – Part 2

Nuovo appuntamento per gli appassionati della Disney che amano tutti i classici intramontabili ma sono anche desiderosi di scoprire cose nuove e inattese. Il catalogo di Disney Plus, che si potrebbe supporre piuttosto stagnante, è in realtà in perenne arricchimento e offre intrattenimento di ogni tipo per curiosi di ogni genere ed età. Qui avevo già parlato di sette titoli che non ci si aspetterebbe di trovare nei cassetti del topo più famoso del mondo, ma ce ne sono tantissimi altri. Eccone qui altri sette, per la gioia di grandi e piccini.

  1. Snoopy & Friends

Non sono mai stata innamorata dei Peanuts, il gruppo di personaggi dei fumetti creati da Charles M. Schultz (io sono più un tipo da Sturmtruppen…), ciononostante questo film mi ha conquistata. Snoopy and Friends, cartoon animato in una coloratissima e tondeggiante computer grafica, è stato realizzato nel 2015 dai Blue Sky Studios (gli stessi della saga L’Era Glaciale) in collaborazione con la Fox: con l’acquisizione di quest’ultima è dunque entrato nel catalogo Disney. Si tratta di un film adatto a tutti, anche ai bambini più piccoli, ma divertente anche per gli adulti; i fan dei fumetti non resteranno delusi perché ritroveranno tutti i personaggi delle strisce, da Linus con la sua inseparabile coperta a Piperita Patty, dalla ragazzina coi capelli rossi al terribile Barone Rosso. Il mondo creato da Schultz, in cui il film permette di immergersi completamente molto più di quanto non facciano le strisce dei fumetti, è davvero splendido, popolato esclusivamente da bambini (non si vedono mai adulti, nè genitori nè insegnanti, e i bimbi più piccoli si rivolgono a quelli più grandi chiamandoli “signore”) che si comportano proprio come tali: giocano, fraintendono, ridono, si fanno i dispetti, imparano, crescono. Una vera boccata d’ossigeno nel panorama dei cartoon moderni, così morbosamente pedagogici: Snoopy invece ci insegna, senza nemmeno bisogno di parlare, come si possa benissimo insegnare qualcosa tra una risata e l’altra senza mai annoiare. Con l’occasione consiglio di recuperare anche la canzone che Giorgio Gaber dedicò proprio al personaggio di Schultz nel 1967, Snoopy contro il Barone Rosso.

  1. Togo

Di questo film ho già parlato qui, ma ci tengo a riproporlo perché, ora che sono passati diversi mesi dalla visione, ancora ci penso con molto piacere. Meno noto del collega Balto, reso famoso dal celebre film animato del 1995, prodotto da Steven Spielberg (che resta comunque un bellissimo cartone cui sono davvero affezionata), il cane da slitta Togo è esistito veramente e si deve principalmente a lui il merito di aver trasportato, tra tempeste di neve e ghiaccio, l’antitossina fino a Noun, in Alaska, dove la difterite minacciava di uccidere tutti i bambini del paese. Il film racconta naturalmente questa straordinaria impresa con i toni dell’avventura adatti anche ai più piccoli, che si divertiranno forse di più a vedere le marachelle combinate da Togo quando era un cucciolo ribelle. Il film sceglie saggiamente di non usare alcun trucco per far parlare il cane o fargli fare scenette buffe: non ce n’è bisogno perché la sceneggiatura è ben fatta e ci porta ad affezionarci a Togo e al suo padrone, anche perché ad interpretarlo c’è il sempre perfetto Willem Dafoe. Una storia vera ricca di avventura e tenerezza: da vedere.

  1. I Tre Moschettieri

Dal celebre romanzo di Alexandre Dumas sono stati tratti svariati film e serie tv, ma il migliore di tutti è e sarà sempre The Three Musketeers, del 1948, con Gene Kelly nel ruolo di un saltellante D’Artagnan, un’ammaliante Lana Turner come Milady, uno spietato Vincent Price come Richelieu e come ciliegina sulla torta una giovanissima Angela Lansbury nei panni della regina Anna. Ciò detto, anche questa versione Disney si difende e pur essendo per forza di cose molto edulcorata rispetto al romanzo (Costanza per esempio non muore e del tradimento della regina non c’è traccia) risulta comunque avventurosa al punto giusto e anche divertente. Il cast è interessantissimo: Chris O’Donnell è D’Artagnan; Kiefer Sutherland è Athos; Charlie Sheen è Aramis; Oliver Platt è Porthos; Tim Curry, soprattutto, interpreta il cardinale Richelieu. Un decoroso film d’avventura adatto anche ai ragazzi con una serie di volti noti e simpatici, l’ideale per una serata in relax senza pensieri e con più di una risata.

  1. 10 Cose che Odio di Te

Non è certo il primo film che viene in mente quando si parla del compianto Heath Ledger, ma questa liberissima trasposizione della Bisbetica Domata di Shakespeare è un bellissimo tuffo nel passato per i più nostalgici, per chi come me nel 1999 era abbastanza giovane da godersi una commedia adolescenziale come questa, con personaggi bidimensionali e dinamiche scontate. Tuttavia ci sono molti volti noti che oggi è emozionante rivedere: oltre al protagonista Heath Ledger, già allora bravo e affascinante (che si esibisce anche in una pazza serenata sugli spalti dello stadio), ci sono la bella e (quasi) indomabile Julia Stiles, il bravo ragazzo Joseph Gordon-Levitt e, nella parte migliore di tutti, Allison Janney psicologa che trascura i problemi dei ragazzi a favore del romanzo erotico che sta scrivendo. Non certo un capolavoro ma adatto a cinefili nostalgici.

  1. Chi ha Incastrato Roger Rabbit?

Qui siamo a livelli altissimi, dove si parla di classici e di storia del cinema, perciò non mi dilungherò a parlare di questo capolavoro di animazione mista ad attori in carne ed ossa. Sappiate solo che lo potete trovare su Disney Plus, per vederlo magari in lingua originale.

Ancora oggi e ancora all’ennesima visione il film non perde nulla del suo fascino e del suo humor. Nonostante tutti i progressi tecnologici degli effetti speciali Chi Ha incastrato Roger Rabbit? resiste al tempo che passa, senza farci pensare nemmeno per un secondo che non ci sia un vero coniglio ammanettato al polso di Bob Hoskins. Per chi conosce questo film a memoria e lo ha amato fin da bambino consiglio di recuperare, sempre su Disney Plus, la settima puntata della serie Oggetti di Scena, dedicata proprio al film di Zemeckis, in cui si presenta in scena addirittura Christopher Lloyd. Corri a vederlo! Why don’t you do right?

  1. Into the Woods

Questa volta non parliamo di un film adatto ai più piccini, che potrebbero spaventarsi per la perfida strega Meryl Streep o annoiarsi per la durata e per il gran numero di canzoni. Per un adulto cresciuto con fiabe e cartoni invece è un bellissimo spettacolo, in cui i personaggi più celebri (Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e altri) vengono raccontati in modo inedito in una storia che li coinvolge tutti quanti. A dar vita all’insieme sono le canzoni del veterano del musical Steven Sondheim, interpretate egregiamente da tutti i protagonisti (Emily Blunt su tutti, ma anche Anna Kendrick, Chris Pine, Johnny Depp e molti altri). Se ancora non vi ho convinti, qui trovate la mia recensione.

  1. Viaggio al Centro della Terra

Per giungere a questo divertente film d’avventura del 2008 consiglio un percorso in tre tappe. Innanzitutto si dovrebbe partire dal libro di Jules Verne, un capolavoro imprescindibile. Poi bisognerebbe passare per il film Disney del 1959 interpretato da James Mason, elegante ed avventuroso. Infine godersi Viaggio al Centro della Terra (che alla sua uscita vidi al cinema in 3D con grande soddisfazione), che pur aggiornando molti elementi dell’originale ne mantiene inalterati le premesse e lo spirito avventuroso. Brendan Fraser nei panni del protagonista è sinonimo di azione e divertimento; Josh Hutcherson, qui molto giovane, lo affianca degnamente.

La trama è arcinota, ma colpisce ancora oggi per la sua originalità, soprattutto considerando che il libro è datato 1864: e se fosse possibile per l’uomo raggiungere ed esplorare il centro della terra, calandosi nel cratere di un vulcano inattivo? E se il centro del pianeta non fosse, come sostengono gli scienziati, costituito di lava bollente e metalli pesanti ma fosse piuttosto un’enorme caverna in cui si sono sviluppati organismi animali e vegetali sconosciuti sulla superficie? E se tra questi ci fossero anche…dei dinosauri? Leggete il libro ai vostri bambini e ragazzi e poi godetevi questo bel film insieme a loro!

Disney Plus Unexpected

Quando qualcuno dice “Disney” noi tutti pensiamo subito ai classici cartoni animati della nostra infanzia: pensiamo a Topolino, alle principesse, agli animaletti canterini e, in tempi più recenti, anche ai cavalieri Jedi e ai supereroi dei fumetti. E naturalmente su Disney Plus si possono trovare tutte queste cose, ma c’è anche molto di più, e se ci si prende un po’ di tempo per spulciare bene nel catalogo è possibile trovare moltissime cose interessanti, alcune non prettamente per bambini (infatti non sono accessibili agli account dei minorenni, provare per credere), tutte interessanti e divertenti, per fare un tuffo nei ricordi d’infanzia sopiti o per scoprire qualcosa di nuovo. Per ora ho deciso di sceglierne sette, giusto come assaggio, ma ce ne sono molte ma molte di più!

  1. Destino

Tutti noi sappiamo cosa succede quando Salvador Dalì incontra Hitchcock (il capolavoro con Ingrid Bergman e Gregory Peck Io Ti Salverò, in originale Spellbound), ma cosa accade invece quando Salvador Dalì incontra Walt Disney? Risposta: Destino! Questo cortometraggio animato di sei minuti nasce proprio da questa incredibile collaborazione nel 1945, ma la lavorazione venne interrotta a causa delle difficoltà economiche che lo studio stava attraversando. Venne però portato a termine nel 2003 sotto la supervisione di Roy Disney, nipote di Walt. Destino racconta la storia d’amore tra una donna bellissima e Chronos, la divinità del Tempo, utilizzando l’iconografia e le suggestioni visive tipiche di Salvador Dalì. Imperdibile.

  1. Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo

Di sicuro non sono l’unica che da piccola ha passato molte e molte ore con il videogioco Prince of Persia su floppy disk, tentando di salvare la bella principessa dal malvagio visir con appena sessanta minuti di tempo a disposizione. Personalmente, per quanto ci abbia provato, non sono mai riuscita ad andare oltre il settimo livello, e non sono mai riuscita a salvare la bella principessa. Per fortuna però nel 2010 è arrivato il muscoloso Jake Gyllenhaal a dare un volto al principe del videogioco e salvare non solo la splendida principessa (Gemma Arterton) ma il mondo intero, messo in pericolo dal piano del malvagio zio (Ben Kingsley) per dominare il mondo grazie alle magiche sabbie che permettono di manipolare il flusso del tempo. Non sempre i film di questo genere sono belli quanto i videogiochi da cui sono tratti (la delusione per il cartone basato su Ni No Kuni è ancora cocente) ma in questo caso invece troviamo un film avventuroso, divertente e ben fatto. Consigliato, non solo per i fan di vecchia data.

  1. Il Mondo secondo Jeff Goldblum

La prima puntata di questa serie (che parlava del gelato) è stata, del tutto inaspettatamente, la prima cosa in assoluto che ho visto su Disney Plus. Ora la serie si è conclusa e l’ho seguita per intero trovando piacevole e divertente la visione di ciascun episodio, anche se naturalmente non tutti gli argomenti mi hanno coinvolto nello stesso modo. La puntata che mi ha più emozionato è stata la numero 6, quella sul gaming, in cui Jeff Goldblum ha preso parte ad un evento LARP (gioco di ruolo dal vivo) simile a quelli cui io stessa ho partecipato per molti anni. Non si sa ancora se ci sarà una seconda stagione di Il Mondo secondo Jeff Goldblum, ma se ci sarà la seguirò di certo, perchè la voce suadente e il gesticolare lento di Jeff ormai mi hanno conquistata.

  1. Punto di Non Ritorno

Il titolo originale di questo documentario di Fisher Stevens, Before the Flood, deriva dal trittico del pittore olandese Hieronymus Bosch Il Giardino delle Delizie, in cui il regista ravvisa la storia del pianeta Terra a partire dalla comparsa dell’uomo: un giardino lussureggiante all’inizio, come mostra la prima tavola; un luogo caotico, maltrattato e sovraffollato, come mostra il secondo pannello (ovvero la condizione in cui ci troviamo adesso) ed infine il luogo infernale che il nostro pianeta diventerà (o meglio sta già diventando) se l’uomo non riuscirà a intervenire in modo massiccio sulle emissioni inquinanti e sullo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali. A raccontarci questa visione lucida e per nulla rassicurante è Leonardo DiCaprio, che oltre ad essere l’attore che noi tutti conosciamo e amiamo è anche un attivista ambientale e dal  2014 messaggero di pace delle Nazioni Unite. Dopo aver ricevuto questa prestigiosa carica, DiCaprio ha viaggiato il mondo e incontrato personalità del mondo politico, industriale e scientifico (Bill Clinton, Barack Obama, Elon Musk e molti altri) per meglio rendersi conto della situazione ambientale in cui versa il nostro pianeta. Difficile non sentirsi turbati dalla visione di questo documentario, ma vedendo quanto negazionismo esista ancora nella politica e nei media statunitensi si capisce quanto si tratti di un lavoro disturbante e da non affrontare a cuor leggero ma necessario.

  1. Missione Tata

Quando penso a Vin Diesel (e lo faccio) di certo non mi viene in mente la Disney, ma piuttosto auto da corsa tamarre cariche di NOS e combattimenti a mani nude con spietate creature aliene. Invece su Disney Plus troviamo anche lui, protagonista del film per famiglie Missione Tata (in originale The Pacifier) in cui interpreta un tenente dei Navy Seal il cui nuovo incarico consiste nel prendersi cura dei cinque turbolenti figli di uno scienziato. Niente che non abbiamo già visto in Un Poliziotto alle Elementari e altre pellicole del genere, ma per i fan di Vin Diesel Missione Tata è sicuramente un film divertente e simpatico quanto basta.

  1. Sister Act

Sister Act è un classico che tutti noi abbiamo visto almeno una volta in tv, ma personalmente ad ogni nuova visione io scopro qualcosa di nuovo e mi godo una battuta che prima non avevo colto o una scena che mi ero dimenticata. Anche se lo danno in televisione molto spesso, è bello sapere che lo si può trovare comodamente su Disney Plus, insieme al non altrettanto riuscito seguito Sister Act 2 – Più Svitata che Mai, soprattutto per chi vuole godersi in lingua originale i magnifici battibecchi tra la soubrette Deloris VanCartier (Whoopi Goldberg) e la Madre Superiora del convento (Maggie Smith). Bellissime canzoni, simpatiche suore e tante risate: cosa volere di più?

  1. Mr. Magoo

Da piccola ricordo di aver fatto moltissime risate guardando i cartoni animati di Mr. Magoo, l’omino cieco e pelato che si ostinava a non portare occhiali da vista seminando disastri intorno a sé ma uscendone sempre incolume. Questo film forse non è un capolavoro, ma è comunque un divertimento adatto a tutta la famiglia, anche ai bambini più piccoli. Leslie Nielsen sembra quasi una scelta obbligata per interpretare questo personaggio simpatico e maldestro; inoltre troviamo una giovane e carinissima Jennifer Garner che fa innamorare il nipote di Magoo, mentre nei panni dei malvagi nientemeno che Malcolm McDowell e Miguel Ferrer. Imperdibile la scena in cui Mr. Magoo cambia inavvertitamente canale mentre sta seguendo un programma di cucina in televisione e inizia a far fare aerobica al pollo.

Space Force

Titolo: Space Force

Anno: 2020

Ideato da: Steve Carell, Greg Daniels

Dove trovarlo: Netflix

Oops! I did it again” cantava nel 2004 Britney Spears nella sua tutina attillata color rosso fuoco: non la prima né sicuramente l’ultima sexy marziana che vedremo ma di certo una di quelle che ricordo meglio, mentre faceva innamorare di sé l’astronauta che in segno di amore eterno le consegnava la collana di zaffiro del film Titanic. “Ma pensavo che la vecchia signora l’avesse gettata in fondo all’oceano alla fine!” “Beh, baby, sono andato là sotto e l’ho ripresa!” “Oh, non avresti dovuto!” risponde lei prima di spezzargli il cuore. Già, perché l’errore commesso per la seconda volta da Britney è stato quello di aver illuso un’altra volta un ragazzo innamorato di lei.

Il mio errore invece è stato quello di avere, di nuovo, troppe aspettative per una serie tv che attendevo con trepidazione ma poi non mi è piaciuta. E visto che scrivendo mi sono resa conto che il video di Britney era anche più divertente, non mi resta che proclamare Space Force un’occasione mancata. La serie, composta di 10 episodi e disponibile su Netflix, è stata ideata dallo stesso Steve Carell insieme a Greg Daniels, nome che consideravo una garanzia in quanto già autore di serie tv innegabilmente spassose come I Simpson, The Office (sempre con Carell) e Parks and Recreation. In Space Force Steve Carell interpreta il protagonista, il generale Naird, cui viene assegnato il comando della divisione dell’esercito preposta ai viaggi spaziali. Il presidente degli Stati Uniti (amichevolmente detto POTUS) gli mette fin da subito molta pressione, perché desidera surclassare una volta per tutte i rivali (in questo caso i cinesi) per mezzo della conquista dello spazio, non solo mettendo nuovamente un piede americano sul suolo lunare ma colonizzando il satellite. Ad affiancare Naird, inutile dirlo, una serie di personaggi bizzarri, uno su tutti l’ufficiale scientifico Dr. Mallory, interpretato con gigioneria eccessiva (perfino per una serie comica) da John Malkovich. L’idea è molto semplice ma validissima, nella prima puntata vi sono molti bellissimi spunti comici, tra i personaggi minori troviamo volti noti della serialità divertente come Lisa Kudrow (Friends), Patrick Warburton (Una Serie di Sfortunati Eventi) e  Jane Lynch (Glee), insomma c’erano davvero tutte le premesse per un gran divertimento, eppure le risate sono state poche, sommerse dall’imbarazzo per le situazioni eccessive (quelle legate alla moglie del generale che desidera un matrimonio aperto perché invaghita di una delle guardie del carcere femminile, o quella degli animali mandati nello spazio) e una gran quantità di politically incorrect che però, purtroppo, arriva in un momento storico e politico in cui di prendere in giro le spie russe e i cinesi sabotatori spaziali non ha voglia nessuno. Visto il finale aperto (e per nulla simpatico, oso dire) arriverà probabilmente un’altra stagione, e le cose potrebbero cambiare, ma per adesso, anche se lo aspettavo a braccia aperte (dopo la sua performance spassosa in Una Settimana da Dio e Un’Impresa da Dio nei panni di Evan Baxter io guardo sempre a Steve Carell con il sorriso pronto) devo dirmi delusa da Space Force.

Love, Death and Robots

Love, Death and Robots è una serie prodotta da Netflix formata da 18 cortometraggi molto diversi per stile e genere ma tutti incentrati su una o più tra le tematiche del titolo (Amore, Morte e Robots). I corti sono talmente diversi tra loro che è impossibile definire quali siano i migliori, se non in riferimento ai gusti personali (io ho amato molto il numero 2, il divertente Three Robots, che ha come protagonisti tre simpaticissimi robot che visitano la Terra come turisti dopo che la razza umana si è ormai estinta). Di certo però vederli tutti insieme può risultare piuttosto pesante, e alcuni sono decisamente violenti (Sonnie’s Edge, Sucker of Souls), mentre altri sono ingenui (Lucky 13, Zima Blue) e altri ancora tentano di essere divertenti senza riuscirci (Ice Age, Alternate Histories). Credo però che chi ama i cortometraggi d’animazione (non in stile Pixar però) e i generi fantascientifico e distopico troverà delle belle idee e degli spunti interessanti. Io ho apprezzato l’idea di raggruppare cortometraggi diversi sulla base del tema trattato, tuttavia non posso dirmi trepidante nell’attesa della seconda stagione, già annunciata.

Top Gear

Premessa: io non capisco un bel niente di automobili. Ho preso la patente per pura fortuna e non distinguo una berlina da un camper… Quando mio figlio si è appassionato ai loghi delle case automobilistiche e voleva che identificassi tutte le auto che passavano per strada ho dovuto studiare come neanche per l’esame di Filologia Dantesca… Nonostante questo mi sono appassionata a Top Gear, show britannico trasmesso dalla BBC a partire dal 2002 (esiste anche un format precedente su cui la trasmissione odierna si basa) e in onda ancora oggi, anche se con conduttori diversi. In Italia viene trasmessa, in versione doppiata, nelle ore mattutine da Spike (canale 49). Cosa può mai aver suscitato il mio interesse in una trasmissione completamente incentrata sulle automobili e sui motori? Innanzitutto lo humor britannico che la contraddistingue e la simpatia di quelli che fino al 2015 ne sono stati i conduttori: Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond. Top Gear infatti è un programma di intrattenimento, prima che una rubrica sui motori, e tutti i servizi sono impostati e girati come gag o sketch divertenti, perfettamente comprensibili anche per chi come me non si intende di motori. E non si vedono solamente automobili, ma mezzi motorizzati di ogni genere, dalle moto agli aerei, dai treni a vapore ai carri armati… Ci sono anche le parti che parlano davvero di motori, ma lo fanno sempre con un linguaggio accattivante e accessibile. Sicuramente chi è appassionato di quattro ruote si gode Top Gear ancora più di me, ma io la trovo davvero divertentissima. C’è però una cosa che incontra anche i miei più cari interessi: ogni puntata prevede un ospite famoso che si presti a guidare un’utilitaria sul circuito di Top Gear. Tra questi vi sono personaggi celebri dello sport, della musica, della televisione, ma molto spesso anche del cinema. Faccio solo alcuni nomi che mi vengono in mente: Tom Cruise, Cameron Diaz, Charles Dance, Hugh Jackman, Benedict Cumberbatch, Simon Pegg, Michael Gambon, Helen Mirren, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry, Ewan McGregor, Ron Howard… Insomma, quanto basta per far gongolare qualunque cinefilo. È incredibilmente divertente scoprire come Tom Cruise sia davvero un asso al volante, mentre Ron Howard un completo disastro… Naturalmente non si parla solo di automobili, i conduttori discutono con gli ospiti di qualunque argomento, dall’imbarazzo di Hugh Jackman in una sauna giapponese alle peculiari app dello smartphone di Stephen Fry… Goduria assicurata per ogni cinefilo!

Hamilton

Avvertenza: questo sarà un post lungo. Ma Hamilton è un film lungo: 2 ore e 40 minuti. E non è poco, soprattutto perché si tratta di un musical del tutto privo di dialoghi non cantati, come I Miserabili, e proprio come I Miserabili è tutto registrato dal vivo, non in playback come si è sempre fatto per le parti cantate nei film musicali hollywoodiani, e inoltre senza tagli, pause né montaggio. Anche se su Disney Plus è categorizzato come “film” in realtà Hamilton è la registrazione, non in steadycam ma con diverse telecamere che permettono cambi di inquadratura e primi piani dei personaggi proprio come in un film (oltre a notevoli effetti speciali, grazie alla bravura di interpreti e coreografi, come il rewind o il bullett-time), di una messa in scena del 2016 al Richard Rogers Theatre di Broadway. A partire dal 4 luglio, la festa dell’indipendenza degli Stati Uniti, gli abbonati di Disney Plus possono quindi assistere a un vero show di Broadway senza alzarsi dal loro divano. Io non conoscevo nulla di questo spettacolo che negli ultimi anni ha fatto incetta di premi (11 Tony Awards, un Grammy e un Premio Pulitzer), ha avuto tra i suoi spettatori celebrità come Busta Rhymes e Meryl Streep ed è stato messo in scena addirittura alla Casa Bianca (due volte) su insistenza del Presidente Obama e della First Lady Michelle, fino a diventare quasi un manifesto del movimento #BlackLivesMatter che nelle manifestazioni esibisce sugli striscioni versi tratti da Hamilton. Troppo successo per un qualsiasi “musicarello”. Tutto iniziò quando l’attore Lin-Manuel Miranda (che abbiamo conosciuto nei panni del lampionaio Jack in Il Ritorno di Mary Poppins), leggendo la biografia del padre fondatore Alexander Hamilton scritta da Ron Chernow, fu colpito dal fatto che un uomo di così grande cultura, successo e influenza, uno dei fautori dell’indipendenza americana e dei fondatori degli Stati Uniti, fosse un figlio di immigrati (padre scozzese e madre francese). Miranda, la cui famiglia è di origine portoricana, ha sentito l’urgenza di raccontare la storia dell’unico statista, oltre a Benjamin Franklin, tanto importante da comparire su una banconota, quella da dieci dollari, pur non essendo mai stato Presidente. E fin da subito ha sentito che non c’era altro modo per raccontarla se non con la musica, e in particolare con il rap e l’hip-hop. Ed è così che oggi l’abbonato a Disney Plus che spinto dalla curiosità voglia tentare di vedere Hamilton si ritrova nei primi minuti investito da un fiume in piena di parole sincopate che rendono molto difficile cogliere l’ambientazione e la presentazione dei personaggi. Quando poi entrano in scena gli attori che interpretano i Padri Fondatori e che sono tutti di colore, la confusione aumenta. Poi entra in scena il protagonista, Alexander Hamilton, interpretato dallo stesso Miranda: lui conquista tutti i presenti e ammalia tutte le donne con il suo fascino di volitivo diciannovenne. Peccato però che Miranda, senza dubbio autore e paroliere talentuoso, di anni ne abbia quaranta e assomigli ad un pacioso Winnie Pooh. Ma, proprio quando lo spettatore, prima frastornato poi perplesso, sta per cambiare “canale”, avviene la magia: entrano in scena le ragazze. Philippa Soo nel suolo di Eliza Schuyler, la moglie di Hamilton, e Reneé Elise Goldsberry nel ruolo di sua sorella Angelica illuminano immediatamente la scena con le loro voci e i loro personaggi. Le canzoni diventano più familiari, più simili a quelle dei musical cui siamo abituati, e finalmente la storia prende vita, finalmente arriva qualcosa di coinvolgente che permette di accettare tranquillamente tutte le strampalate premesse per godersi la storia e i numerosi e grandiosi talenti in atto. La vicenda è basata sui fatti storici, con alcune piccole deviazioni drammaturgicamente motivate, e così non solo si scoprono moltissime cose sulla nascita di una nazione, ma sorge anche la curiosità di approfondire la conoscenza di quegli eventi, che era proprio l’intento artistico alla base di Hamilton. Certo non si può dire che le oltre due ore e mezza filino via sempre lisce, ci sono momenti di noia e ripetizioni a volte ridondanti, ma anche momenti emozionanti e perfino divertenti (come il ridicolo Re Giorgio III che commenta la ribellione dal suo punto di vista e soprattutto la sfida a colpi di rap tra Hamilton e Thomas Jefferson davanti al Congresso, con tanto di mic-drop finale). Nei giorni successivi alla visione mi sono spesso ritrovata a canticchiare alcune delle canzoni di Eliza, la moglie di Hamilton nonché vera eroina della storia e della Storia. E per chi è sopravvissuto all’intero spettacolo Disney Plus offre anche due speciali sulla realizzazione di Hamilton con interviste ai protagonisti. Concludo con una mia curiosità: mi domando cosa avrebbe pensato di Hamilton Orson Welles, che agli inizi della sua carriera mise in scena con un discreto successo Voodoo Machbeth, una versione della tragedia di Shakespeare trasposta dalla Scozia ad Haiti ed interpretata unicamente da attori di colore. 

Zenimation – Relax con i cartoni animati

Titolo originale: Zenimation

Anno: 2020

Regia: David Bess (ideato e montato da)

Interpreti: personaggi Disney

Dove trovarlo: Disney Plus

I classici Disney sono moltissime cose: commoventi, teneri, divertenti, emozionanti… ma avete mai pensato che potrebbero anche essere rilassanti? La serie Zenimation, produzione originale Disney Plus, si compone di dieci episodi, ciascuno della durata di pochi minuti, è davvero adatta per una pausa rilassante per ristorarsi e sgombrare la mente. Ogni episodio è caratterizzato da un tema diverso (acqua, volo, notte, natura…) e raccoglie una serie di spezzoni dei cartoon Disney privati della musica e dei dialoghi: quello che rimane è una sinfonia di immagini perfette e suoni della natura. Un’occasione per godere della bravura e della meticolosità degli animatori Disney e per rivivere momenti emozionanti dei classici più conosciuti o anche dei film meno famosi. E perché no, un vero cinefilo potrebbe divertirsi a indovinare a quale film appartiene ogni singolo spezzone… 

Liebster Award – Parte Seconda

Un’altra grandissima soddisfazione per Cine-muffin! Kris Kelvin, autore del blog di cinema Solaris mi ha premiata con il Liebster Award! Grazie Kris, continuerò a seguirti con grande piacere come sempre!

Poiché Cine-muffin aveva già ricevuto due Liebster Award, uno da Sam Simon e uno da Cassidy, attuerò una procedura abbreviata rispondendo per prima cosa alle domande di Kris:

1) Una domanda che a nessuno viene mai in mente… come stai? 

Innanzi tutto grazie per averlo chiesto… Io sto bene, è un momento di grande incertezza per tutti, e io ho due bambini che non so se a settembre andranno a scuola o saranno (ancora) a casa con me… ma finché stanno bene loro sto bene anche io. E iniziare a tenere un blog mi ha fatto decisamente un gran bene!

2) Quanto la pandemia e la quarantena forzata hanno cambiato la tua vita?

Non molto in realtà: con le varie malattie stagionali dei bambini (e di conseguenza mie) ero già reclusa in casa dai primi di novembre, quindi nessun grosso trauma.. 

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3) Pensi che le sale cinematografiche si riprenderanno dopo il lockdown?

Molti hanno detto che questo sarà il colpo di grazia per il cinema in sala, ma io spero davvero che non sia così. Anche se negli ultimi anni sono andata molto poco al cinema è mia ferma intenzione ritornarci. Portandomi, come al solito, le mie M&M’s (quelle gialle), se no il film me lo godo solo a metà…

4) I protocolli del governo per far riaprire i cinema sono molto rigidi (poltrone sfalsate, prenotazione online, controllo della temperatura, ingresso una persona per volta, sanificazione della sala dopo ogni spettacolo…) te la sentiresti di tornare a vedere un film in sala a queste condizioni?

Anche se ora volessi tornare in sala mi sarebbe molto difficile, per via degli orari dei bambini, quindi aspetterò in ogni caso che la situazione torni alla normalità (e mi auguro che sia presto!) prima di andarci. Anche perchè non vedo l’ora di portarci i bimbi, che non ci sono ancora mai stati!

5) Qual è un film, non necessariamente un capolavoro, che non puoi fare a meno di rivedere ogni volta che passa in tv?

Dirty Dancing

6) Qual è la recensione più bella che hai scritto?

Ho iniziato a tenere il blog da poco, quindi ho ancora molto da imparare, ma fino ad ora la mia preferita, che è piaciuta abbastanza anche agli altri blogger, è quella di Tyler Rake con Chris Hemsworth.

7) Quali film avresti voluto dirigere se fossi stata una regista?

Di sicuro quelli di stampo teatrale, ambientati in un unico interno, come Arsenico e Vecchi Merletti di Capra, Carnage di Polanski o Nodo alla Gola di Hitchcock.

8) A quale film cambieresti il finale?

Il Diavolo veste Prada: nonostante la protagonista sia una presuntuosa svampita che non sa fare il suo lavoro, alla fine le va tutto alla grande. Ottiene il lavoro dei suoi sogni, riconquista il suo ragazzo (rifiutando perfino lo stupendo Simon Baker) e nel farlo perde anche una taglia! Tutto per aver stampato due copie di Harry Potter… Io l’avrei fatta finire in modo ben diverso (e sì, odio Anne Hathaway).

9) C’è un film che… ce l’hai lì da vedere da tanto tempo, ma non trovi la voglia o il coraggio?

Tanto tempo fa con un concorso di Ciak ho vinto il blu ray di I Ragazzi stanno Bene con Annette Bening e Julianne Moore: però, nonostante il gran cast e il tema importante, a me sa di essere noioso e sdolcinato…

10) Qual è il viaggio, la città o la location dove hai lasciato il cuore?

Il Museo del Cinema di Potsdamer Platz a Berlino: una meraviglia che mi sogno spesso di notte.

11) Scuola a parte, ti è mai capitato di recitare su un palcoscenico o davanti a una cinepresa, ma sempre con un pubblico?

Ho partecipato a giochi di ruolo dal vivo per molti anni: indossare costumi, parrucche, recitare e cantare davanti agli altri mi diverte moltissimo.

Spero le risposte siano di tuo gradimento Kris! Ora dovrei procedere nominando altri blog, ma poiché l’ho già fatto mi limito a rimandarvi qui per trovare i blog da me nominati!

Ci vediamo al prossimo Liebster!

Oggetti di Scena

Titolo originale: Prop Culture

Cast: Dan Lanigan

Dove trovarlo: Disney Plus

Chi ha Incastrato Roger Rabbit, I Muppet, Tron, Tesoro mi si sono Ristretti i Ragazzi, Pirati dei Caraibi, Le Cronache di Narnia, The Nightmare Before Christmas, Mary Poppins: impossibile che tra questi non ci sia almeno un titolo che ognuno di noi ha amato, da bambino o da adulto, guardandolo e riguardandolo fino a poterne citare a memoria le battute. In questa nuova serie targata Disney Plus il simpatico collezionista cinefilo Dan Lanigan, proprio come Mary Poppins (cui è dedicata la prima puntata) ci prende per mano e ci guida in un magico salto all’interno del meraviglioso mondo degli oggetti di scena (in gergo “prop”) di questi classici senza tempo. Veniamo così a scoprire che, poiché al termine delle riprese agli addetti ai lavori è consentito portare a casa un ricordo dal set cinematografico, tantissimi oggetti, bozzetti e costumi sono sopravvissuti fino ad oggi. Moltissimi sono custoditi nei giganteschi magazzini Disney, ma altri si trovano nelle collezioni private o nei luoghi più impensati. Come non commuoversi nel vedere la borsa originale di Mary Poppins, da cui Julie Andrews estraeva specchi e piante ornamentali? Come non sorridere scoprendo che la finestra sfondata da Roger Rabbit esiste e riporta ancora la sua sagoma conigliesca impressa (anche sulla veneziana)? Come non gongolare vedendo Rick Moranis che armeggia con il restringitore di Tesoro, mi si sono Ristretti i Ragazzi o Christopher Lloyd che indossa il cappello del malvagio giudice Morton? Imperdibile per tutti i veri cinefili!

For He’s a Jolly Good Fellowes…

Looking back it just seems unbelievable to me that I never happened to notice this English actor called Julian Fellowes, even if he took part in different movies that were somehow important to me, like Shadowlands, biography of the author of The Chronicles of Narnia C.S. Lewis, Zeffirelli’s Jane Eyre that was in my high school final paper and Tomorrow Never Dies of my beloved Bond saga. Nevertheless I didn’t even know he was there until I saw Gorford Park, the 2001 movie that ensured him the Academy Award for the best original screenplay; it’s basically a crime story where nobody gives a fig about the murder, because every character, highborn or servant, has already his huge share of worries going on. But it was when I started watching Downton Abbey that I really fell in love with his work. In six seasons and a conclusive movie he never disappointed me. Every dialogue, character, event, pin, was always perfect and perfectly fit with the whole. Of course both Gosford Park and Downton Abbey are the result of a great team work, and in both of them the actors are really a blessing, starting with Maggie Smith, who stars in both productions and is the most iconic character of Downton Abbey, whose lines have gone viral (“What’s a weekend?” or “I never argue: I explain”). Watching the movie and knowing that I would not have the chance to meet all those familiar characters again was in a way sad, but it was surely the most perfect conclusion imaginable: complete, funny and especially full of hope. Years ago, without knowing it, I happened to join the Bookclub of Neri Pozza, the Italian publishing house of Julian Fellowes. Destiny? I read two of Julian Fellowes’ novels, the funny Snobs and Belgravia, which has now become a tv serial I’m longing to see. Meanwhile I watched The English Game, a Netflix production written by Fellowes about the birth of the first soccer league in England. It wasn’t as good as Downton Abbey, it lacked of its brilliant tones and irony, but it was very well documented (another distinctive feature of Fellowes) and interesting: it was funny to know that in his early days football was born as a gentlemen’s sport, that being paid to play was not only against the rules but also deeply shaming, and the federation owned just one single trophy that was to be returned by the winner team to be assigned again the following year. Actor, writer, screenwriter and even director, Julian Fellowes is talented in every task he undertakes, and that’s why I can’t wait to witness the next one. And since, as we saw in his works, it always runs in the family, Julian’s niece Jessica Fellowes is a talented writer too, and her delicate and sophisticated crime novels (also published by Neri Pozza in Italy) are really enjoyable. In the special features from Downton Abbey’s Bluray Julian Fellowes pronounces a sentence that, though universally compelling, I find particularly suitable for the difficult period we are going through right now: “It’s one of my core beliefs that for all the horror stories in everyday’s newspaper, the fact is that most people are trying to do their best”. Julian Fellowes certainly is.