30 Day Movie Challenge

Photo by Tima Miroshnichenko on Pexels.com

Per il post di oggi ho deciso di accettare la sfida di Tony da Il Blog di Tony dal titolo 30 Day Movie Challenge, selezionando per ogni definizione un titolo calzante. E’ un ottimo modo per parlare di film diversissimi per età, genere e fama. E in ogni caso, ogni scusa è buona per parlare di cinema. E di muffin.

Un film asiatico. Il mio preferito è Trono di Sangue di Kurosawa, ad oggi il miglior adattamento del Macbeth di Shakespeare che io abbia visto su schermo.

Un film dagli anni Cinquanta. A costo di ripetere quanto già detto nella fanta-intervista, Forbidden Planet, Il Pianeta Proibito, del 1956, con un insospettabile Leslie Nielsen seduttore.

Un film dal mio Paese. Fantasmi a Roma (più italiano di così!), di Antonio Pietrangeli, commedia esilarante con un cast stellare: Marcello Mastroianni (in un triplo ruolo), Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo e Sandra Milo.

La mia colonna sonora preferita. Adoro i musical, e non è facile scegliere tra tutti. Sul podio metterei Moulin Rouge!, Chicago e Jesus Christ Superstar, ma ce ne sono tanti altri di cui ho ascoltato il cd fino a consumarlo.

Un film horror. Quello che ho rivisto più volte è senza dubbio The Shining. E ho amato molto più il libro rispetto al film. Dell’adattamento cinematografico fatto da Stephen King meglio non parlare, quello è un altro tipo di orrore…

Un film animato. Le Follie dell’Imperatore: esiste un film animato più divertente? Non mi risulta.

Il mio compositore preferito. Credo che Bernard Herrman sia stato il compositore più efficace e simbiotico con i grandi registi. Non a caso ha avuto un lungo sodalizio con Alfred Hitchcock.

Il mio personaggio cinematografico preferito. Jessica Rabbit. Non è cattiva, è che la disegnano così. La femme fatale per eccellenza.

Un film dagli anni Settanta. Esattamente alla metà del decennio, nel 1975, uscì The Rocky Horror Picture Show. E non ce ne fu per nessun altro!

Un film romantico. LadyHawke. Sembra incredibile ma quella storia d’amore mi commuove ad ogni visione.

Regista preferit*. Sono due, Frank Capra e Billy Wilder, entrambi abilissimi sia nel divertire che nel commuovere.

Un mio comfort movie. Dirty Dancing. Conosco ogni canzone e ogni battuta a memoria, ma ogni tanto lo devo rivedere per sentirmi bene.

Attrice o attore preferit*. Ho deciso di sceglierli tra quelli/e dei giorni nostri, senza andare indietro nel tempo, perchè sarebbe troppo complicato. Attrice: Emily Blunt. Attore: Walton Goggins.

Il primo film che ho mai visto al cinema. La Bella Addormentata nel Bosco. Dicono che uscii dalla sala disperata perchè era morta Malefica…

Un film europeo. Il primo che mi è venuto in mente è il tedesco Goodbye, Lenin. Molto divertente, ma anche istruttivo su una pagina di storia di cui a scuola si parla poco.

Un film dalla mia Watchlist. Ave, Cesare! con George Clooney. Non so come mai sia così difficile da reperire sulle piattaforme…

Un film natalizio. Love, Actually, commedia romantica esilarante con un cast meraviglioso e una gran colonna sonora. Consigliatissimo!

Un film antologico/episodico. Signore e Signori, Buonanotte! film italiano a episodi con grandi registi e attori, quando ancora il nostro cinema sapeva far ridere, sì, ma molto amaro. E a tratti profetico.

Un film sopravvalutato. Blade Runner. Ho anche letto il libro, ma continuo a non capire cosa abbia reso così seminale quel film. Boh!

L’ultimo film visto al cinema. Zootropolis 2. Niente di speciale, ma è stata una piacevole giornata in famiglia quindi ne avrò sempre un bellissimo ricordo.

Un film dalla mia infanzia. L’Incantesimo del Lago, tra i tanti. Avevo una collezione sterminata di vhs che riguardavo in continuazione!

La mia trilogia preferita. Per me ne esiste solo una: Il Signore degli Anelli.

Un regista che non mi piace. Denis Villeneuve: bellissime le inquadrature, e la fotografia, e le scenografie, eccetera, ma zero sostanza. Non fa per me.

Un film storico. Ben-Hur. E se non conta come storico, è storico per me, visto che ci sono cresciuta.

Un film in bianco e nero. Frankenstein Junior. La storia di come Mel Brooks raggirò i produttori sul fatto che lo avrebbe girato senza colore è spassosissima!

Una performance straordinaria. Nicole Kidman in Moulin Rouge!, fantastica come attrice e anche cantante, non mi spiegherò mai perchè non vinse l’Oscar quell’anno.

Un film con un grosso twist. Andrei indietro nel tempo e sceglierei Che fine ha fatto Baby Jane? Che film superbamente angosciante!

Un film sottovalutato. Ingiustamente sconosciuto, American Dreamz, nonostante il gran cast è una commedia che pochissimi conoscono, ma è intelligente e spassosa, da riscoprire!

Il mio sequel preferito. Il Ritorno di Jafar. Non dico che sia allo stesso livello di Aladdin, ma è uno dei pochi sequel venuti bene della Disney.

Un’uscita che sto aspettando. Diciamo il prossimo film sugli Avengers per rivedere Chris Hemsworth, ma in generale le nuove uscite di questi ultimi anni mi rattristano più che elettrizzarmi…

Fatemi sapere cosa pensate delle mie risposte nei commenti, oppure usate le definizioni per creare un post sul vostro blog!

Ultima Missione: Project Hail Mary

Titolo originale: Project Hail Mary

Anno: 2026

Regia: Phil Lord, Christopher Miller

Interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller

Dove trovarlo: Prime Video

Grace (Ryan Gosling) professore di biologia, si risveglia a bordo di un’astronave e scopre di essere l’unica persona viva a bordo. Non ricorda perchè si trova nello spazio, ma si rende conto di trovarsi nello spazio lontanissimo dalla Terra, che nel frattempo è in grave pericolo a causa dei minuscoli Astrofagi che stanno un po’ alla volta divorando il Sole e anche tutte le altre stelle…

Durante la fanta-intervista che mi ha fatto Lucius Etruscus, mi sono resa conto che il genere Fantascienza è davvero poco presente qui su Cine Muffin, e ho tentato di rimediare, almeno parzialmente. Così ho deciso di vedere Project Hail Mary, disponibile nel catalogo di Prime Video, nonostante le delusioni che mi ha causato la fantascienza recente, ma soprattutto nonostante la mia scarsa, anzi nulla, fiducia nelle doti recitative di Ryan Gosling, che in genere preferisce esprimersi con gli addominali piuttosto che con la faccia.

Sono rimasta così piacevolmente sorpresa che, pur avendo progettato di dividere la visione in due serate, me lo sono invece visto tutto d’un fiato, e senza neppure uno sbadiglio, nonostante la non esigua durata di 2 ore e 36 minuti.

Ryan Gosling mi ha stupito reggendo l’intero film sulle sue spalle e mostrando una mobilità dei muscoli facciali che davvero non gli conoscevo, e anzi ci tengo a dire che in un paio di scene ho riso e in alcune altre mi sono anche commossa.

Non voglio raccontare troppo della trama, perchè anche se non è di certo rivoluzionaria comunque cattura perché viene disvelata un po’ alla volta e riserva alcune sorprese anche per lo spettatore più navigato, che inoltre si divertirà molto a cogliere alcuni riferimenti cinematografici, inseriti con parsimonia e sapienza.

Project Hail Mary appartiene in tutto e per tutto al genere fantascientifico, almeno per come lo intendo io, perchè oltre a raccontare una meravigliosa storia di amicizia e una grande avventura si occupa anche di analizzare l’animo umano e di trasmetterci al riguardo un messaggio di cui, oggidì, c’è infinito bisogno: l’essere umano è molto meglio di quanto creda.

Consiglio di cuore questo film, interessante e carinissimo, adatto a tutti (anche ai bambini, ammesso che possano reggere la durata, un po’ scoraggiante), appassionati del genere e non, che di certo non ha cambiato la storia della fantascienza ma le ha aggiunto un tassello pregevole.

Voto: 4 Muffin

Sisu – Il Vendicatore

Titolo originale: Sisu – Road to Revenge

Anno: 2025

Regia: Jalmari Helander

Interpreti: Jorma Tommila, Stephen Lang, Richard Brake

Dove trovarlo: Prime Video

1946. Il finlandese Aatami (Jorma Tommila), dopo la strage di centinaia di nazisti, si è guadagnato il soprannome di Sisu, cioè L’Immortale, ed è divenuto una leggenda in Finlandia e in Russia, tanto che l’Unione Sovietica decide che deve essere eliminato, affidando il compito di porre fine alla leggenda proprio allo stesso uomo che aveva sterminato la sua famiglia…

L’offerta di film d’azione sulle piattaforme streaming è davvero sterminata, e spesso mi capita di leggere la trama di uno di questi action recenti, magari vedendo perfino il trailer, e di domandarmi: “Ma l’ho visto oppure no?”. Infatti molto spesso questi film sono fatti con lo stampino, tutti uguali, e il fatto che anche gli interpreti spesso siano gli stessi – Jason Statham, Jean-Claude Van Damme (che con l’età somiglia sempre di più a Carlo Verdone), Dave Bautista eccetera – peggiora soltanto le cose.

Ecco perchè sono stata piacevolmente sorpresa nello scoprire Sisu – L’immortale, che presentava una trama e un’ambientazione diverse dalle solite e una buona dose di umorismo ben riuscito, pur rimanendo nell’ambito di quel genere leggerissimo, pieno di sangue e violenza ma senza alcuna pretesa e soprattutto con poche parole – mentre in alcuni film del genere come l’insopportabile e ingiustificabile The Gardener con Van Damme i personaggi secondari buoni e cattivi sentono il bisogno continuo di proferire scemenze senza interruzione né pietà per lo spettatore).

Quando ho visto che era disponibile il secondo capitolo della saga dell’immortale finlandese Sisu perciò mi ci sono buttata a pesce, e non sono rimasta affatto delusa.

Per una storia di vendetta, l’idea di partenza è molto carina, e cioè il fatto che il protagonista, dopo lo sterminio della sua famiglia da parte dei Russi, decida di smontare la sua casa pezzo per pezzo e trasferirla oltre il nuovo confine con l’Unione Sovietica per mantenerla in territorio finlandese. Inutile dire che proveranno ad ostacolare questo suo progetto in tutti i modi, e inutile dire che finiranno tutti male, anzi malissimo.

Accettate le premesse dell’azione esagerata e del sangue che scorre a fiumi, devo ammettere che in un paio di sequenze sono davvero scoppiata a ridere di gusto, e che la silenziosità degli acerrimi nemici, Sisu e l’infame che gli ha sterminato la famiglia, richiama alla mente alcune atmosfere western, offrendo spazi di tranquillo silenzio tra le urla e le esplosioni.

Sisu – Il Vendicatore non è certamente un film per tutti, perché è visivamente molto violento, ma mi sento di consigliarlo a chi ami il genere action condito con un po’ di umorismo e in questo ambito cerchi qualcosa di un po’ diverso dal solito.

Voto: 3 Muffin

Voice Art

Disponibile su RaiPlay Sound, Voice Art è un podcast in 10 episodi da circa 30 minuti ciascuno ideato e condotto da Pino Insegno, celebre attore e doppiatore italiano, insieme alla moglie Alessia Navarro, anche lei attrice e doppiatrice.

Nel corso delle puntate, ciascuna delle quali ospita un professionista della voce appartenente a un diverso ambito (medico, psicologo, doppiatore…), viene analizzata e raccontata l’importanza della voce da diversi punti di vista, a partire dal suo funzionamento fisiologico, passando per le problematiche cui può essere soggetta, per affrontare poi in modo più specifico le caratteristiche che deve avere la voce di un doppiatore professionista. E qui interviene lo stesso Pino Insegno, doppiatore di attori affermati come Jamie Foxx, Viggo Mortensen, Will Ferrell, Sacha Baron Cohen e Michael Shannon, che correda le sue spiegazioni con gustosi aneddoti sulla sala doppiaggio.

L’episodio conclusivo affronta poi un tema di grande attualità come la possibilità di replicare artificialmente una voce umana grazie all’AI.

Un viaggio interessante, dettagliato ma fruibile per chiunque, alla scoperta delle caratteristiche e potenzialità della voce umana.

Per adesso esiste una sola stagione, ma chi lo sa…

Buon ascolto!

Gli Avventurieri dell’Aria

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Gli Avventurieri dell’Aria

Titolo originale: Only Angels have Wings

Anno: 1939

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Cary Grant, Jean Arthur, Thomas Mitchell, Rita Hayworth

Dove trovarlo: RaiPlay

Geoff (Cary Grant) dirige un piccolo aeroporto a Barranca, immaginaria località del Sud America, trasportando oltre le Ande la posta, ma a volte anche carichi pericolosi come la nitroglicerina. Il lavoro è pericoloso e i piloti rimangono facilmente feriti o uccisi. Nonostante questo Bonnie Lee (Jean Arthur) si innamora irrimediabilmente di Geoff e vorrebbe rimanergli accanto, ma Geoff, scottato da una precedente relazione, sembra volerla tenere lontana…

Che film bizzarro. Non potevo chiedere di meglio come ultima visione, ahimè, di questo ciclo di grandi classici di Hollywood che tanto mi ha appassionata. Gli Avventurieri dell’Aria appartiene a molti generi diversi: romantico, avventuroso, commedia, drammatico. E qui sta la sua forza, nell’equilibrio tra tutte queste sfaccettature emotive che trascinano lo spettatore in un volo, come da ambientazione, tra emozioni e sentimenti di ogni genere e sorprende ad ogni virata (sempre a tema) di registro. Scene di commedia con rapidi scambi di battute e personaggi strampalati si alternano a momenti di avventura e anche di tensione durante le meravigliose sequenze di volo, mentre drammi dall’impostazione teatrale (il bar di Barranca è la location principale del film) e struggimenti romantici si dipanano sullo sfondo di una vita vissuta tra rischi mortali, fumo e bevute senza freno. Si ride, si piange, ci si appassiona e si trattiene il fiato mentre i piloti rischiano la vita per consegnare la posta e la splendida ex fidanzata Rita Hayworth scombina le carte in tavola. Cary Grant dimostra di poter reggere benissimo un ruolo così complesso e sfaccettato: il suo Geoff è sì un gran seduttore, ma anche un romantico disilluso, un pilota spavaldo e un amico affezionato, un uomo apparentemente cinico ed egoista ma in realtà spaventato dall’idea di una nuova relazione e da quella di perdere le persone care. Fondamentale poi il ruolo di Kid per Thomas Mitchell, la punta di diamante di un cast molto ben affiatato e scelto con sapienza dal grande regista Howard Hawks, che sembra quasi voler racchiudere in questo film l’essenza di tutti i suoi capolavori, mescolando commedia romantica, western e noir in una miscela davvero esplosiva.

Se amate i grandi classici di Hollywood fatevi un regalo e gustatevi Gli Avventurieri dell’Aria (in originale Only Angels have Wings, “Solo gli angeli hanno le ali”), magari nella versione originale messa a disposizione da RaiPlay.

Funny Girl

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Funny Girl

Anno: 1968

Regia:  William Wyler

Interpreti: Barbra Streisand, Omar Sharif, Walter Pidgeon

Dove trovarlo: RaiPlay

Fanny Brice (Barbra Streisand) sogna di diventare famosa come cantante e di sposare l’affascinante Nick (Omar Sharif). Ma quando i suoi sogni si realizzeranno, dovrà fare i conti con la vera natura dell’uomo che crede perfetto.

Inizio con una confessione: conoscevo questo film solamente per la scena di In&Out in cui gli amici di Howard (Kevin Kline) glielo propongono come visione per il suo addio al celibato, idea che lo fa inorridire visto che sta combattendo contro la sua omosessualità non ancora dichiarata e che proprio la sua passione per l’attrice Barbra Streisand ha portato alla nascita dei primi pettegolezzi sulla sua virilità.

Conoscevo invece la Streisand per altri titoli decisamente scanzonati e leggeri, come Il Gufo e la Gattina oppure Hello, Dolly!, ed ecco perchè mi ha così stupito scoprire che nel 1969, all’assegnazione del premio Oscar per la migliore interpretazione femminile, c’è stato un ex-aequo tra lei e Katherine Hepburn, attrice di innegabile e comprovata bravura.

Eppure, dopo aver visto Funny Girl, non nutro più alcun dubbio sull’immenso talento non solo canoro e comico della Streisand, ma anche drammatico. Infatti la protagonista Fanny Brice, nonostante il nome che assona proprio con il “funny” (=”divertente”) del titolo, non è semplicemente una soubrette, ma una donna irrimediabilmente innamorata di un uomo affascinante e sicuro di sé ma anche egoista, orgoglioso e ludopatico, che per questo attraverserà momenti di profonda irrequietezza e disperazione. Ho adorato il modo in cui Barbra riesce a passare dal dramma alla comicità in un battito di ciglia, e posso capire senza difficoltà come i suoi atteggiamenti e la sua spavalderia, oltre ai suoi outfit mozzafiato, ne abbiano fatto la grande icona che è e sarà sempre.

Funny Girl è un bellissimo musical, che contiene pezzi divenuti imprescindibili come Don’t Rain on my Parade e in cui non mancano piume e lustrini, ma che racconta anche di come una storia d’amore iniziata come una favola possa avere risvolti tesi e drammatici.

Non fatevi spaventare dalla lunghezza di 2 ore e mezza, il film, anche grazie ai numeri musicali, vi incanterà, vi delizierà e vi sorprenderà, ma alla fine vi farà anche stare in pena per l’innamoratissima Fanny e applaudire al fascino e al talento senza confini di Barbra.

Non perdetevi una parola né un gesto nei dialoghi tra la madre di Fanny e le altre signore del quartiere, perché sono esilaranti!

La Signora del Venerdì

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

La Signora del Venerdì

Titolo originale: His Girl Friday

Anno: 1940

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Cary Grant, Rosalind Russell, Ralph Bellamy

Dove trovarlo: RaiPlay

Hildy Johnson (Rosalind Russell), giornalista d’assalto, si presenta in redazione con il futuro marito Bruce (Ralph Bellamy) per salutare tutti i colleghi, visto che ha deciso di abbandonare la carriera giornalistica per fare la moglie e la madre. Ma il suo principale nonchè ex marito Walter Burns (Cary Grant) non ha intenzione di rinunciare a lei facilmente…

Tratto dalla pièce teatrale di Ben Hecht e Charles MacArthur dal titolo Front Page (Prima Pagina), il film deve il suo titolo al modo in cui Robinson Crusoe nel romanzo di Daniel Defoe apostrofava il selvaggio abitante dell’isola, cioè “my man Friday”, “il mio uomo Venerdì”, inteso come “il mio servo Venerdì”. Il titolo del film, malamente tradotto in italiano dai titolisti che non hanno colto il riferimento, si collega alla situazione di soggezione in cui Walter vuole tenere Hildy, sia dal punto di vista professionale che da quello sentimentale.

Eppure Hildy, pur essendosi già affrancata dall’ex marito con il divorzio, fin dall’inizio ci sembra ben poco propensa a lasciare davvero il mondo del giornalismo, e nel corso del film si capisce presto che la cronaca d’assalto è la sua vita e che non potrebbe mai farne davvero a meno, anche se forse una piccola parte di lei si era seriamente convinta di volerlo fare.

Il film è composto da una serie pressochè ininterrotta di dialoghi rapidi, frizzanti, con battute fulminanti e continui battibecchi, che avvengono principalmente tra Cary Grant e Rosalind Russell ma sono molto ben sostenuti anche dai personaggi secondari.

Fa eccezione il povero Bruce, oggetto anche di battuta metacinematografica (“Assomiglia a quel divo di Hollywood, Ralph Bellamy!” afferma Cary Grant): fin dall’inizio è evidente che Bruce non rientra in quella dinamica di botta, risposta e rapida reazione, appare sempre spaesato e fuori posto, il perfetto pollo da prendere in giro per il furbo e spregiudicato Walter.

Lo spettatore non ha un attimo di respiro tra una stoccata e l’altra, l’arguzia dei dialoghi e della sceneggiatura (basata come già detto su un’opera teatrale, quindi molto solida e precisa) è impeccabile e lascia incantati, anche se un po’ storditi.

Per questo consiglio molteplici visioni, perché è inevitabile perdersi qualcosa nello spassoso guazzabuglio, e se possibile consiglio anche la visione in lingua originale, che RaiPlay fortunatamente ci permette.

Tuttavia, personalmente, io preferisco il film che Billy Wilder ha tratto dalla stessa pièce nel 1974, Prima Pagina (Front Page), in cui i protagonisti sono gli ottimi Jack Lemmon (nel ruolo di Hildy) e Walter Matthau (nel ruolo di Walter), in cui la questione sentimentale viene dimenticata in favore di uno scambio ancora più divertente tra i due personaggi – inoltre è dolcissima la giovane Susan Sarandon nei panni della sposina abbandonata.

In ogni caso La Signora del Venerdì resta una splendida commedia dal ritmo frenetico, con battute memorabili, interpreti eccellenti e una poco velata critica al giornalismo d’assalto statunitense – nonostante l’evidentemente sarcastico disclaimer iniziale.

Gilda

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Gilda

Anno: 1946

Regia: Charles Vidor

Interpreti: Rita Hayworth, Glenn Ford, George Macready

Dove trovarlo: RaiPlay

Johnny (Glenn Ford) vivacchia racimolando denaro con il gioco d’azzardo, grazie a dadi truccati e alla sua abilità e rapidità di mano, finché un uomo sconosciuto (George Macready), dopo averlo salvato da una rapina, in virtù delle sue particolari competenze gli offre un lavoro nel suo casinò. Tutto procede bene finché l’amico Ballin non porta a casa una donna bellissima, Gilda (Rita Hayworth), presentandola come sua moglie. Ma per Johnny Gilda non è affatto una sconosciuta…

Fortunatamente RaiPlay mette a disposizione anche in questo caso l’audio originale del film, perchè con la trasposizione italiana, per quanto ben fatta, inevitabilmente si perde una battuta che, in pochissime parole, condensa il senso dell’intero film. Quando Ballin presenta per la prima volta a Johnny sua moglie Gilda, lo conduce direttamente nella stanza di lei, e bussando alla porta le domanda: “Are you decent?”, che significa naturalmente: “Sei presentabile?”, ma in inglese ha anche un’altra sfumatura che in italiano di perde, ovvero: “Sei una donna decente, accostumata?” E Gilda, scuotendo la sensazionale chioma, risponde: “Me?” ovvero: “Chi, io?”, come se non si riconoscesse proprio in quell’idea di donna morigerata e ben educata, e dubitasse perfino che il marito stia parlando di lei.

Questa scena all’apparenza semplicissima racchiude e anticipa già tutto il dramma e l’ambiguità che caratterizzeranno i rapporti tra i tre protagonisti. Johnny è riconoscente a Ballin per averlo tirato via dalla strada e aver fatto di lui qualcuno, ma non può fare a meno di desiderare sua moglie, di cui presto capiamo conosce un passato che invece l’amico ignora. Ballin ha fiducia sia nella moglie che nell’amico, ma allo stesso tempo li tiene entrambi sotto controllo e sotto scacco, comportandosi con le persone care come fa con i soci o i rivali in affari. Gilda è divisa tra un’identità di moglie devota, che le va molto stretta, quella di sgualdrina, che comunque non la rende felice, e l’amore che suo malgrado prova per Johnny, il migliore amico di suo marito. Il regista Charles Vidor è abilissimo nel costruire la suspense e nel tenere lo spettatore in sospeso fino alla fine, con continue rivelazioni e ribaltamenti che rendono molto difficile prevedere il finale e giudicare Gilda e Johnny, che sono allo stesso tempo infidi e bugiardi ma anche appassionati e tormentati. Il film è benedetto dalle interpretazioni superbe di Glenn Ford, qui giovane e affascinante più che mai, e Rita Hayworth, che giustamente con il ruolo di Gilda è entrata per sempre nell’immaginario collettivo e che ci incanta, oltre che con outfit mozzafiato, anche con esibizioni canore indimenticabili.

Gilda è una storia d’amore, un thriller, un dramma, ma soprattutto è un grande film della Hollywood classica che ogni amante del cinema dovrebbe vedere.

Quando mio figlio, da piccolo, indicò la calamita attaccata al frigo con l’immagine di Rita Hayworth in Gilda dicendo: “Mamma!” non mi avrebbe potuto fare complimento più grande.

Voto: 4 Muffin

La Ragazza del Secolo

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

La Ragazza del Secolo

Titolo originale: It Should Happen to You

Anno: 1953

Regia: George Cukor

Interpreti: Judy Holliday, Jack Lemmon

Dove trovarlo: RaiPlay

Gladys Glover (Judy Holliday) è un’ingenua, dolce e bellissima ragazza di provincia arrivata a New York per diventare famosa. Pete (Jack Lemmon) è un giovane cameraman che si innamora di lei, ma Gladys è così concentrata sul suo sogno di gloria che non sembra accorgersi di lui, nemmeno quando lui si trasferisce a vivere nel suo stesso palazzo per starle vicino.

Finalmente ho capito perchè qualcuno paragoni Judy Holliday a Marilyn Monroe: sebbene Marilyn avesse una bellezza e una sensualità più decise, Judy conquista immediatamente tutti, spettatori e personaggi, con la sua bellezza semplice e l’ingenuità infantile e spiazzante che riesce a conferire al suo personaggio. Gladys non sa come diventare famosa, e sa di non avere talenti particolari, ma la sua determinazione la porterà alla fine a conquistare il suo obiettivo… Ma si accorgerà ben presto che la notorietà e il denaro non sono così soddisfacenti come pensava e che le cose davvero importanti sono altre.

La trama di questo film è così semplice da sembrare ridicola, a raccontarla: una ragazza diventa famosa e poi ricca semplicemente scrivendo il suo nome a lettere cubitali su un cartellone pubblicitario. Eppure la bravura di Judy Holliday non solo rende il tutto credibile, ma ci porta a prendere davvero a cuore le sorti di Gladys e a struggerci in anticipo perchè noi capiamo prima di lei a cosa sta andando incontro e cosa invece si sta lasciando sfuggire.

Jack Lemmon è l’attore perfetto per incarnare l’innamorato ignorato, oggi diremmo “friendzonato”, che cerca in ogni modo di evitare a Gladys la delusione a cui sta andando inevitabilmente incontro.

Una commedia rosa ma anche molto divertente, adatta a tutti, scacciapensieri e perfetta per chi come me conosce l’attrice Judy Holliday solo di nome ma non l’ha mai vista recitare: una vera rivelazione.

Voto: 3 Muffin