La Villa portoghese

Titolo originale: Una quinta portuguesa

Anno: 2025

Regia: Avelina Prat

Interpreti: Manolo Solo, Maria de Medeiros

Fernando (Manolo Solo) vive in Spagna, insegna geografia all’università ed è sposato con Milena, originaria della Serbia. Un giorno, senza alcuna spiegazione, Milena lascia il marito e il paese per tornare in Serbia. Sconvolto e destabilizzato, Fernando, alla ricerca di un nuovo equilibrio, si reca in Portogallo, dove fa conoscenza con un giardiniere, Manuel, che gli racconta di una splendida villa in cui dal giorno successivo si trasferirà per lavorare. Quando improvvisamente Manuel muore per un attacco di cuore, Fernando non ci pensa troppo su prima di assumere la sua identità e recarsi a lavorare nella tenuta Magnolie Bianche al posto suo.

All’inizio del film non facciamo alcuna fatica a capire come mai la moglie di Fernando se ne sia andata: probabilmente è l’uomo più noioso del mondo. Lei ha resistito ben tre anni, mentre per lo spettatore è difficile tenere gli occhi aperti per tre minuti!

Scomparsa la moglie, i vari enti regionali portoghesi elencati nei lunghissimi titoli di testa iniziano a reclamare, perciò vediamo le bellezze del Portogallo, il mare, le piante eccetera.

Quando ci svegliamo dal torpore, Fernando si è già integrato nella villa portoghese del titolo, e non ha avuto alcuna difficoltà a prendere il posto del defunto giardiniere, occupandosi da solo dell’intera tenuta. Lui, che aveva giusto due piantine sul terrazzo di casa. Prendiamo atto. Dopodiché non succede niente. E poi, non succede niente. E continua a non succedere niente mentre gli anni passano. Fernando ritorna in Spagna, conosce una donna, la segue, eccetera. Onestamente, non ci interessa. Non interessa a nessuno. Nemmeno all’ente del turismo secondo me. Non svelo il finale… perchè tanto, lo avrete intuito, non succede niente.

La Villa portoghese non è un film brutto, ma è certamente un film noioso, che non ha niente di particolare da dire e non sa come dirlo. Poteva essere più divertente e mostrare le peripezie di un falso giardiniere in terra straniera, poteva essere più introspettivo, più filosofico, più drammatico… Non sapendo scegliere, non è niente. L’unico spunto narrativo vagamente interessante (la piantagione di magnolie) viene presto dimenticato e finisce nel nulla, come tutto il resto. Ma con tante piante intorno.

Voto: 1 Muffin