Father Mother Sister Brother

Anno: 2025

Regia: Jim Jarmusch

Interpreti: Adam Driver, Tom Waits, Mayim Bialik, Cate Blanchett, Charlotte Rampling, Vicky Krieps

Tre episodi distinti che mostrano tre diversi nuclei familiari e le difficoltà di relazione presenti in ciascuno. Il primo episodio è ambientato in America (fratello e sorella fanno visita al padre), il secondo in Irlanda (due sorelle fanno visita alla madre) e il terzo in Francia (fratello e sorella, gemelli, affrontano la morte dei genitori).

Io non ho proprio nulla contro i film dal ritmo lento, i dialoghi dilatati, gli accadimenti ridotti all’osso. E non ho nulla contro i film a episodi, o contro gli elementi che possono ritornare da un episodio all’altro. E tanto meno sono contro le inquadrature curate, i colori perfetti, le composizioni impeccabili. Però, gradirei che tutto ciò avesse poi un senso. Un’idea di fondo, un messaggio da trasmettere, una riflessione da instillare. In questo film invece non c’è nulla al di fuori della forma, patinata e controllatissima, impreziosita, bisogna proprio dirlo, da egregie prove attoriali: ma per dire cosa? Che a volte i rapporti familiari sono freddi e formali? Che a volte non sappiamo niente dei nostri parenti più prossimi? Non si sa. O almeno, io non ho proprio capito cosa Jim Jarmusch volesse comunicare ed esprimere con questo film. Non esiste un tratto comune che leghi gli episodi, né per similitudine né per contrasto, se non tutti quegli elementi così ridondanti da risultare alla fine ridicoli che ritornano nei tre episodi: i personaggi vestiti del medesimo colore, il Rolex forse autentico e forse no, gli skaters al rallentatore, e quella strana battuta sullo zio che non ho capito.

Rimarco il fatto che gli attori facciano a gara di bravura, ma il loro talento è sprecato in questa narrazione senza costrutto né intenzione. Aggiungo che le animazioni con i luccichini che separano gli episodi sono tremende.

Da vedere solo per i completisti di Jarmusch, dei quali io di certo non faccio parte.

Voto: 1 Muffin

13 pensieri riguardo “Father Mother Sister Brother

      1. Lui è un grande, un gigante del cinema indipendente statunitense. Tra i suoi film più belli ti consiglio “Solo gli amanti sopravvivono”, “Paterson”, “Broken Flowers”, “Dead Man” e cose super indie come “Stranger Than Paradise”. Tanta roba che merita 🙂

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  1. I tre episodi raccontano storie diverse, in latitudini diverse (nord-est degli Stati Uniti, Dublino, Parigi), ma con una medesima idea di cinema. Quella di Jim Jarmusch, paladino di un’estetica che rifugge dalle regole hollywoodiane, preferendo giocare con lo stile e rifinirlo con la poesia. Ho trovato il film all’altezza dei suoi momenti migliori, perfettamente in linea con la sua estetica. Se lo spettatore, del tutto legittimamente, si aspetta che “succeda qualcosa”, che i protagonisti si battano per raggiungere i propri obiettivi mentre si avvicinano mano a mano alla meta, beh, questo film, come parecchi altri di Jarmusch, non può che lasciare insoddisfatti. Il personaggio di Tom Waits, però, vale il prezzo del biglietto.

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