
Titolo originale: Teen Wolf
Anno: 1985
Regia: Rod Daniel
Interpreti: Michael J. Fox, Jerry Levine
Dove trovarlo: Prime Video
Scott (Michael J. Fox) è un adolescente che affronta i classici problemi legati all’età: le ragazze, i professori, le delusioni sportive, la popolarità, la difficoltà di comunicare con il padre… Ma tutto cambia quando Scott scopre di essere, proprio come suo padre, un lupo mannaro…
Voglia di vincere non è un film sulla licantropia. Invece è un film che tratta un aspetto dell’adolescenza che era fondamentale e problematico nel 1985 e lo è altrettanto, se non di più, oggi: la popolarità ad ogni costo. Il fatto che Scott si trasformi in un lupo mannaro non è che una metafora per indicare il fatto che diventi, in modo improvviso e ingiustificato, il ragazzo più popolare della scuola. Questo è chiaro per il fatto che nessuno si stupisce, se non molto brevemente, di questa sua peculiarità, e che non arrivino mai né giornalisti, né scienziati, né agenti governativi per indagare sulla questione, che pure diventa immediatamente di pubblico dominio. Inoltre, nessuno è mai spaventato da Scott nella sua nuova forma; al contrario, ciò che accade è che lui diventa immediatamente il più popolare della scuola, vale a dire il sogno di qualunque liceale.
Una volta consapevole della sua doppia natura, improvvisamente Scott riesce in tutto ciò che fa e ottiene tutto ciò che desidera: vittorie sportive, fama, ragazze, perfino bei voti a scuola.
Ma presto si rende conto che tutti quei successi non hanno valore né significato, perché lungo la strada ha perso di vista ciò che conta davvero: affetto, amicizia, lealtà, condivisione.
Fortunatamente non troppo tardi per rimediare ai suoi errori.
A vederlo oggi, quando per mezzo dei social è ancora più semplice ottenere una rapida e facile popolarità salvo poi perderla nel giro di poche ore, questo film è ancora più efficace nel descrivere gli effetti deleteri del successo non meritato e quelli benefici della fiducia in se stessi e dell’aderenza a valori e principi solidi.
Ho apprezzato molto il film, che parla efficacemente a spettatori di tutte le età con un linguaggio semplice e immediato ma non per questo rozzo o sciocco; il messaggio non è dei più originali naturalmente, ma a quanto pare non siamo mai stanchi dei film che ci mettono in guardia dalle insidie di un’età splendida quanto complicata.
In modo molto coerente il regista Rod Daniel sceglie di non abusare degli effetti speciali, utilizzando invece unghie, denti e peli posticci per mostrare la trasformazione di Scott (e di suo padre), cosa che vista oggi sicuramente fa sorridere ma che è efficace per gli scopi della narrazione.
Un altro tema importante è quello della difficoltà che spesso incontrano gli adulti nel comprendere e affrontare i problemi dei giovani, e ci viene mostrato con una serie di insegnanti superficiali, rancorosi, egoisti e stolidi.
Una delle battute più divertenti infatti riguarda i consigli elargiti del professore di educazione fisica ad uno Scott in piena crisi emotiva e morale: “Non comprare mai un’automobile da un venditore che si chiama come una città”. Imprescindibile.
Michael J. Fox, che interpreta Scott nello stesso anno, il 1985, in cui entra nell’immaginario collettivo con Ritorno al Futuro, interpreta perfettamente un ragazzo confuso, indeciso, insicuro, che di colpo diventa un vincente, spavaldo e rubacuori.
Degna di nota anche l’interpretazione di Jerry Levine nel ruolo del migliore amico Stiles, le cui bizzarre t-shirt e la cui simpatia travolgente meritano un pollice in su.
Perfette anche le musiche, che calzano a pennello per ogni diversa scena e descrivono i variegati stati d’animo con i loro testi e con le loro note.
Teen Wolf (questo il titolo originale) è adatto a tutta la famiglia, perché la trasformazione in licantropo, come dicevo, è più buffa che spaventosa, e anche le scene di feste e approcci tra i ragazzi sono estremamente castigate.
Voto: 3 Muffin
