Clarence, il leone strabico

Titolo originale: Clarence, the Cross-Eyed Lion

Anno: 1965

Regia: Andrew Marton

Interpreti: Marshall Thompson, Betsy Drake, Richard Haydn, Cheryl Miller

Nella savana africana il dottor Mark Tracy (Marshall Thompson), un veterinario americano, e la figlia Paula (Cheryl Miller) si imbattono in un leone che non è in grado di cacciare, e quindi di nutrirsi… perché strabico! Mentre si prendono cura del leone Clarence, si ritroveranno anche a gestire la smodata simpatia di un serpente e di uno scimpanzè per il professor Rowbotham (Richard Haydn) e anche a combattere i bracconieri che vogliono catturare i gorilla studiati dalla bella e dolce Julie (Betsy Drake).

Mi ero intestardita a voler rivedere questo film della mia infanzia, che avevo registrato dalla tv su una videocassetta consumata per le innumerevoli visioni – Mamma Verdurin ci aveva incollato sopra un’immagine della locandina ritagliata dal Telesette perchè io non sapevo ancora leggere! – così, non trovandolo in nessuna piattaforma e poiché non passava mai per televisione, alla fine mi sono comprata il dvd, del tutto privo di contenuti speciali, ma che mi ha permesso di rivedermi dopo tanti anni Clarence, il leone strarbico.

Chiaramente non posso essere del tutto imparziale, riguardo a un film cui sono così tanto affezionata, ma posso dire che, dopo tanti anni, la visione è ancora molto piacevole e divertente, anche se i ritmi sono decisamente sonnolenti rispetto a quelli dei film di adesso.

Sicuramente, per la sensibilità di oggi, il film risente del fatto di avere sulle spalle ben 60 anni. Al giorno d’oggi non potremmo mai vedere un tale dispiegamento di animali in carne ed ossa (leoni, giaguari, scimpanzè, serpenti…) in un film, e il tipo di umorismo ci appare piuttosto stagionato, incentrato soprattutto sulle fobie e l’eccentricità del professor Rowbotham.

A proposito, se vi sembra di aver già visto da qualche parte l’attore che lo interpreta, Richard Haydn, sicuramente avete in mente l’avvocato di Frankenstein Junior che porta a Frederick “testamento di suo grande e famoso nonno”.

Altre piccole curiosità sul cast: la bella Betsy Drake, che interpreta la studiosa di gorilla Julie, nella vita era la moglie di Cary Grant, con cui ha recitato in Ogni ragazza vuol marito, mentre il regista Andrew Marton si è occupato della regia della seconda unità, tra gli altri, del colossal Ben-Hur.

Peccato che, nel doppiaggio italiano, si perdano quasi del tutto le scaramucce tra l’americano dottor Tracy (Marshall Thompson) e l’ufficiale britannico Carter (Alan Caillou).

Non incito a comprare il dvd di questo film per famiglie, ma se per caso vi capita, consiglio a tutti (anche ai bambini più piccoli) la visione di questo simpatico film con il classico finale edificante (e il rispetto per la natura, oggi più che mai, non è un messaggio insignificante) e alcune scene davvero spassose (sfido chiunque a non ridere quando Clarence guida la jeep terrorizzando bracconieri e soldati inglesi).

Voto: 3 Muffin

Voglia di vincere

Titolo originale: Teen Wolf

Anno: 1985

Regia: Rod Daniel

Interpreti: Michael J. Fox, Jerry Levine

Dove trovarlo: Prime Video

Scott (Michael J. Fox) è un adolescente che affronta i classici problemi legati all’età: le ragazze, i professori, le delusioni sportive, la popolarità, la difficoltà di comunicare con il padre… Ma tutto cambia quando Scott scopre di essere, proprio come suo padre, un lupo mannaro…

Voglia di vincere non è un film sulla licantropia. Invece è un film che tratta un aspetto dell’adolescenza che era fondamentale e problematico nel 1985 e lo è altrettanto, se non di più, oggi: la popolarità ad ogni costo. Il fatto che Scott si trasformi in un lupo mannaro non è che una metafora per indicare il fatto che diventi, in modo improvviso e ingiustificato, il ragazzo più popolare della scuola. Questo è chiaro per il fatto che nessuno si stupisce, se non molto brevemente, di questa sua peculiarità, e che non arrivino mai né giornalisti, né scienziati, né agenti governativi per indagare sulla questione, che pure diventa immediatamente di pubblico dominio. Inoltre, nessuno è mai spaventato da Scott nella sua nuova forma; al contrario, ciò che accade è che lui diventa immediatamente il più popolare della scuola, vale a dire il sogno di qualunque liceale.

Una volta consapevole della sua doppia natura, improvvisamente Scott riesce in tutto ciò che fa e ottiene tutto ciò che desidera: vittorie sportive, fama, ragazze, perfino bei voti a scuola.

Ma presto si rende conto che tutti quei successi non hanno valore né significato, perché lungo la strada ha perso di vista ciò che conta davvero: affetto, amicizia, lealtà, condivisione.

Fortunatamente non troppo tardi per rimediare ai suoi errori.

A vederlo oggi, quando per mezzo dei social è ancora più semplice ottenere una rapida e facile popolarità salvo poi perderla nel giro di poche ore, questo film è ancora più efficace nel descrivere gli effetti deleteri del successo non meritato e quelli benefici della fiducia in se stessi e dell’aderenza a valori e principi solidi.

Ho apprezzato molto il film, che parla efficacemente a spettatori di tutte le età con un linguaggio semplice e immediato ma non per questo rozzo o sciocco; il messaggio non è dei più originali naturalmente, ma a quanto pare non siamo mai stanchi dei film che ci mettono in guardia dalle insidie di un’età splendida quanto complicata.

In modo molto coerente il regista Rod Daniel sceglie di non abusare degli effetti speciali, utilizzando invece unghie, denti e peli posticci per mostrare la trasformazione di Scott (e di suo padre), cosa che vista oggi sicuramente fa sorridere ma che è efficace per gli scopi della narrazione.

Un altro tema importante è quello della difficoltà che spesso incontrano gli adulti nel comprendere e affrontare i problemi dei giovani, e ci viene mostrato con una serie di insegnanti superficiali, rancorosi, egoisti e stolidi.

Una delle battute più divertenti infatti riguarda i consigli elargiti del professore di educazione fisica ad uno Scott in piena crisi emotiva e morale: “Non comprare mai un’automobile da un venditore che si chiama come una città”. Imprescindibile.

Michael J. Fox, che interpreta Scott nello stesso anno, il 1985, in cui entra nell’immaginario collettivo con Ritorno al Futuro, interpreta perfettamente un ragazzo confuso, indeciso, insicuro, che di colpo diventa un vincente, spavaldo e rubacuori.

Degna di nota anche l’interpretazione di Jerry Levine nel ruolo del migliore amico Stiles, le cui bizzarre t-shirt e la cui simpatia travolgente meritano un pollice in su.

Perfette anche le musiche, che calzano a pennello per ogni diversa scena e descrivono i variegati stati d’animo con i loro testi e con le loro note.

Teen Wolf (questo il titolo originale) è adatto a tutta la famiglia, perché la trasformazione in licantropo, come dicevo, è più buffa che spaventosa, e anche le scene di feste e approcci tra i ragazzi sono estremamente castigate.

Voto: 3 Muffin