Penn & Teller : Fool Us

Penn Jillette e Teller sono una strana, affiatata e simpaticissima coppia di prestigiatori americani: grande, grosso e chiacchierone il primo, minuto e silenzioso il secondo. Si esibiscono in coppia da decenni e il loro è stato a lungo uno degli show di punta di Las Vegas, ma spesso li si può trovare come ospiti in programmi tv (ad esempio Top Gear o Earth To Ned) o in piccoli ruoli da attori in molteplici film e serie tv (Penn era in Paura e Delirio a Las Vegas, mentre Teller è stato il padre di Amy Farrah Fowler in The Big Bang Theory).

Tutti noi, almeno da piccoli, abbiamo amato i maghi e i trucchi di magia; poi c’è chi come me, anche in età adulta, continua a sbalordirsi quando un coniglio esce da un cappello o una donna segata a metà esce dalla scatola magicamente incolume. Ma ci sono anche molte persone in grado di capire come funzionino i trucchi, le quali godono più della loro prestazione intellettuale che della magia in sé. Lo show Penn & Teller: Fool Us, disponibile su Netflix, nasce per accontentare entrambe le categorie di spettatori. In ogni puntata diversi illusionisti, mentalisti, maghi e prestigiatori si esibiscono davanti ai grandi Penn & Teller nel tentativo di ingannare i maestri con i loro trucchi. Chi riesce nell’ardua impresa vince la possibilità di esibirsi con i due celebri maghi a Las Vegas. Per chi non riesce a ingannare Teller (che a detta di Penn è il vero cervello della coppia), invece, i due prestigiatori hanno sempre un complimento e una parola di incoraggiamento, cosa che non sarebbe possibile in un programma della televisione italiana, in cui chi si mette in gioco viene ad ogni piè sospinto offeso, deriso e denigrato da chi se ne arroga il diritto (sono consapevole del fatto che, trattandosi di programmi tv, la maggior parte di ciò che vediamo è stata stabilita in anticipo, infatti non mi stupisco certo dei concorrenti o dei giudici più o meno qualificati, mi stupisco che agli italiani piaccia vedere persone insultate e svilite per essersi messe in gioco, cosa che non sempre accade con i medesimi format in altri paesi). Quando Penn e Teller riescono a individuare il trucco, inoltre, il concorrente non è costretto a cambiare mestiere, perché il suo trucco non verrà rivelato. Sta alla vostra arguzia scoprirlo, magari con l’aiuto dei piccoli indizi lasciati da Penn e Teller (nel mio caso credo di aver capito giusto un paio dei trucchi più semplici, sentendomi comunque molto intelligente e godendomi invece quelli che mi stupivano davvero). Il programma è condotto dal simpatico comico inglese Jonathan Ross e al termine di ogni puntata Penn & Teller si esibiscono in uno dei loro strabilianti giochi di prestigio.

Per adesso sono disponibili solamente le prima due stagione di Penn&Teller: Fool Us, ma mi auguro che presto arrivino su Netflix anche le cinque stagioni successive, durante le quali si aggiungerà ai due maghi un terzo elemento, la bella e brava Alyson Hannigan (che interpretava Lily in How I Met Your Mother) e si vedranno anche molti ospiti con volti noti (per ora ha partecipato Simon Pegg). Le prime due stagioni non sono doppiate, il che rappresenta uno svantaggio per chi non conosce l’inglese, che intento a seguire i sottotitoli potrebbe non riuscire a godersi al meglio alcune esibizioni. In ogni caso, che siate eterni bambini che ancora si domandano quando lo zio restituirà loro il naso o smaliziati pragmatisti che hanno sempre una spiegazione per tutto, vi consiglio di dare una possibilità a Penn&Teller: Fool Us!

Top Gear

Premessa: io non capisco un bel niente di automobili. Ho preso la patente per pura fortuna e non distinguo una berlina da un camper… Quando mio figlio si è appassionato ai loghi delle case automobilistiche e voleva che identificassi tutte le auto che passavano per strada ho dovuto studiare come neanche per l’esame di Filologia Dantesca… Nonostante questo mi sono appassionata a Top Gear, show britannico trasmesso dalla BBC a partire dal 2002 (esiste anche un format precedente su cui la trasmissione odierna si basa) e in onda ancora oggi, anche se con conduttori diversi. In Italia viene trasmessa, in versione doppiata, nelle ore mattutine da Spike (canale 49). Cosa può mai aver suscitato il mio interesse in una trasmissione completamente incentrata sulle automobili e sui motori? Innanzitutto lo humor britannico che la contraddistingue e la simpatia di quelli che fino al 2015 ne sono stati i conduttori: Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond. Top Gear infatti è un programma di intrattenimento, prima che una rubrica sui motori, e tutti i servizi sono impostati e girati come gag o sketch divertenti, perfettamente comprensibili anche per chi come me non si intende di motori. E non si vedono solamente automobili, ma mezzi motorizzati di ogni genere, dalle moto agli aerei, dai treni a vapore ai carri armati… Ci sono anche le parti che parlano davvero di motori, ma lo fanno sempre con un linguaggio accattivante e accessibile. Sicuramente chi è appassionato di quattro ruote si gode Top Gear ancora più di me, ma io la trovo davvero divertentissima. C’è però una cosa che incontra anche i miei più cari interessi: ogni puntata prevede un ospite famoso che si presti a guidare un’utilitaria sul circuito di Top Gear. Tra questi vi sono personaggi celebri dello sport, della musica, della televisione, ma molto spesso anche del cinema. Faccio solo alcuni nomi che mi vengono in mente: Tom Cruise, Cameron Diaz, Charles Dance, Hugh Jackman, Benedict Cumberbatch, Simon Pegg, Michael Gambon, Helen Mirren, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry, Ewan McGregor, Ron Howard… Insomma, quanto basta per far gongolare qualunque cinefilo. È incredibilmente divertente scoprire come Tom Cruise sia davvero un asso al volante, mentre Ron Howard un completo disastro… Naturalmente non si parla solo di automobili, i conduttori discutono con gli ospiti di qualunque argomento, dall’imbarazzo di Hugh Jackman in una sauna giapponese alle peculiari app dello smartphone di Stephen Fry… Goduria assicurata per ogni cinefilo!