
Anno: 2025
Regia: Silvio Soldini
Interpreti: Elisa Schlott, Max Riemelt, Alma Hasun
Nel 1943 Adolf Hitler decide di trasferirsi da Berlino a un nascondiglio più sicuro nella foresta tedesca, nella speranza di sfuggire così a ogni possibile complotto o attentato ai suoi danni. Sempre allo stesso scopo vengono selezionate, nel paesino più vicino al nuovo rifugio del Führer, otto donne giovani e sane il cui compito sarà quello di assaggiare quotidianamente i pasti di Hitler prima che lui li consumi.
Il film è tratto dal romanzo omonimo scritto nel 2018 da Rosella Postorino e ispirato alla vera storia di Margot Wölk, l’unica tra le assaggiatrici di Hitler a sopravvivere alla Seconda Guerra Mondiale, la quale ha deciso di raccontare la sua storia solamente nel 2012, ormai quasi centenaria, tale era stato il trauma procuratole da quell’episodio della sua vita. I personaggi e i dettagli della storia sono inventati, ma alla base rimane l’autenticità del racconto di Margot Wölk e della reale sofferenza delle donne tedesche durante la guerra. Il film è scorrevole e non annoia mai, pur raccontando una storia lontana dai clamori e dalla tragicità delle trincee. Ma anche il rifugio, chiamato la Tana del Lupo, è a suo modo una trincea, in cui otto donne, molto diverse tra loro, rischiano ogni giorno la vita: basterebbe infatti un solo boccone avvelenato, anche se destinato al Führer, per porre fine immediatamente alle loro vite. Vite che si assomigliano, anche se i personaggi, molto ben caratterizzati, sono tutti differenti per convinzioni, speranze e illusioni/disillusioni.
Le Assaggiatrici si aggiunge al lunghissimo elenco di film che raccontano la Seconda Guerra Mondiale, ma la sua forza è nella vicenda narrata, molto poco conosciuta, e nel voler raccontare senza giudicare punti di vista molto diversi, a volte in evoluzione, che le donne tedesche hanno sulla guerra in atto. Dal sostegno fanatico a Hitler, alla disillusione completa, alla speranza forse immotivata; dalla certezza della vittoria al desiderio di sconfitta per la propria patria, purché porti la fine del conflitto e di quella vita che non è vita.
Una visione non certo allegra ma molto meno drammatica di altri film sul tema, che porta a riflettere più che a piangere, pur provando una forte empatia per le vicissitudini di queste donne così lontane eppure così vicine.
Voto: 3 Muffin
Ho letto pareri molto diversi sul film, che mi hanno fatto desistere dal guardarlo al cinema
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Io l’ho visto proprio al cinema e l’ho trovato molto interessante, una aspetto della Seconda Guerra Mondiale poco conosciuto raccontato bene, anche se non è il film più intenso che io abbia visto sul quel periodo di certo.
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How interesting – I guess I’d never thought of something like this. And it’s true so even better.
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It’s a true story, even if not known until a few years ago, it’s very interesting.
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Anche i tuoi post sono sempre molto interessanti.
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Grazie wwayne! Ma parlando di film così interessanti è anche facile poi avere qualcosa di significativo da dire 🙂
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Anche questo libro è molto significativo nella sua semplicità: https://wwayne.wordpress.com/2025/05/23/spero-di-farcela/
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Pensa che avevo adocchiato il libro della Postorino, all’epoca della sua uscita, in quanto affronta un argomento decisamente intrigante – pur se terribile – ma poi non ho mai trovato la spinta giusta per leggerlo: non sapevo fosse diventato un film, e a questo punto me lo segno. Grazie per la dritta 😉
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Il film è davvero molto interessante per l’ angolazione particolare da cui inquadra la guerra. Non ho letto il libro ma mi è stato detto da chi lo ha fatto che il film è molto aderente.
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Film interessante, che non sono ancora riuscito a vedere causa pessima distribuzione. Ma su Soldini metto la mano sul fuoco, regista interessante da sempre.
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Infatti se non fosse stato per il cineforum di zona non sarei riuscita a vederlo nemmeno io. Sicuramente un film molto interessante.
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