
Titolo originale: The Penguin Lessons
Anno: 2024
Regia: Peter Cattaneo
Interpreti: Steve Coogan, Jonathan Pryce
Il Professor Tom Michell (Steve Coogan) viene assunto come insegnante di inglese in un esclusivo istituto superiore in Argentina, dove non riesce a far breccia nel cuore degli alunni, ragazzi ricchi e viziati che non hanno alcun interesse per la letteratura. Ma le cose cambieranno quando Tom salva un pinguino da una macchia di petrolio e, inizialmente suo malgrado, decide di tenerlo con sé…
La cosa più interessante di questo film, che si colloca tra la commedia, la storia di formazione e l’analisi storico-culturale, è che è tratto da una storia vera. Il professor Michell adottò veramente, negli anni ‘70, un pinguino che portò spesso con sé durante le lezioni e le attività scolastiche per destare l’interesse e la curiosità dei suoi svogliati studenti. Non solo l’intera vicenda è raccontata dallo stesso Michell in un libro, ma nei titoli di coda del film vengono mostrati alcuni filmati del pinguino che nuota felice nella piscina della scuola.
A parte questo, e la scelta encomiabile di utilizzare per le riprese un vero pinguino (anzi due) anzichè qualche sgorbio realizzato in CGI, il film non eccelle per originalità né ritmo, alternando con poca maestria siparietti comici legati all’animaletto con i drammi dei rapimenti e delle morti senza spiegazioni che travagliavano l’Argentina in quel periodo.
Il Professore e il Pinguino rimane comunque un film piacevole, un patinato racconto di formazione (o meglio presa di coscienza) che non brilla ma nemmeno infastidisce, con un ottimo attore protagonista (Steve Coogan) e dei bravi comprimari (sacrificato il talentuoso e simpatico Jonathan Pryce nel ruolo stereotipato del preside che “non vuole problemi”).
Una visione non proprio imperdibile ma del tutto potabile, con alcune scene molto divertenti e altre commoventi.
Voto: 3 Muffin
non so
concordo che in sti film non a budget illimitato la cgi venga male, ma pure usare animali veri non è bellissimo al giorno d’oggi; la cgi toglie stress a loro e a noi
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Hai ragione, ma mi piace pensare che, al giorno d’oggi, gli addestratori di animali per il cinema utilizzino metodi del tutto non violenti e non coercitivi con gli animali. Spero di non illudermi…
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Speriamo bene.
Non credo si potesse fare diversamente per il budget. Se si limitano a casi sporadici e con mille attenzioni (speriamo) credo sia accettabile.
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Naturalmente il benessere degli animali è la prima priorità, ma c’è da dire che un film con animali veri anzichè in CGI ha tutto un altro effetto.
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