Ultimo Schiaffo

Anno: 2026

Regia: Matteo Oleotto

Interpreti: Massimiliano Motta, Adalgisa Manfrida, Giuseppe Battiston

Petra (Adalgisa Manfrida) e Jure (Massimiliano Motta), sorella e fratello, vivono di espedienti in un paesino che lascerebbero volentieri, se non fosse per la madre lì ricoverata in un ospizio e affetta da grave demenza, tanto da non riconoscere i suoi figli quando la vanno a trovare. Jure e Petra, senza padre né istruzione, vivono di lavoretti ed espedienti non sempre legali pur di pagare le cure della madre e procurarsi il necessario per vivere.

Temo di non aver proprio capito questo film. Oltre al fatto che la recitazione, come purtroppo spesso accade nel nostro Paese, lascia parecchio a desiderare in tutti i comprimari (salvo i due giovani protagonisti che invece sono molto bravi), e la colonna sonora è invadente e urticante non solo nel volume, non sono riuscita ad afferrare il tono, che oscilla tra quello di una commedia che non fa ridere, di una denuncia sociale che non indigna, di un dramma che però è sporcato da un umorismo nero che proprio non funziona. Si potrebbe anche parteggiare per i due protagonisti, lui buono e ingenuo, lei rozza e opportunista, e per il loro rapporto così forte, ma la sceneggiatura incredibile (nel senso di non credibile) e alcune inspiegabili virate di tono lo rendono quasi impossibile. Realistico e surreale si mescolano in maniera confusa, creando una storia da una parte del tutto credibile ma dall’altra impossibile da riconoscere come vicina, lasciando sì alcune sensazioni nette nello spettatore, ma nel complesso costruendo un’impalcatura troppo fragile di vicende ed emozioni destinata a sgretolarsi non appena si riaccendono le luci della sala.

Non mi sento proprio di consigliarlo, anche se indubbiamente c’è di molto peggio.

Voto: 1 Muffin

6 pensieri riguardo “Ultimo Schiaffo

  1. A giudicare dalla locandina i commerciali ce l’hanno messa tutta: tra ironia e commedia nera.
    Quasi quasi scrivevano: “una commedia che non fa ridere, un dramma che non fa piangere”.
    Che cos’è? Un uccello, un aereo, no, è sù pèr màn (e fa il gesto dell’omino che cammina su una mano).
    Seguirò il consiglio dei muffin-voto.

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