Voice Art

Disponibile su RaiPlay Sound, Voice Art è un podcast in 10 episodi da circa 30 minuti ciascuno ideato e condotto da Pino Insegno, celebre attore e doppiatore italiano, insieme alla moglie Alessia Navarro, anche lei attrice e doppiatrice.

Nel corso delle puntate, ciascuna delle quali ospita un professionista della voce appartenente a un diverso ambito (medico, psicologo, doppiatore…), viene analizzata e raccontata l’importanza della voce da diversi punti di vista, a partire dal suo funzionamento fisiologico, passando per le problematiche cui può essere soggetta, per affrontare poi in modo più specifico le caratteristiche che deve avere la voce di un doppiatore professionista. E qui interviene lo stesso Pino Insegno, doppiatore di attori affermati come Jamie Foxx, Viggo Mortensen, Will Ferrell, Sacha Baron Cohen e Michael Shannon, che correda le sue spiegazioni con gustosi aneddoti sulla sala doppiaggio.

L’episodio conclusivo affronta poi un tema di grande attualità come la possibilità di replicare artificialmente una voce umana grazie all’AI.

Un viaggio interessante, dettagliato ma fruibile per chiunque, alla scoperta delle caratteristiche e potenzialità della voce umana.

Per adesso esiste una sola stagione, ma chi lo sa…

Buon ascolto!

Gli Avventurieri dell’Aria

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Gli Avventurieri dell’Aria

Titolo originale: Only Angels have Wings

Anno: 1939

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Cary Grant, Jean Arthur, Thomas Mitchell, Rita Hayworth

Dove trovarlo: RaiPlay

Geoff (Cary Grant) dirige un piccolo aeroporto a Barranca, immaginaria località del Sud America, trasportando oltre le Ande la posta, ma a volte anche carichi pericolosi come la nitroglicerina. Il lavoro è pericoloso e i piloti rimangono facilmente feriti o uccisi. Nonostante questo Bonnie Lee (Jean Arthur) si innamora irrimediabilmente di Geoff e vorrebbe rimanergli accanto, ma Geoff, scottato da una precedente relazione, sembra volerla tenere lontana…

Che film bizzarro. Non potevo chiedere di meglio come ultima visione, ahimè, di questo ciclo di grandi classici di Hollywood che tanto mi ha appassionata. Gli Avventurieri dell’Aria appartiene a molti generi diversi: romantico, avventuroso, commedia, drammatico. E qui sta la sua forza, nell’equilibrio tra tutte queste sfaccettature emotive che trascinano lo spettatore in un volo, come da ambientazione, tra emozioni e sentimenti di ogni genere e sorprende ad ogni virata (sempre a tema) di registro. Scene di commedia con rapidi scambi di battute e personaggi strampalati si alternano a momenti di avventura e anche di tensione durante le meravigliose sequenze di volo, mentre drammi dall’impostazione teatrale (il bar di Barranca è la location principale del film) e struggimenti romantici si dipanano sullo sfondo di una vita vissuta tra rischi mortali, fumo e bevute senza freno. Si ride, si piange, ci si appassiona e si trattiene il fiato mentre i piloti rischiano la vita per consegnare la posta e la splendida ex fidanzata Rita Hayworth scombina le carte in tavola. Cary Grant dimostra di poter reggere benissimo un ruolo così complesso e sfaccettato: il suo Geoff è sì un gran seduttore, ma anche un romantico disilluso, un pilota spavaldo e un amico affezionato, un uomo apparentemente cinico ed egoista ma in realtà spaventato dall’idea di una nuova relazione e da quella di perdere le persone care. Fondamentale poi il ruolo di Kid per Thomas Mitchell, la punta di diamante di un cast molto ben affiatato e scelto con sapienza dal grande regista Howard Hawks, che sembra quasi voler racchiudere in questo film l’essenza di tutti i suoi capolavori, mescolando commedia romantica, western e noir in una miscela davvero esplosiva.

Se amate i grandi classici di Hollywood fatevi un regalo e gustatevi Gli Avventurieri dell’Aria (in originale Only Angels have Wings, “Solo gli angeli hanno le ali”), magari nella versione originale messa a disposizione da RaiPlay.

Funny Girl

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Funny Girl

Anno: 1968

Regia:  William Wyler

Interpreti: Barbra Streisand, Omar Sharif, Walter Pidgeon

Dove trovarlo: RaiPlay

Fanny Brice (Barbra Streisand) sogna di diventare famosa come cantante e di sposare l’affascinante Nick (Omar Sharif). Ma quando i suoi sogni si realizzeranno, dovrà fare i conti con la vera natura dell’uomo che crede perfetto.

Inizio con una confessione: conoscevo questo film solamente per la scena di In&Out in cui gli amici di Howard (Kevin Kline) glielo propongono come visione per il suo addio al celibato, idea che lo fa inorridire visto che sta combattendo contro la sua omosessualità non ancora dichiarata e che proprio la sua passione per l’attrice Barbra Streisand ha portato alla nascita dei primi pettegolezzi sulla sua virilità.

Conoscevo invece la Streisand per altri titoli decisamente scanzonati e leggeri, come Il Gufo e la Gattina oppure Hello, Dolly!, ed ecco perchè mi ha così stupito scoprire che nel 1969, all’assegnazione del premio Oscar per la migliore interpretazione femminile, c’è stato un ex-aequo tra lei e Katherine Hepburn, attrice di innegabile e comprovata bravura.

Eppure, dopo aver visto Funny Girl, non nutro più alcun dubbio sull’immenso talento non solo canoro e comico della Streisand, ma anche drammatico. Infatti la protagonista Fanny Brice, nonostante il nome che assona proprio con il “funny” (=”divertente”) del titolo, non è semplicemente una soubrette, ma una donna irrimediabilmente innamorata di un uomo affascinante e sicuro di sé ma anche egoista, orgoglioso e ludopatico, che per questo attraverserà momenti di profonda irrequietezza e disperazione. Ho adorato il modo in cui Barbra riesce a passare dal dramma alla comicità in un battito di ciglia, e posso capire senza difficoltà come i suoi atteggiamenti e la sua spavalderia, oltre ai suoi outfit mozzafiato, ne abbiano fatto la grande icona che è e sarà sempre.

Funny Girl è un bellissimo musical, che contiene pezzi divenuti imprescindibili come Don’t Rain on my Parade e in cui non mancano piume e lustrini, ma che racconta anche di come una storia d’amore iniziata come una favola possa avere risvolti tesi e drammatici.

Non fatevi spaventare dalla lunghezza di 2 ore e mezza, il film, anche grazie ai numeri musicali, vi incanterà, vi delizierà e vi sorprenderà, ma alla fine vi farà anche stare in pena per l’innamoratissima Fanny e applaudire al fascino e al talento senza confini di Barbra.

Non perdetevi una parola né un gesto nei dialoghi tra la madre di Fanny e le altre signore del quartiere, perché sono esilaranti!

La Signora del Venerdì

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

La Signora del Venerdì

Titolo originale: His Girl Friday

Anno: 1940

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Cary Grant, Rosalind Russell, Ralph Bellamy

Dove trovarlo: RaiPlay

Hildy Johnson (Rosalind Russell), giornalista d’assalto, si presenta in redazione con il futuro marito Bruce (Ralph Bellamy) per salutare tutti i colleghi, visto che ha deciso di abbandonare la carriera giornalistica per fare la moglie e la madre. Ma il suo principale nonchè ex marito Walter Burns (Cary Grant) non ha intenzione di rinunciare a lei facilmente…

Tratto dalla pièce teatrale di Ben Hecht e Charles MacArthur dal titolo Front Page (Prima Pagina), il film deve il suo titolo al modo in cui Robinson Crusoe nel romanzo di Daniel Defoe apostrofava il selvaggio abitante dell’isola, cioè “my man Friday”, “il mio uomo Venerdì”, inteso come “il mio servo Venerdì”. Il titolo del film, malamente tradotto in italiano dai titolisti che non hanno colto il riferimento, si collega alla situazione di soggezione in cui Walter vuole tenere Hildy, sia dal punto di vista professionale che da quello sentimentale.

Eppure Hildy, pur essendosi già affrancata dall’ex marito con il divorzio, fin dall’inizio ci sembra ben poco propensa a lasciare davvero il mondo del giornalismo, e nel corso del film si capisce presto che la cronaca d’assalto è la sua vita e che non potrebbe mai farne davvero a meno, anche se forse una piccola parte di lei si era seriamente convinta di volerlo fare.

Il film è composto da una serie pressochè ininterrotta di dialoghi rapidi, frizzanti, con battute fulminanti e continui battibecchi, che avvengono principalmente tra Cary Grant e Rosalind Russell ma sono molto ben sostenuti anche dai personaggi secondari.

Fa eccezione il povero Bruce, oggetto anche di battuta metacinematografica (“Assomiglia a quel divo di Hollywood, Ralph Bellamy!” afferma Cary Grant): fin dall’inizio è evidente che Bruce non rientra in quella dinamica di botta, risposta e rapida reazione, appare sempre spaesato e fuori posto, il perfetto pollo da prendere in giro per il furbo e spregiudicato Walter.

Lo spettatore non ha un attimo di respiro tra una stoccata e l’altra, l’arguzia dei dialoghi e della sceneggiatura (basata come già detto su un’opera teatrale, quindi molto solida e precisa) è impeccabile e lascia incantati, anche se un po’ storditi.

Per questo consiglio molteplici visioni, perché è inevitabile perdersi qualcosa nello spassoso guazzabuglio, e se possibile consiglio anche la visione in lingua originale, che RaiPlay fortunatamente ci permette.

Tuttavia, personalmente, io preferisco il film che Billy Wilder ha tratto dalla stessa pièce nel 1974, Prima Pagina (Front Page), in cui i protagonisti sono gli ottimi Jack Lemmon (nel ruolo di Hildy) e Walter Matthau (nel ruolo di Walter), in cui la questione sentimentale viene dimenticata in favore di uno scambio ancora più divertente tra i due personaggi – inoltre è dolcissima la giovane Susan Sarandon nei panni della sposina abbandonata.

In ogni caso La Signora del Venerdì resta una splendida commedia dal ritmo frenetico, con battute memorabili, interpreti eccellenti e una poco velata critica al giornalismo d’assalto statunitense – nonostante l’evidentemente sarcastico disclaimer iniziale.

Gilda

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Gilda

Anno: 1946

Regia: Charles Vidor

Interpreti: Rita Hayworth, Glenn Ford, George Macready

Dove trovarlo: RaiPlay

Johnny (Glenn Ford) vivacchia racimolando denaro con il gioco d’azzardo, grazie a dadi truccati e alla sua abilità e rapidità di mano, finché un uomo sconosciuto (George Macready), dopo averlo salvato da una rapina, in virtù delle sue particolari competenze gli offre un lavoro nel suo casinò. Tutto procede bene finché l’amico Ballin non porta a casa una donna bellissima, Gilda (Rita Hayworth), presentandola come sua moglie. Ma per Johnny Gilda non è affatto una sconosciuta…

Fortunatamente RaiPlay mette a disposizione anche in questo caso l’audio originale del film, perchè con la trasposizione italiana, per quanto ben fatta, inevitabilmente si perde una battuta che, in pochissime parole, condensa il senso dell’intero film. Quando Ballin presenta per la prima volta a Johnny sua moglie Gilda, lo conduce direttamente nella stanza di lei, e bussando alla porta le domanda: “Are you decent?”, che significa naturalmente: “Sei presentabile?”, ma in inglese ha anche un’altra sfumatura che in italiano di perde, ovvero: “Sei una donna decente, accostumata?” E Gilda, scuotendo la sensazionale chioma, risponde: “Me?” ovvero: “Chi, io?”, come se non si riconoscesse proprio in quell’idea di donna morigerata e ben educata, e dubitasse perfino che il marito stia parlando di lei.

Questa scena all’apparenza semplicissima racchiude e anticipa già tutto il dramma e l’ambiguità che caratterizzeranno i rapporti tra i tre protagonisti. Johnny è riconoscente a Ballin per averlo tirato via dalla strada e aver fatto di lui qualcuno, ma non può fare a meno di desiderare sua moglie, di cui presto capiamo conosce un passato che invece l’amico ignora. Ballin ha fiducia sia nella moglie che nell’amico, ma allo stesso tempo li tiene entrambi sotto controllo e sotto scacco, comportandosi con le persone care come fa con i soci o i rivali in affari. Gilda è divisa tra un’identità di moglie devota, che le va molto stretta, quella di sgualdrina, che comunque non la rende felice, e l’amore che suo malgrado prova per Johnny, il migliore amico di suo marito. Il regista Charles Vidor è abilissimo nel costruire la suspense e nel tenere lo spettatore in sospeso fino alla fine, con continue rivelazioni e ribaltamenti che rendono molto difficile prevedere il finale e giudicare Gilda e Johnny, che sono allo stesso tempo infidi e bugiardi ma anche appassionati e tormentati. Il film è benedetto dalle interpretazioni superbe di Glenn Ford, qui giovane e affascinante più che mai, e Rita Hayworth, che giustamente con il ruolo di Gilda è entrata per sempre nell’immaginario collettivo e che ci incanta, oltre che con outfit mozzafiato, anche con esibizioni canore indimenticabili.

Gilda è una storia d’amore, un thriller, un dramma, ma soprattutto è un grande film della Hollywood classica che ogni amante del cinema dovrebbe vedere.

Quando mio figlio, da piccolo, indicò la calamita attaccata al frigo con l’immagine di Rita Hayworth in Gilda dicendo: “Mamma!” non mi avrebbe potuto fare complimento più grande.

Voto: 4 Muffin