Rental Family – Nelle vite degli altri

Titolo originale: Rental Family

Anno: 2026

Regia: Hikari

Interpreti: Brendan Fraser

Philip (Brendan Fraser) è un attore americano emigrato a Tokyo, dove però fa fatica a trovare lavoro. Per questo decide di accettare la proposta di un’agenzia che affitta attori e attrici a pagamento per interpretare i ruoli più diversi: finte amanti, finti fan, finti amici in lutto ai funerali, finti genitori o fittizi coniugi. Inizialmente molto perplesso, Philip finirà per farsi coinvolgere da alcuni dei clienti e scoprire quanto valore abbiano i rapporti con gli altri.

Agenzie come quella descritta nel film non soltanto esistono veramente in Giappone, ma sono anche molto numerose a Tokyo. La cultura giapponese infatti è molto conservatrice e dà grande importanza alle apparenze e al concetto di famiglia tradizionale, per cui molte persone si ritrovano in difficoltà non potendo corrispondere alle aspettative della famiglia. Ecco perché molti decidono di esibire mariti o mogli fittizi per accontentare i parenti, ad esempio, oppure noleggiano persone che si fingano ammiratori o amici. In questa dinamica che a noi occidentali appare così inverosimile, Philip si ritrova coinvolto inizialmente solo per poter pagare l’affitto, ma in seguito scopre che i rapporti, anche se nascono su basi fittizie, sono la base per l’esistenza di ciascuno di noi. Ma naturalmente tali rapporti, che dovrebbero essere basati esclusivamente sulla finzione al pari di transazioni commerciali, possono anche rivelarsi molto complicati, difficili da gestire, e a volte ardui da interrompere.

Il film riesce benissimo a farci entrare in questa realtà così estranea per noi occidentali e a farci percepire quanto profonda e dolorosa possa essere la solitudine, anche per chi all’apparenza vive una vita piena e soddisfacente. Molto presto lo spettatore entra nell’ottica e inizia a capire (anche se comprendere appieno una civiltà così diversa resta un’impresa titanica per chi non ne faccia parte da sempre) le dinamiche di una società così profondamente differente e allo stesso tempo di un’umanità così affine.

Brendan Fraser offre un’interpretazione perfetta, incarnando un’infinità di stati d’animo e di sfumature, riuscendo con una semplice espressione a farci ridere, riflettere o commuovere.

Rental Family tratta infatti una serie di sentimenti, non si può ascrivere a un singolo genere perchè è tanto dramma quanto commedia, tanto film psicologico e introspettivo quanto reportage di viaggio o storia di formazione.

In ogni caso consiglio vivamente la visione perché si tratta di un film di grande delicatezza e dolcezza, che sceglie di essere edificante ma non per questo buonista o superficiale, con scene molto divertenti ma anche momenti tristi, e soprattutto una collana di spunti di riflessione di cui almeno uno, certamente, toccherà le corde dello spettatore.

Voto: 4 Muffin

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.