Maleficent – Signora del Male

Titolo Originale: Maleficent – Mistress of Evil

Anno: 2019

Regia: Joachim Rønning

Cast: Angelina Jolie, Elle Fanning, Harris Dickinson, Sam Riley, Michelle Pfeiffer, Chiwetel Ejiofor, Imelda Staunton, Ed Skrein

Dove trovarlo: Disney Plus

Quando Aurora (Elle Fanning) accetta la proposta di matrimonio di Filippo (Harris Dickinson), Maleficent, in quanto madrina della futura sposa, viene invitata conoscere i genitori del principe. Saranno subito scintille tra Maleficent (Angelina Jolie) e la regina Ingrith (Michelle Pfeiffer), che ancora le rinfaccia la maledizione lanciata su Aurora. Quando Maleficent perde le staffe il padre di Filippo cade in un sonno simile alla morte; la fata, ritenuta responsabile, tenta di fuggire ma viene gravemente ferita. Verrà salvata da una creatura alata che la condurrà in un luogo sconosciuto agli umani in cui si nascondono tutti i suoi simili, alcuni dei quali invocano la guerra con gli uomini. Nel frattempo Ingrith ha campo libero per mettere in atto il suo piano malvagio.

Di sicuro non si può accusare la Disney di risparmiare sugli effetti speciali, sul trucco e i costumi o sulla scelta degli attori, che ancora una volta sono tutti famosi ma anche talentuosi. Però nonostante questo non credo che il secondo (e mi auguro ultimo) capitolo della storia di Malefica sia un film così appassionante. L’idea di raccontare in qualche modo le origini del personaggio, anche se non è certo originale, funziona anche questa volta, e anche giocare sull’odio razziale tra popoli diversi è già visto ma sempre efficace, però la storia non contiene alcun passaggio davvero originale o memorabile, e dunque il film è passabile ma noiosetto. Il faccia a faccia tra due grandi star come Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer alla fine non è che una bolla di sapone, mentre Elle Fanning, sempre dolce e graziosa, sembra spaesata dal troppo green screen (come succedeva anche a Emma Watson in La Bella e la Bestia). Inutile ripetere il solito discorso sulla pretenziosità di questa serie di live-action Disney, Mistress of Evil si allontana in tutto e per tutto dal classico d’animazione La Bella Addormentata nel Bosco, introducendo moltissimi nuovi personaggi che però alla fine non hanno molto da dire. L’unico a strappare almeno qualche risata è il Diaval, il corvo trasformato in uomo interpretato da Sam Riley, in particolar modo quando tenta di addestrare Malefica a sorridere a fare la riverenza al cospetto dei genitori di Filippo.

Voto: 2 Muffin

Intervista Doppia

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Personalmente non ho mai amato lo show Le Iene, ma di sicuro tutti abbiamo visto almeno una delle loro “interviste doppie” in cui a due personaggi famosi venivano poste separatamente le stesse domande. Per questo speciale Cupcake ho voluto immaginare che sia possibile intervistare un film proprio come se fosse una persona, ponendogli domande su se stesso, il suo cast, la sua trama ecc. Ho anche deciso di far diventare questa immaginaria intervista doppia un gioco: infatti non ho scritto i titoli dei film che ho intervistato. Dovrete essere voi, basandovi sulle loro risposte alle mie domande, ad indovinarli! Pronti? Iniziamo con le domande!

  1. Sei un film famoso?

Film 1: Eccome!

Film 2: Certamente!

  1. Hai vinto un Oscar?

Film 1: Uno? Tantissimi!

Film 2: Nessuno ahimè, purtroppo il mio regista non ne ha mai vinti…

  1. Nel tuo cast ci sono attori famosi?

Film 1: Sì, ma soprattutto ho lanciato i miei allora giovani protagonisti!

Film 2: Sì, e il pubblico non si aspettava proprio che uno di loro morisse all’inizio…

  1. Sei un film a colori?

Film 1: Sì e ne vado fiero!

Film 2: No e ne vado fiero.

  1. Hanno fatto uno o più seguiti di te?

Film 1: Ad oggi no, e sembra molto improbabile, ma non si può mai dire…

Film 2: Due seguiti, di registi diversi e assolutamente non all’altezza… e anche un remake fin troppo fedele di cui preferirei non parlare…

  1. Quale pensi sia il tuo peggior difetto?

Film 1: Difetto? Mah… mi è stato detto che sono troppo lungo, ma a me non sembra proprio un difetto!

Film 2: Purtroppo oggi tutti sanno già come vado a finire…

  1. Hai molti effetti speciali?

Film 1: Sì, e meravigliosamente ben fatti!

Film 2: Mi sono sufficienti le giuste inquadrature.

  1. Hai una canzone famosa?

Film 1: Più che famosa, da Oscar!

Film 2: Più che una canzone, una nota…

  1. I bambini possono vederti?

Film 1: Se restano svegli…

Film 2: Oh cielo, no!

  1. Vuoi fare un ultimo saluto?

Film 1: È stato un onore fare questa intervista con voi!

Film 2: Ciao mamma!

Alita – L’Angelo della Battaglia

Titolo Originale: Alita – Battle Angel

Regia: Robert Rodriguez

Anno: 2019

Interpreti: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein

Il Dottor Ido (Christoph Waltz), esperto di robotica, trova nella spazzatura una testa di cyborg ancora funzionante e la riporta in vita aggiungendole un corpo. La chiama Alita, come la figlia uccisa anni prima, e le insegna tutto sul mondo, perché lei non ricorda nulla sulla sua identità o sul suo passato. Un po’ alla volta però Alita recupera alcuni ricordi in cui si trova sempre in battaglia, e si accorge di avere grandissime abilità di combattimento. Decisa a scoprire da dove derivino queste sue doti, si unisce ai Braccatori, cacciatori di taglie che catturano e uccidono i criminali che la polizia non è in grado di fermare, ma uno dei suoi bersagli inizia invece a inseguire lei: qualcuno, a Salem, la città sospesa nel cielo in cui vivono tutti i ricchi e i potenti, vuole la sua testa.

Robert Rodriguez, regista di film violenti ma divertenti come Dal Tramonto all’Alba e Machete, ci aveva abituato a cose più originali, mentre qui si mette semplicemente al servizio di James Cameron, produttore e vero ideatore del film, che è tratto da un manga giapponese da cui il regista di Avatar voleva trarre un film già da molti anni. Questa sponsorizzazione permette a Rodriguez di non badare a spese per gli effetti speciali, e infatti il film è tecnicamente ineccepibile: la protagonista viene interpretata dalla brava Rosa Salazar ma il suo aspetto viene modificato con la computer grafica per darle quegli enormi occhioni che la caratterizzano, rendendola infantile e dolce proprio come un angelo (almeno finché qualcuno non le dà una spada o dei pattini). Peccato però che nella storia ci siano troppi personaggi che non vengono approfonditi anche se lo meriterebbero (come il Braccatore amante dei cani) e la trama risulti un po’ confusa. Perfino dei personaggi principali non sempre sono approfondite le motivazioni, come nel caso di Chiren, interpretata da una sempre poco espressiva ma bellissima Jennifer Connelly; anche il dottor Ido resta un personaggio strano, eccessivamente buono e generoso nonostante le tante disavventure della sua vita (ma forse questo dipende dal fatto che sembra impossibile che Christoph Waltz interpreti davvero un personaggio buono): in generale resta la curiosità di saperne di più su questo mondo del futuro affascinante ma presentato troppo velocemente. A me personalmente sarebbe piaciuto saperne di più sul mondo del Motorball, lo sport spettacolare e violento giocato dai cyborg. Il finale (in cui fa un cameo non accreditato Edward Norton nei panni di Nova, il supercattivo della situazione) lascia la vicenda completamente in sospeso, destinata ad un sequel che però ad oggi non è stato realizzato né annunciato, e questa è una mancanza cui è impossibile passare sopra.

Voto: 2 Muffin

Un Uomo Tranquillo

Titolo Originale: Cold Pursuit

Anno: 2019

Regia: Hans Petter Moland

Interpreti: Liam Neeson, Laura Dern

Nels Coxman (Liam Neeson) è appena stato nominato “uomo dell’anno” nella minuscola cittadina in cui vive con la moglie e il figlio guidando lo spazzaneve per tenere sgombra l’unica via d’accesso. Quando il figlio adolescente viene trovato morto per un’overdose la moglie (Laura Dern) lo lascia e Nels sta per suicidarsi quando scopre che il figlio in realtà non era un drogato ma aveva  cercato di derubare dei trafficanti di droga e per questo era stato ucciso. Nels decide quindi di farsi strada con la violenza fino ad arrivare al Vichingo (Tom Bateman), il signore della droga che ha ordinato l’omicidio del figlio.

Non capita spesso che un regista decida di dirigere il remake di un suo film, ma Cold Pursuit (tradotto in italiano in “Un Uomo Tranquillo” sperando forse di attirare i fan di John Wayne) è proprio il rifacimento di Kraftidioten, girato sempre da Hans Petter Moland nel 2014 con Stellan Skarsgård come protagonista. Sono molto curiosa di recuperare anche l’originale, il cui titolo italiano, molto simpatico, è In Ordine di Sparizione, e viene ripreso dai titoli di coda di Cold Pursuit. Infatti, anche se dalle prime scene non si direbbe, l’essenza del film è l’ironia, declinata in diversi modi: esagerazione, surreale, imprevisto, parodia. Quello che potrebbe sembrare uno dei soliti film d’azione monocordi in cui il tosto protagonista ammazza tutti cercando vendetta è in realtà più vicino a Tarantino o ai fratelli Coen come stile, e di sicuro strappa qualche risata. La scelta di Liam Neeson, che praticamente fa la parodia di se stesso in quei film come Io Vi Troverò, si rivela vincente, e tutto il cast funziona bene, dando vita a personaggi minori divertenti e memorabili. Il fatto però che il film nei primi quindici minuti sembri un dramma e che diventi poi piuttosto violento potrebbe scoraggiare la visione.

Voto: 3 Muffin

Oggetti di Scena

Titolo originale: Prop Culture

Cast: Dan Lanigan

Dove trovarlo: Disney Plus

Chi ha Incastrato Roger Rabbit, I Muppet, Tron, Tesoro mi si sono Ristretti i Ragazzi, Pirati dei Caraibi, Le Cronache di Narnia, The Nightmare Before Christmas, Mary Poppins: impossibile che tra questi non ci sia almeno un titolo che ognuno di noi ha amato, da bambino o da adulto, guardandolo e riguardandolo fino a poterne citare a memoria le battute. In questa nuova serie targata Disney Plus il simpatico collezionista cinefilo Dan Lanigan, proprio come Mary Poppins (cui è dedicata la prima puntata) ci prende per mano e ci guida in un magico salto all’interno del meraviglioso mondo degli oggetti di scena (in gergo “prop”) di questi classici senza tempo. Veniamo così a scoprire che, poiché al termine delle riprese agli addetti ai lavori è consentito portare a casa un ricordo dal set cinematografico, tantissimi oggetti, bozzetti e costumi sono sopravvissuti fino ad oggi. Moltissimi sono custoditi nei giganteschi magazzini Disney, ma altri si trovano nelle collezioni private o nei luoghi più impensati. Come non commuoversi nel vedere la borsa originale di Mary Poppins, da cui Julie Andrews estraeva specchi e piante ornamentali? Come non sorridere scoprendo che la finestra sfondata da Roger Rabbit esiste e riporta ancora la sua sagoma conigliesca impressa (anche sulla veneziana)? Come non gongolare vedendo Rick Moranis che armeggia con il restringitore di Tesoro, mi si sono Ristretti i Ragazzi o Christopher Lloyd che indossa il cappello del malvagio giudice Morton? Imperdibile per tutti i veri cinefili!

Corsa a Witch Mountain

Titolo Originale: Race to Witch Mountain

Anno: 2009

Regia: Andy Fickman

Cast: Dwayne Johnson, Carla Cugino, AnnaSophia Robb, Alexander Ludwig, Kim Richards, Ike Eisenmann

Dove trovarlo: Disney Plus

Jack Bruno (Dwayne “The Rock” Johnson) lavora come tassista a Las Vegas per tentare di lasciarsi alle spalle un passato criminoso. Un giorno salgono sul suo taxi due strani ragazzi, Sara (AnnaSophia Robb) e Seth (Alexander Ludwig), che lo pagano profumatamente per portarli in pieno deserto. Jack, che non se la sente di lasciarli soli in mezzo al nulla, si imbatte quindi in una spaventosa creatura non umana che sta inseguendo i due ragazzi. Dopo una fuga rocambolesca sul taxi, i due fratelli rivelano a Jack di essere in realtà alieni in missione speciale per salvare non solo il loro pianeta ma anche il nostro.

Corsa a Witch Mountain è una sorta di remake del classico Disney del 1975 L’Incredibile Viaggio verso l’Ignoto (il cui titolo originale era Escape to Witch Mountain). Questa volta però i due giovani alieni con poteri psichici e telecinetici non sono capitati sulla terra per caso ma hanno invece un compito fondamentale per la sopravvivenza della loro specie (e della nostra), per cui utilizzano i propri poteri in modo consapevole e funzionale, mai infantile come accadeva a Tia e Tony nel vecchio film. In compenso il divertimento è fornito, oltre che dai personaggi secondari e dall’immancabile amico animale (in questo caso un cagnolino), dal personaggio di Jack Bruno, all’inizio spiazzato e confuso ma poi sempre più intraprendente e spaccone. Il film ha un ritmo incalzante e alterna scene di inseguimento a momenti più divertenti o sentimentali, gli effetti speciali sono molto ben fatti e gli attori sono tutti bravi in questo bel film d’azione per ragazzi. Nel cast sono presenti anche gli interpreti di Tia e Tony nel film del 1975: Kim Richards è la cameriera del fast food che porta gli hamburger a Jack e ai ragazzi, mentre Ike Eisenmann è lo sceriffo che fa valere la sua autorità e impedisce all’esercito di catturare gli eroi. AnnaSophia Robb (la protagonista di Un ponte per Terabithia) è adorabile, mentre Dwayne Johnson, come sempre, è irresistibile. Negli extra del dvd si trovano anche le scene tagliate e gli errori, tra cui una scena in cui Jack Bruno tenta di distrarre la cameriera Kim Richards indicando un punto alle sue spalle e dicendo: “Guardate, è Vin Diesel!

Voto: 3 Muffin

Bella e la Bestia, La

Titolo Originale: Beauty and the Beast

Anno: 2017

Regia: Bill Condon

Interpreti: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Emma Thompson, Ian McKellen, Stanley Tucci

Dove trovarlo: Disney Plus

Belle è la ragazza più colta e bella del paesino in cui vive, e per questo i suoi concittadini la ritengono un’ eccentrica; quando l’aitante cacciatore Gaston le chiede di sposarlo Belle rifiuta, perché sogna di vivere una vita romantica e avventurosa come nei libri che tanto ama. Quando suo padre Maurice scompare misteriosamente nel bosco Belle segue le sue tracce fino ad un immenso castello, in cui il padre è tenuto prigioniero da un’orrenda bestia. Per salvare Maurice, Belle si offre di prendere il suo posto nelle segrete, e la bestia accetta lo scambio: Belle potrebbe spezzare l’incantesimo che tiene avvinto l’intero castello e tutti i suoi abitanti.

Alzi la mano chi sentiva il bisogno di questo remake live action del classico d’animazione del 1991, il primo film d’animazione in assoluto a vincere un Oscar come miglior film. Già, nessuno.

Questi live action sembrano scontentare tutti, fan e critici, eppure la Disney non demorde e ne ha già messi molti altri in cantiere. A questo punto nessuno più dubita che si tratti di un’operazione meramente commerciale, ma quando si va ad attingere ad un vero capolavoro come La Bella e la Bestia bisogna anche aspettarsi di deludere chi con questo film è cresciuto, ha riso, pianto e cantato. Il film è pedissequamente uguale al cartoon, tenta di ricostruirne ogni singola scena in un tentativo di risvegliare la nostalgia. Ci sono però anche delle aggiunte e dei cambiamenti, fatti per motivi diversi (ma soprattutto per saltare sul treno del #metoo), tuttavia nessuno di questi mi ha convinto. Ad esempio il tontolone Le Fou è stato trasformato in un omosessuale innamorato di Gaston (nel film viene detto esplicitamente) e nel finale trova la sua redenzione in quanto aveva agito non per il male ma per amore: non è forse un tantino esagerato? Perfino il magnifico cast, che se la cava egregiamente con le canzoni (Emma Thompson, nel ruolo di Mrs. Potts, riesce perfino a non sfigurare nel confronto con la divina Angela Lansbury) sembra sempre impacciato quando recita, probabilmente a causa dell’overdose di green screen e CGI cui viene sottoposto. Dan Stevens, che tanto avevo amato in Downton Abbey, è decisamente troppo maturo per fare il principe azzurro, e inoltre gli viene anche assegnata una canzone davvero inutile e noiosa (come tutte le nuove scene e canzoni inserite). Perfino Emma Watson, bellissima e brava nel canto, sembra sempre spaesata e sfodera in quasi tutte le scene un vago sorriso di circostanza come se non sapesse se in post-produzione le verrà affiancata una bestia  o un candelabro. Un gran spreco di talenti.

Voto: 1 Muffin Ipocalorico

For He’s a Jolly Good Fellowes…

Looking back it just seems unbelievable to me that I never happened to notice this English actor called Julian Fellowes, even if he took part in different movies that were somehow important to me, like Shadowlands, biography of the author of The Chronicles of Narnia C.S. Lewis, Zeffirelli’s Jane Eyre that was in my high school final paper and Tomorrow Never Dies of my beloved Bond saga. Nevertheless I didn’t even know he was there until I saw Gorford Park, the 2001 movie that ensured him the Academy Award for the best original screenplay; it’s basically a crime story where nobody gives a fig about the murder, because every character, highborn or servant, has already his huge share of worries going on. But it was when I started watching Downton Abbey that I really fell in love with his work. In six seasons and a conclusive movie he never disappointed me. Every dialogue, character, event, pin, was always perfect and perfectly fit with the whole. Of course both Gosford Park and Downton Abbey are the result of a great team work, and in both of them the actors are really a blessing, starting with Maggie Smith, who stars in both productions and is the most iconic character of Downton Abbey, whose lines have gone viral (“What’s a weekend?” or “I never argue: I explain”). Watching the movie and knowing that I would not have the chance to meet all those familiar characters again was in a way sad, but it was surely the most perfect conclusion imaginable: complete, funny and especially full of hope. Years ago, without knowing it, I happened to join the Bookclub of Neri Pozza, the Italian publishing house of Julian Fellowes. Destiny? I read two of Julian Fellowes’ novels, the funny Snobs and Belgravia, which has now become a tv serial I’m longing to see. Meanwhile I watched The English Game, a Netflix production written by Fellowes about the birth of the first soccer league in England. It wasn’t as good as Downton Abbey, it lacked of its brilliant tones and irony, but it was very well documented (another distinctive feature of Fellowes) and interesting: it was funny to know that in his early days football was born as a gentlemen’s sport, that being paid to play was not only against the rules but also deeply shaming, and the federation owned just one single trophy that was to be returned by the winner team to be assigned again the following year. Actor, writer, screenwriter and even director, Julian Fellowes is talented in every task he undertakes, and that’s why I can’t wait to witness the next one. And since, as we saw in his works, it always runs in the family, Julian’s niece Jessica Fellowes is a talented writer too, and her delicate and sophisticated crime novels (also published by Neri Pozza in Italy) are really enjoyable. In the special features from Downton Abbey’s Bluray Julian Fellowes pronounces a sentence that, though universally compelling, I find particularly suitable for the difficult period we are going through right now: “It’s one of my core beliefs that for all the horror stories in everyday’s newspaper, the fact is that most people are trying to do their best”. Julian Fellowes certainly is.

Ritorno dall’Ignoto

Titolo originale:  Return from Witch Mountain

Anno: 1978

Regia: John Hough

Interpreti: Kim Richards, Ike Eisenmann, Bette Davis, Christopher Lee, Anthony James, Denver Pyle

Dove trovarlo: Disney Plus

Alcuni anni dopo averli portati via dal nostro pianeta, zio Bene riconduce Tia e Tony in gita sulla Terra affinché possano studiare abitudini e comportamenti dei terrestri. Grazie ai suoi poteri, Tony riesce a salvare un uomo che stava precipitando da un tetto, ma così facendo attira l’attenzione dello scienziato senza scrupoli Victor, che rapisce Tony e riesce, tramite un meccanismo di sua invenzione, a controllarne la mente e la volontà. Tia si mette immediatamente alla ricerca del fratello, utilizzando la telepatia e gli altri suoi poteri per trovarlo e impedire che Viktor e la sua complice Letha lo sfruttino per i loro malefici piani.

Seguito del successo Disney del 1975 L’Incredibile Viaggio verso l’Ignoto che vede ancora una volta Kim Richards e Ike Eisenmann nei panni dei due giovani alieni dotati di straordinari poteri come la telepatia e la telecinesi, oltre che la capacità di comunicare con gli animali. John Hough, regista anche del primo capitolo, mantiene anche in questo film un tono serio, avventuroso ma anche cupo, alleggerito però dalla presenza di animali (nel primo film erano un gatto e un cavallo, qui invece una capra) e di alcuni personaggi minori, come i bambini che aiutano Tia (a vedere oggi questa squadra formata da quattro ragazzini sfigatelli e una ragazza carina e con poteri psichici non può non venire in mente la serie Stranger Things) e lo sfortunato Mr. Yokomoto, incaricato di ricondurre i bambini recalcitranti a scuola. Ma il vero fiore all’occhiello di Ritorno dall’Ignoto è il duo inedito di fuoriclasse scelti per interpretare i due villains: Christopher Lee, lo scienziato follemente ambizioso, e Bette Davis, l’avida e fatua Letha. I duetti tra i due sono memorabili, e se a completare il triangolo mettiamo Anthony James (il killer imbranato di Una Pallottola Spuntata 2 e Mezzo) le risate sono assicurate. Per il resto, la trama è piuttosto banale, gli effetti speciali all’altezza (per l’epoca ovviamente) e il ritmo un po’ più vivace rispetto al film precedente. I protagonisti utilizzano i poteri in modo più convenzionale e meno spettacolare, perchè ormai sono maturati e hanno imparato a gestirli meglio, ma questo toglie al film un po’ di magia. In generale, il film si rivolge meno ai bambini e più agli adulti.

Voto: 3 Muffin

Epic – Il Mondo Segreto

Titolo Originale: Epic

Anno: 2013

Regia: Chris Wedge

Interpreti (voci): Colin Farrell (Ronin), Josh Hutcherson (Nod), Amanda Seyfried (M.K.), Steven Tyler (Nim), Christoph Waltz (Mandrake), Beyoncè (Regina Tara)

Mary Katherine, dopo molti anni, tenta di riavvicinarsi al padre, un eccentrico scienziato che si è trasferito al limitare di una foresta per trovare le prove dell’esistenza di un popolo minuscolo. Scoraggiata dalla fissazione del padre M.K. vorrebbe andarsene subito, ma viene suo malgrado rimpicciolita e catapultata proprio in quel mondo microscopico che non credeva esistesse. Sarà suo compito proteggere un prezioso bocciolo incantato dalla regina della foresta prima di morire e proteggerlo dai malefici Boggan, che amano il marciume e l’oscurità. Al suo fianco due bislacche lumache e un esercito di coraggiosi Leafmen.

Il titolo Epic è decisamente inadeguato per questo film d’animazione noioso e portatore del solito vecchio messaggio ecologista già visto in tanti cartoni animati. I bambini lo troveranno anche loro poco interessante e a tratti pauroso, mentre i grandi non troveranno niente di nuovo o interessante, almeno nella versione italiana (mi sono sentita molto sollevata alla morte prematura della saggia regina, molto malamente doppiata da Maria Grazia Cucinotta), perchè in quella originale invece il cast di doppiatori è da urlo. Si salvano però i personaggi, che sono piuttosto originali e simpatici, anche se la trama e le dinamiche interpersonali sono molto convenzionali. Chris Wedge, il regista, ci aveva offerto molto di meglio in passato con il capolavoro L’Era Glaciale. Ho apprezzato però la scelta di Blue Sky di inserire come extra nel Blu-Ray due brevi ma interessanti documentari, uno sui veri animali della foresta e l’altro sull’importanza del processo di decomposizione per l’equilibrio naturale: anche la “Marcia del Marcio” è una cosa buona!

Voto: 2 Muffin