My Old Lady

Anno: 2014

Regia: Israel Horovitz

Interpreti: Kevin Kline, Kristin Scott Thomas, Maggie Smith

Dove trovarlo: Amazon Prime

Lo spiantato Mathias Gold eredita dal padre un lussuoso appartamento a Parigi, ma quando vi si reca con l’intenzione di metterlo in vendita scopre che è abitato da un’anziana signora, Mathilde, che per contratto ha il diritto di abitarlo fino alla morte. Mathias, disperatamente bisognoso di denaro, tenta allora di scendere a patti con la figlia di Mathilde, Chloè, scontrandosi però con una volontà altrettanto irremovibile…

My Old Lady nasce come dramma teatrale del drammaturgo Israel Horovitz, che dopo aver già adattato diverse sue opere per la televisione e aver lavorato anche come sceneggiatore esordisce qui come regista; la sua poca esperienza in questo ruolo è colpevole degli unici difetti imputabili al film, cioè le scelte troppo convenzionali dal punto di vista narrativo e quelle eccessivamente leziose da quello formale. Mi riferisco alla specularità della scena iniziale, non appena Mathias si è reso conto di non poter contare sul denaro della vendita e, dopo essersi fermato pensoso su una panchina vaga senza meta per una Parigi grigia e uggiosa, mentre nel finale non solo si unisce alla performance della cantante d’opera un tempo snobbata in riva alla Senna, ma fa anche capolino un timido raggio di sole a simboleggiare, in modo non certo originale, la speranza ritrovata. Ho trovato poi forzato l’utilizzo di inquadrature non convenzionali, ad esempio attraverso uno specchio o un riflesso, a voler continuamente sottolineare l’importanza della percezione di sé in relazione allo sguardo altrui. Ma, tolti questi peccatucci veniali da regista esordiente, il film è un potente dramma esistenziale che sicuramente ha funzionato splendidamente sul palcoscenico e che qui è impreziosito da tre interpretazioni di gran lusso. Kevin Kline è un perfetto Mathias stropicciato e sperduto, spavaldo solo in quanto insicuro, con un ragguardevole bagaglio di qualità e di problemi. Maggie Smith, che non può essere altro che perfetta, riesce ad essere al contempo amabile e odiosa, messaggero ma allo stesso tempo vittima delle rivelazioni sul passato destinate a sconvolgere la vita dei protagonisti. Ruolo delicatissimo per Kristin Scott Thomas, che con gli anni sembra diventare non solo più brava ma anche più bella, perfetta controparte di Kevin Kline in questa ricerca di equilibrio sempre in bilico sull’abisso dello sconforto. Si ride molto, soprattutto all’inizio, ma si piange anche molto, ci si commuove e si fa il tifo per i tre protagonisti per tutta la durata del film, perché l’esito dei loro turbamenti non appare mai scontato: My Old Lady ha tutta la forza del teatro migliore e la grande qualità del migliore cinema. Da non perdere (compresa la scena al termine dei titoli di coda), perché il segreto per una lunga vita è la precisione, il buon vino, ma anche i bei film.

Voto: 4 Muffin

Top Gear

Premessa: io non capisco un bel niente di automobili. Ho preso la patente per pura fortuna e non distinguo una berlina da un camper… Quando mio figlio si è appassionato ai loghi delle case automobilistiche e voleva che identificassi tutte le auto che passavano per strada ho dovuto studiare come neanche per l’esame di Filologia Dantesca… Nonostante questo mi sono appassionata a Top Gear, show britannico trasmesso dalla BBC a partire dal 2002 (esiste anche un format precedente su cui la trasmissione odierna si basa) e in onda ancora oggi, anche se con conduttori diversi. In Italia viene trasmessa, in versione doppiata, nelle ore mattutine da Spike (canale 49). Cosa può mai aver suscitato il mio interesse in una trasmissione completamente incentrata sulle automobili e sui motori? Innanzitutto lo humor britannico che la contraddistingue e la simpatia di quelli che fino al 2015 ne sono stati i conduttori: Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond. Top Gear infatti è un programma di intrattenimento, prima che una rubrica sui motori, e tutti i servizi sono impostati e girati come gag o sketch divertenti, perfettamente comprensibili anche per chi come me non si intende di motori. E non si vedono solamente automobili, ma mezzi motorizzati di ogni genere, dalle moto agli aerei, dai treni a vapore ai carri armati… Ci sono anche le parti che parlano davvero di motori, ma lo fanno sempre con un linguaggio accattivante e accessibile. Sicuramente chi è appassionato di quattro ruote si gode Top Gear ancora più di me, ma io la trovo davvero divertentissima. C’è però una cosa che incontra anche i miei più cari interessi: ogni puntata prevede un ospite famoso che si presti a guidare un’utilitaria sul circuito di Top Gear. Tra questi vi sono personaggi celebri dello sport, della musica, della televisione, ma molto spesso anche del cinema. Faccio solo alcuni nomi che mi vengono in mente: Tom Cruise, Cameron Diaz, Charles Dance, Hugh Jackman, Benedict Cumberbatch, Simon Pegg, Michael Gambon, Helen Mirren, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry, Ewan McGregor, Ron Howard… Insomma, quanto basta per far gongolare qualunque cinefilo. È incredibilmente divertente scoprire come Tom Cruise sia davvero un asso al volante, mentre Ron Howard un completo disastro… Naturalmente non si parla solo di automobili, i conduttori discutono con gli ospiti di qualunque argomento, dall’imbarazzo di Hugh Jackman in una sauna giapponese alle peculiari app dello smartphone di Stephen Fry… Goduria assicurata per ogni cinefilo!