Gilda

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

Gilda

Anno: 1946

Regia: Charles Vidor

Interpreti: Rita Hayworth, Glenn Ford, George Macready

Dove trovarlo: RaiPlay

Johnny (Glenn Ford) vivacchia racimolando denaro con il gioco d’azzardo, grazie a dadi truccati e alla sua abilità e rapidità di mano, finché un uomo sconosciuto (George Macready), dopo averlo salvato da una rapina, in virtù delle sue particolari competenze gli offre un lavoro nel suo casinò. Tutto procede bene finché l’amico Ballin non porta a casa una donna bellissima, Gilda (Rita Hayworth), presentandola come sua moglie. Ma per Johnny Gilda non è affatto una sconosciuta…

Fortunatamente RaiPlay mette a disposizione anche in questo caso l’audio originale del film, perchè con la trasposizione italiana, per quanto ben fatta, inevitabilmente si perde una battuta che, in pochissime parole, condensa il senso dell’intero film. Quando Ballin presenta per la prima volta a Johnny sua moglie Gilda, lo conduce direttamente nella stanza di lei, e bussando alla porta le domanda: “Are you decent?”, che significa naturalmente: “Sei presentabile?”, ma in inglese ha anche un’altra sfumatura che in italiano di perde, ovvero: “Sei una donna decente, accostumata?” E Gilda, scuotendo la sensazionale chioma, risponde: “Me?” ovvero: “Chi, io?”, come se non si riconoscesse proprio in quell’idea di donna morigerata e ben educata, e dubitasse perfino che il marito stia parlando di lei.

Questa scena all’apparenza semplicissima racchiude e anticipa già tutto il dramma e l’ambiguità che caratterizzeranno i rapporti tra i tre protagonisti. Johnny è riconoscente a Ballin per averlo tirato via dalla strada e aver fatto di lui qualcuno, ma non può fare a meno di desiderare sua moglie, di cui presto capiamo conosce un passato che invece l’amico ignora. Ballin ha fiducia sia nella moglie che nell’amico, ma allo stesso tempo li tiene entrambi sotto controllo e sotto scacco, comportandosi con le persone care come fa con i soci o i rivali in affari. Gilda è divisa tra un’identità di moglie devota, che le va molto stretta, quella di sgualdrina, che comunque non la rende felice, e l’amore che suo malgrado prova per Johnny, il migliore amico di suo marito. Il regista Charles Vidor è abilissimo nel costruire la suspense e nel tenere lo spettatore in sospeso fino alla fine, con continue rivelazioni e ribaltamenti che rendono molto difficile prevedere il finale e giudicare Gilda e Johnny, che sono allo stesso tempo infidi e bugiardi ma anche appassionati e tormentati. Il film è benedetto dalle interpretazioni superbe di Glenn Ford, qui giovane e affascinante più che mai, e Rita Hayworth, che giustamente con il ruolo di Gilda è entrata per sempre nell’immaginario collettivo e che ci incanta, oltre che con outfit mozzafiato, anche con esibizioni canore indimenticabili.

Gilda è una storia d’amore, un thriller, un dramma, ma soprattutto è un grande film della Hollywood classica che ogni amante del cinema dovrebbe vedere.

Quando mio figlio, da piccolo, indicò la calamita attaccata al frigo con l’immagine di Rita Hayworth in Gilda dicendo: “Mamma!” non mi avrebbe potuto fare complimento più grande.

Voto: 4 Muffin

H – Rita Haywarth sul Frigorifero

Da brava appassionata di cinema, naturalmente nel corso degli anni ho accumulato diversi gadget e oggetti legati ad esso, e molti di questi addobbano tutt’ora la mia casa, come ad esempio il martello di Thor o le presine di 007. Il forno e il microonde sono decorati da una serie di calamite con locandine di alcuni tra i miei film preferiti, come ad esempio i Blues Brothers o il Rocky Horror Picture Show. Ora i miei bambini si divertono a guardarle e a giocarci, perchè le cose della mamma sono sempre molto ma molto più belle e interessanti di tutti i loro giocattoli. Crescendo ci dimentichiamo tante cose, per esempio di come da piccoli anche noi idealizzassimo in qualche modo i nostri genitori. Io ricordo che ero assolutamente certa del fatto che mia madre fosse Mary Poppins. Non solo la trovavo fisicamente somigliante, ma le attribuivo gli stessi poteri magici, con i quali lei non finiva mai di meravigliarmi e sorprendermi, inventando giochi nuovi e realizzando con le sue mani oggetti di ogni tipo, tutti sempre bellissimi, dai vestiti per le bambole alle decorazioni natalizie. Un giorno, mentre giocava con le calamite, mio figlio ne indicò una e disse, con grande convinzione: “Mamma!”. Mi avvicinai e quando scoprii che si trattava di Rita Hayworth nei panni di Gilda mi sentii sciogliere per la tenerezza. Nella realtà non posso dire che ci siano molte somiglianze tra me e Rita Hayworth, ma capii che era così che mio figlio mi vedeva, elegante e bellissima: se ci penso non posso proprio non commuovermi. Poi ne indicò un’altra, “Papà!”: questa volta si trattava del Gladiatore. Nemmeno mio marito assomiglia poi tanto a Russell Crowe, ma suo figlio lo vede come un eroe forte e muscoloso, e tanto basta. Proprio come mia madre, che per me è e sarà sempre Mary Poppins.