Ho Sognato Mel Brooks

Tre giorni fa è stato il novantacinquesimo compleanno di Mel Brooks, il regista di alcuni autentici capolavori del cinema comico. La ricorrenza è stata festeggiata in grande stile da Sam Simon, che nel suo blog ha parlato di uno dei film forse meno conosciuti del regista, Che Vita da Cani!, e da Cassidy, che sulla sua Bara Volante ha invece trattato il film più famoso di Mel Brooks, Frankenstein Junior. Per quanto riguarda me, ho già accennato alla mia devozione per Mel Brooks e al suo film che preferisco su tutti, Silent Movie (in italiano L’Ultima Follia di Mel Brooks): per fare un film muto nel 1976 e intitolarlo “Film Muto”, non puoi che essere un pazzo o un genio. Io non ho alcun dubbio: genio! Io leggo i due blog sopracitati ogni giorno, e il 28 Giugno non ha fatto eccezione: in seguito a questa ubriacatura celebrativa di post su Mel Brooks, ho fatto un sogno su di lui.

Il sogno in realtà non era iniziato bene: avevo scoperto che, in una palestra molto vicina a casa mia, avevano organizzato un superdomino umano: messe in fila decine di persone, ciascuna legata ad un materasso, facendo cadere la prima le altre poi la seguono una dietro l’altra, come succede appunto con le tessere del domino. Queste cose, per chi non lo sapesse, vengono fatte veramente: su Youtube potete trovare diversi video del genere. Io stessa, in quei mesi di lockdown in cui le giornate sembravano non passare mai (soprattutto per chi aveva bambini piccoli), ne ho realizzati un paio di cui vado molto fiera, uno che attraversava l’intero appartamento e uno fatto invece con i libri (perché la cultura è importante). Nel mio sogno mi arrabbiavo moltissimo perché non solo non ero stata invitata a partecipare, ma non mi permettevano neppure di assistere! Altro che forze del male avrei invocato! Per fortuna in quel momento incontravo Mel Brooks, che mi rivelava di essere un grande estimatore di Cinemuffin. “Lo leggo sempre” mi diceva “è molto divertente!”. Detto da Mel Brooks, capite che è il più grande complimento del mondo!

“Cinemuffin!!”

L’Ultima Follia di Mel Brooks

Titolo originale: Silent Movie

Anno: 1976

Regia: Mel Brooks

Interpreti: Mel Brooks, Marty Feldman, Dom DeLuise, Bernadette Peters, Sid Caesar, Liam Dunn

Dove trovarlo: a dire il vero ho fatto una gran fatica a trovarlo, era in un mobiletto in cantina in terza fila

Dopo che l’alcool gli ha rovinato la carriera, il regista Mel Funn (Mel Brooks) vuole tentare un grande rientro a Hollywood e propone al capo dei Big Studios (Syd Caesar) un’idea azzardata: realizzare un film muto. Il capo gli propone un accordo: finanzierà il suo film muto solamente se lui riuscirà a coinvolgere nel progetto delle grandi star. Così Mel Funn, insieme ai fidati amici e collaboratori Marty Eggs (Marty Feldman) e Dom Bell (Dom DeLuise) si mette alla ricerca di attori e attrici famosi che vogliano far parte del suo film. Ma lo studio concorrente, Engulf&Devour (Trangugia&Divora), per sabotare il film invia a Funn un’irresistibile tentazione: la seducente soubrette Vilma Kaplan (Bernadette Peters).

Il titolo italiano, L’Ultima Follia di Mel Brooks, come spesso accade è fuorviante: infatti, anche se si può considerare il colpo di coda della fase dei grandi successi del regista Mel Brooks, ad esso sono seguiti molti altri film, anche se non certo all’altezza dei più vecchi (io però personalmente ho un debole anche per Robin Hood – Un Uomo in Calzamaglia). L’idea di inserire nel titoli il nome del regista fa capire subito che si sta parlando di una cosa divertente (e non potrebbe essere diversamente) e prelude già all’impostazione metacinematografica del film, che in lingua originale ha un titolo più semplice ma altrettanto d’impatto e funzionale: Silent Movie. Chi si aspettava infatti un film muto nel 1976? Figuriamoci poi un film muto intitolato Film Muto  il cui argomento è la realizzazione di un film muto… Come sempre, il confine tra follia e genio è davvero sottile… Per quanto mi riguarda, non ho alcun dubbio: genio! Ho sempre amato Mel Brooks, uno dei registi più divertenti in assoluto, che ama il rischio (oltre a un film muto infatti ha diretto un film in bianco e nero, divenuto un classico imprescindibile della commedia: Frankenstein Junior), ma dovendo scegliere tra i suoi titoli il mio preferito la scelta cadrebbe proprio su Silent Movie, proprio perché, raccontando la storia della realizzazione di un film, permette al regista di giocare tutti gli assi metacinematografici a disposizione, con gran gusto dei cinefili. La prima ghiottoneria è il cast. Brooks raduna tutti i suoi fedelissimi compagni di avventure: Marty “Igor” Feldman (già in Young Frankenstein), Dom DeLuise (già in Il Mistero delle Dodici Sedie e Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco), Liam Dunn nei panni dello sfortunato giornalaio (non aveva avuto più fortuna in Frankenstein Junior, dove Gene Wilder lo utilizzava come cavia per i suoi esperimenti sul sistema nervoso), e mette se stesso al timone nei panni del regista del film muto. Si uniscono alla squadra la splendida Bernadette Peters, che entra in scena all’interno di una gigantesca banana “scimmiottando” Marlene Dietrich che nel film del 1932 Venere Bionda si presentava sul palcoscenico in un costume da gorilla, e il simpaticissimo Sid Caesar (l’allenatore che in Grease cercava di insegnare la pallacanestro a John Travolta), che interpreta il capo dello Studio cinematografico e con la sua straordinaria mimica è perfetto per le gag slapstick: la sua “Non lo sai che lo slapstick è morto?” è una delle battute (tutte scritte in fotogrammi a se stanti, che si alternano alle immagini, proprio come nei film muti) più sagaci del film. Ai nomi già citati si aggiungono le grandi star che interpretano se stesse, quelle che Mel e i suoi compagni importunano per convincerli a partecipare al film: Burt Reynolds, James Caan, Liza Minnelli, Anne Bancroft (moglie di Mel Brooks), Paul Newman. Ciascuno di questi attori si presta con grande autoironia a prendere in giro se stesso e le sue fissazioni (Anne Bancroft si presenta come una diva con quattro bellocci al seguito, il vanitoso Burt Reynolds si rimira continuamente in ogni specchio, Paul Newman batte il regista in una frenetica gara di velocità… su sedie a rotelle!). Il film, come già detto, è interamente muto, per tutta la sua durata non si sentono che l’accompagnamento musicale e i molti suoni cartooneschi: tuttavia una parola viene detta, una e una sola! Quale e da chi (e questo è fondamentale) lascio a voi scoprirlo. Raccomando caldamente questo film a tutti: non fatevi spaventare dall’idea che sia un film muto perché è spassosissimo e acuto, adatto ai fan di Mel Brooks, ai nostalgici della vecchia Hollywood, ai cinefili curiosi… e anche ai bambini! 

Voto: 4 Muffin