L’Ultima Follia di Mel Brooks

Titolo originale: Silent Movie

Anno: 1976

Regia: Mel Brooks

Interpreti: Mel Brooks, Marty Feldman, Dom DeLuise, Bernadette Peters, Sid Caesar, Liam Dunn

Dove trovarlo: a dire il vero ho fatto una gran fatica a trovarlo, era in un mobiletto in cantina in terza fila

Dopo che l’alcool gli ha rovinato la carriera, il regista Mel Funn (Mel Brooks) vuole tentare un grande rientro a Hollywood e propone al capo dei Big Studios (Syd Caesar) un’idea azzardata: realizzare un film muto. Il capo gli propone un accordo: finanzierà il suo film muto solamente se lui riuscirà a coinvolgere nel progetto delle grandi star. Così Mel Funn, insieme ai fidati amici e collaboratori Marty Eggs (Marty Feldman) e Dom Bell (Dom DeLuise) si mette alla ricerca di attori e attrici famosi che vogliano far parte del suo film. Ma lo studio concorrente, Engulf&Devour (Trangugia&Divora), per sabotare il film invia a Funn un’irresistibile tentazione: la seducente soubrette Vilma Kaplan (Bernadette Peters).

Il titolo italiano, L’Ultima Follia di Mel Brooks, come spesso accade è fuorviante: infatti, anche se si può considerare il colpo di coda della fase dei grandi successi del regista Mel Brooks, ad esso sono seguiti molti altri film, anche se non certo all’altezza dei più vecchi (io però personalmente ho un debole anche per Robin Hood – Un Uomo in Calzamaglia). L’idea di inserire nel titoli il nome del regista fa capire subito che si sta parlando di una cosa divertente (e non potrebbe essere diversamente) e prelude già all’impostazione metacinematografica del film, che in lingua originale ha un titolo più semplice ma altrettanto d’impatto e funzionale: Silent Movie. Chi si aspettava infatti un film muto nel 1976? Figuriamoci poi un film muto intitolato Film Muto  il cui argomento è la realizzazione di un film muto… Come sempre, il confine tra follia e genio è davvero sottile… Per quanto mi riguarda, non ho alcun dubbio: genio! Ho sempre amato Mel Brooks, uno dei registi più divertenti in assoluto, che ama il rischio (oltre a un film muto infatti ha diretto un film in bianco e nero, divenuto un classico imprescindibile della commedia: Frankenstein Junior), ma dovendo scegliere tra i suoi titoli il mio preferito la scelta cadrebbe proprio su Silent Movie, proprio perché, raccontando la storia della realizzazione di un film, permette al regista di giocare tutti gli assi metacinematografici a disposizione, con gran gusto dei cinefili. La prima ghiottoneria è il cast. Brooks raduna tutti i suoi fedelissimi compagni di avventure: Marty “Igor” Feldman (già in Young Frankenstein), Dom DeLuise (già in Il Mistero delle Dodici Sedie e Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco), Liam Dunn nei panni dello sfortunato giornalaio (non aveva avuto più fortuna in Frankenstein Junior, dove Gene Wilder lo utilizzava come cavia per i suoi esperimenti sul sistema nervoso), e mette se stesso al timone nei panni del regista del film muto. Si uniscono alla squadra la splendida Bernadette Peters, che entra in scena all’interno di una gigantesca banana “scimmiottando” Marlene Dietrich che nel film del 1932 Venere Bionda si presentava sul palcoscenico in un costume da gorilla, e il simpaticissimo Sid Caesar (l’allenatore che in Grease cercava di insegnare la pallacanestro a John Travolta), che interpreta il capo dello Studio cinematografico e con la sua straordinaria mimica è perfetto per le gag slapstick: la sua “Non lo sai che lo slapstick è morto?” è una delle battute (tutte scritte in fotogrammi a se stanti, che si alternano alle immagini, proprio come nei film muti) più sagaci del film. Ai nomi già citati si aggiungono le grandi star che interpretano se stesse, quelle che Mel e i suoi compagni importunano per convincerli a partecipare al film: Burt Reynolds, James Caan, Liza Minnelli, Anne Bancroft (moglie di Mel Brooks), Paul Newman. Ciascuno di questi attori si presta con grande autoironia a prendere in giro se stesso e le sue fissazioni (Anne Bancroft si presenta come una diva con quattro bellocci al seguito, il vanitoso Burt Reynolds si rimira continuamente in ogni specchio, Paul Newman batte il regista in una frenetica gara di velocità… su sedie a rotelle!). Il film, come già detto, è interamente muto, per tutta la sua durata non si sentono che l’accompagnamento musicale e i molti suoni cartooneschi: tuttavia una parola viene detta, una e una sola! Quale e da chi (e questo è fondamentale) lascio a voi scoprirlo. Raccomando caldamente questo film a tutti: non fatevi spaventare dall’idea che sia un film muto perché è spassosissimo e acuto, adatto ai fan di Mel Brooks, ai nostalgici della vecchia Hollywood, ai cinefili curiosi… e anche ai bambini! 

Voto: 4 Muffin

11 pensieri riguardo “L’Ultima Follia di Mel Brooks

  1. interessante
    a me piace molto frankenstein junior e sono cresciuto con robin hood, anche se ovviamente certe battute le ho capite solo di recente e certe scene ho capito che non erano noiose ma contenevano comicità meno immediata e più elaborata^^

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  2. Conosco Mel Brooks, fantastiche le sue parodie, Balle spaziali in primis, poi Robin Hood e Dracula, e le sue commedie, Frankenstein Junior innanzitutto, però alcune mi mancano, come questa qui, che per come la presenti m’intriga particolarmente 😉

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