La Signora del Venerdì

Sulla piattaforma streaming gratuita RaiPlay è disponibile una collezione di film classici del cinema americano di vari generi, tutti diretti e interpretati da famose star di Hollywood e divenuti, ciascuno per motivi diversi, pietre miliari del cinema. Questo viaggio nei classici mi ha divertito, commosso, e in alcuni casi stupito.

Per chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, oggi parliamo di…

La Signora del Venerdì

Titolo originale: His Girl Friday

Anno: 1940

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Cary Grant, Rosalind Russell, Ralph Bellamy

Dove trovarlo: RaiPlay

Hildy Johnson (Rosalind Russell), giornalista d’assalto, si presenta in redazione con il futuro marito Bruce (Ralph Bellamy) per salutare tutti i colleghi, visto che ha deciso di abbandonare la carriera giornalistica per fare la moglie e la madre. Ma il suo principale nonchè ex marito Walter Burns (Cary Grant) non ha intenzione di rinunciare a lei facilmente…

Tratto dalla pièce teatrale di Ben Hecht e Charles MacArthur dal titolo Front Page (Prima Pagina), il film deve il suo titolo al modo in cui Robinson Crusoe nel romanzo di Daniel Defoe apostrofava il selvaggio abitante dell’isola, cioè “my man Friday”, “il mio uomo Venerdì”, inteso come “il mio servo Venerdì”. Il titolo del film, malamente tradotto in italiano dai titolisti che non hanno colto il riferimento, si collega alla situazione di soggezione in cui Walter vuole tenere Hildy, sia dal punto di vista professionale che da quello sentimentale.

Eppure Hildy, pur essendosi già affrancata dall’ex marito con il divorzio, fin dall’inizio ci sembra ben poco propensa a lasciare davvero il mondo del giornalismo, e nel corso del film si capisce presto che la cronaca d’assalto è la sua vita e che non potrebbe mai farne davvero a meno, anche se forse una piccola parte di lei si era seriamente convinta di volerlo fare.

Il film è composto da una serie pressochè ininterrotta di dialoghi rapidi, frizzanti, con battute fulminanti e continui battibecchi, che avvengono principalmente tra Cary Grant e Rosalind Russell ma sono molto ben sostenuti anche dai personaggi secondari.

Fa eccezione il povero Bruce, oggetto anche di battuta metacinematografica (“Assomiglia a quel divo di Hollywood, Ralph Bellamy!” afferma Cary Grant): fin dall’inizio è evidente che Bruce non rientra in quella dinamica di botta, risposta e rapida reazione, appare sempre spaesato e fuori posto, il perfetto pollo da prendere in giro per il furbo e spregiudicato Walter.

Lo spettatore non ha un attimo di respiro tra una stoccata e l’altra, l’arguzia dei dialoghi e della sceneggiatura (basata come già detto su un’opera teatrale, quindi molto solida e precisa) è impeccabile e lascia incantati, anche se un po’ storditi.

Per questo consiglio molteplici visioni, perché è inevitabile perdersi qualcosa nello spassoso guazzabuglio, e se possibile consiglio anche la visione in lingua originale, che RaiPlay fortunatamente ci permette.

Tuttavia, personalmente, io preferisco il film che Billy Wilder ha tratto dalla stessa pièce nel 1974, Prima Pagina (Front Page), in cui i protagonisti sono gli ottimi Jack Lemmon (nel ruolo di Hildy) e Walter Matthau (nel ruolo di Walter), in cui la questione sentimentale viene dimenticata in favore di uno scambio ancora più divertente tra i due personaggi – inoltre è dolcissima la giovane Susan Sarandon nei panni della sposina abbandonata.

In ogni caso La Signora del Venerdì resta una splendida commedia dal ritmo frenetico, con battute memorabili, interpreti eccellenti e una poco velata critica al giornalismo d’assalto statunitense – nonostante l’evidentemente sarcastico disclaimer iniziale.

Il Colpo della Metropolitana

Titolo originale: The Taking of Pelham One Two Three

Anno: 1974

Regia: Joseph Sargent

Interpreti: Walter Matthau, Robert Shaw, Martin Balsam, Hector Elizondo, Julius Harris, Jerry Stiller

Dove trovarlo: Prime Video

Un vagone della metropolitana di New York viene dirottato da 4 uomini, che si chiamano tra di loro usando dei nomi in codice: Mr. Brown, Mr. Grey, Mr. Green e Mr. Blue. I malviventi chiedono un riscatto di un milione di dollari entro un’ora, altrimenti inizieranno a uccidere gli ostaggi, i passeggeri della metropolitana.

Un pomeriggio ero ammalata, ed ero andata su Prime Video per cercare un filmetto tranquillo e rilassante, quando mi sono imbattuta in un film con Walter Matthau che, secondo la piattaforma, si intitolava “Colpa della Metropolitana”. Nella mia mente già mi immagino questo romantichello in cui il burbero Matthau trova inaspettatamente l’amore sui trasporti pubblici newyorkesi… Ma si trattava solamente di un refuso, e il film era Il Colpo della Metropolitana: altro che romantichello! Azione, tensione, pericolo… Nonostante fossi febbricitante, il film mi ha tenuto non solo sveglia, ma anche incollata allo schermo per tutto il tempo, divorata dalla curiosità di scoprire se i quattro variopinti gangster l’avrebbero fatta in barba al tenente Garber e se gli ostaggi si sarebbero salvati o meno. La trama è semplice, ma costruita in modo impeccabile e molto avvincente; i personaggi, anche quelli minori, sono incisivi e caratterizzati, anche grazie al superbo cast che non si risparmia per niente. 

I quattro criminali hanno non solo ruoli ma anche caratteri molto diversi (menzioni speciali per il capo, Robert Shaw, e per l’ex macchinista della metro Martin Balsam, due grandi attori per due bellissimi personaggi), e le dinamiche tra di loro sono tanto appassionanti quanto quelle tra i vari comparti delle forze pubbliche che devono contrastarli. Walter Matthau, famoso come protagonista di commedie, ruba la scena a tutti anche in un ruolo drammatico. Sottolineo però che uno dei punti di forza del film è anche l’aver trovato il perfetto equilibrio tra suspense e umorismo, inserendo alcune scene e situazioni davvero buffe (come la visita del gruppo di giapponesi o il sindaco di new York costretto a gestire l’emergenza dal suo letto di influenzato) senza però mai spezzare la tensione, che corre lungo tutto il film e che si impenna quando ci si rende conto che i dirottatori non si fanno scrupoli ad uccidere. Non sono affatto stupita del fatto che sia stato fatto un remake di questo film nel 1998, e anche se non ho prove sono sicura che il fatto che Le Iene di Quentin Tarantino usassero anche loro i colori come pseudonimi non sia una coincidenza, sapendo che Tarantino è un cinefilo onnivoro. Un film invecchiato magnificamente, coinvolgente e carico di tensione, che si guarda con enorme gusto e piacere. Consigliato a tutti gli amanti del genere thriller/poliziesco/heist, e anche a molti registi che oggi tentano di realizzare prodotti simili ma falliscono miseramente: questa è scuola di cinema!

Voto: 4 Muffin

Hello, Dolly!

Anno: 1969

Regia: Gene Kelly

Interpreti: Barbra Streisand, Walter Matthau, Louis Armstrong

Dove trovarlo: Disney Plus

L’elegante e disinvolta Dolly Levi (Barbra Streisand) ha deciso di non desiderare forti emozioni nella sua vita e si dedica pertanto a manovrare le vite altrui, organizzando affari e matrimoni tra i suoi innumerevoli conoscenti. Quando però Dolly decide di rimettersi in gioco in prima persona la sua scelta cade sul celibe burbero e spilorcio Horace Vandergelder (Walther Matthau), tentando con mille manovre di portarlo all’altare. Riuscirà nell’impresa?

Gene Kelly, attore protagonista ma anche co-regista del capolavoro Cantando sotto la Pioggia, porta sul grande schermo il musical Hello, Dolly! del 1964: sebbene la critica non lo apprezzi, il film vince ben tre Oscar l’anno successivo (migliore scenografia, sonoro e colonna sonora) e diventa un classico per gli amanti del musical e dell’attrice Barbra Streisand. Nel ruolo di Dolly Levi si sono avvicendate sul palcoscenico le attrici più celebri e talentuose (Ginger Rogers, Madeline Kahn, Bette Midler, Imelda Staunton e la nostra Loretta Goggi, tra le altre): il personaggio di Dolly è infatti molto affascinante, non solo per le diverse canzoni che interpreta ma anche per i molti eccentrici costumi che sfoggia e per la miscela di simpatia, arguzia e dolcezza che la contraddistingue e la fa entrare nel cuore dello spettatore. Barbra Streisand è perfettamente a suo agio tra piume e corsetti, elegante e sicura di sé mentre manovra i fili delle vite altrui ma anche quando decide di aprirsi in prima persona ai rischi e ai brividi della ricerca dell’amore. A tenerle testa troviamo, nei panni del misantropo Horace Vandergelder, il mitico Walter Matthau, che qui si cimenta anche nel canto e in alcuni (pochi) passi di danza. La trama, minimale, non è che il pretesto per le divertentissime esibizioni di questi due meravigliosi protagonisti e di una serie di simpaticissimi comprimari, fino alla magistrale scena madre nel ristorante di lusso (così chic che è possibile scegliere non solo il pesce dell’acquario che si desidera mangiare ma anche l’anatra selvatica, che il cameriere provvederà immediatamente ad abbattere con la carabina). Disney Plus, ora arricchito dal catalogo Stars, offre agli appassionati del musical la possibilità di gustare questo film rinfrescante, appagante e divertente, con due protagonisti bravissimi e tante deliziose canzoni (per chi non ama il genere alcune parti potrebbero risultare noiose ma consiglio comunque di tenere duro fino alla scena finale). Non c’è da meravigliarsi se nel capolavoro Pixar Wall-E il robottino protagonista è così affascinato da questo film, prezioso cimelio della sua collezione di paccottiglia terrestre, che per lui è unica rappresentazione visiva conosciuta dell’amore. Consiglio questo film a chi ama i musical classici, la vecchia Hollywood, i costumi sgargianti, le commedie romantiche, l’amore genuino, maldestro e canterino, le grandi dive e i grandi comici, le risate a tempo di musica.

Voto: 4 Muffin

E io mi gioco la bambina

Titolo originale: Little Miss Marker

Anno: 1980

Regia: Walter Bernstein

Interpreti: Walter Matthau, Julie Andrews, Tony Curtis, Bob Newhart, Lee Grant

Dove trovarlo: in televisione, di solito su Rete 4, ma solamente a Natale

Tristezza (Walter Matthau) è un uomo solitario e cinico che gestisce una sala di scommesse sportive. Quando un cliente in grave difficoltà gli offre sua figlia come garanzia per un prestito Tristezza accetta e alla morte dell’uomo, non potendosi rivolgere alla polizia, si vede quindi costretto a prendersi cura della bambina…

Fortunatamente questo splendido film viene trasmesso di quando in quando in televisione, soprattutto durante le festività natalizie. Si tratta di un film che si adatta perfettamente all’atmosfera natalizia, pieno com’è di tenerezza e buoni sentimenti. A garantire però la fluidità del racconto c’è un’ottima sceneggiatura piena di grandi dialoghi frizzanti e acuti (se ci si distrae un momento si rischia di perdere una bella battuta). Il cast da solo naturalmente è garanzia di qualità: Walter Matthau ricopre ancora una volta il ruolo di scorbutico brontolone dal cuore d’oro, che nel corso del film si affeziona sempre più alla bimba (Sara Stimson, così dolce da far sciogliere di tenerezza) e rivela il suo lato umano e romantico; Tony Curtis è invece il gangster senza scrupoli Blackie; la mitica Julie Andrews è la bella e risoluta pupa del gangster che alla fine mette a posto tutti quanti; Bob Newhart l’amico fidato con lo sguardo timoroso ma la soluzione sempre in tasca; la bella Lee Grant il giudice nello spassoso processo per l’affidamento della bambina, che rimane senza nome per tutto il film. Da antologia la scazzottata finale sul molo tra Matthau e Curtis. Si ride, si piange (sfido chiunque a non farlo) e ci si gode un prodotto di gran qualità che offre infinite scene e battute da ricordare, per cui non ci si stanca mai di rivederlo, quando lo trasmettono in tv, Natale dopo Natale…

Voto: 4 Muffin