Doom Slayer Collection Tag

Non sono esperta di videogiochi, anche se ce ne sono alcuni che mi hanno appassionato.

A Doom non ho mai giocato, ho solo visto il film (ovviamente, c’è The Rock!), però ho deciso di rispondere comunque al tag del Blog di Tony, ricorrendo al cinema quando non avevo esperienze di videogiochi sufficienti per rispondere (cioè spesso).

Ho quindi risposto alle domande poste da Austin Dove nel suo blog: leggendole potreste scoprire qualche curiosità in più su di me…

  1. Doom Slayer Collection, la prima raccolta importante di cui ti ricordi

Ovviamente il cofanetto con tutti i film di 007 (tutti fino a Skyfall): in realtà il proprietario è Papà Verdurin ma ormai l’ho usucapito.

  1. The Ultimate Doom, il primo capitolo di una saga iconica che ami

Le emozioni provate alla prima cinematografica della Compagnia dell’Anello saranno molto difficilmente replicabili.

  1. Doom 2, un videogioco che colleghi a tuo padre

Prince of Persia: lo avevo su floppy disc e ci giocavo sempre da piccola ma non riuscivo a sconfiggere lo scheletro al terzo livello: ci ha pensato Papà Verdurin!

  1. Doom 3, un videogioco che colleghi a tua sorella

Non ho una sorella, ma sarò per sempre grata a mio fratello che mi ha fatto scoprire la Play Station con l’Assassin’s Creed di Ezio Auditore in un momento in cui avevo proprio bisogno di qualcosa che mi distraesse.

  1. Doom 2016, un acquisto indotto dai consigli ricevuti

Molti film di Kurosawa, consigliati naturalmente da Papà Verdurin. Alcuni non li ho ancora visti ma degli altri mi sono innamorata.

  1. Torre di Babele, un videogioco o un film di cui hai tanto sentito parlare prima di provarlo

Non volevo assolutamente vedere Moulin Rouge, pensavo fosse una scemata romantichella… ora è tra i miei film preferiti!

  1. Torre Argent, l’opera che hai amato ma che ha un dettaglio che odi

Adoro il film Labyrinth, la sua colonna sonora, i pupazzi, David Bowie, tutto… tranne Jennifer Connelly!

  1. Pinky Demon, il nemico più difficile da sconfiggere ma non boss

Nel videogioco Ni No Kuni (splendido!) prima del boss finale, la Strega Cinerea, c’era un mostro marino con tentacoli che ne spawnava altri mille… difficilissimo!

  1. Rune, il libro di cui ha volutamente saltato pagine durante la lettura

Mai fatto. Semmai abbandono il libro, ma la paura di essermi persa qualcosa sarebbe troppo grande (timore congenito in ogni appassionato di libri gialli immagino).

  1. La terra dei giganti, il videogioco in cui vi siete persi

Ni No Kuni, l’ho rifatto due volte cercando di fare ogni quest/obiettivo secondario/trofeo eccetera e ogni volta staccarmene è un supplizio!

  1. Cybermancubus, un’aggiunta al franchise divenuta iconica e che ami

Il Re Scorpione, nato da una costola della serie La Mummia, con protagonista Dwayne “The Rock” Johnson: lo adoro! Ed ecco anche il collegamento con Doom 😉

  1. Cyberdemon, il boss o villain più iconico

Qui entro nella saga di 007. I cattivi sono tutti ben riusciti e molti interpretati da grandi attori, ma su tutti spicca lo Scaramanga di Christopher Lee in L’Uomo dalla Pistola d’Oro.

  1. Spider Mastermind, il boss o villain più bistrattato nel franchise

Sempre epopea bondiana, il povero Ernst Stavro Blofeld, che se in questo nuovo capitolo ha fatto proprio una brutta fine era già stato precedentemente gettato in una ciminiera, nonostante fosse in sedia a rotelle: inclusività alla 007!

  1. I corridoi di Marte, il film o videogioco che ti ha trasmesso più ansia

In genere sono terrorizzata dagli horror asiatici, in particolare Ringu, Yu-On e Two Sisters mi hanno tolto il sonno per mesi!

  1. Doom Slayer, il personaggio protagonista più temerario e misterioso

Ezio Auditore. No, Michael Fassbender proprio per niente!

Free Guy – Eroe per Gioco

Titolo originale: Free Guy

Anno: 2021

Regia: Shawn Levy

Interpreti: Ryan Reynolds, Jodie Comer, Joe Keery, Taika Waititi

Dove trovarlo: Disney Plus

Guy (Ryan Reynolds) ha una vita monotona: si sveglia, saluta il pesce rosso, prende sempre lo stesso caffè nello stesso bar, va al lavoro in banca, si stende a terra quando entrano i rapinatori… Tutto uguale, ogni giorno della sua vita. Eppure Guy è sempre felice e soddisfatto. Almeno fino a quando non incontra una ragazza misteriosa (Jodie Comer) che gli rivela che lui, in realtà, non è una persona vera ma un PNG (Personaggio Non Giocabile) di un videogioco…

Il nome del protagonista, Guy, in inglese significa “tizio”, a sottolineare il fatto che in questo caso il nostro eroe non è altro che un tizio qualunque con un lavoro qualunque contento della sua vita mediocre e monotona… ma quando scopre che in realtà il suo mondo non è reale ma è un videogioco, e che per giunta sta per essere cancellato, le cose cambiano.

Guardando il film inevitabilmente ne vengono in mente molti altri con tematiche simili: The Truman Show, in cui Jim Carrey scopre di essere stato per tutta la vita il protagonista di un reality show; Matrix, in cui Keanu Reeves scopre che la realtà non è reale; Ready Player One, ambientato in un videogioco, che Steven Spielberg farcisce all’inverosimile di citazioni. Eppure la somiglianza più eclatante è con un film italiano, Nirvana di Gabriele Salvatores, in cui Diego Abatantuono scopre di non essere una persona in carne e ossa ma il protagonista del videogioco creato da Christopher Lambert. Free Guy però, a differenza di Nirvana, evita il ridicolo involontario perché non si prende mai sul serio (e come potrebbe?) e non si sofferma sul destino tragico o sul significato dell’esistenza: anche Shawn Levy, come Spielberg, si diverte a riempire il suo film di citazioni da videogiochi e film famosi, portandosi dietro dalla serie Stranger Things, di cui ha diretto vari episodi, oltre all’attore Joe Keery, anche lo stesso disinteresse per gli approfondimenti filosofici o psicologici a tutto vantaggio dell’azione, degli inseguimenti e degli effetti speciali. Free Guy è un film senza pretese per una visione senza pretese per lo spettatore che desidera staccare la spina (del cervello, mi raccomando, non della Play Station!) per un paio d’ore e divertirsi a riconoscere personaggi e omaggi. Gli attori fanno tutti il loro dovere, peccato solo per i ruoli patetici rifilati al povero Channing Tatum e soprattutto al regista Taika Waititi, con il suo villain così sopra le righe.

Nota di merito per gli adattatori italiani dei dialoghi che si sono saputi destreggiare bene nel complicato linguaggio anglicizzante dei gamers.

Un’ultima postilla: nel quinto episodio della stagione 10 della Signora in Giallo, Omicidio a Hasting Rock (in originale Virtual Murder) la scrittrice Jessica Fletcher scrive soggetto e dialoghi per un videogioco investigativo in realtà virtuale. Appena prima della presentazione ufficiale del gioco, il programmatore viene trovato morto e non si trovano più i codici sorgente del gioco: si scoprirà alla fine che il diffidente creatore del gioco li aveva nascosti all’interno del gioco stesso, dietro una porta apparentemente impossibile da aprire… e alla fine, svelato il mistero, gli altri due programmatori Kate e Michael (interpretato da Kevin “Hercules” Sorbo) decidono dopo tanti anni passati a lavorare fianco a fianco di vivere il loro sogno d’amore…

Non importa quanto sul pezzo credi di essere: la signora in giallo è sempre un passo avanti a te!

Voto: 2 Muffin

Rampage

Anno: 2009

Regia: Uwe Boll

Interpreti: Brendan Fletcher

Dove trovarlo: Amazon Prime

Ho trovato questo film per puro caso su Amazon Prime Video, mentre cercavo tutt’altro (probabilmente l’omonimo film con The Rock e gli animali assassini giganti mutanti) e sono stata colpita dalla trama quasi inesistente che prometteva un’ora e mezza di intrattenimento senza nessuna pretesa e ancora meno pensieri: un ragazzo imbraccia le armi e stermina la folla inerme per strada in preda a furia omicida incontrollata. In verità, in barba a quello che dicono IMDB o la stessa Amazon Prime, in questo film c’è molto di più. Rampage mantiene la promessa con cui ci viene venduto, una gran dose di violenza senza tanta sovrastruttura, ma la faccenda è molto ma molto più divertente di come appare. L’inizio del film lascia decisamente perplessi, con le sue inquadrature tremolanti da video amatoriale e con i pochi attori in scena impegnati in lunghi dialoghi estremamente banali e privi di sostanza (molto realistici, in pratica), tanto che ci si inizia a chiedere che genere di film si stia guardando e se non si sia ancora in tempo per interrompere e vedere quello con Dwayne Johnson e il lupo gigante volante. L’utilizzo di continui flashforward però continua a prometterci che l’azione prima o poi arriverà, basta avere un po’ di pazienza. E infatti l’azione arriva, come promesso, con una violenza sanguinaria apparentemente immotivata che sembra togliere tutto il divertimento… sembra! Infatti, a poco a poco, iniziamo a capire che non si tratta affatto di uno sfogo irrazionale, ma che fa tutto parte di un piano molto (molto) ben congegnato e che Bill è mosso da motivazioni su diversi livelli. Il protagonista, con la perfetta faccia da schiaffi di Brendan Fletcher, inizia a emergere dai contorni di ragazzo pigro e bugiardo in cui ci era stato presentato per diventare, se non simpatico, di certo più accattivante (narrativamente parlando). Alla fine del film, ammesso che si riesca a tollerare una certa dose di sangue e di uccisioni (la violenza è molto realistica ma il regista fa anche alcune scelte sagge, per esempio di scatenare il protagonista in un momento della giornata in cui i bambini sono tutti al sicuro tra le mura scolastiche) la sensazione di appagamento è completa, solo che d’ora in poi giocare a bingo non sarà mai più la stessa cosa. Infine la notizia che del film siano stati fatti non uno ma due seguiti regala grande gioia allo spettatore. Sembrava Un Giorno di Ordinaria Follia, ma in realtà era ideologicamente più vicino a…

Voto: 3 Muffin

Empire State

Anno: 2013

Regia: Dito Montiel

Interpreti: Liam Hemsworth, Michael Angarano, Dwayne Johnson

Dove trovarlo: Raiplay

Chris Potamitis (Liam Hemsworth) desidera da sempre entrare in polizia, ma a causa di una bravata giovanile commessa ad un concerto insieme all’amico d’infanzia Eddie (Michael Angarano) la sua domanda viene continuamente respinta. Per sbarcare il lunario si fa assumere come guardiano in un magazzino scalcinato dove vengono custoditi moltissimi soldi, sicuramente sporchi. Quando il padre perde il lavoro, Chris si decide a tentare insieme a Eddie e ad altri piccoli criminali di rapinare il magazzino. Ma la polizia viene in qualche modo a sapere del colpo in anticipo e il detective James Ransome (Dwayne Johnson) fa irruzione sulla scena del crimine…

Questo post è al 100% privo di spoiler. Il vero motivo non è tanto l’etica professionale del serio critico cinematografico quanto il fatto che verso la fine facevo molta fatica a tenere gli occhi aperti e temo di essermi assopita per alcuni minuti. Mi sono però ripresa per i titoli di coda, che spiegano come Empire State si ispiri a una rapina realmente avvenuta e ai suoi reali protagonisti, di cui vengono anche mostrate le interviste. Giuro che non credevo fosse possibile addormentarsi davanti a un film con The Rock! Eppure… La colpa è dell’ossessività con cui il regista cerca di raccontare i fatti così come si sono svolti nella realtà, inserendo solamente dialoghi coloriti (per lo più monologhi dell’insopportabile Eddie) per dare un pizzico di vitalità ma senza dare alla vicenda alcun guizzo nè alcun ritmo. Questa spasmodica ricerca della veridicità lo spinge anche a inserire un numero troppo alto di personaggi, che sicuramente nella realtà erano coinvolti nella vicenda (compare perfino l’allora procuratore di New York Rudolph Giuliani, interpretato da Dan Triandiflou) ma che nel film creano un sovraffollamento confuso e fastidioso poiché nessuno di loro viene ben caratterizzato o approfondito. Inoltre il film non ha nemmeno un briciolo di ironia, come la presenza di Dwayne Johnson (il motivo per cui ho pensato di vedere questo film) poteva far sperare, che forse avrebbe potuto aiutare a colorare un po’ la narrazione, ma non si sposava con l’idea sospesa tra documentario e heist movie del regista. Il risultato è quindi un film noioso che lascia insoddisfatti: da una parte ci si sarebbe voluti fare almeno qualche risata, dall’altra si cercava un po’ di azione che invece manca, oppure un bel colpo grosso alla Ocean di cui non c’è traccia. Un vero e proprio documentario sulla rapina del 1982 sarebbe stato più interessante. Concludo con una domanda che mi sono posta per tutta la durata del film, e che forse ha contribuito a mantenere sveglia la mia incredulità (almeno quella): come è possibile anche solo per un momento pensare che Liam Hemsworth, fratello minore di Chris “Thor” Hemsworth (e come lui biondo, occhi azzurri, alto e muscoloso), sia greco e faccia di cognome “Potamitis”? Gli altri attori che interpretano i membri della famiglia di Chris sono tutti perfetti nel ruolo, anche fisicamente, ma lui? Ci avrei creduto di più se nel ruolo ci fosse stato l’attore preferito di Dito Montiel, Channing Tatum, protagonista di tutti i film diretti dal regista fino a questo… Ho ipotizzato che il ruolo fosse stato assegnato a Liam in virtù dell’aderenza alla realtà dei fatti, ma dalle immagini dell’intervista al vero Potamitis risulta chiaro che così non è: ma che senso ha voler raccontare tutta la verità però mettendo un protagonista più avvenente e più biondo?

Voto: 1 Muffin

Get Smart – Casino Totale

Titolo originale: Get Smart

Anno: 2008

Regia: Peter Segal

Interpreti: Steve Carell, Anne Hathaway, Dwayne Johnson, Alan Arkin, Terence Stamp, Bill Murray, Patrick Warburton, James Caan

Dove trovarlo: a casa mia, in mezzo ai cartoni animati

Maxwell Smart (Steve Carell) è l’analista più brillante dell’agenzia di spionaggio Control, ma si allena e studia da anni per superare l’esame e diventare agente operativo. Quando però la sede di Control viene attaccata e le identità di tutti gli agenti rese pubbliche, Max e la sua collega 99 (Anne Hathaway), che ha recentemente modificato il suo volto con un intervento di chirurgia plastica, diventano l’unica speranza per sventare il malefico piano dell’organizzazione criminale Kaos.

Get Smart, letteralmente “fatti intelligente”, è la trasposizione cinematografica della serie tv omonima degli anni ‘60, prodotta tra gli altri da Mel Brooks, e ne mantiene l’umorismo semplice e adatto a tutti ma non grossolano. Il film è una parodia riuscita e accessibile ai film di spionaggio e a quelli di 007 in particolare, che offre scene e situazioni davvero divertenti ma che riesce a essere di per sé un film completo e ben riuscito, con qualche caduta di ritmo e qualche  stranezza formale che però si fanno presto perdonare. Steve Carell è un ottimo protagonista, tenero e divertente; Anne Hathaway è adatta per il ruolo di spia veterana presuntuosa e saccente che alla fine si innamora della genuinità e dedizione del collega; Dwayne “The Rock” Johnson dà lustro al film con la sua presenza e la sua grande simpatia, dimostrando però di avere anche doti recitative; Terence Stamp un perfetto antagonista megalomane su modello bondiano; Alan Arkin una forza della natura; James Caan spassoso e perfettamente a suo agio nel ruolo del presidente degli Stati Uniti; menzione speciale per Bill Murray, che compare nei panni di… un albero!

Voto: 4 Muffin

Corsa a Witch Mountain

Titolo Originale: Race to Witch Mountain

Anno: 2009

Regia: Andy Fickman

Cast: Dwayne Johnson, Carla Cugino, AnnaSophia Robb, Alexander Ludwig, Kim Richards, Ike Eisenmann

Dove trovarlo: Disney Plus

Jack Bruno (Dwayne “The Rock” Johnson) lavora come tassista a Las Vegas per tentare di lasciarsi alle spalle un passato criminoso. Un giorno salgono sul suo taxi due strani ragazzi, Sara (AnnaSophia Robb) e Seth (Alexander Ludwig), che lo pagano profumatamente per portarli in pieno deserto. Jack, che non se la sente di lasciarli soli in mezzo al nulla, si imbatte quindi in una spaventosa creatura non umana che sta inseguendo i due ragazzi. Dopo una fuga rocambolesca sul taxi, i due fratelli rivelano a Jack di essere in realtà alieni in missione speciale per salvare non solo il loro pianeta ma anche il nostro.

Corsa a Witch Mountain è una sorta di remake del classico Disney del 1975 L’Incredibile Viaggio verso l’Ignoto (il cui titolo originale era Escape to Witch Mountain). Questa volta però i due giovani alieni con poteri psichici e telecinetici non sono capitati sulla terra per caso ma hanno invece un compito fondamentale per la sopravvivenza della loro specie (e della nostra), per cui utilizzano i propri poteri in modo consapevole e funzionale, mai infantile come accadeva a Tia e Tony nel vecchio film. In compenso il divertimento è fornito, oltre che dai personaggi secondari e dall’immancabile amico animale (in questo caso un cagnolino), dal personaggio di Jack Bruno, all’inizio spiazzato e confuso ma poi sempre più intraprendente e spaccone. Il film ha un ritmo incalzante e alterna scene di inseguimento a momenti più divertenti o sentimentali, gli effetti speciali sono molto ben fatti e gli attori sono tutti bravi in questo bel film d’azione per ragazzi. Nel cast sono presenti anche gli interpreti di Tia e Tony nel film del 1975: Kim Richards è la cameriera del fast food che porta gli hamburger a Jack e ai ragazzi, mentre Ike Eisenmann è lo sceriffo che fa valere la sua autorità e impedisce all’esercito di catturare gli eroi. AnnaSophia Robb (la protagonista di Un ponte per Terabithia) è adorabile, mentre Dwayne Johnson, come sempre, è irresistibile. Negli extra del dvd si trovano anche le scene tagliate e gli errori, tra cui una scena in cui Jack Bruno tenta di distrarre la cameriera Kim Richards indicando un punto alle sue spalle e dicendo: “Guardate, è Vin Diesel!

Voto: 3 Muffin