Super Mario in Rima

Non ho mai giocato ai videogiochi di Super Mario, ma ricordo molto bene la musichetta perché mio fratello invece ci giocava sempre con il Game Boy. Ricordo di avere visto tanti anni fa il film tratto dal videogioco, con Bob Hoskins nei panni di Mario e John Leguizamo in quelli del fratello Luigi, che oggi si trova su Amazon Prime: simpatico ma non proprio un capolavoro, tanto che è già stato annunciato un nuovo film d’animazione per il prossimo anno.

Oggi i miei bimbi, complice la pubblicità capillare dei nuovi videogiochi e di tutto il merchandising, ma soprattutto il ritrovamento di quei reperti archeologici che sono i vecchi Game Boy dello zio, si sono appassionati alle avventure dell’idraulico baffuto più famoso del mondo.

Per partecipare in qualche modo a questa loro nuova passione ho ideato alcune rime.

Visto che ultimamente, tra impegni vari e aria di vacanze, sto pubblicando molto meno assiduamente, ne approfitto per un piccolo post video-ludico-poetico.

Caro, carissimo diario,

oggi ti parlo di Super Mario.

Un videogioco messo in rima?

Ma perché nessuno ci ha pensato prima??

Sembra un semplice idraulico, lo so,

di quelli che trovi su ProntoPro

ma in realtà è un eroe straordinario:

è mitico il nostro Super Mario!

È innamorato della Principessa Pesca

e i nemici la usano sempre come esca

così Mario con mille saltelli

dovrà superare tutti i livelli.

Corre, salta, sale sui cubi:

sempre meglio che aggiustare valvole e tubi!

Ma il nostro eroe non è da solo!

dei suoi alleati parliamo al volo:

col fratello Luigi parte all’avventura,

si sa, con la famiglia non si ha mai paura!

Luigi veste di verde, Mario di rosso,

saltano e corrono a più non posso

e alla fine coi loro baffoni

sconfiggono tutti i cattivoni;

poi c’è Yoshi, il Draghetto,

tenero e verde, alleato perfetto.

Mario prende monete e frutti

e i nemici li sconfigge tutti:

ogni giorno infatti si allena

per saltare ai nemici sulla schiena.

Sonic è il più veloce, Pac-Man il più goloso,

ma Super Mario è strepitoso!

Se hai un tubo che perde, la cucina allagata

o ti hanno rapito la fidanzata

chiama subito Super Mario 

(ore pasti) eroe leggendario!

The Witcher

La serie è tratta da una serie di libri e da un videogioco

Ma io non li conosco nemmeno un poco

Però dei 6 episodi di The Witcher vi parlerò lo stesso

Facendo con la mia deontologia un compromesso

Perchè a vedere questa serie mi ha spinto, ve lo dico

Il fatto che il protagonista sia un gran… bell’uomo!

Chi ha in programma una visione futura

meglio che interrompa subito la lettura

perché sto per raccontare tutto, il brutto e il bello

come farebbe un pedante menestrello.

Per prima cosa io non la capisco questa odierna mania

Di stravolgere sempre la cronologia:

Vediamo prima quello che succede dopo

E di questa confusione davvero mi sfugge lo scopo.

Cerchiamo però di chiarire la confusione

Con questa esplicativa illustrazione.

Vi presento Geralt di Rivia, che è il protagonista

Nei suoi panni Henry “Superman” Cavill è una gran bella vista

Lui è un “witcher”, essere umano modificato

Cui forza, magia e occhi color canarino hanno donato

Ha poi superato un duro addestramento

E ora con la spada è un vero portento.

Britannicamente lo chiamo “Witcher” ma vi prego,

Proprio non si può sentire l’italiano “Strego”…

Contro ogni mostro che vede Geralt si scaglia

Un po’ per eroismo ma soprattutto per la taglia

E così si sposta sempre tra i villaggi

Eliminando mostri e altri brutti personaggi.

Lo Strigo non teme colpi nè ferite:

Per abbatterlo ci vorrebbe la Kryptonite!

Mentre Geralt viaggia per il mondo bel bello

Gli si appiccica alle costole Ranuncolo, un menestrello.

Chi gioca a D&D sa che liberarsi di un bardo

È come cercare di smacchiare un leopardo

E alla fine Geralt deve abbassare la testa

E rassegnarsi a quella compagnia molesta.

Lo strano duo si ritrova in un banchetto

In cui un marito per la figlia dalla sovrana verrà eletto

Stranamente nessuno ha tanta fretta

Di maritarsi con la principessa Bavetta

(Ormai lo avete capito che la nomenclatura

Non è certo il punto forte di questa sceneggiatura).

Come dice il proverbio: “Regina Calante

Procura al suo regno pericolo costante”.

A farsi avanti come futuro genero

È un uomo-porcospino dal musetto tenero

Ma dagli aculei assai affilati

(caspita i gusti delle principesse come sono cambiati!)

Che afferma: “Mia regina, è vero amore il nostro!”

E lei per tutta risposta: “Ammazzate quel mostro!”

“Non ho certo intenzione di cambiare pannolini

A dei nipotini tutti pieni di spini!”

Nel parapiglia il Witcher con il riccio si è schierato

E in breve ogni avversario è stato liquidato.

La conclusione di questi drammatici eventi

È che tutti o son morti o son felici e contenti.

Il Witcher viene ricompensato per la sua valorosa impresa

Tramite la famosa legge della sorpresa:

Ora può reclamare la proprietà

Di un bene del riccio di cui lui ancora non sa…

È un po’ come aprire della Kinder un ovetto

E divenire padrone di un misterioso oggetto…

Ma lasciamo per un momento lo strigo da parte

E conosciamo la femminile controparte:

La cozza Yennefer cui tutto va male

Venduta dal patrigno per meno di un maiale

Che si ritrova tuttavia

In una scuola di magia

Nella cui cantina sta nascosto un mago di colore

Con cui per la prima volta può fare l’amore.

Yen ha di portali magici infinite riserve

Ma non li usa mai e poi mai quando serve.

Siccome è passata la moda delle streghe brutte 

E ora reginette di bellezza devono essere tutte

Con un incantesimo e una messinpiega

Ora Yennefer è una bellissima strega

E poiché la bellezza apre tutte le porte

Può finalmente diventare maga di corte.

Presto però si annoia e cerca nuovi fini

Come ad esempio vendere Viagra ai contadini.

Intanto sono passati gli anni

E la regina Calante continua a far danni

E si è messa davvero d’impegno

Per portare la guerra sul suo regno.

Il Witcher torna per la sua misteriosa ricompensa

Che è una bambina, ma tu pensa!

Tutti la cercano, ha dei magici poteri

E scopriamo oggi quel che è successo ieri.

Il buon Sacco Di Topo (è il suo nome, lo giuro!)

Cerca di mettere la bambina al sicuro

E lo strigo ormai sa cosa deve fare:

La sua bambina a sorpresa deve trovare.

Specchio specchio delle mie brame,

Lasciamo perdere tutte le sottotrame

Soltanto una la raccontiamo, ma non tutta

Perché, accidenti se è brutta.

La caccia al drago a squadre sulla montagna

Per i giocatori di ruolo una vera cuccagna:

Ha delle groupie il drago dorato

E il paladino finisce ammazzato

Da chi non lo si capisce bene

Ma per le sottotrame gli sceneggiatori non si danno troppe pene.

A noi serve solo per capire

Che il Witcher senza l’amata Yennefer non riesce a dormire.

Alla fine di tutto c’è una grande battaglia

Tutti i maghi combattono sulla muraglia

Yennefer finalmente mostra tutta la sua gloria

E la sua potenza, poi sparisce dalla storia.

Sappiamo già che Geralt la cercherà sul serio

Perchè a lei l’ha legato il genio con un desiderio.

“Ehi Ciri” dice lo Strego “c’è una strega nei dintorni?”

Noi intanto speriamo che nella seconda stagione ritorni!

Ni No Kuni

Titolo: Ni No Kuni 

Anno: 2019

Regia: Yoshiyuki Momose

Genere: Animazione

Haru e Yu frequentano lo stesso liceo e sono amici da sempre. Haru è un giocatore di basket adorato dalle ragazze, mentre l’amico, costretto fin da piccolo su una sedia a rotelle, lo aiuta a perfezionare le sue tattiche di gioco. Quando Kotona, la fidanzata di Haru (di cui però anche Yu è innamorato) viene ferita gravemente da un essere misterioso, i due ragazzi si trovano catapultati in un altro mondo, in cui non solo Yu è in grado di camminare, ma sono entrambi abili spadaccini. Yu, basandosi sui racconti di uno strano vecchietto conosciuto molti anni prima, ipotizza che l’unico modo per salvare la vita di Kotona sia trovare la sua anima affine nell’altro mondo, che sembra essere la bella principessa Astrid.

Il film è tratto da un videogioco, Ni No Kuni: La Maledizione della Strega Cinerea, di cui lo Studio Ghibli di Miyazaki aveva realizzato storia e disegni. Come spesso accade, il film non è all’altezza del gioco, che era molto appassionante e divertente non solo per le dinamiche di gioco ma anche per la trama e i bei personaggi, pur partendo da una storia non molto originale.

Il film è quasi del tutto privo di quei riferimenti al gioco che mi sarei aspettata (riutilizza appena alcune musiche dell’originale), ha una trama banale, piena di buchi e inutilmente intricata, personaggi inconsistenti e scene fuori luogo. Consiglio a tutti di evitarlo e di procurarsi piuttosto il videogioco, che può davvero regalare ore (anche molte, moltissime ore) di svago.

Voto: Un muffin ipocalorico