Disney Plus Unexpected – Part 2

Nuovo appuntamento per gli appassionati della Disney che amano tutti i classici intramontabili ma sono anche desiderosi di scoprire cose nuove e inattese. Il catalogo di Disney Plus, che si potrebbe supporre piuttosto stagnante, è in realtà in perenne arricchimento e offre intrattenimento di ogni tipo per curiosi di ogni genere ed età. Qui avevo già parlato di sette titoli che non ci si aspetterebbe di trovare nei cassetti del topo più famoso del mondo, ma ce ne sono tantissimi altri. Eccone qui altri sette, per la gioia di grandi e piccini.

  1. Snoopy & Friends

Non sono mai stata innamorata dei Peanuts, il gruppo di personaggi dei fumetti creati da Charles M. Schultz (io sono più un tipo da Sturmtruppen…), ciononostante questo film mi ha conquistata. Snoopy and Friends, cartoon animato in una coloratissima e tondeggiante computer grafica, è stato realizzato nel 2015 dai Blue Sky Studios (gli stessi della saga L’Era Glaciale) in collaborazione con la Fox: con l’acquisizione di quest’ultima è dunque entrato nel catalogo Disney. Si tratta di un film adatto a tutti, anche ai bambini più piccoli, ma divertente anche per gli adulti; i fan dei fumetti non resteranno delusi perché ritroveranno tutti i personaggi delle strisce, da Linus con la sua inseparabile coperta a Piperita Patty, dalla ragazzina coi capelli rossi al terribile Barone Rosso. Il mondo creato da Schultz, in cui il film permette di immergersi completamente molto più di quanto non facciano le strisce dei fumetti, è davvero splendido, popolato esclusivamente da bambini (non si vedono mai adulti, nè genitori nè insegnanti, e i bimbi più piccoli si rivolgono a quelli più grandi chiamandoli “signore”) che si comportano proprio come tali: giocano, fraintendono, ridono, si fanno i dispetti, imparano, crescono. Una vera boccata d’ossigeno nel panorama dei cartoon moderni, così morbosamente pedagogici: Snoopy invece ci insegna, senza nemmeno bisogno di parlare, come si possa benissimo insegnare qualcosa tra una risata e l’altra senza mai annoiare. Con l’occasione consiglio di recuperare anche la canzone che Giorgio Gaber dedicò proprio al personaggio di Schultz nel 1967, Snoopy contro il Barone Rosso.

  1. Togo

Di questo film ho già parlato qui, ma ci tengo a riproporlo perché, ora che sono passati diversi mesi dalla visione, ancora ci penso con molto piacere. Meno noto del collega Balto, reso famoso dal celebre film animato del 1995, prodotto da Steven Spielberg (che resta comunque un bellissimo cartone cui sono davvero affezionata), il cane da slitta Togo è esistito veramente e si deve principalmente a lui il merito di aver trasportato, tra tempeste di neve e ghiaccio, l’antitossina fino a Noun, in Alaska, dove la difterite minacciava di uccidere tutti i bambini del paese. Il film racconta naturalmente questa straordinaria impresa con i toni dell’avventura adatti anche ai più piccoli, che si divertiranno forse di più a vedere le marachelle combinate da Togo quando era un cucciolo ribelle. Il film sceglie saggiamente di non usare alcun trucco per far parlare il cane o fargli fare scenette buffe: non ce n’è bisogno perché la sceneggiatura è ben fatta e ci porta ad affezionarci a Togo e al suo padrone, anche perché ad interpretarlo c’è il sempre perfetto Willem Dafoe. Una storia vera ricca di avventura e tenerezza: da vedere.

  1. I Tre Moschettieri

Dal celebre romanzo di Alexandre Dumas sono stati tratti svariati film e serie tv, ma il migliore di tutti è e sarà sempre The Three Musketeers, del 1948, con Gene Kelly nel ruolo di un saltellante D’Artagnan, un’ammaliante Lana Turner come Milady, uno spietato Vincent Price come Richelieu e come ciliegina sulla torta una giovanissima Angela Lansbury nei panni della regina Anna. Ciò detto, anche questa versione Disney si difende e pur essendo per forza di cose molto edulcorata rispetto al romanzo (Costanza per esempio non muore e del tradimento della regina non c’è traccia) risulta comunque avventurosa al punto giusto e anche divertente. Il cast è interessantissimo: Chris O’Donnell è D’Artagnan; Kiefer Sutherland è Athos; Charlie Sheen è Aramis; Oliver Platt è Porthos; Tim Curry, soprattutto, interpreta il cardinale Richelieu. Un decoroso film d’avventura adatto anche ai ragazzi con una serie di volti noti e simpatici, l’ideale per una serata in relax senza pensieri e con più di una risata.

  1. 10 Cose che Odio di Te

Non è certo il primo film che viene in mente quando si parla del compianto Heath Ledger, ma questa liberissima trasposizione della Bisbetica Domata di Shakespeare è un bellissimo tuffo nel passato per i più nostalgici, per chi come me nel 1999 era abbastanza giovane da godersi una commedia adolescenziale come questa, con personaggi bidimensionali e dinamiche scontate. Tuttavia ci sono molti volti noti che oggi è emozionante rivedere: oltre al protagonista Heath Ledger, già allora bravo e affascinante (che si esibisce anche in una pazza serenata sugli spalti dello stadio), ci sono la bella e (quasi) indomabile Julia Stiles, il bravo ragazzo Joseph Gordon-Levitt e, nella parte migliore di tutti, Allison Janney psicologa che trascura i problemi dei ragazzi a favore del romanzo erotico che sta scrivendo. Non certo un capolavoro ma adatto a cinefili nostalgici.

  1. Chi ha Incastrato Roger Rabbit?

Qui siamo a livelli altissimi, dove si parla di classici e di storia del cinema, perciò non mi dilungherò a parlare di questo capolavoro di animazione mista ad attori in carne ed ossa. Sappiate solo che lo potete trovare su Disney Plus, per vederlo magari in lingua originale.

Ancora oggi e ancora all’ennesima visione il film non perde nulla del suo fascino e del suo humor. Nonostante tutti i progressi tecnologici degli effetti speciali Chi Ha incastrato Roger Rabbit? resiste al tempo che passa, senza farci pensare nemmeno per un secondo che non ci sia un vero coniglio ammanettato al polso di Bob Hoskins. Per chi conosce questo film a memoria e lo ha amato fin da bambino consiglio di recuperare, sempre su Disney Plus, la settima puntata della serie Oggetti di Scena, dedicata proprio al film di Zemeckis, in cui si presenta in scena addirittura Christopher Lloyd. Corri a vederlo! Why don’t you do right?

  1. Into the Woods

Questa volta non parliamo di un film adatto ai più piccini, che potrebbero spaventarsi per la perfida strega Meryl Streep o annoiarsi per la durata e per il gran numero di canzoni. Per un adulto cresciuto con fiabe e cartoni invece è un bellissimo spettacolo, in cui i personaggi più celebri (Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e altri) vengono raccontati in modo inedito in una storia che li coinvolge tutti quanti. A dar vita all’insieme sono le canzoni del veterano del musical Steven Sondheim, interpretate egregiamente da tutti i protagonisti (Emily Blunt su tutti, ma anche Anna Kendrick, Chris Pine, Johnny Depp e molti altri). Se ancora non vi ho convinti, qui trovate la mia recensione.

  1. Viaggio al Centro della Terra

Per giungere a questo divertente film d’avventura del 2008 consiglio un percorso in tre tappe. Innanzitutto si dovrebbe partire dal libro di Jules Verne, un capolavoro imprescindibile. Poi bisognerebbe passare per il film Disney del 1959 interpretato da James Mason, elegante ed avventuroso. Infine godersi Viaggio al Centro della Terra (che alla sua uscita vidi al cinema in 3D con grande soddisfazione), che pur aggiornando molti elementi dell’originale ne mantiene inalterati le premesse e lo spirito avventuroso. Brendan Fraser nei panni del protagonista è sinonimo di azione e divertimento; Josh Hutcherson, qui molto giovane, lo affianca degnamente.

La trama è arcinota, ma colpisce ancora oggi per la sua originalità, soprattutto considerando che il libro è datato 1864: e se fosse possibile per l’uomo raggiungere ed esplorare il centro della terra, calandosi nel cratere di un vulcano inattivo? E se il centro del pianeta non fosse, come sostengono gli scienziati, costituito di lava bollente e metalli pesanti ma fosse piuttosto un’enorme caverna in cui si sono sviluppati organismi animali e vegetali sconosciuti sulla superficie? E se tra questi ci fossero anche…dei dinosauri? Leggete il libro ai vostri bambini e ragazzi e poi godetevi questo bel film insieme a loro!

6 pensieri riguardo “Disney Plus Unexpected – Part 2

  1. i Tre Moschettieri di Herek sono stati un “must” della mia pubertà, ma è da allora che non lo rivedo… i ricordi sono però tuttora vividi e davvero fantastici!
    Senza esagerazione, ritengo «10 Things I Hate About You» un capolavoro immane, meritevole di uno status di cult che spero si conservi: forse l'”attualizzazione” shakepeariana che più mi ha gratificato (certo dipendente da Luhrmann, ma, a differenza di Luhrmann, agevolata da un vero processo di adattamento anche in sceneggiatura)…
    «Into the Woods» non mi dispiacque affatto, ma Rob Marshall “piacevolizza” i musical che tratta senza mai cogliere al meglio la loro complessità, e «Into the Woods», tra i richiami a Bettelheim e a Neil Jordan, complesso era tantissimo…

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    1. Mi piacerebbe tantissimo avere l’occasione di vedere più musical a teatro: i film spesso sono belli ma inevitabilmente si tratta di esperienze diverse e l’una non può sostituire l’altra. Riguardo a Shakespeare mi proclamo fan ma ignorante, ma trovo divertente che tu non abbia nemmeno nominato Kenneth Branagh 🙂

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      1. Certo, Branagh è bravissimo, e io per lui stravedo, ma la natura scanzonata di “adattamento”, proprio di “rielaborazione”, che ha 10 Things I Hate About You, non ce la vedo: è un supersonico allestitore, con idee geniali, grande modernizzatore, forse attualizzatore (se uno guarda bene, nessun suo film shakespeariano è ambientato davvero “ai giorni nostri”, e gli esprimerti scioccanti di “As You Like It” in Giappone e “Love’s Labours Lost” in salsa musical sono “terminali”, visto che dopo non ne ha più fatti), più che altro (grazie a Stanislavskij) un grande vivificatore, rinverditore, ringalluzzitore, ma quel quid di divertimento effettivamente giovanile, che sacrifica anche la sostanza di Shakespeare pur di fare divertimento e spettacolo (e la natura di “allegro lager” della Bisbetica, pur senza Sly, è riuscito a renderla, forse meglio di chiunque altro, già Zeffirelli) gli manca: 10 Things I Hate About You è un “inspired by” la Bisbetica, mentre Branagh (e Luhrmann), magari fa il Dramaturg bene (tagliando qua e là), ma mantiene spesso il testo così com’è (perfino in Giappone e nel musical, e, nel caso di Hamlet, si vantò di aver messo in scena il “fittizio” testo conflated di 4h prodotto dai “bauli”, denso di parti alternative, nonostante le evidenze dei Bad Quartos e la constatazione fisica del sole che, nel teatro elisabettiano, più di 2h non ci sta)…
        Le operazioni di Branagh le adoro, ma per divulgazione amo di più 10 Things I Hate About You (che è un approccio identico al Re Leone che è Amleto, e a Ran di Kurosawa che è Re Lear, o anche al Private Idaho di Van Sant che è Enrico IV), o, dal versante opposto, del vero metateatro, amo anche il Looking for Richard di Pacino (e devo studiare ancora bene il film di Rosencrantz and Guildernstern are Dead di Stoppard)…

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      2. Prima di finire di leggere il tuo commento stavo già pensando anche io a Kurosawa e in particolare a Trono di Sangue, che è ancora oggi il miglior adattamento cinematografico di Shakespeare (in questo caso il Macbeth) che io abbia mai visto, a proposito di rielaborazioni raffinate.

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  2. Vabbè, Chi ha Incastrato Roger Rabbit? è un capolavoro, sempre adorato 😉
    Bello il film dei Peanuts, gli altri tutti visti, tranne Togo, che è segnato per il mio speciale cinematografico di Disney Plus, molto probabilmente l’anno prossimo però.
    Comunque Into the woods per me è Nì.

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    1. Hai ragione, Into the Woods non è certo.il.migliore tra i musical, cala decisamente di tono nella seconda parte e diventa anche un po’ troppo didascalico, ma nel complesso non mi dispiace. Merita la visione anche solo per la canzone dei due principi azzurri 🙂

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