Passengers

Anno: 2016

Regia: Morten Tyldum

Interpreti: Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen, Lawrence Fishburne, Andy Garcia

Dove trovarlo: Netflix

La Avalon è un’enorme nave spaziale super tecnologica la cui missione è quella di trasportare 5000 passeggeri più 258 membri di equipaggio fino al pianeta Homeland 2, dove potranno stabilirsi e costruirsi una nuova vita lontano dall’inquinamento e dal sovraffollamento della Terra. Tutti gli umani a bordo si trovano in stato di animazione sospesa, mentre il computer gestisce il viaggio, la cui durata stimata è di un centinaio d’anni. Tuttavia un passeggero, l’ingegnere Jim Preston (Chris Pratt), si risveglia quando mancano ancora una novantina d’anni all’arrivo su Homeland 2. Ogni tentativo di comunicare con la Terra o di ripristinare l’animazione sospesa fallisce, così Jim sembra destinato a trascorrere la sua intera esistenza solo sulla Avalon, con l’unica compagnia del barman androide Arthur (Michael Sheen), giungendo nella terra promessa solamente da morto. Dopo aver trascorso un intero anno in completa solitudine, Jim inizia a domandarsi cosa accadrebbe invece se svegliasse qualcun altro per avere un po’ di compagnia: la bella Aurora (Jennifer Lawrence), per esempio, scrittrice di New York: ma può condannare un altro essere umano ad una vita di estrema solitudine essere la scelta giusta?

Amo moltissimo la fantascienza che, come gli altri cosiddetti “generi” (western, horror…), nella storia del cinema spesso è stata il veicolo accattivante di importanti messaggi, riflessioni psicologiche, politiche e sociologiche e speculazioni etiche e filosofiche (penso a film come Solaris, Il Pianeta Proibito o L’Invasione degli Ultracorpi). Non è questo il caso di Passengers, però, che pur contenendo vari spunti per interessanti riflessioni (è giusto condannare un altro essere umano per alleviare il peso della solitudine? Può il destino portare persone diversissime ad incontrarsi e innamorarsi pur nelle più avverse contingenze? Ha senso affidare le nostre vite alla tecnologia, anche la più avanzata? Come si potranno superare le ingiustizie sociali della Terra se anche sull’astronave i passeggeri sono rigidamente divisi in classi?) alla fine altro non è che la classica commedia romantica ravvivata dall’ambientazione spaziale e dalla componente avventurosa (oltre che dal fondoschiena di Chris Pratt, che viene mostrato spesso e volentieri senza ragione). Detto questo credo non sia difficile immaginare quale sarà il tono del racconto e il suo finale, ma ci tengo comunque a precisare che la recensione conterrà anche alcuni spoiler. Come dicevo, dopo un inizio accattivante e una parte divertente (quella in cui Jim si gode tutte le meraviglie della nave in solitudine, passeggiate spaziali comprese), il film mostra tutti i suoi limiti a partire da quando Jim sveglia effettivamente la bella addormentata (non credo sia un caso se il personaggio si chiama Aurora). Per essere un film retto da due soli personaggi, Jim e Aurora si rivelano essere piatti, non approfonditi nelle loro motivazioni e nei sentimenti, i cui dialoghi sono sempre superficiali e le battute prevedibili: come mai si innamorino, litighino e poi si ritrovino, noia disperata a parte, non si spiega davvero, almeno non nei dialoghi e negli stralci di backstory che ci vengono forniti. Jennifer Lawrence, attrice di talento, in questo film non fa niente altro che essere stupenda (e potrebbe anche bastare), mentre Chris Pratt fa l’unica cosa che sa fare, l’ingenuo tenerone. Lawrence Fishburne ha il ruolo più imbarazzante, quello del membro dell’equipaggio che si risveglia solo per dare ad Adamo ed Eva le informazioni (e le autorizzazioni) di cui hanno bisogno per risolvere il mistero dei malfunzionamenti a bordo, dopodiché, appropriatamente, muore. Chi invece resta fino alla fine è l’androide Arthur, il barista confidente (un Michael Pitt perfettamente robotico), la trovata migliore del film. Sono sicurissima di non essere l’unica che, alla prima apparizione del buon Arthur, ha pensato al Lloyd di Shining, prima di capire che in questo film, come non c’è nulla di Asimov, così non c’è nulla di Tarkovsky, nè di Kubrick.

Inspiegabilmente Andy Garcia compare negli ultimi tre fotogrammi del film nei panni del capitano, lasciando l’impressione che forse sia stata cambiato il finale in corso d’opera e che il suo personaggio dovesse avere anche qualche battuta. Il finale, una volta inquadrato il genere di film, è prevedibile: l’ingegnere Jim diventa salvatore dell’intero equipaggio e (quasi) si sacrifica per il bene di tutti gli altri passeggeri. Aurora, che potrebbe tornare in animazione sospesa, decide invece di consumare la sua esistenza a bordo della Avalon insieme a Jim, scrivendo il capolavoro letterario della sua vita. Mi chiedo se solamente a me, immaginando questi due su un’astronave da soli per tutta la vita, siano venuti in mente loro:

“Che barba, che noia, che noia, che barba!”

Per concludere, Passengers è un buon film di intrattenimento per trascorrere un paio d’ore senza pensieri tra stelle e robot spazzini, ma per chi nella fantascienza cerca qualcosa di più non è il film giusto.

Voto: 2 Muffin

10 pensieri riguardo “Passengers

  1. Ma capolavoro letterario che leggera chi poi? Io, pur amando molto questo genere e in particolare non solo la fantascienza, ma quella ambientata a bordo di navicelle spaziali, questo film l’ho sempre evitato perché aprioristicamente mi ha dato le stesse sensazioni che confermi anche tu in questa recensione. Quindi per una volta sono contenta di essermi persa un film 🙂

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  2. Visto tempo fa e piaciuto abbastanza se si lasciano perdere certi errori grossolani come la lacrima che cola giù per la guancia invece di galleggiare nel casco… Anch’io considero inspiegabile il cameo di Andy Garcia sul finale appena uscito dallo spot dell’ amaro…
    Della Lawrence ne ho parlato dalle mie parti piuttosto male in diverse occasioni, soprattutto per come ha cambiato Mystica degli X-Men pur di apparire al naturale senza il trucco blu. Ah… bei tempi quando c’era Rebecca Romjin Stamos…
    Qui comunque stranamente l’ho trovata persino piacevole.

    Piace a 1 persona

    1. Anche io nei panni di Mystica preferivo la splendida splendida Rebecca, ma devo dire che anche Jennifer mi piace. In questo film le hanno dato un personaggio antipatico e non molto sfaccettato, ma lei ha fatto del suo meglio secondo me.

      "Mi piace"

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