30 Days of Books Challenge

Ancora una volta Tony dal suo blog mi lancia una sfida, questa volta non riguardo al cinema ma alla letteratura. Sfida che io accetto volentieri, condividendo i titoli di 30 diversi libri, ciascuno rispondente a un diverso criterio. Quindi, a tutti, buona lettura!

Miglior libro letto l’anno scorso: Senza dubbio The Bee Sting (in italiano Il Giorno dell’Ape) di Paul Murray, vincitore del premio Strega europeo 2025. Grazie a Angela per l’ottimo consiglio!

Libro letto più volte: La Guida Galattica per Autostoppisti. E mi fa sempre ridere, ad ogni lettura!

Serie/Saga preferita: tutti i romanzi di Valerio Evangelisti che hanno come protagonista l’inquisitore Nicolas Eymerich.

Libro che mi ha fatto sorridere: Comma 22 di Joseph Heller. In realtà si ride parecchio, ma si ride un po’ amaro.

Primo libro che ricordo aver mai letto: Il Piccolo Principe, con cui fu colpo di fulmine, oltre a tutti i libri delle serie blu e arancione del Battello a Vapore.

Libro che mi ha fatto piangere: Piccole Donne, come una fontana.

Il libro che sto leggendo ora: La Noia di un altro non vale di Simone Zaccagni. Lettura leggera perfetta per l’estate.

Un libro sopravvalutato: Lolita. Spazzatura da ogni punto di vista.

Libro che mi ha fatto amare la lettura: i romanzi di Jules Verne, di cui verso i 12 anni mi sono innamorata e che ho letto in gran parte. Su tutti, Ventimila Leghe sotto i Mari e Michele Strogoff.

Libro che mi piace con un colore nel titolo: Vale se dico Il Colore della Magia di Terry Pratchett? Una scoperta!

Libro che mi piace con un numero nel titolo: Cent’anni di solitudine. Meraviglioso.

Libro che mi piace con un nome nel titolo: The Importance of being Earnest di Oscar Wilde. Esilarante e acuto come solo lui sa essere.

Libro che mi piace dal mio genere preferito: Tra i gialli di Agatha Christie, dico Dieci Piccoli Indiani.

Libro che mi ha deluso: The Shining di Stephen King. Mi spiace ma preferisco il film che ne ha tratto Kubrick.

Libro che mi ricorda l’infanzia: Le Favole al Telefono di Gianni Rodari.

Libro che mi piace di un autore deceduto: Il Bar sotto il Mare, il preferito tra quelli di Stefano Benni.

Libro che mi piace di un autore in vita: Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli.

Libro che tutti dovrebbero leggere: Il primo e il secondo Diario Minimo di Umberto Eco.

Libro con vibes estive: Cabaret Biarritz di Josè C. Vales

Libro poi diventato film: Ricordo ancora l’emozione incontenibile nello scoprire che Il Signore degli Anelli sarebbe diventato una trilogia cinematografica… Sono stata felice e raggiante per tre anni.

Un libro dal mio autore preferito: L’Anno della Lepre di Arto Paasilinna, il primo che ho letto e che mi ha fatto innamorare dell’autore finlandese.

Un classico che amo: Frankenstein di Mary Shelley. 

Un libro che ho odiato: L’Ombra del Vento di Zafon. Morboso.

Un regalo di una persona speciale: Silver Screen Fiend di Patton Oswalt, regalo di mio marito che mi ero dimenticata di aver chiesto ma che mi ha fatto scoprire un grande comico, attore e amante del cinema.

Un libro letto in un’altra lingua: Iliad, Mythos, Heroes e Odyssey di Stephen Fry, perchè il suo humor british si gusta meglio in inglese.

Un libro che ha lasciato un segno indelebile nella mia vita: La Trilogia della Città di K di Agota Kristof. Chissà se mai mi riprenderò.

Un libro della mia comfort zone: Giallo Banana di Giovanni di Giamberardino e Costanza Durante. Il titolo già dice il genere e anche il tono…

Il mio romanzo preferito: Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust. Il mio nome da blogger lo conoscete, no?

Ultimo libro letto: Lia Malavoglia Uncut di Andrea K Lanza

La mia prossima lettura: Hollywood Monster di Robert Englund.

Anaconda (2025)

Anno: 2025

Regia: Tom Gormican

Interpreti: Jack Black, Paul Rudd, Thandie Newton

Dove trovarlo: Prime Video

Un gruppo di amici, che fin dai tempi della scuola sono appassionati di film horror, decidono di dare una svolta alle loro vite per nulla soddisfacenti girando un reboot del grande classico di Hollywood Anaconda.

Mi era già successo con un altro film, che ha molte cose in comune con questo: l’idea, la storia e gli interpreti che sulla carta mi fanno andare in brodo di giuggiole, al momento dell’agognata visione non mi piacciono proprio per niente.

Mi riferisco a Tropic Thunder, che proprio come questo reboot di Anaconda avevo atteso con grande entusiasmo, e che poi non mi era piaciuto affatto, facendo salva la superba interpretazione di Tom Cruise. Anche lì c’era una storia metacinematografica su una troupe impegnata a girare un film (di guerra, in Tropic Thunder, horror per Anaconda), un tono (in teoria) comico e un cast che prometteva scintille. E dire che in genere adoro i film che parlano della realizzazione di un film, da Cantando sotto la Pioggia a Bowfinger, da King King a Hollywood, Vermont. Eppure, eppure, anche in questo caso qualcosa non ha funzionato. Questo tipo di umorismo è lontano anni luce dal mio gusto, e il film non solo non mi ha divertito, ma mi ha in alcune parti annoiato, e in altre addirittura messa a disagio per quanto era sbagliata (a mio giudizio) l’impostazione della recitazione, dei dialoghi e dei tempi “comici”. Faccio parte della schiera degli amanti del classico Anaconda del 1997, con Jon Voight, Jennifer Lopez, Ice Cube e Owen Wilson, e come i protagonisti di questo reboot sarei in grado di recitarlo a memoria per quante volte l’ho visto, quindi attendevo con trepidazione di vedere questo nuovo Anaconda, ma ne sono rimasta profondamente delusa, nonostante il fortissimo effetto nostalgia da solo me lo avrebbe dovuto far amare. E invece, niente. Come ai tempi di Tropic Thunder (per il quale corsi al cinema) rimasi delusa da Ben Stiller, Robert Downey Jr e Jack Black, così oggi sono stata delusa da Paul Rudd, Thandie Newton e… di nuovo Jack Black? Beh, non me la sento di affibbiare a Black ogni colpa, e nemmeno di sconsigliare questo film senza appello, anzi sono certa che qualcuno apprezzi questo tipo di umorismo (se no il successo di Jack Black per l’appunto non si spiegherebbe), ma non posso che ribadire come non faccia assolutamente per me.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Prima che mi dimentichi di tutto

Cronista, impressionista e impressionabile: così si definisce, all’inizio di ogni puntata di questo podcast, Vincenzo Mollica, celebre giornalista Rai appassionato di cinema e di fumetti che si fa intervistare da Massimo Cervelli per raccontare, prima di dimenticarsi di tutto, aneddoti e curiosità sui grandi protagonisti dello spettacolo italiano e internazionale, molti dei quali Vincenzo conosceva personalmente.

Mollica afferma che non ha scritto e non ha intenzione di scrivere un’autobiografia, e questo rende ancora più preziosi questi racconti fatti dalla sua viva voce riguardo le personalità più di spicco del panorama culturale italiano.

Alcuni nomi: Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Milo Manara, Anna Magnani, Roberto Benigni, Adriano Celentano, Mina

Grazie a queste 22 puntate, della durata di mezz’ora ciascuna e arricchite con musiche e canzoni legate in qualche modo ai personaggi che ne sono protagonisti, scopriamo una serie di aneddoti succosi e sorprendenti.

Ad esempio, che Marilyn Monroe scriveva poesie; o che quando Sophia Loren esordì nei fotoromanzi televisivi le fecero cambiare il cognome il “Lazzaro” perchè “era così bella da far resuscitare i morti”; o ancora che Roberto Benigni e Gino Paoli, entrambi appassionati di enigmistica, erano soliti scambiarsi messaggi con enigmi e rompicapi…

Ricordiamo anche che Vincenzo Mollica, grande appassionato di fumetti, è apparso in diversi numeri di Topolino nei panni del giornalista “Paperica”.

Se amate le curiosità e i racconti di prima mano fatti da chi era presente quando veniva fatta la storia dello spettacolo, del cinema e del fumetto italiano, vi consiglio caldamente di ascoltare le parole di Vincenzo Mollica… prima che si dimentichi di tutto!

Masters of the Universe

Anno: 2026

Regia: Travis Knight

Interpreti: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Idris Elba, Jared Leto, Morena Baccarin, Alison Brie, James Purefoy

Dove trovarlo: Prime Video

Dopo 15 anni di esilio sul pianeta Terra, Adam (Nicholas Galitzine), principe di Eternia, finalmente riesce a ritrovare la magica Spada del Potere, che potrà ricondurlo a casa e fornirgli forza e potere senza limiti. Al ritorno a casa troverà vecchi amici, ma anche vecchi spietati nemici.

Imbarazzo. Non c’è altra parola per descrivere ogni aspetto di questo film, che come la celebre serie animata nasce da una serie di giocattoli Hasbro popolarissimi negli anni ‘80.

Imbarazzante è la sceneggiatura, dove ogni singolo accadimento è già visto, banale, scontato e prevedibile. Imbarazzanti sono i dialoghi, da mani in faccia in ogni momento.

Imbarazzante il il cattivo Skeletor, interpretato sotto gli effetti speciali da teschio da un gigioneggiante Jared Leto, che fallisce sia nell’essere temibile che nell’essere comico.

Imbarazzante è il tentativo di nascondere gli strabordanti muscoli di Nicholas Galitzine, il protagonista, sotto una camicia, come se poi i bicipiti arrivassero per magia.

Imbarazzanti sono gli effetti speciali, che sono buoni per i personaggi, anche secondari, ma tremendi per le ambientazioni.

Imbarazzante è la recitazione di tutti, dal muscoloso protagonista all’ultima comparsa.

Imbarazzanti sono i tentativi di umorismo, che non sono mai divertenti nemmeno da dietro e da lontano.

Imbarazzante è il ruolo in cui ci dispiace molto vedere il bravo Idris Elba, quello con l’evoluzione e le battute più idiote.

Imbarazzante è il piccolo ruolo di maga per Morena Baccarin, che imbarazzata anche lei da tutta la baracconata cerca di non farsi riconoscere e di intascare la paga senza farsi troppo notare (ammesso e non concesso che sia possibile non notarla).

Imbarazzante il cameo di Dolph Lundgren, che era stato protagonista He-Man del film del 1987 I Dominatori dell’Universo ispirato agli stessi giocattoli, che qui compare come, citando IMDB, Macho-Man (non credo serva dire altro).

Imbarazzante la durata di 2 ore e 20 minuti: e chi mi restituirà più questo tempo sprecato?

So che sono stata un po’ criptica e misteriosa in questa recensione, ma spero tanto di salvare a tutti coloro che mi leggono due preziose ore di tempo, che possono essere impiegate in attività molto più interessanti e stimolanti come fare borse a finger-knitting o giocare a Jenga.

Voto: 1 Muffin ipocalorico