O – Humphrey Bogart in Omaggio

C’era una volta, in centro città, dove ora sorge un inutile Luis Vuitton, un negozio di cd e dvd chiamato Ricordi, in cui ero solita trascorrere moltissimo tempo e spendere moltissimi soldi. Ci passavo i pomeriggi, sola o con gli amici, ci passavo le mattinate quando bruciavo scuola, ci compravo quasi tutti i regali. E in alcune, rare ma stupende occasioni, ci andavo con mio padre, cioè colui che aveva instillato in me, fin da piccolissima, la passione per la settima arte. Mentre lui studiava minuziosamente i titoli disponibili, all’eterna ricerca di antichi classici perduti (come per esempio gli introvabili film di Robert Mulligan) io, che conoscevo tutto il negozio a memoria, correvo da una parte all’altra e gli depositavo in mano con nonchalance dvd a manciate, ben sapendo che alla fine me li avrebbe comperati, se non tutti almeno la maggior parte. Ricordo che una volta, alla fine della nostra incursione, arrivammo in cassa con una dozzina di titoli e in aggiunta un bellissimo cofanetto tutto dedicato ad Humphrey Bogart, di cui io all’epoca conoscevo solamente il classicissimo Casablanca, che ben lontano dall’essere un polpettone romantico come potrebbe sembrare è in realtà un film molto coraggioso, intelligente e perfino ironico. Grazie a quel cofanetto invece avrei conosciuto anche il divertentissimo La Regina d’Africa, con una non più giovane ma sempre sublime Katherine Hepburn; Il Mistero del Falco, il noir dei noir, talmente noir che non ci ho capito niente; Il Tesoro della Sierra Madre, il migliore di tutti, un western atipico che è in realtà un ritratto universale dell’avidità e della meschinità umana. Quando fummo alla cassa la commessa era in difficoltà nel trovare il prezzo del cofanetto di Bogart, e mio padre le disse: “Quello è in omaggio se si acquistano dieci dvd”. Il bello è che la ragazza gli credette, e poco ci mancò che ci portassimo a casa il cofanetto gratis per davvero. Ma mio padre, che è l’onestà fatta persona, ridendo le spiegò che aveva solamente fatto una battuta, e pagò il conto. Di sicuro ai giovani oggi sembrerà stranissimo questo bisogno di possedere fisicamente tutti questi film su supporti antiquati e malauguratamente anche deperibili, ma io ci tengo, ancora oggi, a possedere i film più significativi (che non sempre sono i più belli, ammetto) in blu ray, in modo da poterli vedere e rivedere a piacimento, anche in quei terribili e angosciosi momenti in cui salta la connessione internet…

What did Jack do?

Anno: 2017

Regista: David Lynch

Interpreti: David Lynch

Un uomo e una scimmia entrano in un bar… ma se l’uomo è David Lynch e la scimmia è Jack Cruz, che abbiamo visto in alcuni episodi di Friends nei panni di Marcel, la scimmietta di Ross, allora c’è poco da ridere. Le atmosfere di questo cortometraggio ricalcano magistralmente quelle del grande noir (quello di Humphrey Bogart), tanto che nei primi minuti in cui il poliziotto interroga la scimmia accusata di omicidio quasi ci si potrebbe aspettare una cosa innovativa ma seria. Ma questa illusione svanisce quando, improvvisamente, la scimmietta si esibisce in un numero musicale. Per fortuna, per amare Lynch non è necessario capirlo. A me piacciono molto Blue Velvet, Twin Peaks (non ho ancora visto la terza tardiva stagione, e forse non avrò il coraggio di farlo) e Mulholland Drive, ma non posso dire di averli capiti. Eppure, se si accetta di non poter mai venire davvero a capo della storia, degli eventi e dei dialoghi, ci si può lasciar trascinare nell’immaginario folle di David Lynch e godersi anche questa piccola chicca di diciassette minuti, in cui il caffè non arriva mai e le galline compaiono dal nulla.

Voto: 2 muffin