Glass

Regista: M. Night Shyamalan

Anno: 2019

Interpreti: James McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Anya Taylor-Joy

Il pericoloso assassino dalle personalità multiple conosciuto come “l’Orda” (James McAvoy) è ancora a piede libero, finché non viene rintracciato dal Vigilante (Bruce Willis) che compie ronde solitarie alla ricerca dei delinquenti che la polizia non riesce a trovare. Durante lo scontro tra i due per le strade di Philadelphia sopraggiungono le forze dell’ordine, che li rinchiudono in un ospedale psichiatrico, in cui è detenuto anche Mr. Glass (Samuel L. Jackson), vecchia conoscenza del Vigilante. I tre possiedono davvero poteri sovrumani o sono solamente convinti di averli?

Con Glass (“vetro”) M. Night Shyamalan conclude la sua personale trilogia sui supereroi (dopo Unbreakable e Split), aprendo virtualmente la strada ad un intero nuovo universo di supereroi, che però difficilmente vedrà mai la luce, soprattutto in questo momento in cui i colossi Marvel e DC stanno già invadendo il mercato. Non che alla base non ci sia un’idea abbastanza originale, ma il regista non è riuscito a mantenere lo stesso livello di Unbreakable e gli ha affiancato un dittico con troppi difetti. Di Split ho già parlato qui. Glass viene costruito sul dubbio, che in teoria dovrebbe instillarsi nella mente dei personaggi e anche dello spettatore, che in realtà i tre protagonisti non possiedano alcun superpotere. Ma si tratta di un dubbio del tutto ingiustificato, dato che tutti hanno già visto, nei due film precedenti e in questo, che non è così, e l’assunto principale crolla. Il plot twist finale, cui Shyamalan è così affezionato dai tempi del Sesto Senso, non è così incisivo da lasciare davvero un segno. Inquadrature e movimenti di macchina non convenzionali sono utilizzati con troppa generosità, finendo per distrarre lo spettatore dagli eventi e sottraendo tensione alle scene finali. In alcuni momenti sembra che il regista non abbia ancora deciso come concludere la storia, che ristagna un po’ in alcune scene troppo lunghe e indugi non necessari sui personaggi secondari. Lo scarso coinvolgimento di Bruce Willis e Samuel L. Jackson, che sappiamo essere all’occasione grandi interpreti, non aiuta, mentre quello eccessivo di James McAvoy, di nuovo tutto vocine e mossette, aggiunge benzina al fuoco. Alla fine resta il dispiacere per qualcosa che non è stato sfruttato al meglio e che ha finito per diventare ridicolo. Non resta che consolarsi con un altro tipo di “glass”.

Photo by Helena Lopes on Pexels.com

Voto: 2 Muffin

2 pensieri riguardo “Glass

  1. Anche a mio marito, ad esempio, piace molto, il dibattito qui in casa è ancora acceso. Io credo che ci sia alla base una buona idea, ma non ho apprezzato la realizzazione. Apprezzo comunque il tentativo di raccontare in modo diverso un mondo di supereroi, poteva essere davvero l’inizio di qualcosa di grande.

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