9 Motivi per cui ho odiato 9 Perfect Strangers

Ho iniziato a vedere la serie Nine Perfect Strangers (“Nove Perfetti Sconosciuti”) su Amazon Prime per diversi motivi. Innanzitutto per rivedere, dopo un po’ di tempo che non mi capitava, Nicole Kidman, che interpretando la prostituta Satine in Moulin Rouge si è guadagnata per sempre il mio affetto e la stima per le sue doti di cantante e attrice; poi nella speranza di vedere finalmente la tanto osannata comica (ma quando?) Melissa McCarthy mostrare anche le sue doti recitative oltre alla sua, pur notevole, media di parolacce al minuto; infine perché l’idea di nove perfetti sconosciuti segregati per un’intera settimana in un resort pieno di segreti mi sembrava molto intrigante, così come, a suo tempo, trovavo davvero interessante l’idea alla base del Grande Fratello, prima di vedere con i miei occhi che non era certo il consesso di personalità e scambi di opinioni che avevo immaginato. Ma soprattutto, sotto sotto speravo con Nine Perfect Strangers di vedere una versione di Dieci Piccoli Indiani aggiornata ai tempi di Instagram. La serie però mi ha deluso. Mi ha deluso per ben 9 (perfetti) motivi:

(attenzione: SPOILER!)

  1. Il cast è davvero notevole, tutti attori e attrici con alle spalle lunghe esperienze sia di cinema che di tv, ma viene del tutto sprecato in una serie priva di scopo. Nicole Kidman, grazie alla chirurgia estetica, è sempre bellissima ma anche sempre meno espressiva, a tratti sembra che non riesca neppure a muovere la bocca, mentre a tratti esplode in un’espressività sopra e righe che mal si addice al personaggio di Masha, colei che tira le fila con calcolata freddezza. Melissa McCarthy inizialmente sbraita e impreca come suo solito, salvo poi adottare uno sguardo addolorato perenne che non aiuta a capire l’evoluzione del suo personaggio, la scrittrice rifiutata sia dagli editori che dagli uomini Frances. Luke Evans fa quello che può con un personaggio discontinuo come Lars, il giornalista omosessuale desideroso e allo stesso tempo timoroso della paternità. Tutti gli altri interpreti fanno quello che possono con la sceneggiatura che hanno. Regina Hall per la prima volta, dopo tanti Scary Movie e dopo essere stata la donna di Shaft, ricopre il ruolo scomodo e difficile di Carmel, accantonata da marito e figli in favore di una donna più giovane e attraente e che nasconde più di un segreto.
  2. I personaggi, tutti, sono privi di forza e di credibilità, monolitici nell’avere un unico, singolo problema da affrontare e risolvere, accettano passivamente eventi impensabili, non allacciano rapporti tra di loro se non quelli strettamente funzionali al raggiungimento del finale, e soprattutto non evolvono, come dimostra chiaramente il fatto che l’epifania che cambierà le loro vite si manifesta esclusivamente nell’esperienza della camera chiusa in cui temono di stare per morire, inficiando di fatto tutte le esperienze precedenti.
  3. Lo stile della serie è indeciso e alterna soluzioni formali diverse alla ricerca di un risultato che, qualsiasi dovesse essere, non viene raggiunto. Le inquadrature da angolazioni strane, le canzoni famose, i sogni, i flashback, i cambiamenti di luce e di sonorità, le allucinazioni, tutti stratagemmi che non portano a nulla e che mostrano l’indecisione della serie sul tono da adottare e sulla sua stessa essenza: thriller? Onirico? Soprannaturale? Psicologico? Non si sa.
  4. La serie è anche piena di false promesse, di elementi che non vengono sviluppati e che sembrano indizi per risolvere un mistero che, in realtà, non c’è mai stato. Chi sono le persone che lavorano a Tranquillum e perché lo fanno? Perché e come Yao ha salvato la vita di Masha? Perché Masha chiede a Lars di filmare tutto? Sarà una coincidenza il fatto che alcuni ospiti siano assassini? Con che criterio Masha sceglie i suoi ospiti? Come mai Tony conosceva le critiche al libro inedito di Frances? Dove sono finite le automobili? Tutte domande che restano senza risposta e che non portano a nulla.
  5. Il triangolo no! Ci viene mostrato che Masha intrattiene una relazione sia con Yao che con Delilah, i quali hanno anche una relazione tra di loro. Ma cosa lega queste persone? Come e da quanto si conoscono? Perché Yao ha salvato la vita a Masha e perchè sembra esserne così succube? Perché invece Delilah riesce ad andarsene? Ma soprattutto, a cosa serve tutto questo ai fini della storia?
  6. Come funziona l’aldilà? La serie ci dice che è possibile comunicare con i defunti, in certe condizioni, ma quali siano queste condizioni è molto difficile da capire. L’unica cosa chiara è che bisogna essere sotto l’effetto di sostanze allucinogene. Il che ci porta al prossimo punto:
  7. Trovo inaccettabile che una serie tv possa suggerire che l’uso massiccio di stupefacenti e sostanze psicotropiche possa essere una soluzione per i problemi esistenziali dell’essere umano. Fino all’ultimo ho sperato che le droghe non fossero altro che un espediente narrativo, per quanto ingenuo, per arrivare a qualcosa d’altro; ma non è così. Alla fine quello che ci viene detto è: se non riesci ad accettare la perdita di una persona cara e andare avanti con la tua vita, allora fai uso di droghe per fare pace con te stesso e tornare sereno. Cosa? Altro che arduo percorso di introspezione e meditazione immersi nella natura, la felicità si raggiunge con gli smoothies all’LSD! Non aggiungo altro.
  8. Ho odiato anche la scelta di spingere così tanto sul pedale del patetico, mostrando e rimostrando all’infinito la scena straziante della morte di Tatiana, la figlia di sette anni di Grace; lo stesso vale per Zach, il fratello gemello della giovane Zoe, morto suicida, che appare ripetutamente alla sorella e ai genitori. Queste scene sono difficili da reggere, ma la commozione che procurano è soltanto viscerale; riflettendoci sopra, come già si diceva, il messaggio che passa è che se ti droghi i tuoi cari estinti ti perdoneranno e faranno pace con te. No, non ci siamo.
  9. Infine, naturalmente, il finale. Non c’è nessuna delle sorprese che credevo di aver intuito, tutto procede esattamente come previsto, senza colpi di scena, verso uno dei lieti fini più smaccatamente vergognosi di sempre. Chi si è drogato per una settimana nei boschi della California e chi ha creduto di morire soffocato in un bunker ora ha meritato, a quanto pare, la felicità. Anche se per raggiungere i suoi scopi, nel caso di Masha, ha mentito, manipolato, intimidito e drogato le persone a loro insaputa. E’ vero che, una volta appreso che gli smoothies erano pieni di allucinogeni, nessuno ha battuto ciglio, ma ci tengo a precisare che sono cose che non si fanno, visto che i creatori della serie non hanno pensato di farlo: se ai vostri amici muore il gatto non mettete loro la droga nel frullato, ok?

Questo è quanto, sconsiglio vivamente la visione di Nine Perfect Strangers a tutti e vi consiglio di lasciar perdere gli smoothies a di bere piuttosto una buona tazza di tè. Possibilmente con un muffin.

Questa Masha sì che fa paura!

24 pensieri riguardo “9 Motivi per cui ho odiato 9 Perfect Strangers

  1. Non ho visto questa serie, non la voglio vedere, e mi sembra sempre di più che le serie che meritano la visione siano un sottoinsieme minuscolo di quelle esistenti…

    Anche Dune, nella cui saga sono immerso in questo periodo, ha un sacco di droghe dentro, ma Herbert cominciò a scriverla negli anni Sessanta, era già più comprensibile…

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    1. Sarebbe molto ingenuo condanare per partito preso ogni opera di finzione che contenga uso di droghe (la stessa erba pipa degli hobbit è sempre sembrata un po’ sospetta), ma in questo caso la serie sembra incitare all’uso di esse come panacea contro ogni problema psicologico ed esistenziale, questo non è accettabile.

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  2. ahahaha applausi a scena aperta per ognuno dei nove motivi ^_^
    Le piattaforme hanno avuto un successo istantaneo nel mondo perché presentavano le serie TV per intero, e quindi… ora le presentano un episodio a settimana, manco fossimo tornati negli anni Ottanta! Già per questo ho odiato questa serie, con cui ho fatto colazione tutti i sabato da questa estate alla settimana scorsa, chiedendomi: “ma dove cacchio vuole andare a parare?” Ovviamente non esisteva alcuna trama, è tutta una paraculata.
    Però lo confesso, in realtà essendo il fan numero due (il primo è Cassidy!) di Michael Shannon non potevo ignorare la serie, e infatti quei cinque minuti che gli dànno di spazio sono magici: il suo monologo da padre addolorato, nel terzo episodio, per me da solo vale l’intera serie. Anche perché non c’è davvero altro, se non uno spazio assurdamente inutile dato alla solita Melissa e al suo solito compagno di merende Cannavale e al suo solito marito. (Non credo esista un’altra attrice che abbia preteso il marito presente in OGNI suo lavoro!)
    Una serie di pura nullità fastidiosa e odiosa, infatti Prime non mi frega più: se una serie esce a puntate, vuol dire che fa schifo. Infatti è appena iniziata “So cosa hai fatto…”, come se nessuno di noi avesse già visto mille film sull’argomento 😀

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    1. Anche io mi chiedevo appunto dove volesse andare a parare, ma purtroppo la risposta è “da nessuna parte”… Uno spreco di tempo e di talenti (come dici tu, Michael Shannon troneggia su tutti in un ruolo complesso ma purtroppo, come tutti gli altri, sviluppato male). Non sapevo niente del marito di Melissa, ora si spiegano quelle allucinazioni cretine stile Ally McBeal!

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      1. Speriamo bene per luke: uno dei pochi gay a Hollywood non costretto a fare la ‘checca’
        Si, melissa ha una comicità al limite del volgare come turpiloquio ma i tempi comici sono micidiali e ha un bel tema 🙂

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    1. purtroppo è la deriva che sta prendendo Hollywood da qualche tempo a questa parte: nessuno sembra essere autorizzato a interpretare qualcuno che non sia sé stesso, pena essere messi alla gogna sui social. Ci sono già stati casi eclatanti in cui degli attori hanno chiesto scusa per aver fatto semplicemente il proprio lavoro, cioè recitare nel ruolo di qualcun altro, come Eddie Redmayne in The Danish Girl.

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    2. Spy mi sembra molto divertente, grazie del suggerimento! Povero Luke, quando è stato Gaston nella Bella e la Bestia ha finito per essere l’oggetto delle brame di Letont. Ma è un bravo attore, e anche simpatico, gli auguro una carriera brillante!

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    1. Hai ragione, lui è una spanna sopra chiunque altro, purtroppo gli hanno dato un personaggio, come tutti gli altri, pensato male, che prima odia sè stesso, poi la moglie, poi si droga e vuole bene a tutti. Sigh!

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