Frozen 2 : Il Segreto di Arendelle

Titolo originale: Frozen II

Anno: 2019

Regia: Chris Buck, Jennifer Lee

Interpreti: Idina Menzel, Kristen Bell, Josh Gad

Dove trovarlo: Disney Plus

Le cose non sono mai andate così bene nel regno di Arendelle: il grande freddo è solo un ricordo, la regina Elsa si mescola al suo popolo nei festeggiamenti, Olaf può godersi il sole senza sciogliersi e Kristoff sta per chiedere alla principessa Anna di sposarlo. Ma Elsa è resa inquieta da una voce misteriosa che solo lei può sentire e che sembra spingerla a lasciare nuovamente il suo regno per lanciarsi in una nuova pericolosa avventura. 

Dopo il successo planetario di Frozen, la Disney non poteva proprio pensare di non sfruttarne ancora le potenzialità per vendere altri giocattoli, pupazzi, e naturalmente i famigerati karaoke per bambini. Per questi ultimi il tormentone Let It Go è stato sostituito da Into the Unknown, sempre cantato dalla bravissima Idina Menzel, che presta nuovamente la voce a Elsa. Torna dunque anche l’insopportabile pupazzo di neve Olaf (che in originale ha la voce di Josh Gad mentre in italiano è doppiato da Enrico Brignano) e compare anche un altro animaletto fiammeggiante che non ha altra funzione di trama se non quella di far vendere moltissimi pupazzetti. Al di là dell’aspetto commerciale dell’operazione, però, il film spiega l’origine dei poteri di Elsa e la morte dei suoi genitori, e racconta in classico stile Disney una storia edificante in cui alla fine amore e verità trionfano sull’odio e sull’ignoranza, e di queste non ce ne saranno mai abbastanza. Inoltre provvede a togliere il personaggio di Anna dal ruolo secondario cui il finale del primo film l’aveva relegata, facendo anche di lei una regina (gli uomini Disney ormai non possono aspirare ad altro che al ruolo di “principi consorti”). Tutto è bene quel che finisce bene dunque, ma il difetto più grave del film è un altro: i personaggi cantano sempre! Io sono un’appassionata di musical, e ammetto di aver cantato moltissime volte Let It Go al karaoke, ma verso metà film ho iniziato a fare davvero fatica. Troppe canzoni non necessarie per spiegare sentimenti e dilemmi che senza dubbio gli spettatori, anche i bambini più piccoli, hanno compreso perfettamente. Frozen II resta un seguito di buon livello di un film molto bello, ma non posso dire di fare il tifo per un terzo capitolo…

Voto: 2 Muffin

La Partita

Anno: 2019

Regia: Francesco Carnesecchi

Interpreti: Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Giorgio Colangeli, Gabriele Fiore

Dove trovarlo: RaiPlay

Una vasta gamma di drammi personali, economici e familiari si incrociano intorno ad un campo da calcio, quello di Quarticciolo in cui lo Sporting Roma sta disputando la finale del campionato locale. Tutti gli occhi sono puntati sul numero dieci, Antonio (Gabriele Fiore), attaccante che potrebbe portare la squadra a vincere di nuovo la coppa dopo quarant’anni: ma non tutti desiderano la vittoria della sua squadra.

Non c’è bisogno di spendere molte parole per dire quanto sia importante il gioco del calcio per la cultura popolare italiana: questo sport è onnipresente nella vita quotidiana di tutti. Anche di chi non è tifoso e non lo segue conosce suo malgrado i nomi delle squadre e dei giocatori più blasonati. Nonostante questo tuttavia è sempre stato difficilissimo per il nostro cinema raccontare il calcio. Francesco Carnesecchi con La Partita fa un nuovo tentativo, scegliendo però di parlare non della serie A ma di un campionato minore in cui si sfidano squadre di giovanissimi: eppure, anche in questo microcosmo calcistico, ritroviamo tutti i drammi e le brutture di cui purtroppo il calcio italiano di alto livello è pieno zeppo. Contrariamente a quanto il titolo farebbe pensare, di calcio giocato in questo film se ne vede ben poco, perché il focus è sui drammi di ogni genere che tormentano tutti i personaggi legati in modo più o meno diretto con lo Sporting Roma. Anche se fin dall’inizio è chiaro che ci troviamo in un territorio molto lontano da quello di Un Allenatore nel Pallone, la cosa sfiancante di questo film è che in 90 minuti (sicuramente la scelta non è casuale) nessuno dei personaggi ha mai una gioia o un soddisfazione. L’allenatore Claudio (Francesco Pannofino) decide di porre fine alla sua amatissima carriera di allenatore a prescindere dal risultato; il presidente Italo (Alberto Di Stasio), mentre il figlio cocainomane sogna erba sintetica per il loro campo da gioco, si perde in un giro di scommesse sportive da cui è impossibile uscire vincitori; il talento in erba Antonio (Gabriele Fiore) si infortuna gravemente, mentre suo padre ha scommesso contro di lui e sua madre si accapiglia con l’odiosa cognata. E si potrebbe continuare, perché non c’è un vero lieto fine per nessuno, né in campo né fuori, in barba a tutti i film americani con cui siamo cresciuti in cui lo sport è un mezzo di emancipazione e riscatto (il mio preferito è Fuga per la Vittoria con Sylvester Stallone e Pelè). Tuttavia, pur accettando lo spirito disfattista (cosa che non molti tifosi sportivi fanno volentieri) il film ha molti difetti cui è impossibile passare sopra. Dal punto di vista formale ci sono molte inquadrature davvero inspiegabili (droni sopra il campetto di Quarticciolo, carrellate alle spalle, inquadrature dal basso…) che disturbano la visione; inoltre, ben sapendo che non sarebbe realistico epurare tutte le brutte parole dai dialoghi, eliminando tutto il turpiloquio la durata del film si riduce probabilmente a quella del primo tempo. Il che ci porta all’errore concettuale di voler incorniciare tutto il film nei 90 minuti della partita, presentandoci quindi tutti i personaggi e i loro drammi con dei continui flashback che, se funzionavano benissimo per uno dei cartoni più amati della mia infanzia, Holly e Benji, qui sono invece confusi e spiazzanti. Io sono un’appassionata di cinema che ama anche guardarsi una bella finale di Champions League, e questo film mi lascia l’idea che a volte è molto meglio una bella partita di un brutto film.

Voto: 1 Muffin

L’Unico e Insuperabile Ivan

Titolo originale: The One and Only Ivan

Anno: 2020

Regia: Thea Sharrock

Interpreti: Bryan Cranston, Sam Rockwell, Angelina Jolie, Helen Mirren, Danny DeVito

Dove trovarlo: Disney Plus

Tratto da un’incredibile storia vera, narrata da Christine Applegate nel libro omonimo, L’Unico e Insuperabile Ivan racconta di un gorilla schienagrigia nato nella foresta ma portato da piccolissimo in città e addestrato dal suo padrone Mack (Bryan Cranston) ad esibirsi in uno spettacolo insieme ad altri animali. Tra questi c’è la saggia elefantessa Stella, che prima di morire affida ad Ivan la piccola Ruby, l’elefantino da poco arrivato per risollevare le sorti dello show: Stella desidera per Ruby una vita senza sbarre, e fa promettere a Ivan di liberarla. Ivan capisce che l’unico modo per gli animali di riconquistare la libertà è chiedere aiuto agli umani, e quando la piccola Julia (Ariana Greenblatt), la figlia del custode, gli regala dei colori a cera, decide di usarli per comunicare.

Preparate i fazzoletti: per quanto si possa essere duri e cinici sarà impossibile non commuoversi per questa bellissima storia, basata su una vicenda realmente accaduta (che viene raccontata nei titoli di coda, con tanto di disegni e filmati del vero Ivan) e che ha uno splendido lieto fine. La Disney sceglie, per raccontare questa storia, di affidarsi interamente alla tecnica CGI per realizzare gli animali (molto meglio piuttosto che filmare gli animali veri per poi usare gli effetti speciali per farli parlare, ghignare o cantare…), che sono sufficientemente realistici ma restano personaggi disneyani al 100% e sono tutti ben caratterizzati e simpatici. Sam Rockwell presta la voce al gorilla Ivan, combattuto tra il suo istinto e l’affetto verso Mack, che lo ha cresciuto con l’amore di un padre; la voce della saggia elefantessa Stella è quella calda e materna di Angelina Jolie; Helen Mirren doppia invece la vezzosa cagnetta Snickers, che non vuole saperne di scappare con gli altri perché “nella natura non ci sono asciugacapelli”; Danny DeVito presta la voce al cane randagio Bob, che si intrufola nella gabbia per dormire sulla pancia del suo grande amico Ivan. Anche i personaggi animali con doppiatori meno illustri sono divertenti e piaceranno a grandi e piccini. Ma se Ivan, The One and Only come recita il titolo originale, è la star dello show del centro commerciale, la vera star di questo film è Bryan Cranston, che interagisce per tutto il tempo con gli animali creati al computer e riesce a far affezionare tutti ad un personaggio sulla carta negativo, che costringe gli animali a vivere nelle gabbie e esibirsi nello spettacolo: alla fine del film tutti gli vorranno bene, animali ed esseri umani (dentro e fuori lo schermo). Un film per tutti, che divertirà e commuoverà bambini e genitori in modo intelligente, facendo riflettere senza giudicare o far sentire in colpa nessuno.

Inoltre, finalmente avrete la risposta all’eterno quesito: perchè la gallina attraversa la strada?

Voto: 4 Muffin

C’era una Volta Los Angeles

Titolo Originale: Once Upon a Time in Venice

Anno: 2017

Regia: Marc Cullen

Interpreti: Bruce Willis, John Goodman, Jason Momoa, Thomas Middeditch, Famke Janssen

Dove trovarlo: RaiPlay

Steve Ford (Bruce Willis) è un ex poliziotto divenuto investigatore privato che con il suo giovane aiutante John (Thomas Middeditch) sistema molte incresciose faccende nel quartiere di Los Angeles chiamato Venice. In seguito a una delle sue indagini Steve si crea un nemico, il boss della droga Spyder (Jason Momoa), che decide di dargli una lezione portandogli via il suo amato cagnolino Buddy. Steve però, con l’aiuto del suo vecchio compagno di surf Dave (John Goodman) è disposto a tutto pur di salvare il suo amico a quattro zampe.

Di sicuro è stata una scelta obbligata per i traduttori quella di cambiare il titolo del film, in originale Once Upon a Time in Venice, anche se è di certo divertente immaginare gli inseguimenti e le scene d’azione di questo film ambientati nella nostra Venezia, tra canali, gondole e chicchetti. C’era una volta a Los Angeles non è un film per gli amanti dell’azione più tosta e adrenalinica, perchè punta molto di più sullo humor che sulla violenza, riuscendo anche a creare qualche situazione davvero spassosa (l’inseguimento di Bruce Willis nudo sullo skateboard o l’interrogatorio di John nel bar dei bikers). A tutto il resto ci pensa il cast. Non serve certo che io spenda molte parole per elogiare la simpatia di Bruce Willis, che fin dal suo esordio televisivo con la simpatica serie Moonlighting ha vestito i panni del duro (investigatore o poliziotto o simile) che tra un inseguimento e un colpo di pistola ti fa fare grandi risate. Lo affianca degnamente Thomas Middeditch, protagonista della serie Silicon Valley, adattissimo per fare il discepolo imbranato. L’amico di sempre invece è il mitico John Goodman, non nella sua interpretazione più memorabile, ma vederlo è sempre piacevole. Per la prima volta nel ruolo di antagonista (lo spacciatore dal cuore d’oro) il muscoloso Jason Momoa, diventato famoso nei (pochi) panni di Aquaman, che se la cava molto bene nella sua parte. In seconda fila poi una serie di parti minori affidate ad interpreti famosi: Famke Janssen, la bellissima Jean Grey dei vecchi film degli X-Men, è la sorella di Steve; Billy Gardell, il Mike della sit-com Mike & Molly è un ex collega poliziotto che non si accorge che Bruce Willis, che correva nudo per strada,si è nascosto una pistola tra le natiche; David Arquette passa per strada e propone a Steve, che sembra non conoscerlo, di formare una band. Questi personaggi secondari di lusso contribuiscono a dare una patina rassicurante e familiare al film, che non è un capolavoro ma è perfetto per una serata tranquilla senza pensieri con qualche bella risata e molti sorrisi, anche se non tutte le trovate sono così divertenti come vorrebbero essere. Sorvoliamo sui personaggi, che non hanno alcuno spessore psicologico e non sono per nulla credibili, ma sono funzionali alle trovate comiche e alle svolte della trama. Trama che, all’apparenza, è quella del classico revenge movie d’azione, mentre in realtà non è che una bella favola in cui alla fine, dopo molte sorprese, nessuno è davvero cattivo e ogni personaggio trova il suo lieto fine. Non poteva essere diversamente per un film dal titolo C’era una volta a Venezia.

Voto: 3 Muffin

Tutto Può Accadere a Broadway

Titolo originale: She’s Funny That Way

Anno: 2014

Regia: Peter Bogdanovich

Interpreti: Owen Wilson, Imogen Poots, Kathryn Hahn, Rhys Ifans, Jennifer Aniston

Dove trovarlo: RaiPlay

Arnold Albertson (Owen Wilson) è un regista di teatro di successo e ha una bellissima moglie, Delta (Kathryn Hahn), che è anche l’attrice protagonista della sua nuova commedia. Ciononostante è sua abitudine non solo accompagnarsi con delle escort, ma anche elargire loro cospicue somme di denaro affinché possano cambiare le proprie vite. Quando una delle beneficiarie di queste sue opere di bene, la bella e dolce Isabella (Imogen Poots), si presenta al provino per la parte della prostituta nella sua commedia, per Arnold iniziano i guai…

Tutto Può Accadere a Broadway è prima di tutto una commedia slapstick molto ben riuscita, con scene e dialoghi davvero divertenti ammanniti da un cast splendido e scelto con accuratezza che si muove con disinvoltura dalle scene di vita normale a quelle più surreali tipiche del sottogenere (Delta che finisce in prigione per furto, il tassista che abbandona la sua vettura in mezzo alla strada, il detective privato travestito da rabbino…). I personaggi sono tutti ben riusciti, realistici nonostante siano tutti sopra le righe, ognuno a suo modo, e si fanno voler bene non solo grazie al talento degli interpreti ma anche perché, proprio come le persone vere, traboccano tanto di pregi quanto di difetti. Owen Wilson è perfetto per la parte del regista fedifrago prodigo, che forse nel tentativo di redimersi o forse per genuino altruismo, dona cospicue somme di denaro alle escort che frequente per permettere loro di cambiare le loro vite, trovandosi intrappolato in una rete di bugie, sotterfugi e nomi falsi che però non scalfisce il suo profondo amore per la moglie. Rhys Ifans, attore che mi piace molto, si fa anche lui voler bene perché il suo stile di vita cinico, frivolo e peccaminoso è in realtà un tentativo di sopperire al rifiuto del suo grande amore, Delta, che gli ha preferito Arnold. Tutti i personaggi, anche quelli secondari come i genitori di Isabella, il detective e il giudice, sono perfettamente formati e interconnessi con gli altri e hanno il proprio ruolo e la propria funzione in questo gioco di incastri tra idiosincrasie e caratteri che nella conclusione vede un lieto (abbastanza) fine per tutti. Ma il vero trionfo in questo film, come si capisce dal titolo originale She’s Funny That Way (Lei è divertente in quel modo), è quello delle donne, a partire dalla sceneggiatrice Louise Stratten (che è anche moglie del regista) fino alle attrici che con i loro personaggi hanno i ruoli più complessi e sfaccettati. Da applauso la bella e dolce Imogen Poots nei panni della prostituta e aspirante attrice Isabella, che è anche la narratrice della storia, tutta ricostruita tramite il suo racconto durante un’intervista. Il suo personaggio è di una tenerezza disarmante, tanto che tutti gli altri non possono che volerle bene nonostante tutto, anche se, come si capisce dalle sue riflessioni con la giornalista, è tutt’altro che intelligente; ciononostante il suo buon carattere alla fine la porta al successo non solo nel teatro ma anche nel cinema, tanto da concludere l’intervista (e il film) uscendo sottobraccio ad un famosissimo regista (non rivelerò quale, vi consiglio di vedere il film). Kathryn Hahn con la sua Delta è il centro di gravità del film, remissiva solo in apparenza ma in realtà forte e determinata nell’ottenere ciò che vuole. La vera gemma, però, è Jennifer Aniston, che con la sua psicoterapeuta psicotica regala grandi risate e le battute più incisive: bellissima e bravissima. Dunque riassumendo: ottimi interpreti, belle battute, scene assurde, dialoghi spassosi. Ma non è ancora tutto. Peter Bogdanovich, regista e sceneggiatore, ha inserito in filigrana una satira del mondo dello spettacolo, in cui i grandi successi e le carriere sfolgoranti spesso sono frutto di incredibili coincidenze e commistioni di diverse turbe mentali. Ma, a ben pensarci, in quale settore della vita umana non è così?

Voto: 4 Muffin

Hellboy

Anno: 2019

Regia: Neil Marshall

Interpreti: David Harbour, Milla Jovovich, Ian McShane

Dove trovarlo: Ma perchè cercarlo?

Hellboy (david Harbour), creatura dalla pelle rossa con corna da diavolo, a dispetto del suo aspetto combatte con le forze del bene per debellare tutti gli esseri mostruosi che minacciano il genere umano. Ma durante la lotta contro la potentissima strega Nimue (Milla Jovovich) inizierà a domandarsi se non si trovi a combattere dalla parte sbagliata.

Prima Premessa: per me è davvero difficile prendere sul serio il personaggio dei fumetti Hellboy perchè sono cresciuta coi fumetti di Geppo il Diavolo Buono, quindi inevitabilmente vedere questo diavolone scarlatto grande e grosso che tira pugni col suo enorme braccio forzuto mi fa sorridere.

Seconda Premessa: prima di Neil Marshall un altro regista ci aveva raccontato le avventure del “buon diavolo” Hellboy: un certo Guillermo Del Toro. Del Toro ha diretto Hellboy nel 2004, che ho visto ma di cui non ricordo assolutamente nulla, e Hellboy: The Golden Army nel 2008, che invece ho visto molto volte e trovo splendido.

Per quanto riguarda The Golden Army la prima premessa era invalidata perché il film era fatto davvero bene, diretto ed interpretato magnificamente, con il giusto equilibrio tra azione, humor e filosofia. A lungo ho sentito parlare di un terzo film su Hellboy diretto da Del Toro, sulla scia del grande e meritato successo del secondo, ma poi purtroppo non se n’è fatto nulla… e invece ci è arrivato questo nuovo film.

Quando ho sentito che David Harbour, reso celebre dal suo ruolo di sceriffo nella serie Stranger Things, avrebbe preso il posto del mitico Ron Perlman sotto le corna limate ho pensato che fosse una buona scelta, sia per la fisicità che per il volto che per l’autoironia. Peccato che il regista non abbia saputo sfruttare per nulla questo attore, togliendogli tutta la grinta e il cinismo cui eravamo abituati e rendendo il personaggio, tranne che per il bicipite gigante, una mammoletta. Sparita anche l’ironia che caratterizzava i film precedenti, se non per qualche fiacca battuta di rito. Infine, il colpo di grazia: la voce italiana di Adriano Giannini. Una sofferenza dall’inizio alla fine. Il resto del cast, doppiato nel modo giusto, si salva ma non salva capra e cavoli; Ian McShane, per il cui Coach di Death Race provo grande affetto, nulla può relegato in un ruolo ambiguo e melenso.

Ma se la visione in lingua originale potrebbe forse restituire a Hellboy un po’ del carisma che il doppiaggio italiano gli ha rubato, per altri difetti proprio non c’è rimedio. Mi riferisco ai brutti effetti speciali, alle forzature di sceneggiatura, al disgusto che trasudano molte scene (una su tutte quella di Baba Yaga), alla banalità delle situazioni e dei dialoghi. Nemmeno la meravigliosa Milla Jovovich può rendere davvero minacciosa la strega millenaria, soprattutto se per giungere al prevedibile finale si sceglie di passare per il Mago Merlino e la Tavola Rotonda. Il finale, che ci fa capire come questo film cronologicamente si collochi in mezzo ai primi due, non fa che rintuzzare il desiderio di rivedere The Golden Army per rifarsi gli occhi.

Un disastro su tutta la linea, anche pensandoci non mi viene in mente proprio nulla di bello da poter dire su questo film. Ecco la copertina del volume Geppo disegnata da Leo Ortolani, per consolazione.

Voto: 1 Muffin Ipocalorico

The Greatest Showman

Titolo Originale: The Greatest Showman

Anno: 2017

Regia: Michael Gracey

Interpreti: Hugh Jackman, Zac Efron, Michelle Williams, Zendaya, Rebecca Ferguson

Dove trovarlo: Disney Plus

Ispirato alla vita di Phineas Taylor Barnum (Hugh Jackman) che nel 1872 creò il circo Greatest Show on Earth, associandosi in un secondo momento con il suo rivale James Anthony Bailey (Zac Efron) per dare vita ad uno spettacolo circense ancor più grandioso.

Non deve stupire troppo il fatto che questo musical sia approdato sulla piattaforma Disney Plus, perché racconta una storia edificante di tenacia, amicizia, amore e redenzione, in cui i rutilanti numeri di ballo e le splendide canzoni prevalgono sull’autenticità storica e psicologica, i freak non sono troppo disturbanti e il lieto fine è garantito. Dunque, se il musical hollywoodiano classico è il vostro genere, non potete perdervi The Greatest Showman, la cui colonna sonora originale è davvero splendida e memorabile, grazie anche alla bravura degli interpreti (tutti gli attori protagonisti interpretano anche le proprie canzoni, tranne Rebecca Ferguson/Jenny Lind che è stata invece doppiata) e alle rutilanti coreografie dei numeri di ballo. Conoscevamo già le doti canore di Hugh Jackman, che in I Miserabili interpretava le canzoni dal vivo di fronte alla macchina da presa, e anche di Zac Efron, che dal suo esordio giovanissimo con High School Musical mostra di aver raggiunto la maturità come cantante e come attore; in questo film scopriamo anche quelle della giovane Zendaya, la Mary Jane dell’ultimo Spider Man, e di Michelle Williams, entrambe affascinanti e bravissime. Bill Condon, regista di film musicali di successo come il live action La Bella e la Bestia e Dreamgirls, collabora qui alla sceneggiatura, frutto di grande esperienza e conoscenza dei meccanismo e dei tempi del genere. The Greatest Showman, come recita una delle canzoni, è davvero “un sogno ad occhi spalancati” che lascia immancabilmente soddisfatti gli appassionati del genere musical. Per quanto mi riguarda poi sto meditando di presentarmi alla recita di Natale a scuola dei bambini a dorso di elefante…

Voto: 4 Muffin

Flubber – Un Professore tra le Nuvole

Titolo originale: Flubber

Regia: Les Mayfield

Anno: 1997 

Interpreti: Robin Williams, Marcia Gay Harden, Raymond Barry, Will Wheaton

Dove trovarlo: Disney Plus

Il professor Philip Brainard (Robin Williams) è un insegnante di scienze del liceo con la testa sempre tra le nuvole, così preso dai suoi calcoli e dai suoi esperimenti che già per due volte si è dimenticato di presentarsi al suo matrimonio con la bella preside Sara (Marcia Gay Harden), che però decide di dargli una terza occasione. Ma, proprio quando l’ora delle nozze è ormai vicina, il professore riesce a creare nel suo laboratorio un fluido antigravità in grado di produrre energia cinetica e far volare oggetti, persone ed automobili. Il professore dovrà ora riconquistare l’amore di Sara e allo stesso tempo difendere la propria scoperta da un uomo d’affari senza scrupoli.

Flubber (questo il nome che il professore dà alla sostanza da lui creata) è il remake del film del 1961 Un Professore tra le Nuvole, che aveva come protagonista il simpatico Fred MacMurray. Molto fedele all’originale ha come punto di forza la qualità degli effetti speciali che vengono utilizzati per umanizzare il fluido Flubber rendendolo non solo senziente (può spaventarsi e soffre il solletico, per esempio) ma addirittura esibizionista, con scene di numeri musicali un po’ troppo lunghe nonostante la colonna sonora di Danny Elfman. Altro punto di forza è naturalmente la simpatia di Robin Williams, perfettamente a suo agio nei panni del professore con la testa tra le nuvole. Molto melensa e fastidiosa invece la presenza del robot-governante innamorato del professore, mentre al contrario il robot da cucina tuttofare è una bella trovata. Per il resto il film si limita a ricalcare l’originale, salvo qualche aggiornamento doveroso (la protagonista femminile, la sempre bravissima Marcia Gay Harden, non è più la segretaria del preside ma è la preside del liceo), e riproporre le stesse gag connesse all’auto volante e alla “rimbalzosità” di Flubber. Al confronto diretto vince senza dubbio il primo film. 

Voto: 2 Muffin

Shark Invasion

Questo è un puzzle casalingo realizzato dai miei bambini. Ok, l’ho fatto io insieme ai miei bambini. Ok, l’ho fatto io per i miei bambini. Volevano un puzzle nuovo e faceva troppo caldo per uscire a comprarlo… Ora avete capito come mai qui su Cine-muffin non trovate mai disegni fatti da me ma solamente locandine oppure foto di muffin. Come potete vedere però, siccome sono ben consapevole del fatto di non essere per niente abile nel disegno, ho trasformato il puzzle in una vignetta divertente. Non è certo un’idea originale, è la lezione che abbiamo imparato dalla serie di film sugli squali assassini Sharknado: se non hai i mezzi per realizzare dei buoni effetti speciali buttala in ridere. E ha funzionato alla grande, visto che il film ha avuto ben cinque seguiti ed è diventato un cult del suo genere! C’è però chi questa lezione proprio non l’ha capita…come ad esempio Shark Invasion!

Titolo originale: Raging Shark

Anno: 2005

Regia: Danny Lerner

Interpreti: Corin Nemec, Vanessa Angel, Corbin Bernsen

Dove trovarlo: RaiPlay

Sul fondo dell’oceano, nel triangolo delle Bermuda, si trova una stazione sottomarina in cui gli scienziati studiano il comportamento degli squali, che diventano inspiegabilmente aggressivi e attaccano la struttura. Che lo strano comportamento degli squali abbia a che fare con lo strano UFO precipitato in mare?

Innanzitutto mi sono chiesta come mai i titolisti italiani avessero sentito il bisogno di cambiare il titolo del film da Raging Sharks a Shark Invasion, poi mi sono resa conto che in effetti Squali Arrabbiati forse non sarebbe stata una buona scelta… Questo film è in sostanza un compendio di tutte le cose brutte che siamo abituati a vedere nei film del genere “animali assassini”, ma il suo difetto più grosso è appunto quello di cercare di prendersi sul serio, quando solamente una bella glassatura ironica poteva, forse, salvarlo. Segue elenco di tutte le cose brutte del film, che dovrebbe scoraggiare una parte dei possibili spettatori ma incoraggiare invece quelli che, nei film di creature ammazza-uomini, cercano proprio questo. La trama è inverosimile e tira in ballo perfino un materiale sconosciuto proveniente dallo spazio profondo (che naturalmente è di color arancio fluo) che può determinare il comportamento degli squali del nostro pianeta. I personaggi sono superficiali e stereotipati, mentre gli attori che li interpretano sembrano appena arrivati dal set di un film per adulti (quanto trucco serve indossare per lavorare in una stazione sottomarina?) da quanto recitano male. Gli effetti speciali sono al livello di quelli degli sketch di Paperissima di Lorella Cuccarini e Marco Columbro, e quando c’è da mostrare uno squalo o un sottomarino vengono utilizzati a ripetizione sempre gli stessi fotogrammi di repertorio. Gli eventi si evolvono senza avere mai alcuna motivazione scientifica, logica o psicologica: in pratica capitano cose a caso tra un morto e l’altro. Gli squali, forse inconsapevoli di possedere un muso estremamente sensibile, tentano ripetutamente di distruggere la stazione a nasate. Forse è per questo che sono arrabbiati, ed essendo arrabbiati naturalmente ruggiscono (!). L’unica persona che ci ha messo un po’ d’impegno è stato il responsabile del casting, che non so in quale modo è riuscito a coinvolgere in questo pasticcio Corbin Bernsen, che è un attore talentuoso ma soprattutto simpaticissimo. Tuttavia, poiché come ho detto all’inizio questo film è al 100% privo di autoironia, non ha saputo sfruttare per niente la sua presenza, e anzi gli ha affidato il ruolo davvero ingrato del comandante del sottomarino militare che giunge sul posto per le operazioni di salvataggio senza portare nemmeno un salvagente ma solo tanti missili; dunque il comandante si parcheggia nelle vicinanze e inizia a prendere ordini da chiunque, davvero chiunque, dal sedicente ispettore della sicurezza agli scienziati che lavoravano da anni zitti zitti in una struttura non a norma. Pronti a giocare a indovinare chi muore per primo? Sì, ma se non indovini… Non t’arrabbiare!

Voto: 1 Muffin

Un Professore tra le Nuvole

Titolo originale: The Absent Minded Professor

Regia: Robert Stevenson

Anno: 1961

Interpreti: Fred MacMurray, Nancy Olson, Keenan Wynn, 

Dove trovarlo: Disney Plus

Ned Brainard (Fred MacMurray) insegna scienze al liceo e sta per sposare finalmente la bellissima segretaria del preside Betsy (Nancy Olson), di cui è molto innamorato ma che ha già lasciato sola all’altare per ben due volte perché troppo distratto dai suoi studi ed esperimenti. Anche il giorno delle nozze, naturalmente, Ned si trova nel suo laboratorio dove ha un’intuizione geniale seguita da una forte esplosione. Quando si riprende è ormai troppo tardi per le nozze ma si rende conto di aver scoperto un fluido, cui dà il nome “Flubber”, che ha l’incredibile proprietà di produrre energia. Ora però dovrà riconquistare la sua fidanzata e proteggere Flubber dalle mire del magnate senza scrupoli Alonzo Hawk (Keenan Wynn).

Tratto dal racconto di Samuel W. Taylor A Situation of Gravity (il titolo si riferisce alla capacità di Flubber di far volare gli oggetti, come ad esempio le automobili), Un Professore tra le Nuvole è il tipico film disneyano per famiglie che, con un esperto regista Disney come Robert Stevenson (suoi Mary Poppins e Pomi d’Ottone e Manici di Scopa, tra gli altri) al volante riesce a divertire grandi e piccini. La capacità “rimbalzosa” di Flubber offre la maggior parte degli spunti comici, ma sono divertentissime le scene con gli ufficiali dell’esercito che cercano di impossessarsi del fluido miracoloso. Alla fine, naturalmente, l’amore e la bontà trionfano e i cattivi vengono puniti; nei panni dello spietato Alonzo Hawk un magistrale Keenan Wynn, il cui personaggio tornerà anche nel divertentissimo Un Maggiolino sempre più Matto, ancora diretto da Stevenson.

Ineccepibili tutti i personaggi secondari, compreso il fedele aiutante canino, dalla governante ai poliziotti, che accompagnano un ottimo Fred MacMurray, ingenuo e divertente. Il film ha avuto un seguito, Professore a tutto Gas, nel 1963 (che purtroppo non è disponibile su Disney Plus) e un remake nel 1997, Flubber, con Robin Williams nel ruolo del professore. 

Voto: 3 Muffin