Anaconda (2025)

Anno: 2025

Regia: Tom Gormican

Interpreti: Jack Black, Paul Rudd, Thandie Newton

Dove trovarlo: Prime Video

Un gruppo di amici, che fin dai tempi della scuola sono appassionati di film horror, decidono di dare una svolta alle loro vite per nulla soddisfacenti girando un reboot del grande classico di Hollywood Anaconda.

Mi era già successo con un altro film, che ha molte cose in comune con questo: l’idea, la storia e gli interpreti che sulla carta mi fanno andare in brodo di giuggiole, al momento dell’agognata visione non mi piacciono proprio per niente.

Mi riferisco a Tropic Thunder, che proprio come questo reboot di Anaconda avevo atteso con grande entusiasmo, e che poi non mi era piaciuto affatto, facendo salva la superba interpretazione di Tom Cruise. Anche lì c’era una storia metacinematografica su una troupe impegnata a girare un film (di guerra, in Tropic Thunder, horror per Anaconda), un tono (in teoria) comico e un cast che prometteva scintille. E dire che in genere adoro i film che parlano della realizzazione di un film, da Cantando sotto la Pioggia a Bowfinger, da King King a Hollywood, Vermont. Eppure, eppure, anche in questo caso qualcosa non ha funzionato. Questo tipo di umorismo è lontano anni luce dal mio gusto, e il film non solo non mi ha divertito, ma mi ha in alcune parti annoiato, e in altre addirittura messa a disagio per quanto era sbagliata (a mio giudizio) l’impostazione della recitazione, dei dialoghi e dei tempi “comici”. Faccio parte della schiera degli amanti del classico Anaconda del 1997, con Jon Voight, Jennifer Lopez, Ice Cube e Owen Wilson, e come i protagonisti di questo reboot sarei in grado di recitarlo a memoria per quante volte l’ho visto, quindi attendevo con trepidazione di vedere questo nuovo Anaconda, ma ne sono rimasta profondamente delusa, nonostante il fortissimo effetto nostalgia da solo me lo avrebbe dovuto far amare. E invece, niente. Come ai tempi di Tropic Thunder (per il quale corsi al cinema) rimasi delusa da Ben Stiller, Robert Downey Jr e Jack Black, così oggi sono stata delusa da Paul Rudd, Thandie Newton e… di nuovo Jack Black? Beh, non me la sento di affibbiare a Black ogni colpa, e nemmeno di sconsigliare questo film senza appello, anzi sono certa che qualcuno apprezzi questo tipo di umorismo (se no il successo di Jack Black per l’appunto non si spiegherebbe), ma non posso che ribadire come non faccia assolutamente per me.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Il Rompiscatole

Titolo originale: The Cable Guy

Anno: 1996

Regia: Ben Stiller

Interpreti: Matthew Broderick, Jim Carrey, Leslie Mann, Jack Black, Bob Odenkirk, George Segal, Diane Baker, Eric Roberts, David Cross, Owen Wilson, Ben Stiller

Dove trovarlo: Netflix

Steven (Matthew Broderick) ha chiesto alla sua ragazza Robin (Leslie Mann) di sposarlo e lei, per tutta risposta, gli ha detto che le serve un po’ di tempo lontano da lui. Per riempire il vuoto lasciato da Robin Steven si abbona alla tv via cavo e l’installatore (Jim Carrey), dopo essersi fatto attendere per ore, si rivela un tipo strambo ma servizievole, che accetta anche di manipolare il sistema affinché Steven possa vedere i canali a pagamento senza dover pagare. Per educazione Steven accetta di uscire con lui, e si ritrova presto invischiato in una serie di stranezze promosse dall’uomo del via cavo, che diventa sempre più incontrollabile e invadente, fino a che Steven decide di dover interrompere ogni rapporto con lui: ma l’uomo del via cavo non è affatto d’accordo…

In una puntata dei Simpson ricordo che Homer denigrava The Cable Guy accusando il film di aver quasi distrutto la carriera di Jim Carrey. Difficile pensare che l’attore, che era già stato protagonista di The Mask e dei due Ace Ventura, potesse venire danneggiato da questo film, ma di sicuro qui lo troviamo in un ruolo diverso dai suoi soliti: sempre libero di gigioneggiare come solo lui sa fare, l’uomo della tv via cavo ha però anche un aspetto spaventoso e inquietante, e come afferma lui stesso può essere il tuo migliore amico oppure il tuo peggior nemico. Il film, anche se ha momenti di inquietudine nel momento in cui Steven si rende conto di quanto sia squilibrato quello che sembrava un innocuo buffone, si mantiene sempre sul binario della commedia che diverte senza però far fare risate di pancia. La parte più interessante il regista Ben Stiller la riserva per se stesso, nel doppio ruolo di due fratelli gemelli di cui uno è accusato di aver assassinato l’altro: il circo mediatico attorno al processo accompagna tutto lo sviluppo del film, siglandone il lato accusatorio verso i meccanismi più morbosi della televisione, colpevoli di aver plagiato la fragile mente dell’uomo della tv, abbandonato da piccolo per troppe ore davanti alla tv da una madre assente, libero di assorbirne tutti i precetti meno edificanti. Il messaggio passa comunque in grande leggerezza, tra le rocambolesche avventure vissute dal sobrio e compunto Steven in compagnia dello sconosciuto, dal karaoke alla giostra medievale. Bravo Ben Stiller a gestire una vicenda che poteva diventare ripetitiva o scontata, coadiuvato da due ottimi protagonisti: Jim Carrey, che come spesso accade riesce ad essere allo stesso tempo simpatico e insopportabile, e Matthew Broderick, in cui diventa facile identificarsi per la sua onestà di fondo punteggiata però di piccole bassezze morali (volere la tv a pagamento senza pagare, fingere amicizia per i suoi scopi, ignorare gli amici). Il film è sorretto da queste due colonne ma arricchito da una miriade di attori famosi del grande e piccolo schermo che hanno ruoli di contorno ma necessari per il ritmo e l’arricchimento della trama (da Jack Black a Bob Odenkirk, da Eric Roberts all’amico di sempre Owen Wilson). Non esilarante come altri film di Jim Carrey o di Ben Stiller e penalizzato dal brutto titolo italiano ma adatto ad una serata senza troppi pensieri tra facce note in cui si prova gratitudine per il fatto che Netflix non necessiti di un installatore…

Voto: 2 Muffin