Masters of the Universe

Anno: 2026

Regia: Travis Knight

Interpreti: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Idris Elba, Jared Leto, Morena Baccarin, Alison Brie, James Purefoy

Dove trovarlo: Prime Video

Dopo 15 anni di esilio sul pianeta Terra, Adam (Nicholas Galitzine), principe di Eternia, finalmente riesce a ritrovare la magica Spada del Potere, che potrà ricondurlo a casa e fornirgli forza e potere senza limiti. Al ritorno a casa troverà vecchi amici, ma anche vecchi spietati nemici.

Imbarazzo. Non c’è altra parola per descrivere ogni aspetto di questo film, che come la celebre serie animata nasce da una serie di giocattoli Hasbro popolarissimi negli anni ‘80.

Imbarazzante è la sceneggiatura, dove ogni singolo accadimento è già visto, banale, scontato e prevedibile. Imbarazzanti sono i dialoghi, da mani in faccia in ogni momento.

Imbarazzante il il cattivo Skeletor, interpretato sotto gli effetti speciali da teschio da un gigioneggiante Jared Leto, che fallisce sia nell’essere temibile che nell’essere comico.

Imbarazzante è il tentativo di nascondere gli strabordanti muscoli di Nicholas Galitzine, il protagonista, sotto una camicia, come se poi i bicipiti arrivassero per magia.

Imbarazzanti sono gli effetti speciali, che sono buoni per i personaggi, anche secondari, ma tremendi per le ambientazioni.

Imbarazzante è la recitazione di tutti, dal muscoloso protagonista all’ultima comparsa.

Imbarazzanti sono i tentativi di umorismo, che non sono mai divertenti nemmeno da dietro e da lontano.

Imbarazzante è il ruolo in cui ci dispiace molto vedere il bravo Idris Elba, quello con l’evoluzione e le battute più idiote.

Imbarazzante è il piccolo ruolo di maga per Morena Baccarin, che imbarazzata anche lei da tutta la baracconata cerca di non farsi riconoscere e di intascare la paga senza farsi troppo notare (ammesso e non concesso che sia possibile non notarla).

Imbarazzante il cameo di Dolph Lundgren, che era stato protagonista He-Man del film del 1987 I Dominatori dell’Universo ispirato agli stessi giocattoli, che qui compare come, citando IMDB, Macho-Man (non credo serva dire altro).

Imbarazzante la durata di 2 ore e 20 minuti: e chi mi restituirà più questo tempo sprecato?

So che sono stata un po’ criptica e misteriosa in questa recensione, ma spero tanto di salvare a tutti coloro che mi leggono due preziose ore di tempo, che possono essere impiegate in attività molto più interessanti e stimolanti come fare borse a finger-knitting o giocare a Jenga.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Mr. Monk’s Last Case: A Monk Movie

Original title: Mr. Monk’s Last Case

Anno: 2023

Regia: Randy Zisk

Interpreti: Tony Shalhoub, Traylor Howard, Jason Gray-Stanford, Ted Levine, Melora Hardin, Hector Elizondo, James Purefoy, Caitlin McGee, Austin Scott

Dove trovarlo: Netflix

La pandemia di Covid 19 ha reso Adrian Monk (Tony Shalhoub) ancora più introverso e depresso del solito, tanto da smettere di lavorare come detective e meditare segretamente il suicidio pe rpotersi finalmente ricongiungere alla moglie Trudy (Melora Hardin). A distoglierlo dai suoi piani sarà la morte di Griffin (Austin Scott), fidanzato di Molly, la figlia di Trudy, a pochi giorni dalle nozze. Quello che inizialmente sembra un tragico incidente si rivela ben presto essere un omicidio, su cui il Signor Monk non può on indagare.

Operazione di pura nostalgia canaglia, senza dubbio. Eppure, chi come me ha adorato la serie Monk, andata in onda per 8 stagione dal 2002 al 2009, ritroverà con piacere tutti i personaggi principali: il capitano di polizia Stottlemeyer (Ted Levine) divenuto guardia di sicurezza privata; il tenente di polizia Randy Disher (Jason Gray-Stanford) divenuto sceriffo e sposato con Sharona, ex assistente di Monk; Natalie Teeger (Traylor Howard) ex assistente e amica di Monk; il Dottor Bell (Hector Elizondo) storico psichiatra di Adrian; Trudy (Melora Hardin) che spesso appare a Monk in sogno o come allucinazione. E naturalmente lui, Adrian Monk, il detective privato geniale ma pieno di fobie e manie di vario genere (germi, altezza, uccelli, disordine, spazi angusti, serpenti, l’elenco è lunghissimo) che per tante puntate ci ha divertito e stupito per la sua sagacia. Il film non ha un caso particolarmente interessante o misterioso da risolvere, ma offre comunque alcune scene divertenti, momenti di tenerezza e di commozione e una buona conclusione.

Vedere Mr. Monk’s Last Case ha senso solamente per chi conosce bene la serie e i suoi personaggi e desidera vivere un’ultima avventura con il detective più strambo e geniale di San Francisco.

Voto: 3 Muffin