Goat – Sogna in grande

Titolo originale: GOAT

Anno: 2025

Regia: Tyree Dillihay, Adam Rosette

Dove trovarlo: Prime Video

Fin da quando era un capretto, Will sogna di diventare un campione di Roarball, uno sport simile al basket, ma il suo sogno, nonostante il suo talento, sembra impossibile da realizzare a causa della sua taglia minuta.

Premesso che qualunque film d’animazione che scelga di mettere in scena la pallacanestro dopo Space Jam (1995) ha già perso in partenza, GOAT non riesce a mettere sul tavolo nulla di originale. La storia parla del riscatto dei più piccoli e strambi, niente di nuovo. I personaggi sono molto superficiali e alcuni piuttosto confusi, in ogni caso non si faranno certamente ricordare. L’ambientazione è l’ormai classica città moderna con animali antropomorfizzati che si comportano come gli esseri umani, compresi i social, le scarpe alla moda e tutto il resto. Anche questo, dopo Zootropolis, è storia antica. Ma quello che mi è piaciuto di meno è proprio l’animazione, volutamente bidimensionale e a scatti, che unitamente a un montaggio da videoclip e una regia convulsa dà una generale sensazione di mal di mare.

Concedo la possibilità che la versione in lingua originale, che vede come doppiatori Patton Oswalt, David Harbour e Jennifer Hudson, possa essere migliore, anzi sicuramente lo è perchè non utilizza la tremenda traduzione di “Roarball” in “Ruggiball” (ma per piacere!).

Per il resto, anche se il film non ha niente di gravemente nocivo, sono certa che si possa trovare un intrattenimento molto migliore.

Voto: 1 Muffin

Good Fortune

Anno: 2025

Regia: Aziz Ansari

Interpreti: Keanu Reeves, Aziz Ansari, Seth Rogen, Sandra Oh

Dove trovarlo: Prime Video

L’angelo Gabriel (Keanu Reeves), il cui compito è impedire alle persone che scrivono messaggi col cellulare mentre guidano di morire in incidenti d’auto, vorrebbe salire di livello e salvare anime perse. Quando la sua superiore Martha (Sandra Oh) gli dice che non è ancora pronto per salvare anime, lui agisce di sua iniziativa per aiutare Arj (Aziz Ansari), che ha grossi problemi finanziari, non riesce a trovare lavoro e dorme nella sua auto. Per far apprezzare a Archie la sua vita, Gabriel decide di fargli vivere per un po’ una vita del tutto diversa, ricca e agiata ma vuota e superficiale, scambiando di posto Archie con il milionario Jeff (Seth Rogen). Inutile dire che niente andrà secondo i piani…

Mi sono sempre piaciuti moltissimo i film che hanno come protagonisti gli angeli che interagiscono con gli esseri umani. Da La Vita è Meravigliosa di Frank Capra, a Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders, a Angel-A di Luc Besson, fino alla serie tv Supernatural. Da tutti questi mi sembra che il regista e attore protagonista Aziz Ansari abbia in qualche misura attinto: da La Vita è Meravigliosa per l’idea dell’angelo che salva un uomo in piena crisi mostrandogli realtà alternative e ci guadagna una promozione, da Il Cielo sopra Berlino per il fatto che l’angelo arriva ad amare gli esseri umani e sentirsi uno di loro, e dal Castiel di Supernatural il look trasandato (mai senza impermeabile) che conquista; niente ma Angel-A, che purtroppo è stato visto da pochi ma merita.

In ogni caso, anche se forse la trama è derivativa, il film la declina in modo originale e divertente, rappresentando con pochi tratti ma efficacemente l’organizzazione degli angeli e regalandoci il personaggio adorabile di Gabriel, l’angelo volenteroso ma imbranato, interpretato da un ottimo Keanu Reeves che rappresenta molto bene lo spaesamento di un essere celestiale davanti ai limiti e ai difetti dell’essere umano.

Anche Seth Rogen, che non rientra tra gli attori che preferisco, è tuttavia perfetto nel ruolo di riccone spocchioso e nullafacente.

Good Fortune è una commedia deliziosa che si guarda volentieri, sa essere divertente ma non diventa mai una farsa, e ha il grande pregio di mantenere la leggerezza anche nei momenti più emotivamente rilevanti in modo da non risultare mai pesante né pretenzioso.

Certo, nonostante la durata di appena 98 minuti, il film risente comunque di un importante calo di ritmo nella parte centrale, per cui credo che 10 minuti in meno gli avrebbero giovato, ma nonostante questo mi sento di consigliarne la visione.

Voto: 3 Muffin

Anaconda (2025)

Anno: 2025

Regia: Tom Gormican

Interpreti: Jack Black, Paul Rudd, Thandie Newton

Dove trovarlo: Prime Video

Un gruppo di amici, che fin dai tempi della scuola sono appassionati di film horror, decidono di dare una svolta alle loro vite per nulla soddisfacenti girando un reboot del grande classico di Hollywood Anaconda.

Mi era già successo con un altro film, che ha molte cose in comune con questo: l’idea, la storia e gli interpreti che sulla carta mi fanno andare in brodo di giuggiole, al momento dell’agognata visione non mi piacciono proprio per niente.

Mi riferisco a Tropic Thunder, che proprio come questo reboot di Anaconda avevo atteso con grande entusiasmo, e che poi non mi era piaciuto affatto, facendo salva la superba interpretazione di Tom Cruise. Anche lì c’era una storia metacinematografica su una troupe impegnata a girare un film (di guerra, in Tropic Thunder, horror per Anaconda), un tono (in teoria) comico e un cast che prometteva scintille. E dire che in genere adoro i film che parlano della realizzazione di un film, da Cantando sotto la Pioggia a Bowfinger, da King King a Hollywood, Vermont. Eppure, eppure, anche in questo caso qualcosa non ha funzionato. Questo tipo di umorismo è lontano anni luce dal mio gusto, e il film non solo non mi ha divertito, ma mi ha in alcune parti annoiato, e in altre addirittura messa a disagio per quanto era sbagliata (a mio giudizio) l’impostazione della recitazione, dei dialoghi e dei tempi “comici”. Faccio parte della schiera degli amanti del classico Anaconda del 1997, con Jon Voight, Jennifer Lopez, Ice Cube e Owen Wilson, e come i protagonisti di questo reboot sarei in grado di recitarlo a memoria per quante volte l’ho visto, quindi attendevo con trepidazione di vedere questo nuovo Anaconda, ma ne sono rimasta profondamente delusa, nonostante il fortissimo effetto nostalgia da solo me lo avrebbe dovuto far amare. E invece, niente. Come ai tempi di Tropic Thunder (per il quale corsi al cinema) rimasi delusa da Ben Stiller, Robert Downey Jr e Jack Black, così oggi sono stata delusa da Paul Rudd, Thandie Newton e… di nuovo Jack Black? Beh, non me la sento di affibbiare a Black ogni colpa, e nemmeno di sconsigliare questo film senza appello, anzi sono certa che qualcuno apprezzi questo tipo di umorismo (se no il successo di Jack Black per l’appunto non si spiegherebbe), ma non posso che ribadire come non faccia assolutamente per me.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Masters of the Universe

Anno: 2026

Regia: Travis Knight

Interpreti: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Idris Elba, Jared Leto, Morena Baccarin, Alison Brie, James Purefoy

Dove trovarlo: Prime Video

Dopo 15 anni di esilio sul pianeta Terra, Adam (Nicholas Galitzine), principe di Eternia, finalmente riesce a ritrovare la magica Spada del Potere, che potrà ricondurlo a casa e fornirgli forza e potere senza limiti. Al ritorno a casa troverà vecchi amici, ma anche vecchi spietati nemici.

Imbarazzo. Non c’è altra parola per descrivere ogni aspetto di questo film, che come la celebre serie animata nasce da una serie di giocattoli Hasbro popolarissimi negli anni ‘80.

Imbarazzante è la sceneggiatura, dove ogni singolo accadimento è già visto, banale, scontato e prevedibile. Imbarazzanti sono i dialoghi, da mani in faccia in ogni momento.

Imbarazzante il il cattivo Skeletor, interpretato sotto gli effetti speciali da teschio da un gigioneggiante Jared Leto, che fallisce sia nell’essere temibile che nell’essere comico.

Imbarazzante è il tentativo di nascondere gli strabordanti muscoli di Nicholas Galitzine, il protagonista, sotto una camicia, come se poi i bicipiti arrivassero per magia.

Imbarazzanti sono gli effetti speciali, che sono buoni per i personaggi, anche secondari, ma tremendi per le ambientazioni.

Imbarazzante è la recitazione di tutti, dal muscoloso protagonista all’ultima comparsa.

Imbarazzanti sono i tentativi di umorismo, che non sono mai divertenti nemmeno da dietro e da lontano.

Imbarazzante è il ruolo in cui ci dispiace molto vedere il bravo Idris Elba, quello con l’evoluzione e le battute più idiote.

Imbarazzante è il piccolo ruolo di maga per Morena Baccarin, che imbarazzata anche lei da tutta la baracconata cerca di non farsi riconoscere e di intascare la paga senza farsi troppo notare (ammesso e non concesso che sia possibile non notarla).

Imbarazzante il cameo di Dolph Lundgren, che era stato protagonista He-Man del film del 1987 I Dominatori dell’Universo ispirato agli stessi giocattoli, che qui compare come, citando IMDB, Macho-Man (non credo serva dire altro).

Imbarazzante la durata di 2 ore e 20 minuti: e chi mi restituirà più questo tempo sprecato?

So che sono stata un po’ criptica e misteriosa in questa recensione, ma spero tanto di salvare a tutti coloro che mi leggono due preziose ore di tempo, che possono essere impiegate in attività molto più interessanti e stimolanti come fare borse a finger-knitting o giocare a Jenga.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Ultima Missione: Project Hail Mary

Titolo originale: Project Hail Mary

Anno: 2026

Regia: Phil Lord, Christopher Miller

Interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller

Dove trovarlo: Prime Video

Grace (Ryan Gosling) professore di biologia, si risveglia a bordo di un’astronave e scopre di essere l’unica persona viva a bordo. Non ricorda perchè si trova nello spazio, ma si rende conto di trovarsi nello spazio lontanissimo dalla Terra, che nel frattempo è in grave pericolo a causa dei minuscoli Astrofagi che stanno un po’ alla volta divorando il Sole e anche tutte le altre stelle…

Durante la fanta-intervista che mi ha fatto Lucius Etruscus, mi sono resa conto che il genere Fantascienza è davvero poco presente qui su Cine Muffin, e ho tentato di rimediare, almeno parzialmente. Così ho deciso di vedere Project Hail Mary, disponibile nel catalogo di Prime Video, nonostante le delusioni che mi ha causato la fantascienza recente, ma soprattutto nonostante la mia scarsa, anzi nulla, fiducia nelle doti recitative di Ryan Gosling, che in genere preferisce esprimersi con gli addominali piuttosto che con la faccia.

Sono rimasta così piacevolmente sorpresa che, pur avendo progettato di dividere la visione in due serate, me lo sono invece visto tutto d’un fiato, e senza neppure uno sbadiglio, nonostante la non esigua durata di 2 ore e 36 minuti.

Ryan Gosling mi ha stupito reggendo l’intero film sulle sue spalle e mostrando una mobilità dei muscoli facciali che davvero non gli conoscevo, e anzi ci tengo a dire che in un paio di scene ho riso e in alcune altre mi sono anche commossa.

Non voglio raccontare troppo della trama, perchè anche se non è di certo rivoluzionaria comunque cattura perché viene disvelata un po’ alla volta e riserva alcune sorprese anche per lo spettatore più navigato, che inoltre si divertirà molto a cogliere alcuni riferimenti cinematografici, inseriti con parsimonia e sapienza.

Project Hail Mary appartiene in tutto e per tutto al genere fantascientifico, almeno per come lo intendo io, perchè oltre a raccontare una meravigliosa storia di amicizia e una grande avventura si occupa anche di analizzare l’animo umano e di trasmetterci al riguardo un messaggio di cui, oggidì, c’è infinito bisogno: l’essere umano è molto meglio di quanto creda.

Consiglio di cuore questo film, interessante e carinissimo, adatto a tutti (anche ai bambini, ammesso che possano reggere la durata, un po’ scoraggiante), appassionati del genere e non, che di certo non ha cambiato la storia della fantascienza ma le ha aggiunto un tassello pregevole.

Voto: 4 Muffin

Sisu – Il Vendicatore

Titolo originale: Sisu – Road to Revenge

Anno: 2025

Regia: Jalmari Helander

Interpreti: Jorma Tommila, Stephen Lang, Richard Brake

Dove trovarlo: Prime Video

1946. Il finlandese Aatami (Jorma Tommila), dopo la strage di centinaia di nazisti, si è guadagnato il soprannome di Sisu, cioè L’Immortale, ed è divenuto una leggenda in Finlandia e in Russia, tanto che l’Unione Sovietica decide che deve essere eliminato, affidando il compito di porre fine alla leggenda proprio allo stesso uomo che aveva sterminato la sua famiglia…

L’offerta di film d’azione sulle piattaforme streaming è davvero sterminata, e spesso mi capita di leggere la trama di uno di questi action recenti, magari vedendo perfino il trailer, e di domandarmi: “Ma l’ho visto oppure no?”. Infatti molto spesso questi film sono fatti con lo stampino, tutti uguali, e il fatto che anche gli interpreti spesso siano gli stessi – Jason Statham, Jean-Claude Van Damme (che con l’età somiglia sempre di più a Carlo Verdone), Dave Bautista eccetera – peggiora soltanto le cose.

Ecco perchè sono stata piacevolmente sorpresa nello scoprire Sisu – L’immortale, che presentava una trama e un’ambientazione diverse dalle solite e una buona dose di umorismo ben riuscito, pur rimanendo nell’ambito di quel genere leggerissimo, pieno di sangue e violenza ma senza alcuna pretesa e soprattutto con poche parole – mentre in alcuni film del genere come l’insopportabile e ingiustificabile The Gardener con Van Damme i personaggi secondari buoni e cattivi sentono il bisogno continuo di proferire scemenze senza interruzione né pietà per lo spettatore).

Quando ho visto che era disponibile il secondo capitolo della saga dell’immortale finlandese Sisu perciò mi ci sono buttata a pesce, e non sono rimasta affatto delusa.

Per una storia di vendetta, l’idea di partenza è molto carina, e cioè il fatto che il protagonista, dopo lo sterminio della sua famiglia da parte dei Russi, decida di smontare la sua casa pezzo per pezzo e trasferirla oltre il nuovo confine con l’Unione Sovietica per mantenerla in territorio finlandese. Inutile dire che proveranno ad ostacolare questo suo progetto in tutti i modi, e inutile dire che finiranno tutti male, anzi malissimo.

Accettate le premesse dell’azione esagerata e del sangue che scorre a fiumi, devo ammettere che in un paio di sequenze sono davvero scoppiata a ridere di gusto, e che la silenziosità degli acerrimi nemici, Sisu e l’infame che gli ha sterminato la famiglia, richiama alla mente alcune atmosfere western, offrendo spazi di tranquillo silenzio tra le urla e le esplosioni.

Sisu – Il Vendicatore non è certamente un film per tutti, perché è visivamente molto violento, ma mi sento di consigliarlo a chi ami il genere action condito con un po’ di umorismo e in questo ambito cerchi qualcosa di un po’ diverso dal solito.

Voto: 3 Muffin

Voglia di vincere

Titolo originale: Teen Wolf

Anno: 1985

Regia: Rod Daniel

Interpreti: Michael J. Fox, Jerry Levine

Dove trovarlo: Prime Video

Scott (Michael J. Fox) è un adolescente che affronta i classici problemi legati all’età: le ragazze, i professori, le delusioni sportive, la popolarità, la difficoltà di comunicare con il padre… Ma tutto cambia quando Scott scopre di essere, proprio come suo padre, un lupo mannaro…

Voglia di vincere non è un film sulla licantropia. Invece è un film che tratta un aspetto dell’adolescenza che era fondamentale e problematico nel 1985 e lo è altrettanto, se non di più, oggi: la popolarità ad ogni costo. Il fatto che Scott si trasformi in un lupo mannaro non è che una metafora per indicare il fatto che diventi, in modo improvviso e ingiustificato, il ragazzo più popolare della scuola. Questo è chiaro per il fatto che nessuno si stupisce, se non molto brevemente, di questa sua peculiarità, e che non arrivino mai né giornalisti, né scienziati, né agenti governativi per indagare sulla questione, che pure diventa immediatamente di pubblico dominio. Inoltre, nessuno è mai spaventato da Scott nella sua nuova forma; al contrario, ciò che accade è che lui diventa immediatamente il più popolare della scuola, vale a dire il sogno di qualunque liceale.

Una volta consapevole della sua doppia natura, improvvisamente Scott riesce in tutto ciò che fa e ottiene tutto ciò che desidera: vittorie sportive, fama, ragazze, perfino bei voti a scuola.

Ma presto si rende conto che tutti quei successi non hanno valore né significato, perché lungo la strada ha perso di vista ciò che conta davvero: affetto, amicizia, lealtà, condivisione.

Fortunatamente non troppo tardi per rimediare ai suoi errori.

A vederlo oggi, quando per mezzo dei social è ancora più semplice ottenere una rapida e facile popolarità salvo poi perderla nel giro di poche ore, questo film è ancora più efficace nel descrivere gli effetti deleteri del successo non meritato e quelli benefici della fiducia in se stessi e dell’aderenza a valori e principi solidi.

Ho apprezzato molto il film, che parla efficacemente a spettatori di tutte le età con un linguaggio semplice e immediato ma non per questo rozzo o sciocco; il messaggio non è dei più originali naturalmente, ma a quanto pare non siamo mai stanchi dei film che ci mettono in guardia dalle insidie di un’età splendida quanto complicata.

In modo molto coerente il regista Rod Daniel sceglie di non abusare degli effetti speciali, utilizzando invece unghie, denti e peli posticci per mostrare la trasformazione di Scott (e di suo padre), cosa che vista oggi sicuramente fa sorridere ma che è efficace per gli scopi della narrazione.

Un altro tema importante è quello della difficoltà che spesso incontrano gli adulti nel comprendere e affrontare i problemi dei giovani, e ci viene mostrato con una serie di insegnanti superficiali, rancorosi, egoisti e stolidi.

Una delle battute più divertenti infatti riguarda i consigli elargiti del professore di educazione fisica ad uno Scott in piena crisi emotiva e morale: “Non comprare mai un’automobile da un venditore che si chiama come una città”. Imprescindibile.

Michael J. Fox, che interpreta Scott nello stesso anno, il 1985, in cui entra nell’immaginario collettivo con Ritorno al Futuro, interpreta perfettamente un ragazzo confuso, indeciso, insicuro, che di colpo diventa un vincente, spavaldo e rubacuori.

Degna di nota anche l’interpretazione di Jerry Levine nel ruolo del migliore amico Stiles, le cui bizzarre t-shirt e la cui simpatia travolgente meritano un pollice in su.

Perfette anche le musiche, che calzano a pennello per ogni diversa scena e descrivono i variegati stati d’animo con i loro testi e con le loro note.

Teen Wolf (questo il titolo originale) è adatto a tutta la famiglia, perché la trasformazione in licantropo, come dicevo, è più buffa che spaventosa, e anche le scene di feste e approcci tra i ragazzi sono estremamente castigate.

Voto: 3 Muffin

That Christmas

Anno: 2024

Regia: Simon Otto

Dove trovarlo: Prime Video

“Quel Natale” c’è stato un super lavoro per Babbo Natale: in mezzo alla bufera, con una sola renna (tutte le altre erano raffreddate) per portare gioia e fiducia ai bambini della piccola cittadina di Wellington, alle prese con recite di Natale disastrose, insegnanti arcigni, prime cotte, bambini e tacchini in fuga.

Avevo iniziato a vedere questo film l’anno scorso, e poi me ne ero completamente scordata. Il motivo è presto detto: non esiste una vera trama. Nulla che possa coinvolgere dall’inizio alla fine, soltanto una serie di episodi più o meno riusciti con molti personaggi non ben approfonditi che sfociano nell’inevitabile spirito natalizio collettivo. That Christmas non è un film brutto, ma nemmeno memorabile, piacevole da vedere in relax con la famiglia e con alcune trovate divertenti ma senza particolari guizzi d’ingegno. E dire che in passato lo sceneggiatore Richard Curtis ci aveva regalato una tra le commedia natalizie più belle di sempre, Love Actually

Voto: 2 Muffin

Cinemuffin Christmas Double Feature

Quando gli amici blogger Sam Simon e Lucius Etruscus mi hanno domandato se volevo partecipare all’iniziativa natalizia di questo meraviglioso gruppo di cinefili che si fanno chiamare “i Bloggables”, ho riflettuto a lungo sulla loro proposta…

Scherzo, naturalmente ho accettato immediatamente!

Dopo il successo dell’evento di Halloween, come potevo non desiderare di far parte di quello natalizio?

Ho riflettuto sul fatto che il Natale è una festa che suscita nelle persone reazioni diverse: c’è chi lo adora, come me, ma esiste anche chi, per motivi diversi, lo detesta.

Ho quindi deciso di portare su Cinemuffin un Double Feature, un post che tratti di due diversi film, uno perfetto per gli amanti del Natale e uno più indicato per i Grinch che non lo sopportano.

Quindi, per chi il 7 di gennaio sta già pensando agli scherzetti dell’elfo sulla mensola per l’anno successivo:

Titolo: Oh. What. Fun.

Anno: 2025

Regia: Michael Showalter

Interpreti: Michelle Pfeiffer, Felicity Jones, Chloe Grace Moretz, Jason Schwartzman, Eva Longoria, Rose Abdoo

Dove trovarlo: Prime Video

Claire (Michelle Pfeiffer) è la tipica mamma, moglie e nonna innamorata del Natale. Ogni anno si dà un gran daffare con gli addobbi, la cucina, i regali e il resto per stupire figli, nipoti e vicini di casa. Quando però la sua famiglia riunita per le feste si reca ad uno spettacolo dimenticandosi la nonna a casa, Claire decide di farsi da sola il regalo di Natale che desidera tanto ma nessuno ha voluto farle: partecipare alla trasmissione televisiva di Zazzy (Eva Longoria), che nello speciale natalizio premierà le migliori mamme natalizie d’America.

L’inizio del film non può lasciare indifferente nessuna “mamma di Natale”.

Infatti Claire, il personaggio interpretato dalla sempre bravissima e splendida Michelle Pfeiffer, ci fa notare come tutti i classici film di Natale siano incentrati su uomini o comunque personaggi maschili, mentre le donne, compresa mamma Natale, sono sempre relegate in secondo piano, nonostante siano coloro che rendono possibile la magia delle feste con il loro incessante lavoro e il loro inossidabile entusiasmo.

Vediamo poi Claire sopportare qualunque tipo di imprevisto e inconveniente che potrebbe rovinare lo spirito natalizio: la figlia maggiore che le annuncia di voler fare il Natale per conto suo l’anno successivo, il figlio appena lasciato dalla fidanzata, la vicina di casa che le porta un regalo inaspettatamente costoso… Ma quando la sua famiglia si dimentica di lei e la lascia sola a casa per recarsi a uno spettacolo per cui proprio lei aveva comprato i biglietti per tutti, qualcosa in Claire si rompe. Si lascia andare per un pochino alla tristezza, ma reagisce subito prendendo una decisione apparentemente folle: raggiungere gli studios dove viene girato il suo programma televisivo preferito.

Tutto il resto si può facilmente immaginare: mille imprevisti lungo il viaggio, la famiglia allo sbando senza la sua stella polare e un dilettevole alternarsi di scene commoventi e divertenti.

Oh. What. Fun. non vincerà di certo l’Oscar, né ambisce ad essere qualcosa di diverso da ciò che è: una classica commedia natalizia piena di buoni sentimenti tra lacrimucce e risate.

Tuttavia la prospettiva dal punto di vista di una “mamma di Natale”, la giusta dose di buon umorismo e la bravura degli interpreti, su cui spicca una radiosa e irresistibile Michelle Pfeiffer, rendono la visione molto piacevole, rilassante e scacciapensieri: proprio ciò che ci si aspetta da un film di Natale.

Se siete mamme o nonne, senza dubbio almeno una volta avete fatto a gara per le migliori decorazioni natalizie con i vicini e vi rispecchierete in Claire; se non lo siete, forse vedrete in lei qualcosa della vostra mamma, moglie o nonna che vi ricorderà quanto siano imprescindibili le cose che a volte diamo per scontate o che addirittura ci sembrano un peso.

Invece, per chi dal 24 dicembre al 6 gennaio vorrebbe rinchiudersi nel suo antro e non vedere nessuno:

Titolo: Fallout: The Ghoul Log

Anno: 2025

Regia: Tyler Adams

Interpreti: Walton Goggins, Wayne Newton

Dove trovarlo: Prime Video

Mi sento di poter dire tranquillamente che la cosa più interessante della serie tv tratta dal videogioco Fallout sia il personaggio di Cooper Howard, detto “Ghoul” a causa delle mutazioni genetiche subite dopo il disastro nucleare, interpretato da Walton Goggins, attore che stimo moltissimo e per cui ho grande simpatia.

Dunque, quando ho visto che la piattaforma Prime Video proponeva uno special di Natale che lo vede protagonista, dal titolo The Ghoul Log, cioè “Il Ceppo del Ghoul” (malamente tradotto in italiano come “Natale con il Demone”), potevo io resistere? Ovviamente no.

Ed ecco come mi sono ritrovata a fissare per 90 (novanta) minuti un fuoco che arde in un camino, con vecchie canzoni natalizie in sottofondo.

E fin qui, nulla di strano.

Se non che, in una comparsata iniziale di pochi secondi, il Ghoul ci spiega meglio questa sua personalissima tradizione: trascorrere il Natale insieme al suo cane fissando un ceppo ardere e ascoltando la radio fino ad addormentarsi. Il ceppo che arde, però, non è un ceppo qualunque: si tratta infatti di un braccio umano. Per la precisione, del braccio di un uomo grasso, che a quanto pare brucia meglio. E le vecchie canzoni natalizie trasmesse dalla radio sono interrotte a tratti dalla voce del dj Mr New Vegas (Wayne Newton) che legge i messaggi arrivati alla stazione radio dagli ascoltatori, i quali sono di questo tenore: “Caro dj, le canzoni di Natale mi rendono triste da quando ho divorato la mia intera famiglia” e via discorrendo.

Che dire? Mi hanno ingannato, promettendo Walton Goggins, e mi hanno fatto buttare via 90 minuti della mia vita? Sì, direi di sì. Ma almeno ora posso avvertire tutti voi di non fare il mio stesso errore. A meno che non desideriate mettere Fallout: The Ghoul Log in tv durante il pranzo di Natale e vedere se la nonna si accorge che quello che caminetto è un braccio umano…

Adatto a… beh, solo al Grinch, mi viene da dire.

Invito tutti voi a passare a trovare tutti i miei colleghi Bloggables e auguro a tutti buone feste!

Cassidy de “La Bara Volante

Antonio di “Il blog di Tony”

Lisa di “In Central Perk

Cannibal Kid di “Pensieri cannibali

Kris Kelvin di “Solaris

SamSimon di “Vengonofuoridallefottutepareti

Lucius de “Il Zinefilo

Catia di “Catia in cucina

Kukuviza di “CineCivetta

Il Natale che molti di noi vorrebbero…

Weird – La storia di Al Yankovic

Titolo originale: Weird: The Al Yankovic Story

Anno: 2022

Regia: Eric Appel

Interpreti: Daniel Radcliffe, Evan Rachel Wood, Rainn Wilson, Patton Oswalt, Jack Black, Lin-Manuel Miranda

Dove trovarlo: Prime Video

Come ve la immaginate l’autobiografia del cantante di parodie Weird (=”strambo”) Al Yankovic, che in qualità di sceneggiatore racconta se stesso in questo film? Pazza, assurda, fuori di testa, come le sue canzoni. Avete indovinato: Weird: La storia di Al Yankovic è esattamente così. Racconta la vita del cantautore e suonatore di fisarmonica partendo dall’infanzia fino ad arrivare al successo e alla fama, ma lo fa, e non poteva essere altrimenti, a modo suo. Molti fatti, episodi e personaggi sono reali, ma a trionfare è la fantasia, l’esagerazione, la burla. Come quella volta che Al, insieme a Madonna, uccise Pablo Escobar, per fare un esempio.

Inutile elencare tutti i fatti assurdi che vengono raccontati, bisogna vedere il film e lasciarsi contagiare dalla sua buffa follia e dal suo modo fanciullesco e irresistibile di raccontare. Il tutto impreziosito da piccoli ruoli, a volte camei, ricoperti da personaggi di prim’ordine come Rainn Wilson, Patton Oswalt, Jack Black e molti altri. Ma su tutti si staglia un ottimo Daniel “Harry Potter” Radcliffe, che offre un’interpretazione ottima, ironica e sfrontata al punto giusto. E ancora una volta, vergogna a Prime Video che non offre l’audio del film in lingua originale.

Voto: 3 Muffin