Igor

Titolo originale: Igor

Anno: 2008

Regia: Tony Leondis

Dove trovarlo: Prime Video

Desidero iniziare ringraziando Lucius Etruscus per avermi coinvolto in questa sua iniziativa di Halloween (il bannerone a tema è tutto farina del suo sacco etrusco) e vi invito a leggere anche la recensione del Zinefilo e degli altri blog che partecipano!

Detto questo, iniziamo a parlare di questo film che secondo me è la visione perfetta per questo Halloween.

Nel regno di Malaria, tutti i bambini che nascono con la gobba sono destinati a frequentare la “scuola per Igor” e diventare assistenti di un inventore malvagio. Ma il “nostro” Igor sta segretamente lavorando ad una sua invenzione malvagia personale per vincere il concorso e dimostrare di essere molto più che un semplice assistente. Ma la creatura cui riesce a dare vita lo sorprenderà in molti modi…

Quella di Igor è una lunga storia. Non mi riferisco a quella raccontata dal film, che tra i molti pregi ha quello di durare poco più di un’ora, ma a quella del mio legame personale con questo gioiellino dell’animazione. Nel lontano 2008 infatti, durante un weekend a Londra, mi capitò di andare al cinema e di vedere il trailer di un film d’animazione che subito mi incuriosì: Igor. Che si pronuncia: Igor. Non “Aigor”. Giusto per precisare. Mi rimase impresso quel cartone animato che faceva dell’eterno aiutante brutto e bistrattato il protagonista della storia, rivisitando in maniera originale e divertente il classico Frankenstein. Però… quel film in Italia non arrivò mai! Nessun passaggio al cinema, nessun dvd o blu-ray, nessun passaggio in tv… sparito! Ogni tanto mi tornava in mente e lo cercavo, ma senza successo. Fino a che…Poco tempo fa, sfogliando il catalogo di Prime Video, non mi apparve una gobba familiare… era lui! Era proprio Igor! Inutile dire che guardai il film la sera stessa, e lo riguardai il giorno seguente con i bambini, che si sono divertiti quanto me a vederlo.

Sì, perchè Igor mi è piaciuto davvero tanto, nonostante io avessi aspettative così alte che sarebbe stato facilissimo deluderle… Invece l’ho trovato stupendo!

Pur prendendo spunto da una delle storie più celebri della letteratura e del cinema, Igor riesce a rielaborarla con freschezza, intelligenza e grande ironia. Il protagonista è delizioso, così come lo è il “mostro”, Eva, la “donnona” creata per essere malvagia… ma che sogna solo di diventare una star del cinema! L’idea di fondo è originale e simpatica, la storia lineare ma interessante, i personaggi ben pensati. In particolare, per una volta le spalle comiche, il coniglio immortale con desideri suicidi Scamper e il cervello poco intelligente Brian (o meglio “Brain”, ma scritto sbagliato…) sono davvero comiche, ma sono anche personaggi carinissimi e funzionali. Tutto funziona in questo film: la regia di Tony Leondis, la colonna sonora, il doppiaggio buono in italiano ma stellare nella versione originale, che consiglio calorosamente (John Cusack, John Cleese, Jay Leno, Christian Slater, Steve Buscemi), le molte citazioni da grandi classici di Hollywood, le scene drammatiche e quelle divertenti. Inoltre, il film contiene un messaggio che oggi è attuale come non mai: non serve essere cattivi per avere successo ed essere felici. Aggiungo che il messaggio di questo film, che ricordo essere uscito nel 2008, ha un sottotesto ecologista che risulta più contemporaneo che mai: il maltempo perenne che attanaglia il regno di Malaria, infatti, ha spinto il reame a servirsi delle invenzioni malvagie dei suoi scienziati per ricattare il resto del mondo e salvarsi così dalla carestia. Sostituendo agli scienziati malefici i leader mondiali, non è difficile vedere nel film la situazione che viviamo oggi, in cui gli esseri umani, di fronte alla catastrofe ambientale, anzichè unire le forze e condividere le risorse si minacciano a vicenda. Proprio per questo credo che, oggi come mai prima, sia importante ribadire il concetto che essere cattivi (egoisti, cinici, bellicosi) non può essere la soluzione. Sottolineo però che, nonostante l’ambientazione e i temi possano sembrare cupi e macabri, il film è adatto anche ai bambini, perchè tutto quanto viene sempre declinato con ironia, intelligenza e delicatezza.

Voto: 4 Muffin alla zucca

E ora, per smaltire la scorpacciata di dolcetti, correte a leggere le recensioni degli altri blog che partecipano a questa iniziativa di Halloween!

Obsidian Mirror – Halloween (1978) di John Carpenter
https://insidetheobsidianmirror.blogspot.com/2026/10/halloween-la-paura-fuori-campo.html

La Bara Volante – I Tre Caballeros: Speciale Halloween
https://labaravolante.it/i-tre-caballeros-speciale-halloween-2026/

Pensieri Cannibali – Ice Cream Man (2026) di Eli Roth
https://www.pensiericannibali.com/2026/10/icecreamman.html

Solaris – Ice Cream Man (2026) di Eli Roth
https://www.solaris.news/2026/10/ice-cream-man-halloween-2026.html

Pietro Saba World – Nightmare Before Christmas (1993) di Tim Burton
https://pietrosabaworld.blogspot.com/2026/10/halloween-2026-nightmare-before.html

Il Zinefilo – Pet Sematary: Bloodlines (2023)
https://ilzinefilo.wordpress.com/2026/10/31/pet-sematary-bloodlines-2023/

Vengonofuoridallefottutepareti – Ammazzavampiri (1985) di Tom Holland
https://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/2026/10/31/fright-night-recensione-del-film/

Storie da Birreria – Dark Harvest (2023) + Late Night with the Devil (2023)
https://storiedabirreria.blogspot.com/2026/10/dark-harvest-late-night-with-the-devil-recensione.html

Catia in Cucina – Ricetta di biscotti ispirati a “Nightmare Before Christmas”
https://blog.giallozafferano.it/catiaincucina/ricetta-biscotti-di-halloween-jack-skellington/

Il Citascacchi – Pinocchio: Unstrung (2026)
https://citascacchi.wordpress.com/2026/10/31/pinocchio-unstrung-2026/

Dizionario del Doppiaggio – Pinocchio: Unstrung (2026)
https://dizionariodeldoppiaggio.wordpress.com/2026/10/31/2026-08-pinocchio-unstrung-2026/

Archivi di Uruk – Racconti di fantasmi (Hachette 2026) di Charles Dickens
https://archividiuruk.wordpress.com/2026/10/31/racconti-di-fantasmi-hachette-2026/

Io & Sherlock Holmes – Parte 3

La scorsa settimana, ho passato un intero pomeriggio a perlustrare la biblioteca di casa in cerca di Uno Studio in Rosso di Arthur Conan Doyle, che avevo letto in gioventù e che ora mio figlio doveva leggere per la scuola. Anche se non mi sono mai appassionata alle avventure del violinista di Baker Street come a quelle di Hercule Poirot o di Miss Marple, ricordavo alla perfezione di averlo letto, e rammentavo anche che la copertina era bianca e rossa. Quando stavo per arrendermi e darlo per disperso, proprio nell’ultimo posto in cui non avevo guardato e a cui ho pensato mentre avevo già un piede fuori dalla porta rassegnata all’acquisto di una nuova edizione, eccolo! Come ricordavo, copertina bianca e rossa: Uno Studio in Rosso, la prima avventura di Sherlock Holmes! Dopo averlo consegnato trionfalmente a mio figlio, che ha iniziato a leggerlo immediatamente in barba alle intenzioni del docente di leggerlo in classe tutti assieme, mi sono detta che era arrivato il momento di fare un altro tuffo nella Londra vittoriana. Ma questa volta non mi sarei affidata a dilettanti allo sbaraglio come nel caso degli Irregolari: chi meglio del mio regista britannico del cuore Guy Ritchie per riportarmi alla scoperta del personaggio che lui per primo mi aveva fatto apprezzare? Mi sono così immersa nella visione della serie Young Sherlock, 8 puntate (la giusta durata, nè troppo nè troppo poco) disponibili su Prime Video.

Per prima cosa, lo devo dire, io vado in brodo di giuggiole quando sento parlare inglese britannico, non ci posso fare niente, quindi dopo la prima scena, in cui Mycroft tira fuori il fratellino Sherlock di prigione, ero già conquistata. Tornato uomo libero, il giovanissimo Sherlock dovrà quindi espiare in qualche modo le sue colpe (l’irriverenza, sopra tutte), e diventerà sguattero nella prestigiosa università di Oxford. Inutile dire che non passerà molto tempo prima che Sherlock si metta nei guai e si trovi a investigare su una serie di delitti che nasconde un intricato complotto; l’indagine lo porterà anche a scoperchiare alcune verità sulla sua stessa famiglia.

Nei primi due episodi Guy Ritchie è dietro la macchina da presa, e chi lo conosce un po’ non può avere dubbi al riguardo per come vengono gestiti gli inseguimenti, l’uso del rallenty e della colonna sonora, mentre per il resto rimane come ideatore e produttore; in generale, per quanto mi riguarda, la prima parte della serie, più investigativa, è più accattivante della seconda parte, che è più simile ad un film d’azione o di spionaggio, ma in ogni caso l’ho seguita più che volentieri, e anzi l’ho divorata a tempo record.

Un altro tratto distintivo di Guy Ritchie è l’uso generoso dell’ironia, proprio come nei due film da lui diretti con Robert Downey Jr nel ruolo del detective di Baker Street, che a mio parere è l’unico modo per rendere piacevole un personaggio altrimenti sgradevole e repulsivo come Sherlock Holmes; l’ironia però non toglie mai forza alle scene d’indagine, d’azione, o alle molte e approfondite interazioni tra i personaggi.

E qui non posso non fare riferimento alle ottime interpretazioni di tutti gli attori del cast, dai veterani (Colin Firth, Natascha McElhone, Joseph Fiennes) ai più giovani.

E affrontiamo subito l’elefante nella stanza: se dal suo cognome nasce subito il sospetto che il giovane attore Hero Fiennes Tiffin, scelto per interpretare il giovane Sherlock, sia in qualche modo imparentato con i fratelli Ralph “Voldemort” Fiennes e Joseph “Shakespeare in Love” Fiennes, nella realtà il fatto che siano i suoi zii (fratelli della madre Martha) non inficia minimamente la sua davvero ottima interpretazione in questa serie. Non era infatti per nulla semplice calarsi nei panni di un personaggio letterario già portato sul piccolo e grande schermo da interpreti blasonati e raccontato in mille modi differenti, mostrandone al contempo la genialità, la spigolosità e le fragilità dovute alla giovanissima età, e conciliando il tutto con il futuro che questo personaggio avrà e che tutti noi già conosciamo.

E se Hero Fiennes Tiffin è egregio nei panni di Sherlock, il duetto tra lui e Donal Finn nei panni del giovane James Moriarty, che noi tutti sappiamo diventerà il peggior nemico di Sherlock ma che in questa fase è invece il suo amico più caro, sono una vera delizia.

Non mancano divertenti riferimenti al futuro di Sherlock: il violino, il cappello (!), il giovanissimo Lestrade, gli Irregolari… Ma per fortuna questo non va mai a interferire con lo Sherlock più giovane, immaturo e fragile che vediamo e a cui ci affezioniamo nel corso degli otto episodi.

In definitiva, la serie Young Sherlock è davvero gustosa e godibile, divertnete e appassionante, e la consiglio senza riserve, sia a chi ama il personaggio di Arthur Conan Doyle sia a chi, come me, non lo apprezza del tutto, e se possibile, come quasi sempre,  consiglio la visione in lingua originale.

LOL Halloween

Anche se ho già pubblicato un post ieri, ho pensato che questo avrebbe perso di significato se avessi atteso fino alla prossima settimana, perciò eccomi qui a parlare, molto brevemente, della nuova serie palindroma disponibile su Prime Video LOL Halloween Edition.

Brevemente, appunto, perchè non c’è poi molto da dire, ma anche perchè questa volta i concorrenti sono solamente 6 (Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Andrea Pisani, Katia Follesa, Lucia Ocone e Brenda Lodigiani), il gioco dura solamente 4 ore, e le puntate sono soltanto 3: la giusta durata, a mio parere, per trascorrere una o al massimo due serate totalmente senza pensieri né pretese.

Conduttori di questa edizione speciale sono il signor Marco e il signor Giorgio, cioè la Gialappa’s Band, e questo basterebbe a dare lustro a questa edizione, oltre al fatto che tra i concorrenti ci siano i miei beniamini Herbert Ballerina ma soprattutto Maccio Capatonda, per il quale ammetto di aver fatto il tifo senza ritegno.

Ma non posso non citare l’ormai irrinunciabile Lillo, che mette in difficoltà i concorrenti con i suoi mostri imbranati.

Come per le altre edizioni, viene eliminato chi tra i comici concorrenti riceve due ammonizioni, ma questa volta, oltre che la risata, a venire sanzionata è anche la paura, trattandosi di uno special di Halloween.

Naturalmente non rivelerò il vincitore e nemmeno le gag più riuscite, ma posso dire che in più di un’occasione mi sono ritrovata a ridere davvero di gusto.

Purtroppo però la serie non è adatta ai bambini, perchè vengono dette innumerevoli parolacce. Peccato.

Buona visione, buone risate e buoni spaventi!

La Tata / The Nanny

Quando ero piccola, come molti, non mi perdevo nemmeno una puntata del telefilm (allora le serie tv le chiamavamo così…) La Tata che veniva trasmesso in tv, e che trovavo spassoso. Crescendo, quando mi capitava di rivederne casualmente qualche scena, sempre in tv, mi rendevo conto che alla prima visione mi erano certamente sfuggite tutte le battute più “pruriginose” (e ce n’erano parecchie, realizzavo), che non potevo capire e quindi apprezzare, e anche tutti i camei di personaggi famosi che da piccola ancora non potevo conoscere. Così, quando ho trovato su Prime Video tutte e 7 le stagioni di The Nanny (titolo originale, che significa appunto “La Tata”), ho deciso di approfittarne per ritornare all’infanzia ma godendomi anche ciò che all’epoca mi ero persa. Ma rivedere l’intera serie è stato anche molto di più: la visione in lingua originale infatti mi ha finalmente permesso di chiarire tutte quelle incongruenze che mi stupivano da piccola. Nel doppiaggio italiano infatti, immagino nella convinzione che il pubblico del nostro strambo Paese a forma di scarpa (citando Cassidy del blog La Bara Volante), la tata Fran Fine era diventata Francesca Cacace, e tutta la sua famiglia aveva assunto origini italiane. Ma perfino per una bambina questo non aveva senso, visto che Fran(cesca) passava le vacanze nei kibbutz… Infatti la famiglia Fine non era italiana, bensì ebrea, e questo generava tutta una serie di situazioni comiche che diventavano però incomprensibili nella traduzione italiana. Un’altra cosa che si perdeva con il doppiaggio era la spiccata differenza tra l’accento americano di Fran e quello inglese del suo datore di lavoro, il signor Sheffield, e dell’impareggiabile maggiordomo Niles; anche questa fonte di moltissime battute tipicamente british che si perdevano col doppiaggio.

Ecco perchè mi sono goduta così tanto questa visione in lingua originale: La Tata è una sitcom senza pretese, divertente e molto rilassante da guardare, che si può vantare di una serie incredibile di camei celebri (solo alcuni nomi: James “Jimmy” Marsden, Dan Aykroyd, Billy Ray Cyrus, David Letterman, Cloris Leachman, Elizabeth Taylor, Burt Bacharach, Eartha Kitt, Donald O’Connor, Donald Trump, Pamela Anderson, John Astin, Bette Midler, Jay Leno, Elton John, Ray Charles, Chevy Chase, Whoopi Goldberg…) e anche di aver creato dei personaggi che non si scordano più, come mamma Sylvia (che in italiano, misteriosamente, non è più la madre di Fran ma diventa la zia Assunta), la nonna Yetta (che in italiano diventa prozia…) e l’amica svampita Val (per noi Lalla), oltre a tutta la famiglia Sheffield, la signorina Babcock e il già menzionato ma mai troppo elogiato maggiordomo Niles.

L’unica pecca della serie è l’ultima stagione, la settima, in cui ormai Fran è riuscita a sposare Mr. Sheffield e perciò, detta banalmente, non c’è più gusto: per gli ultimi episodi la visione è davvero faticosa.

A parte questo, a distanza di decenni rimane comunque una serie piacevole e divertente, senza pretese e che non si dà mai arie, ma intrattiene con leggerezza e simpatia: non mi serve altro.

In the Grey

Anno: 2026

Regia: Guy Ritchie

Interpreti: Eiza Gonzalez, Jake Gyllenhaal, Henry Cavill

Dove trovarlo: Prime Video

In the Grey, nel Grigio, quella zona a metà tra bianco e nero, tra legale e illecito: lì si muove l’avvenente avvocato Rachel (Eiza Gonzàlez), coadiovata dai due fedelissimi Bronco (Jake Gyllenhaal) e Sidney (Henry Cavill), per rimediare a torti là dove la legge non può arrivare… in cambio del giusto compenso, ovviamente.

In the Grey: è proprio lì che si va a collocare questo film d’azione del regista britannico Guy Ritchie, nel grigiore indefinito, non brutto ma nemmeno bello; Ritchie in questo caso fa bene i compiti, anche troppo bene, ma non ci mette il cuore, l’inventiva e l’ironia che metteva nei suoi primi successi.

Sulla carta non manca niente: scambi di battute e didascalie in sovrimpressione che dovrebbero divertire, armi, mezzi di trasporto e gadget degni di 007, un’ambientazione suggestiva, una trama in equilibrio tra semplicità e originalità…

Il problema è che di equilibrio forse ce n’è troppo.

Quello che dovrebbe far ridere fa appena sorridere, le scene d’azione rocambolesche fanno appena appena muovere il sopracciglio, le scene che dovrebbero essere drammatiche sono appena appena un pochino tristi…

Non bastano la bellezza sconfinata di Eiza Gonzalez e quella altrettanto ragguardevole delle controparti maschili, che sono tra i miei preferiti a livello personale per avvenenza e talento, Jake Gyllenhaal e Henry Cavill: avrei voluto una migliore caratterizzazione di Bronco e Sidney, una diversificazione più profonda che rendesse anche memorabili i loro scambi, cosa che purtroppo non avviene, e anche degli altri membri della squadra.

Non dico di evitarlo, ripeto che non si tratta di un brutto film per chi ama l’action ironico ma anche ricco d’azione: forse il problema è che Guy Ritchie ci aveva abituati troppo bene.

Voto: 2 Muffin

Goat – Sogna in grande

Titolo originale: GOAT

Anno: 2025

Regia: Tyree Dillihay, Adam Rosette

Dove trovarlo: Prime Video

Fin da quando era un capretto, Will sogna di diventare un campione di Roarball, uno sport simile al basket, ma il suo sogno, nonostante il suo talento, sembra impossibile da realizzare a causa della sua taglia minuta.

Premesso che qualunque film d’animazione che scelga di mettere in scena la pallacanestro dopo Space Jam (1995) ha già perso in partenza, GOAT non riesce a mettere sul tavolo nulla di originale. La storia parla del riscatto dei più piccoli e strambi, niente di nuovo. I personaggi sono molto superficiali e alcuni piuttosto confusi, in ogni caso non si faranno certamente ricordare. L’ambientazione è l’ormai classica città moderna con animali antropomorfizzati che si comportano come gli esseri umani, compresi i social, le scarpe alla moda e tutto il resto. Anche questo, dopo Zootropolis, è storia antica. Ma quello che mi è piaciuto di meno è proprio l’animazione, volutamente bidimensionale e a scatti, che unitamente a un montaggio da videoclip e una regia convulsa dà una generale sensazione di mal di mare.

Concedo la possibilità che la versione in lingua originale, che vede come doppiatori Patton Oswalt, David Harbour e Jennifer Hudson, possa essere migliore, anzi sicuramente lo è perchè non utilizza la tremenda traduzione di “Roarball” in “Ruggiball” (ma per piacere!).

Per il resto, anche se il film non ha niente di gravemente nocivo, sono certa che si possa trovare un intrattenimento molto migliore.

Voto: 1 Muffin

Good Fortune

Anno: 2025

Regia: Aziz Ansari

Interpreti: Keanu Reeves, Aziz Ansari, Seth Rogen, Sandra Oh

Dove trovarlo: Prime Video

L’angelo Gabriel (Keanu Reeves), il cui compito è impedire alle persone che scrivono messaggi col cellulare mentre guidano di morire in incidenti d’auto, vorrebbe salire di livello e salvare anime perse. Quando la sua superiore Martha (Sandra Oh) gli dice che non è ancora pronto per salvare anime, lui agisce di sua iniziativa per aiutare Arj (Aziz Ansari), che ha grossi problemi finanziari, non riesce a trovare lavoro e dorme nella sua auto. Per far apprezzare a Archie la sua vita, Gabriel decide di fargli vivere per un po’ una vita del tutto diversa, ricca e agiata ma vuota e superficiale, scambiando di posto Archie con il milionario Jeff (Seth Rogen). Inutile dire che niente andrà secondo i piani…

Mi sono sempre piaciuti moltissimo i film che hanno come protagonisti gli angeli che interagiscono con gli esseri umani. Da La Vita è Meravigliosa di Frank Capra, a Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders, a Angel-A di Luc Besson, fino alla serie tv Supernatural. Da tutti questi mi sembra che il regista e attore protagonista Aziz Ansari abbia in qualche misura attinto: da La Vita è Meravigliosa per l’idea dell’angelo che salva un uomo in piena crisi mostrandogli realtà alternative e ci guadagna una promozione, da Il Cielo sopra Berlino per il fatto che l’angelo arriva ad amare gli esseri umani e sentirsi uno di loro, e dal Castiel di Supernatural il look trasandato (mai senza impermeabile) che conquista; niente ma Angel-A, che purtroppo è stato visto da pochi ma merita.

In ogni caso, anche se forse la trama è derivativa, il film la declina in modo originale e divertente, rappresentando con pochi tratti ma efficacemente l’organizzazione degli angeli e regalandoci il personaggio adorabile di Gabriel, l’angelo volenteroso ma imbranato, interpretato da un ottimo Keanu Reeves che rappresenta molto bene lo spaesamento di un essere celestiale davanti ai limiti e ai difetti dell’essere umano.

Anche Seth Rogen, che non rientra tra gli attori che preferisco, è tuttavia perfetto nel ruolo di riccone spocchioso e nullafacente.

Good Fortune è una commedia deliziosa che si guarda volentieri, sa essere divertente ma non diventa mai una farsa, e ha il grande pregio di mantenere la leggerezza anche nei momenti più emotivamente rilevanti in modo da non risultare mai pesante né pretenzioso.

Certo, nonostante la durata di appena 98 minuti, il film risente comunque di un importante calo di ritmo nella parte centrale, per cui credo che 10 minuti in meno gli avrebbero giovato, ma nonostante questo mi sento di consigliarne la visione.

Voto: 3 Muffin

Anaconda (2025)

Anno: 2025

Regia: Tom Gormican

Interpreti: Jack Black, Paul Rudd, Thandie Newton

Dove trovarlo: Prime Video

Un gruppo di amici, che fin dai tempi della scuola sono appassionati di film horror, decidono di dare una svolta alle loro vite per nulla soddisfacenti girando un reboot del grande classico di Hollywood Anaconda.

Mi era già successo con un altro film, che ha molte cose in comune con questo: l’idea, la storia e gli interpreti che sulla carta mi fanno andare in brodo di giuggiole, al momento dell’agognata visione non mi piacciono proprio per niente.

Mi riferisco a Tropic Thunder, che proprio come questo reboot di Anaconda avevo atteso con grande entusiasmo, e che poi non mi era piaciuto affatto, facendo salva la superba interpretazione di Tom Cruise. Anche lì c’era una storia metacinematografica su una troupe impegnata a girare un film (di guerra, in Tropic Thunder, horror per Anaconda), un tono (in teoria) comico e un cast che prometteva scintille. E dire che in genere adoro i film che parlano della realizzazione di un film, da Cantando sotto la Pioggia a Bowfinger, da King King a Hollywood, Vermont. Eppure, eppure, anche in questo caso qualcosa non ha funzionato. Questo tipo di umorismo è lontano anni luce dal mio gusto, e il film non solo non mi ha divertito, ma mi ha in alcune parti annoiato, e in altre addirittura messa a disagio per quanto era sbagliata (a mio giudizio) l’impostazione della recitazione, dei dialoghi e dei tempi “comici”. Faccio parte della schiera degli amanti del classico Anaconda del 1997, con Jon Voight, Jennifer Lopez, Ice Cube e Owen Wilson, e come i protagonisti di questo reboot sarei in grado di recitarlo a memoria per quante volte l’ho visto, quindi attendevo con trepidazione di vedere questo nuovo Anaconda, ma ne sono rimasta profondamente delusa, nonostante il fortissimo effetto nostalgia da solo me lo avrebbe dovuto far amare. E invece, niente. Come ai tempi di Tropic Thunder (per il quale corsi al cinema) rimasi delusa da Ben Stiller, Robert Downey Jr e Jack Black, così oggi sono stata delusa da Paul Rudd, Thandie Newton e… di nuovo Jack Black? Beh, non me la sento di affibbiare a Black ogni colpa, e nemmeno di sconsigliare questo film senza appello, anzi sono certa che qualcuno apprezzi questo tipo di umorismo (se no il successo di Jack Black per l’appunto non si spiegherebbe), ma non posso che ribadire come non faccia assolutamente per me.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Masters of the Universe

Anno: 2026

Regia: Travis Knight

Interpreti: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Idris Elba, Jared Leto, Morena Baccarin, Alison Brie, James Purefoy

Dove trovarlo: Prime Video

Dopo 15 anni di esilio sul pianeta Terra, Adam (Nicholas Galitzine), principe di Eternia, finalmente riesce a ritrovare la magica Spada del Potere, che potrà ricondurlo a casa e fornirgli forza e potere senza limiti. Al ritorno a casa troverà vecchi amici, ma anche vecchi spietati nemici.

Imbarazzo. Non c’è altra parola per descrivere ogni aspetto di questo film, che come la celebre serie animata nasce da una serie di giocattoli Hasbro popolarissimi negli anni ‘80.

Imbarazzante è la sceneggiatura, dove ogni singolo accadimento è già visto, banale, scontato e prevedibile. Imbarazzanti sono i dialoghi, da mani in faccia in ogni momento.

Imbarazzante il il cattivo Skeletor, interpretato sotto gli effetti speciali da teschio da un gigioneggiante Jared Leto, che fallisce sia nell’essere temibile che nell’essere comico.

Imbarazzante è il tentativo di nascondere gli strabordanti muscoli di Nicholas Galitzine, il protagonista, sotto una camicia, come se poi i bicipiti arrivassero per magia.

Imbarazzanti sono gli effetti speciali, che sono buoni per i personaggi, anche secondari, ma tremendi per le ambientazioni.

Imbarazzante è la recitazione di tutti, dal muscoloso protagonista all’ultima comparsa.

Imbarazzanti sono i tentativi di umorismo, che non sono mai divertenti nemmeno da dietro e da lontano.

Imbarazzante è il ruolo in cui ci dispiace molto vedere il bravo Idris Elba, quello con l’evoluzione e le battute più idiote.

Imbarazzante è il piccolo ruolo di maga per Morena Baccarin, che imbarazzata anche lei da tutta la baracconata cerca di non farsi riconoscere e di intascare la paga senza farsi troppo notare (ammesso e non concesso che sia possibile non notarla).

Imbarazzante il cameo di Dolph Lundgren, che era stato protagonista He-Man del film del 1987 I Dominatori dell’Universo ispirato agli stessi giocattoli, che qui compare come, citando IMDB, Macho-Man (non credo serva dire altro).

Imbarazzante la durata di 2 ore e 20 minuti: e chi mi restituirà più questo tempo sprecato?

So che sono stata un po’ criptica e misteriosa in questa recensione, ma spero tanto di salvare a tutti coloro che mi leggono due preziose ore di tempo, che possono essere impiegate in attività molto più interessanti e stimolanti come fare borse a finger-knitting o giocare a Jenga.

Voto: 1 Muffin ipocalorico

Ultima Missione: Project Hail Mary

Titolo originale: Project Hail Mary

Anno: 2026

Regia: Phil Lord, Christopher Miller

Interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller

Dove trovarlo: Prime Video

Grace (Ryan Gosling) professore di biologia, si risveglia a bordo di un’astronave e scopre di essere l’unica persona viva a bordo. Non ricorda perchè si trova nello spazio, ma si rende conto di trovarsi nello spazio lontanissimo dalla Terra, che nel frattempo è in grave pericolo a causa dei minuscoli Astrofagi che stanno un po’ alla volta divorando il Sole e anche tutte le altre stelle…

Durante la fanta-intervista che mi ha fatto Lucius Etruscus, mi sono resa conto che il genere Fantascienza è davvero poco presente qui su Cine Muffin, e ho tentato di rimediare, almeno parzialmente. Così ho deciso di vedere Project Hail Mary, disponibile nel catalogo di Prime Video, nonostante le delusioni che mi ha causato la fantascienza recente, ma soprattutto nonostante la mia scarsa, anzi nulla, fiducia nelle doti recitative di Ryan Gosling, che in genere preferisce esprimersi con gli addominali piuttosto che con la faccia.

Sono rimasta così piacevolmente sorpresa che, pur avendo progettato di dividere la visione in due serate, me lo sono invece visto tutto d’un fiato, e senza neppure uno sbadiglio, nonostante la non esigua durata di 2 ore e 36 minuti.

Ryan Gosling mi ha stupito reggendo l’intero film sulle sue spalle e mostrando una mobilità dei muscoli facciali che davvero non gli conoscevo, e anzi ci tengo a dire che in un paio di scene ho riso e in alcune altre mi sono anche commossa.

Non voglio raccontare troppo della trama, perchè anche se non è di certo rivoluzionaria comunque cattura perché viene disvelata un po’ alla volta e riserva alcune sorprese anche per lo spettatore più navigato, che inoltre si divertirà molto a cogliere alcuni riferimenti cinematografici, inseriti con parsimonia e sapienza.

Project Hail Mary appartiene in tutto e per tutto al genere fantascientifico, almeno per come lo intendo io, perchè oltre a raccontare una meravigliosa storia di amicizia e una grande avventura si occupa anche di analizzare l’animo umano e di trasmetterci al riguardo un messaggio di cui, oggidì, c’è infinito bisogno: l’essere umano è molto meglio di quanto creda.

Consiglio di cuore questo film, interessante e carinissimo, adatto a tutti (anche ai bambini, ammesso che possano reggere la durata, un po’ scoraggiante), appassionati del genere e non, che di certo non ha cambiato la storia della fantascienza ma le ha aggiunto un tassello pregevole.

Voto: 4 Muffin