M – Moulin Rouge!

Ho letto recentemente una riflessione di Paolo Mereghetti sul tema: può il critico cinematografico cambiare idea? Può rivedere drasticamente il suo primo giudizio su un dato film? La risposta, naturalmente, è sì, anche se non è cosa molto frequente: in genere la prima impressione può magari essere leggermente precisata o ricontornata, ma essendo il giudizio critico (idealmente) oggettivo, ovvero dettato da criteri tecnici (abilità degli attori, utilizzo sapiente della macchina da presa e del montaggio, coerenza dei dialoghi…) e non dai gusti personali, difficilmente esso muta completamente di segno. Spesso però i nostri giudizi, riguardo ai film o a qualunque altra cosa, non si basano su criteri così oggettivi, ma su impressioni, sensazioni e gusti personali (anche nel caso non si tratti dei nostri gusti personali). Questo vale, a maggior ragione, nel caso dei pre-giudizi, cioè di quelle valutazioni che noi diamo ad un film prima ancora di averlo visto, e che in definitiva ci fanno decidere se vederlo effettivamente oppure no. In questo caso ogni criterio è allo stesso modo valido, da “quell’attore mi è antipatico” a “adoro i film con gli animali”.

Quando nel 2001 vidi il trailer di Moulin Rouge di Baz Luhrmann lo liquidai come un filmetto romantico strappalacrime e non volli nemmeno vederlo al cinema. Per fortuna una mia cara amica, anche lei grande appassionata di cinema, insistette a lungo perché lo vedessi; per un po’ non volli cedere, ma alla fine accettai di prendere in prestito da lei la videocassetta e, senza alcuna convinzione, iniziai a guardare il film. Innanzitutto, non avevo capito dal trailer che si trattava di un musical: e io adoro i musical! Avevo già la mia buona collezione di colonne sonore, da Jesus Christ Superstar a Grease, da Cantando sotto la pioggia a Cabaret: semplicemente credevo che di musical, ormai, a Hollywood non se ne facessero più, e invece… che bella sorpresa! Forse per l’Italia avevano costruito apposta un trailer che facesse passare questo aspetto un po’ in sordina, poiché nel nostro paese non sono tantissimi gli appassionati del genere musicale, forse anche a causa dell’ostacolo linguistico. Oltre a questo, il film non era affatto un polpettone romantico e smielato: faceva ridere! Già dalla prima scena, in cui Toulouse Lautrec vestito da suora sta mettendo in scena Tutti insieme appassionatamente e un argentino privo di conoscenza precipita nel teatro, mi ritrovai a ridere a crepapelle. Un musical moderno, divertente, che citava in continuazione altri musical, con un cast strepitoso (non ho mai capito come mai non abbiano dato l’Oscar a Nicole Kidman). E una storia d’amore, certo. Infatti alla fine piansi. Sì, dopo aver tanto riso, quando nel finale vidi Satine morire tra le braccia di Christian piansi tutte le mie lacrime, e lo faccio ancora, ogni volta che rivedo il film. Infatti Moulin Rouge divenne uno dei miei film preferiti, presi subito entrambi i cd con la colonna sonora completa, ed è l’unico film che comprai, nel corso degli anni, prima in vhs, poi in dvd e infine in blu-ray. E se tra qualche anno le nuove tecnologie lo renderanno necessario, sono certa che lo comprerò ancora. Per mia fortuna io e la mia amica siamo in contatto ancora oggi (eravamo compagne di scuola e ora portiamo i nostri bambini a giocare insieme al parco), e ancora oggi ogni tanto mi dice: “Ma ti ricordi che neanche lo volevi vedere Moulin Rouge??”

8 pensieri riguardo “M – Moulin Rouge!

  1. Capolavoro…
    Lo ritengo superbello…
    Proprio non riesco a essere oggettivo con «Moulin Rouge»…
    …credo abbia forse il tipo di montaggio che più apprezzo (in generale) nel “cinema”…
    è di quelli che dico «cacchio: io, se mai potessi e avessi il talento e le possibilità, i film li farei così…»
    non c’entra niente l’oggettività, è proprio l’aderire perfettamente al mio “inconoscibile e arbitrario” «gusto» (non è l’unico, ovvio: mi fanno sentire nello stesso modo tanti film di Danny Boyle, di William Friedkin, di John Boorman, o anche di Pawel Pawlikowski, George Miller, oltre ai classiconi Kubrick, Tarkovskij, Fellini, Hitchcock ecc. ecc., che però non possono essere i “preferiti”, come in musica non possono essere i preferiti Bach, Beethoven o Mozart, perché, semplicemente, quell’arte LO SONO, non ne sono soltanto esponenti, ma non so se mi spiego)…
    Luhrmann, tra l’altro, lo adoravo già, non proprio per «Romeo + Juliet» ma per «Stricly Ballroom», e ho sofferto come un cane a vederlo un po’ al ribasso sia in «Australia» sia nel «Grande Gatsby»…

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    1. Capisco cosa vuoi dire, è stato detto che la colonna sonora di Moulin Rouge è solo un reimpasto di vecchie canzoni, ma io lo adoro lo stesso, e le canto tutte ogni volta. Sono d’accordo con te, Ballroom mi è piaciuto moltissimo, mentre Romeo + Giulietta meno. Non ho ancora visto Il Grande Gatsby, mentre quel polpettone melenso di Australia non sono nemmeno riuscita a finirlo… però Moulin Rouge non si batte!

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  2. Ecco, allora forse devo rivederlo, perché alla prima visone anni fa non rimasi molto soddisfatto. Ti confesso che sentivo un po’ straniante l’uso delle canzoni di Beatles, Elton John ecc… nel contesto del film. Ma forse mi hai fatto pensare che quel film era troppo avanti per i tempi. D’altronde ora i tempi sono tornati maturi per quel tipo di musical, vedi Rocketman e Mammamia (solo il primo) che mi sono piaciuti entrambi.

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    1. Dagli una seconda possibilità, non resterai deluso! In effetti quando è uscito Moulin Rouge erano un po’ di anni che non si vedeva un bel musical, ma ha riacceso la passione per il genere e ne sono seguiti tantissimi, da Chicago ai Miserabili, da Mamma Mia! a The Greatest Showman, fino ai tanti (troppi!) biopic odierni: ha proprio riattizzato l’amore per i musical!

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  3. Anche io forse dovrei rivederlo perché sono passati anni, ma le due visioni di tanti anni fa non mi hanno lasciato granché di buono (io ricordo di averlo trovato melodrammatico e melenso oltremisura, ma ripeto dovrei rivederlo molto probabilmente).

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    1. Sicuramente ha molto del melodramma, e il finale (che viene rivelato già all’inizio) è strappalacrime, ma grazie alle canzoni e alle trovate comiche secondo me il risultato è equilibrato tra sentimentale e divertente.

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