Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker

Titolo originale: Star Wars: Episode IX – The Rise of Skywalker

Anno: 2019

Regia: J.J. Abrams

Interpreti: Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Adam Driver

Dove trovarlo: Disney Plus

Questo film mi è stato somministrato contro la mia volontà, mentre ero inerme causa malattia stagionale che mi ha messa ko per un po’ e non mi ha lasciato le forze per ribellarmi, o quanto meno trascinarmi via dal divano. A onor del vero aggiungo però che la pillola è stata addolcita da un pacchetto gigante di M&M’s che mi hanno tenuta buona per tutto lo scorrimento degli arcinoti titoli iniziali proiettati come da tradizione su screensaver spaziale. Nonostante questo mi sono persa già al riassunto delle puntate precedenti: dopo tanti anni e tante prese in giro, una su tutte Balle Spaziali, come si possono ancora leggere quei letteroni giganti scorrevoli senza iniziare già a ridere? Io non mi sono mai appassionata alla saga di Star Wars, ho visto i primi tre film da piccola ma non mi hanno mai conquistata, e con quelli nuovi non è andata molto meglio. Vidi perfino L’Attacco dei Cloni al cinema perché, dopo aver visto Moulin Rouge, avevo una gran cotta per Ewan McGregor, ma nonostante questo non ricordo nulla, come anche dei successivi del resto. L’unico che ho trovato gradevole è Rogue One, un discreto film d’avventura con l’ambizione di spiegare come mai ci fosse quel famoso tallone d’Achille nell’efficientissima Morte Nera. Comunque mi sono rassegnata all’idea di vedere il film e mi sono accorta da subito che mi ero completamente sbagliata, valeva eccome la pena di vederlo: mai riso così tanto, dai tempi di Una Pallottola Spuntata credo. Non ci provo nemmeno a riassumere la trama o a disquisire sui diversi aspetti del film, da completa ignorante della saga non ne sarei in grado. Preferisco invece riportare un elenco delle domande che mi sono posta durante la visione e alle quali non ho saputo trovare risposta, sperando che qualcuno dei miei lettori possa magari illuminarmi in merito. Ma anche se così non fosse, siccome di questi tempi una bella risata è una cosa ancora più preziosa, ritengo che siano stati 141 minuti ben spesi. Chiedo scusa se i miei dubbi non sono in ordine cronologico rispetto alla trama, ma credo sia nello spirito della saga rimescolare il continuum temporale…

  1. Perchè i Cavalieri Neri, arrivati non mi ricordo su quale pianeta all’inseguimento dei nostri eroi, si sono fermati tutti in posa plastica sopra ad un altopiano? Erano atterrati lassù? E perché? E perché erano scesi tutti dalla nave? O forse avevano parcheggiato sulla sabbia e poi erano saliti lassù per avere una visuale migliore? Tutti assieme?
  2. Dopo che i nostri eroi hanno recuperato il puntatore C-3PO rivela di non poter tradurre le coordinate perché il messaggio è in lingua Sith, una lingua proibita per la sua programmazione; dunque i nostri decidono di formattarlo completamente, cancellandogli la memoria, perché possa tradurre le coordinate per loro. Ma perché? Non potevano farsi mostrare il punto su una cartina? O farsi dare le indicazioni? O fargli guidare l’astronave? O almeno “Acqua, acqua, fuochino…”?
  3. Perché quando i nostri eroi lasciano il campo dei ribelli non portano con loro R2D2 ma un altro robot, anzi altri due? Hanno competenze specialistiche diverse? Cioè, mi chiedo se ci sia un motivo di trama per questo scambio di robot, oltre alla suspense di non sapere se C-3PO recupererà la memoria perduta e, ovviamente, al bisogno di vendere tazze e magliette con il nuovo robot.
  4. Perchè quando i nostri eroi scendono sottoterra e trovano lo scheletro di un tizio che stava benissimo fino al giorno prima a nessuno viene in mente che ci sia una creatura carnivora che dimora in quel luogo? Eppure, più posto da Tremors di così non c’è, con sabbie mobili e tutto!
  5. Ho visto benissimo uno Stormtrooper colpire qualcosa! Beh, era un altro Stormtrooper, conta lo stesso?
  6. Perché la Power Ranger rosa è innamorata di Poe? E perché decide di aiutare quelli che tutti i soldati stanno cercando (anche se lo stanno facendo in stile Brian di Nazareth)? E perché mai gli sceneggiatori le fanno dire una cosa scema come “non so perché ma tu (Rei) mi sembri una a posto”?
  7. Ad un certo punto, con un effetto sorpresa da cardiopalma, la spia tra le fila dei nemici si rivela. Ma la sua motivazione? A sua detta è “Kylo Ren mi è antipatico”. Tutto qui? Un po’ deboluccia come motivazione per rischiare la vita… Mi è sfuggito qualcosa?
  8. Nello scontro finale a un certo punto Poe dice “Questa è l’ultima occasione per colpirli!” Ma perché? Tutte le navi avevano finito contemporaneamente tutte le munizioni tranne un ultimo colpo? Oppure avevano tutti il copione in tasca come su Robin Hood – Un Uomo in Calzamaglia e sapevano che stava per finire il film?
  9. Sempre durante lo scontro finale, per un po’ Finn, dopo aver solennemente annunciato che farà saltare in aria la nave ammiraglia nemica, scompare dall’azione. Quando ricompare vediamo la sua amica Jannah che collega due cavi e fa effettivamente saltare in aria tutto. Ma come ci sono riusciti? Cosa hanno usato come esplosivo? Come sono entrati nella nave per piazzarlo? Questa volta giuro che sono anche tornata indietro per vedere se mi ero persa la scena…
  10. Perché i soldati dei cattivi hanno uniformi di tre colori diversi, nere bianche e rosse? Indicano chi deve morire per primo come in Star Trek?
  11. Gli animali che attaccano nella battaglia finale, quelli che sembrano yak, come sopravvivono nello spazio in uno scontro tra astronavi?

(Spoiler Alert)

  1. Abbiamo saputo che Palpatine è il nonno di Rei e abbiamo visto brevemente i genitori di Rei, due persone di aspetto normale. Ma dunque la nonna di Rei era una super top model o qualcosa del genere? E come mai, come mai, si è accoppiata con Palpatine?
  2. Perché nello scontro finale Rei non ha guarito Kylo Ren? I Tremors sì e il figlio di Han Solo no?
  3. Palpatine spiega che per tutto il tempo non voleva Rei morta, la voleva piuttosto seduta sul trono del male. Ma allora perché mandare così tanta gente a cercare di ucciderla? Nemmeno ai suoi occhi Kylo Ren dunque aveva un minimo di credibilità? A quanto pare no…
  4. Avevamo visto una scena imbarazzante (per gli sceneggiatori intendo, e non certo l’unica) in cui durante una festa Rei viene approcciata da un’aliena che vuole sapere ad ogni costo il suo cognome. Segnata da questa esperienza, nel finale decide di prendersene uno, uno famoso già che c’è: Skywalker. Ma quindi, nel mondo di Lucas, chiamarsi “Skywalker” d’ora in poi sarà come chiamarsi “Snow” o “Stone” in quello di Martin? Sarà il cognome usato per tutti i trovatelli jedi? O chiunque potrà cambiare il suo cognome in “Skywalker” a piacimento? Allora, siccome lo ammiro molto, posso farmi chiamare “Hasselhoff” da oggi? Sono rimasta un po’ confusa.

21 pensieri riguardo “Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker

  1. Abbiamo saputo che Palpatine è il nonno di Rei e abbiamo visto brevemente i genitori di Rei, due persone di aspetto normale. Ma dunque la nonna di Rei era una super top model o qualcosa del genere? E come mai, come mai, si è accoppiata con Palpatine?

    MORTO

    ho odiato il film, lo abbiamo visto in streaming per non contribuire al botteghino

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  2. Mi hai fatto morire: sappi che approfittare della malattia per propinarti questo film è considerato violazione dei diritti umani dello spettatore! 😀
    Io ho smesso di vedere Star Wars dopo “L’impero dello Jedi”, all’età di 16 anni, quindi non so rispondere alle tue domande, ma alla prima posso darti un consiglio: sai cosa Gigi Proietti ci ha spiegato non fare mai al Cavaliere Nero!!!!! 😀

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    1. Non credo proprio tu sia l’unico, immagino che per un fan sia stato emozionante vedere finalmente la conclusione (se lo è) della saga e ritrovare tanti personaggi amati magari nell’infanzia. Però potevano impegnarsi un po’ di più, proprio per rispetto di quei fan…

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      1. Per me nulla di tutto questo, anzi, ben lungi da me qualsiasi nostalgia (che me ne fregava della “conclusione” di una saga che per me era conclusa nel 1983?): lo trovo davvero un bel film denso di cinema! Di cinema “vero”, di “immagini”… infatti tutte le obiezioni che sento sono di “trama”…
        Ma, allora, non capisco, se di “trama” si tratta, perché passare sopra ai fiaschi narrativi che hanno *tutti* i film di “Star Wars”… perché incavolarsi solo di quelli dell’ultimo film?
        La trama filava nel 1977-1983?
        E nel 1997-2002?
        A me sembrava di no…
        Per cui mi stupisco di vedere gente che si incavola di una trama farlocca, in una saga che, a mio avviso, viveva proprio di trama farlocca: non so se mi spiego…
        è come lamentarsi del vetro che è di vetro… e io capisco eh, dato che vado a vedere i film Marvel nonostante sappia che mi fanno schifo, ma la “coerenza” di chi vede le stragi diegetiche di Abrams e non vede le stesse stragi in Lucas, Kershner e Marquand la vedo poco… ma magari c’è eh!

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      2. Non posso parlare per gli altri che hanno maltrattato questo film, ovviamente, ma per quanto riguarda me non posso fare paragoni con i film precedenti della saga perché non li ho mai seguiti con attenzione e non ne ricordo quasi nulla, quindi posso parlare solo di questo, che invece ho seguito bene, forse anche perché il primo che vedo da quando tengo il blog. Credo tu abbia ragione, i difetti del film non possono essere imputabili interamente alle incongruenze della trama, ma piuttosto all’utilizzo errato dei meccanismi per creare nello spettatore aspettative e poi soddisfarle. Ad esempio, io amo i film di 007, se in uno di questi vedessi all’inizio del film Q consegnare a Bond un fermacravatte laser ma poi lui uccidesse invece il cattivo con un muffin esplosivo ci resterei male: i film di 007 sono pieni zeppi di cose assurde, che però il contesto fa passare in secondo piano perché dirige l’attenzione dello spettatore verso altre cose. E il meccanismo funziona. In questo episodio 9, quando Finn dice “vado a far esplodere l’astronave” mi aspetto poi di vedere una scena di coraggio, tensione e ingegno in cui riesce a farlo contro ogni probabilità; se invece vedo la nave che esplode e basta mi sento defraudata, anche se il risultato finale è lo stesso. Non è un problema di logica tout court ma di erronea applicazione del meccanismo cinematografico, secondo me.

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      3. Capisco, e devo assolutamente scrollare ogni idea sul fatto che io trovi questo film “perfetto”: perché in effetti, concordo con tutti, questo film, a livello di trama, è irricevibile (l’idea di rendere Rey una figlia perduta di Palpatine, e far tornare Palpatine, sono state idee *pessime*, da vergognarsi)…
        In ogni caso, a livello ovviamente di mèro gusto, trovo che per tutto quello che non è “trama”, questo film dia una ottima esemplificazione: per esempio è un fantastico compendio di personaggi funzionali, che, essendo appunto funzionali, si comportano come imbecilli, proprio perché sono metafore, e non “persone” (Rey e Kylo Ren sono ovviamente la stessa entità, la stessa impersonificazione di “mente”, esattamente come lo sono Hänsel e Gretel, che sono l’Es e il Super-Io insieme attratti dal godimento della casa di marzapane e poi bisognosi di comprendere che una vita di solo edonismo non può esistere: Rey e Ren [e c’è anche assonanza sonora] sono il tao, il bene/male dell’esistenza, che devono coesistere per “pacificare” le nemesi, le paure, in definitiva per “crescere” e andare al di là degli egoismi atavici [naturalmente edipici, visto che entrambi hanno problemi coi nonni e i genitori: da una parte, Rey, assenti, dall’altra, Ren, fin troppo presenti e soffocanti], egoismi atavici che Palpatine, anche se è un’espediente debole a livello di trama, incarna perfettamente a livello di metafora)… e se sono metafore allora funzionano meglio tutti, anche quel demente di Poe funziona come metafora di fiducia nella libertà e nell’istinto di liberazione (il «noi siamo di più» di Lando è eccellente in questo frangente: e dire che Poe non avrebbe dovuto combattere ma restare con la mascheratina nel paese natale, come ha detto anche Zerocalcare, mi sembra presupponga l’essersi affezionati al personaggio invece che alla metafora), e certamente tutti quanti funzionano come spettacolare manifestazione del tema vedere/vedersi/conoscersi, visti i miliardi di riferimenti [presenti anche nel capitolo, tanto bistrattato, di Rian Johnson] al vedere bene, al vedere proprio come identità col conoscere (e il giocattolino che fa vedere l’oggetto magico come attraverso un mirino di macchina da presa è godurioso per chi si occupa di teoria del cinema e indaga la scopofilia occidentale)…
        Poi, ovvio, il “far tornare” questa metafora a livello di trama, a Abrams [che è un regista che io detesto] non è riuscito, e le scemenze di Leia che “prevede” il futuro di Rey (come Dio prevede la crocifissione nel «Paradise Lost» di Milton), in un flashback in cui appare in un pessimo CGI, sono ridicole…
        Ma, vabbé, e qui torno a bomba: anche Alec Guinness dice che gli ha insegnato Yoda e racconta la vicenda di Anakin in maniera del tutto ellittica e personale, contraria a quanto succede negli altri film! (segno che, a differenza delle dichiarazioni di aver scritto tutto quanto prima di girare, Lucas si è inventato le vicende navigando a vista! [e lo stesso disse Wagner con il Ring 125 anni prima: la storia si ripete!])!
        E qui, come sempre, entra il piacere del meccanismo che dicevi tu, della “sceneggiatura di ferro”, che Abrams ha in effetti disatteso e non compreso…
        ma Abrams ha dimostrato di non saper obbedire a tali meccanismi in nessuno dei suoi lavori…
        e quello, ribadisco senza parlare di te, è l’aporia di certo fandom che riesce a considerare “belli” «Lost», «Super8», «Felicity», «Alias», o il nuovo «Star Trek» e poi butta cacca su Guerre Stellari cascando dal pero «o cacchio! è scritto male!»…
        almeno Guerre Stellari è scritto male per giungere a metafore, mentre gli altri sono scritti male e basta…
        ma non so se mi spiego…
        e sto tediando anche tutti quanti (anche difendendo un Guerre Stellari come se lo ritenessi un capolavorone, mentre invece lo ritengo solo un filmetto grazioso e non di più), perciò è bene che mi taccia, concludendo con «almeno, se dite che Rise of Skywalker fa schifo, ditemi che fa schifo anche tutto quello fatto da Abrams invece di buttare cacca su Guerre Stellari mentre si idolatra Super8 o Lost!» [cosa che, in ogni caso, dato che si parla di gusti, ognuno può fare come vuole, e il mio è solo lamento privo di senso!]

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      4. La fantascienza si presta benissimo come veicolo di metafore, come dimostrano grandi capolavori del genere (il primo che mi viene in mente è Solaris), è vero, ma io avevo sempre visto Guerre Stellari come una saga di puro intrattenimento, d’azione e d’avventura: in fondo tutte le cose che accadono potevano accadere anche sullo stesso pianeta, con le spade al posto dei laser. Siamo lontani da Asimov e Kubrick… Eppure tutte le metafore di cui parli calzano alla perfezione, ammesso e non concesso che Abrams sia stato in grado di concepirle forse allora il suo errore è stato il tentativo di innestarle in una saga che nasceva molto diversa nello spirito; e di non tenere conto delle regole basilari dei manuali di sceneggiatura. Io ho smesso di vedere Lost dopo il primo episodio e non sono arrivata alla fine di Super8, quindi non mi considero una fan di J.J., ma gli Star Trek, tranne l’ultimo (che era solo una copia carbone dell’Ira di Kahn), li ho apprezzati, però come film d’avventura, non ci ho trovato profondi sottotesti, ma nemmeno profonde scempiaggini come in questo qui. O magari a noi piace cercare messaggi nascosti dove in realtà non ce ne sono, se non “comprate le t-shirt!”…

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      5. È proprio vero!
        Io faccio spesso e volentieri “superfilosofia”!
        E ne faccio tanta proprio su Guerre Stellari (“Empire Strikes Back” è tutto letto come metafora di cinema nel Castorino di Lucas di Sergio Arecco: una lettura che mi ha fin troppo segnato! e l’idea che Guerre Stellari è tutto un fantasy, un raccontino quasi arturiano, con le spade laser al posto di Excalibur e Obi-wan Kenobi al posto di Merlino, mi aggrada ogni volta! Così come mi aggrada l’idea di un Guerre Stellari eschileo, con Luke/Oreste [essendo le trilogie strutturate come l’Orestea con innesco, catabasi e anabasi, invece che, come Tolkien, con diversi gradi di “risoluzione” successivi]), considerandola appunto come “fanta” (magari intesa anche come bibita, col famoso detto “non è buona ma è tanta”) con molta poca “scienza” (come dici tu né Kubrick né Asimov né Harlan Ellison né Fredric Brown e neanche i più mallopposi Heinlein, Kolosimo ecc.; anche se Lucas ha sempre detto che il “Dune” di Herbert fu la sua bibbia ispirativa per Star Wars [e ha negato di essersi rifatto a Tolkien per Guerre Stellari, e di aver “usato” Lord of the Rings solo per il Willow di Ron Howard])

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  3. Ahh. Sei entrata nel mio mondo di quella galassia lontana lontana e hai detto un sacco di cose sagge. Rincaro la dose dicendo che Kylo(cal) (volta)Ren è un villain assolutamente ridicolo che porta una maschera senza alcun motivo (forse per il nasone), nonostante Adam Driver sia un attore bravissimo in tutte le sue altre pellicole che ho visto. Inoltre tutto il mood degli ultimi film di Star Wars sembra puntato sulla parodia anche nei momenti che dovrebbero apparire solenni, anzi siamo davvero ai livelli di Balle Spaziali nella scena della telefonata al sergente Fax…
    Poi, beh Palpatine ormai ha quel nome li, ok ma in periodo MeToo pare pure lui una parodia, eh!
    Detto ciò, i tre film fondamentali stanno benissimo come trilogia senza allungare inutilmente il brodo. Eccetto The Mandalorian che invece ci riporta proprio con ottimo gusto allo spirito delle tre pellicole capostipiti.

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    1. Ho sentito anche io dire che Adam Driver in realtà è un bravissimo attore, anche se in questo film non ha dato certo il meglio di sé (e come dici tu aveva un personaggio ridicolo, poveretto, come poteva? Rei arriva a frugargli anche nel cassetto delle mutande senza che lui se ne accorga!) ma sono molto curiosa di vederlo in ruoli diversi!

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      1. Te lo consiglio allora in L’Uomo Che Ha Ucciso Don Chisciotte, in un ruolo che all’ inizio era stato pensato per Johnny Depp e per fortuna è finito a lui, e I Morti Non Muoiono di Jarmusch al fianco di Bill Murray, storia di zombi surreale che diventa a tratti persino metacinema. Se lo prendi nel verso giusto fa morire dal ridere in modo intelligente. Altro che questi Star Wars farlocchi😂😂😂

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      2. Dovrei proprio vedere Don Chisciotte, ma ho una paura irrazionale: siccome all’università avevo fatto la tesi sui film incompiuti su Don Chisciotte, quello di Orson Welles e quello di Gilliam, ho sempre paura che qualcuno mi chiami dall’ateneo per dirmi che devo rifare la tesi e laurearmi un’altra volta!

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