Interpreti: Ryan Reynolds, Mèlanie Laurent, Manuel Garcia Rulfo, Ben Hardy, Adria Arjona, Dave Franco, Corey Hawkins
Dove trovarlo: Netflix
Tutto è iniziato con il numero Uno (Ryan Reynolds), un misterioso milionario che, creduto morto in seguito ad un incidente aereo, ha pensato di poter utilizzare le sue risorse e le sue abilità per correggere alcune storture del mondo, agendo di nascosto e al di fuori della legge per eliminare coloro che ritiene colpevoli di ingiustizie e prevaricazioni imperdonabili. Per raggiungere il suo obiettivo mette insieme una squadra di combattenti, “fantasmi” come lui, ciascuno con una sua abilità specifica e un passato da dimenticare. L’arrivo di Sette (Corey Hawkins), soldato con un forte senso della giustizia e della lealtà, rischia però di far saltare gli equilibri.
Nel pubblicizzare questo film si è deciso di puntare tutto sull’azione, che naturalmente non manca in questo film del veterano dell’action Michael Bay (e se ve lo state chiedendo, sì, certo che esplode tutto), regista di classici del genere come Armageddon e Transformers, ma 6 Underground non è soltanto acrobazie e sparatorie. La prima sequenza, infatti, è un adrenalinico inseguimento in auto (girato in parte in Italia, a Firenze) durante il quale il regista riesce con abilità a presentare tutti i personaggi non solo con le loro abilità specifiche ma proprio come personalità e caratteri. E così dopo qualche minuto di film ci si è già affezionati a questa squadra di giustizieri squinternati e si è vogliosi di seguire il resto delle loro avventure. Il film si segue volentieri dall’inizio alla fine, godendo delle spettacolari acrobazie ma anche con molto divertimento, perché i dialoghi e le situazioni non mancano di umorismo, senza però mai diventare parodia del genere. Action al 100% ma ben fatto, con scene visivamente molto interessanti come quelle del magnete super potente o le diverse sequenze di parkour. Personaggi approfonditi solo quanto basta ma adeguati al tono complessivo e veicolati da un buon cast di attori (anche Ryan Reynolds, attore per cui non provo grande simpatia, offre una prova dignitosa) messi in ombra solo dal magnifico lavoro degli stuntman. Consigliato per gli amanti dell’azione scapicollata mescolata con la giusta dose di sentimenti (la conclusione inaspettata della prima scena è stato per me un colpo inatteso) e di umorismo.
La piattaforma streaming Disney Plus da qualche tempo ha messo a disposizione dei suoi abbonati uno strumento per la visione di contenuti condivisa di nome GroupWatch.
Che cos’è?
GroupWatch permette di creare per un qualsiasi contenuto della piattaforma una sessione di streaming e di invitare fino a 6 persone che abbiano a loro volta un account Disney Plus a parteciparvi.
Come funziona?
GroupWatch genera un link da inviare ai partecipanti i quali non dovranno far altro che cliccarci sopra all’orario stabilito. Quando il creatore del gruppo premerà “Avvia streaming” il film inizierà simultaneamente per tutti i partecipanti. Allo stesso modo, se qualcuno vorrà mettere in pausa o scorrere avanti o indietro, lo stesso succederà per tutti gli altri, così da permettere delle “pause pop-corn” condivise. Infine tutti i partecipanti possono inviare durante la visione delle emoticon che appariranno a tutti in un angolo dello schermo per esprimere il proprio stato d’animo durante una particolare scena.
Ma funziona?
Ecco, insomma. I problemi derivano dall’interazione tra diversi dispositivi, in quanto a Disney Plus si può accedere tramite pc, smartphone o televisore. Ma come è possibile cliccare un link dal televisore? Bisogna dunque farlo da un altro dispositivo, ma poiché non è possibile effettuare due accessi simultanei con lo stesso account nemmeno questo funziona, se si vuole vedere il film sullo schermo della tv. GroupWatch funziona anche tra utenti che condividono uno stesso account, ma con le stesse problematiche nella gestione dei diversi dispositivi. Inoltre GroupWatch non è, almeno non ancora, uno strumento completo, perché necessita comunque della mail per inviare il link agli invitati; inoltre, nell’orario stabilito, viene spontaneo contattarsi in ogni caso per accertarsi di essere tutti presenti e attenti (io per esempio non avevo finito di prepararmi il tè e ho fatto slittare l’inizio di qualche minuto).
La mia esperienza
Finora ho provato a usare GroupWatch solamente una volta, per vedere Onward (di cui arriverà dunque recensione a breve) con una coppia di amici. Ho inviato la mail con il link generato da GroupWatch e mi sono accordata sull’orario. Al momento di iniziare lo streaming la situazione era molto simile a quelle delle videochiamate cui ci siamo dovuti purtroppo abituare: “Ci siete?” “Non vi vediamo connessi” “Come si clicca un link dal televisore??” “Stavamo cambiando dispositivo e abbiamo perso l’inizio” “Ricominciamo da capo” “Si è bloccato tutto”. Conclusione? Abbiamo tutti abbandonato GroupWatch, ciascuno ha selezionato il film e per telefono ci siamo detti: “Pronti? Tre, due, uno…via!” Le faccine ce le siamo mandate su WhatsApp.
Conclusione
L’idea secondo me è molto carina, forse bisogna solo capire meglio come funziona lo strumento. In questo momento particolare, in cui non è possibile vedere un film con gli amici né in sala e nemmeno sul divano di casa, io ho trovato molto simpatica questa idea per la condivisione, quindi farò sicuramente dei nuovi tentativi con GroupWatch.
Ci troviamo nella Germania nazista, appena prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: la bella Amanda (Cybill Shepherd), giovane e ricca americana molto chiacchierata per il suo gran numero di matrimoni dalla breve durata, si trova a viaggiare in treno accanto alla signora Froy (Angela Lansbury), una simpatica e premurosa tata inglese. Amanda, ancora provata dalla sbornia della sera precedente, si addormenta, e al suo risveglio la signora Froy è sparita. Non solo, ma nessuno dei passeggeri e dei membri dello staff ricorda di averla mai vista nè di aver mai parlato con lei. Fermamente convinta che la signora Froy sia nei guai, Amanda, aiutata dal giornalista Robert (Elliot Gould), si mette alla sua ricerca.
Dopo circa trent’anni, ho ritrovato la signora che avevo perso! Eh sì, perchè io da piccolina avevo iniziato a vedere questo film ma non avevo visto la fine (probabilmente per me era arrivata l’ora della nanna) e non ero mai più riuscita a vederlo, nonostante lo avessi cercato tanto. Nella mia ricerca naturalmente ho scoperto che da questa storia, tratta dal romanzo The Wheel Spins della scrittrice britannica Ethel Lina White, erano stati tratti anche altri film, tra cui La Signora Scompare di Alfred Hitchcock, ma per me non sarebbe potuta essere la stessa cosa. Infatti, quello che mi aveva colpito da piccola, era che a sparire nel nulla fosse stata proprio Angela Lansbury, che nel film interpreta Miss Froy ma che per me era Jessica Fletcher: insomma, se scompare la signora in giallo chi può risolvere il mistero? Finalmente, dopo tanti anni, grazie ad Amazon Prime ho trovato la risposta a questa domanda. Non svelerò nulla del finale, naturalmente, posso solo dire che il film resta avvincente e divertente fino alla fine grazie ad un’ottima sceneggiatura scritta da George Axelrod (lo stesso di classici come Colazione da Tiffany e Quando la Moglie è in Vacanza) e agli ottimi interpreti. Cybill Shepherd, che aveva già dato prova di essere un’ottima attrice brillante nella spassosa serie tv Moonlighting al fianco di Bruce Willis, regge l’intero film sulle spalle nude (nel senso che per tutto il tempo indossa un inadatto abito da sera) con grazia e fascino, affiancata da un simpaticissimo e cinico (ma solo all’apparenza) Elliot Gould. Anche i personaggi minori sono tutti perfetti, specie i due gentiluomini inglesi che più che della donna scomparsa si preoccupano della partita di cricket. L’equilibrio tra commedia, mistero e dramma (ricordiamo che ci troviamo nella Germania nazista) è perfetto e il film risulta omogeneo e completo nel suo mix tra risate e suspense. Film splendido, che non soffre per nulla del fatto di essere ambientato quasi per intero a bordo di un treno, anzi: divertente, appassionante, da vedere non solo (ma soprattutto) per i nostalgici e per gli amanti del cinema britannico. E per i fan di Angela Lansbury, ovviamente.
Ho deciso di portare avanti questa bella iniziativa, il Franken-Meme di Nick, l’autore del blog Nocturnia, che permette di segnalare i blog che piacciono di più e che meritano di essere conosciuti. Cinemuffin è un blog nuovissimo (nemmeno un anno di vita) ma mi ha già dato l’occasione di incontrare blogger appassionati, intelligenti e simpaticissimi che meritano di sicuro di essere conosciuti da tutti.
Se gli autori dei blog che citerò lo desiderano (o se qualcun altro desidera farlo) potranno proseguire nel loro blog questa iniziativa, avvisando Nick che intendono parteciparvi.
Il Franken-Meme ha una sola regola: la correttezza. Niente maleducazione, insulti e parolacce. Fate conto di trovarvi nel salotto di una signora elegante all’ora del tè, e se non avete nulla di bello da dire non dite nulla.
Inizio con la categoria dei Must, i blog senza i quali la mia giornata non può proprio partire, un po’ come il quotidiano e il caffè del mattino.
Sono una felice “barista” fin dal mio arrivo nella blogosfera e so che ogni giorno, di qualunque cosa decida di parlare, Cassidy offrirà ghiotte notizie sui dietro le quinte con il suo fantastico umorismo.
Solo uno dei numerosi blog di Lucius Etruscus (nemmeno lui sa con esattezza quanti siano!), qui si trovano i film di serie Z ma non solo e si scoprono moltissimi retroscena sulla lavorazione dei film, gli attori, la realizzazione delle scene d’azione e molte altre cose.
La prossima categoria comprende tutti i blog che seguo con regolarità: alcuni sono stagionati, altri nuovi, ma per me ogni cosa è ancora una novità tutta da scoprire.
Alessio, cinefilo ma anche fotografo, ci offre una serie di potpourri dei film e delle serie tv che ama spaziando tra i generi e le epoche con la competenza e la passione che derivano dalla sua formazione.
Blog con un bellissimo nome, ispirato al capolavoro di Wong Kar-wai, in cui Alessandra ci parla senza sbavature di film di vario genere, con un occhio di riguardo per l’horror, e riesce sempre a trovare in tutti qualcosa da apprezzare, proprio come fa un vero appassionato.
Blog collettivo, ma la maggior parte dei post portano la firma dell’infaticabile Sam, che non teme di imbarcarsi in imprese titaniche come la recensione di tutte le puntate di Star Trek o di X-Files ma parla anche di film vecchi e non, offrendo molte chicche soprattutto del cinema spagnolo, Già, perché Sam pubblica i suoi articoli in italiano, inglese e spagnolo…
Senza dubbio il blogger più gentile ed educato che conosco, sempre modesto e curioso, la sua passione per la settima arte emerge chiaramente dai suoi articoli e dalle sue recensioni. Il suo blog prende il nome dal film di Tarkovskij che io amo molto ed è stato tra i primi ad attirare la mia attenzione.
In questo momento Alfonso è occupatissimo con la sua impresa ambiziosa di recensire tutte le pellicole vincitrici dell’Oscar come miglior film. Per adesso è arrivato al mitico Casablanca ma sarà un gusto seguirlo nel suo viaggio.
Lisa pubblica quotidianamente, è semplicemente instancabile e non le sfugge mai una novità! Film, libri, serie tv… tutti recensiti con uno stile fresco e accattivante che non è che la glassa gustosa di una grande cultura appassionata.
Bobby Han Solo non si prende mai sul serio, ma non per questo il suo blog lo è di meno. Appassionato di cinema, musica e talent show ha ogni giorno una piccola ma saporita chicca per i suoi lettori. Divertimento senza paturnie assicurato.
Può passare anche molto tempo tra un post e l’altro ma non per questo il blog smette di essere vitale, perché ogni nuova pubblicazione genera sempre commenti, confronto e dialogo ricchi e fruttuosi. Stimolante, ogni volta.
Austin Dove è un padrone di casa che sa come mettere tutti a proprio agio e dare il la a conversazioni sempre fresche e interessanti. Si occupa di tutto, film, libri, cartoni animati… perfino ricette di cucina!
Pietro è stato così gentile da citare Cinemuffin tra i suoi blog preferiti rispondendo al Franken-Meme. Lui è un divoratore seriale di cinema e serie tv, quindi non lascerà mai i suoi lettori senza materiale di discussione e riflessione. Spesso ci siamo trovati ad avere pareri opposti su di un film, ma il confronto è sempre stato proficuo e la stima reciproca ne è uscita intatta, se non rafforzata.
Ammetto che molti articoli, soprattutto quelli dedicati alla musica, siano del tutto fuori dalla mia portata, perché Nick ha una conoscenza enciclopedica in questo campo, così come in quello del cinema. E di certo non ha peli sulla lingua!
Per la categoria New Entry ecco qualcuno che però non è di sicuro l’ultimo arrivato!
Vincenzo, che io ho conosciuto come uno dei solerti e poliedrici redattori diL’Ultimo Spettacolo, ha dato vita ora a questo suo blog personale da cui mi aspetto grandi cose!
Non ho segnalazioni per la categoria Desaparecidos, bazzico la blogosfera da troppo poco tempo, ma segnalo qui un blog che è rimasto inattivo per un po’ ma che per fortuna è tornato e alla grande:
Arwen Lynch era sparita per un po’ per dedicarsi alla sua attività di romanziera ma è tornata con inesauribile energia a raccontarci film di ogni tipo, vecchi e nuovi, con il tono piacevole di una vecchia amica.
Aggiungo una categoria personale, quella dei blog in lingua inglese che seguo con grande interesse:
Questo è un blog davvero peculiare, il suo autore, Paul, scrive esclusivamente di due attrici che ama tantissimo: Michelle Pfeiffer e Meg Ryan. Paul non solo parla dei loro film ma ne inventa di splendidi, mai realizzati ma che sarebbe stato bellissimo vedere!
Non conosco il nome dell’autore, di giorno un normale insegnante di inglese ma di notte un appassionato divoratore di cinema horror. Date un’occhiata alla sua Lista di Film Infinita per capire quanto profonda sia la sua conoscenza del genere.
Ruth parla con competenza ed eleganza dei vecchi film di Hollywood, i grandi classici, i protagonisti dell’epoca d’oro con sguardi inediti e sempre interessanti sui capolavori che tutti amiamo.
Naturalmente esistono anche altri ottimi blog e blogger che non ho nominato, spero non me ne vogliano e li invito a partecipare comunque alla catena di Nick, se lo desiderano. Detto questo auguro a tutti buona lettura!
Interpreti: Robert Carlyle, Ving Rhames, Kelly Hu, Liam Cunningham
Dove trovarlo: Amazon Prime
Ogni sette anni si tiene un torneo che vede i migliori assassini del mondo lottare l’uno contro l’altro per stabilire chi sia il migliore tra tutti. A ciascun partecipante viene innestato un chip che permette di localizzarlo in ogni momento e i contendenti vengono seguiti in ogni loro mossa tramite una fittissima rete di telecamere dai ricconi che scommettono su di loro. L’ultimo assassino a rimanere in vita sarà il vincitore, avrà la gloria e un consistente premio in denaro. Questa edizione del torneo si svolge in Inghilterra ed è organizzata dallo spietato Powers (Liam Cunningham), che ha introdotto una variante: i chip non servono più solo da localizzatori ma sono delle bombe programmate per esplodere allo scadere del tempo, per evitare che il gioco si protragga troppo a lungo. Il favorito di quest’anno è Joshua Harlow (Ving Rhames), vincitore della precedente edizione tornato per scoprire l’identità dell’assassino di sua moglie. Ma uno degli altri concorrenti, per muoversi senza essere individuato, si toglie il microchip e lo mette di nascosto nel caffè di un prete ubriacone, padre MacAvoy (Robert Carlyle), che diventa quindi suo malgrado un bersaglio di tutti gli altri assassini…
Per chi avesse visto Death Race, il film con Jason Statham e Tyrese Gibson in cui i detenuti si sfidano in pericolose e rocambolesche corse automobilistiche per la gioia dei telespettatori paganti, ritroverà esattamente lo stesso film ma con le pistole al posto delle auto. Ma sebbene non ci sia nulla di inaspettato in The Tournament il risultato è comunque un film d’azione variegato e divertente, spettacolare quanto basta negli scontri tutti l’uno diverso dall’altro. Vediamo infatti, oltre alle classiche sparatorie, anche ottimi numeri di parkour, bei combattimenti corpo a corpo, scene di inseguimento su autobus a due piani (il torneo si svolge in Inghilterra) e armi non convenzionali di vario tipo. La violenza è tanta ma non è eccessiva per il genere, i personaggi sono molto stereotipati ma riescono comunque ad essere efficaci grazie alla bravura degli interpreti. Robert Carlyle è perfetto come pastore che ha smarrito la fede e trovato la bottiglia che si ritrova coinvolto in qualcosa di pazzesco che però gli permette di ritrovare la determinazione della fede; Ving Rhames è spietato e spaventoso nella sua smania di trovare l’assassino delle moglie incinta (lo spettatore invece lo intuirà sicuramente già nei primi minuti); Kelly Hu è monoespressiva ma bellissima e molto brava nelle scene di combattimento; Liam Cunningham, divenuto famoso come Cavaliere della Cipolla nella serie Trono di Spade, è un opportunista spregevole e manipolatore perfetto come villain della situazione. Un film d’azione adatto per una serata senza pensieri.
Interpreti: Jamie Foxx, Tina Fey, Richard Ayoade, Angela Bassett
Dove trovarlo: Disney Plus
Joe vive a New York e si guadagna da vivere come insegnante di musica in un liceo pubblico, dove però gli studenti gli danno ben poca soddisfazione. Quando la preside gli offre un contratto a tempo pieno Joe è riluttante, perchè il suo sogno è sempre stato quello di diventare un musicista jazz di successo, come il padre, anche se i suoi molti tentativi nel settore non sono mai stati fruttuosi. Ma proprio quel giorno, grazie all’intervento di un suo ex alunno che ha fatto carriera nel mondo della musica, a Joe si presenta un’occasione irripetibile: un’audizione con la grande jazzista Dorothea Williams, che sta cercando un pianista per il suo quartetto. L’opportunità di una vita a portata di mano fa perdere la testa a Joe, che camminando distrattamente per la strada finisce per cadere in un tombino aperto. Si risveglia al di fuori del proprio corpo mentre la sua anima è in viaggio verso l’aldilà. Ma Joe non intende morire proprio nel giorno della sua grande occasione di riscatto, così fugge e si ritrova nel luogo in cui le piccole anime, quasi pronte per iniziare la loro vita nel mondo, vengono aiutate dalle grandi anime del passato, i mentori, a scoprire il proprio carattere e la propria vocazione, e una volta pronte ricevono un lasciapassare per la Terra. Joe decide quindi di spacciarsi per un mentore e di rubare un lasciapassare per poter tornare nel suo corpo e andare al provino per Dorothea Williams, ma la cosa si rivela più complicata del previsto: l’anima che gli viene affidata infatti, la numero 22, al contrario di lui non ha proprio alcuna voglia di iniziare a vivere…
Non ho ancora alcun dato alla mano, ma in base al numero di persone che conosco e che so aver già visto Soul (anche più di una volta), uscito su Disney Plus solamente quattro giorni fa, credo che l’operazione fatta dalla Disney di rendere disponibile il suo film di Natale direttamente in streaming (non essendo ovviamente possibile farlo uscire nelle sale cinematografiche come al solito) possa dirsi completamente riuscita, grazie non solo ad una intensissima campagna pubblicitaria ma anche alla garanzia di qualità che il marchio Disney-Pixar rappresenta ormai da decenni e che anche in questo caso non delude. Soul, che in inglese significa “anima” ma che fa riferimento anche al genere musicale, è un film bellissimo, profondo e coinvolgente, sicuramente più per adulti che per bambini, che si propone con ambiziosa modestia di spiegare nientemeno che il senso della vita, come racconta il regista Pete Docter, lo stesso di Monsters & Co., Up e Inside Out. E ci riesce, senza cercare la lacrima facile né la morale edificante, ma offrendo invece un finale aperto, non scontato in un film d’animazione, che invita a elaborare e riflettere su quanto appena visto, lasciando lo spettatore allo stesso tempo soddisfatto e stimolato. I bambini possono senza dubbio guardarlo, anche se non ne coglieranno immediatamente tutti i significati, ma io apprezzo molto la scelta di prediligere l’ironia intelligente (molto presente nel personaggio del contabile Terry per esempio) ai siparietti comici divertenti per i più piccoli ma irritanti per gli adulti come era stato fatto per esempio nel film Up: forse i bambini più piccoli potrebbero annoiarsi guardando Soul ma non spaventarsi, perché ogni particolare, visivo e musicale, è stato pensato proprio per rendere il mondo dopo la morte rassicurante piuttosto che spaventoso. La squadra Pixar ha lavorato a lungo e con passione nella creazione di ogni dettaglio ponendosi un obiettivo molto difficile, quello di creare un aldilà non connotato religiosamente e comprensibile anche ai bambini nella sua complessità strutturale e concettuale. Impresa riuscitissima nel rappresentare le anime ancora non completamente formate come bimbi che vanno all’asilo e che trovano il proprio desiderio di vita attraverso il gioco; ancora migliore l’idea di rappresentare le entità preposte all’amministrazione, tutte chiamate “Jerry”, come degli impiegati scrupolosi ma anche dotati di senso dell’umorismo, rappresentati con una sola linea curva che ne definisce la figura (il concept iniziale era in fil di ferro) e le espressioni. La grande attenzione nella scelta dei doppiatori ha aiutato a dare vita e carattere a creature così indefinite. Tina Fey ad esempio, che dà la voce a 22, è perfetta come anima impreparata alla vita dispettosa, indisponente e irritante, tanto che molti mentori illustri, tra cui Madre Teresa e Gandhi, hanno fallito nel compito di vincere la sua paura di vivere. Jamie Foxx, la voce di Joe, è stato determinante nel rendere questo personaggio non solo reale ma anche simpatico, in modo che qualunque spettatore possa immedesimarsi in lui e nel suo desiderio di tornare a vivere per seguire la sua passione, anche se questo spesso lo spinge a comportamenti egoisti ed opportunisti. Il personaggio di Joe, la cui elaborazione a livello visuale e caratteriale è stata lunga e complessa, oltra ad ereditare molto dal suo doppiatore (Jamie Foxx è anche lui musicista tra l’altro) si basa molto su una persona reale, il musicista e compositore Jon Batiste, autore ed esecutore delle musiche suonate da Joe, le cui mani (e il cui volto) sono stati presi a modello dagli animatori. Jon stesso spiega come nel film la musica jazz inserita sia volutamente accessibile a tutti, anche a chi non è per nulla familiare con il genere; il suo contributo è stato essenziale nella fase creativa, che si svolgeva con un continuo confronto tra gli autori e gli artisti alla ricerca delle idee migliori e della verosimiglianza di ogni dettaglio fisico, musicale e ambientale. Jon Batiste stesso suonava e spiegava il processo creativo ed esecutivo della musica alla troupe durante tutto il processo di realizzazione del film, che verso la fine si è dovuto reinventare completamente a causa del Covid, che ha costretto la Pixar a terminare la produzione in smart working con tutti gli inconvenienti del caso, compresi gli animali da compagnia che passeggiavano sulle tastiere. Tutto questo e molto altro viene raccontato negli speciali che Disney Plus mette a disposizione degli abbonati in aggiunta al film, che mostrano i volti degli autori e raccontano le diverse fasi del processo produttivo: in pratica Disney Plus offre un’esperienza cumulativa tra la prima visione del cinema e il dvd completo di contenuti speciali che non mi è dispiaciuta affatto, anzi mi ha permesso un’immersione completa nel film in ogni suo aspetto. Consiglio a tutti la visione di Soul, che offre divertimento e tante emozioni diverse tutte da esplorare, nessuna scontata: allo stesso tempo un successo annunciato e una stimolante sorpresa.
Interpreti: Bette Davis, Glenn Ford, Peter Falk, Edward Everett Horton, Ann-Margret, Thomas Mitchell
Dove trovarlo: a casa mia, ma solo l’edizione francese
Quando ero molto piccola questo film lo facevano in tv ogni Natale, senza eccezioni. Poi purtroppo diventò più difficile vederlo in televisione ma non fu un problema, non solo perché lo conoscevo a memoria ma in quanto lo avevo registrato su videocassetta: per me era IL film di Natale, quello che non poteva proprio mancare durante le feste (ma lo guardavo anche in tutti gli altri periodi dell’anno). Quando arrivarono i dvd iniziai subito a cercarlo, ma per anni non riuscii a trovarlo: ero angosciata all’idea che, una volta che il videoregistratore o la cassetta si fossero rovinati, non l’avrei più potuto rivedere. Al penultimo anno di scuola andai con la mia classe del liceo in gita a Parigi e mentre i miei compagni andavano nei sexy shop di Montmartre o all’Hard Rock, io setacciavo i negozi alla ricerca di dvd introvabili in Italia, e fu così che, con grande soddisfazione e più grande sorpresa trovai il dvd con la versione francese di Angeli con la Pistola e lo portai orgogliosamente a casa come il più prezioso dei souvenir parigini.
Angeli con la Pistola (titolo originale Pocketful of Miracles) è un remake fatto dallo stesso regista Frank Capra di un suo film, Signora per un Giorno, del 1933: in questo caso il rifacimento è senza dubbio migliore dell’originale per moltissime ragioni. Ritengo Frank Capra, cui dobbiamo capolavori come Accadde una Notte, Arsenico e Vecchi Merletti e La Vita è Meravigliosa, uno dei migliori registi di commedie di sempre, che con Pocketful of Miracles (“Una tasca piena di miracoli”) realizza un film straordinario, divertente, commovente, perfetto per le feste e adatto anche ai bambini (su questo garantisco personalmente).
Il film parla di un gangster di New York, Dave lo Sciccoso (Glenn Ford) che vuole tentare di espandere il suo giro d’affari entrando in società con il famigerato boss Darcey (Sheldon Leonard). Per poter sfondare Dave ha bisogno di fortuna, ma sa benissimo come procurarsela: gli è sufficiente andare da Annie (Bette Davis), una vecchietta ubriacona e senza un soldo, e farsi vedere da lei una mela fortunata. Dave trova però Annie in uno stato di grande angoscia: la figlia, che lei aveva mandato a studiare in Spagna (e che manteneva soprattutto grazie alle generose offerte dello Sciccoso) sta per venire in America insieme al fidanzato, un conte, per conoscere sua madre. Dave sa che, se non aiuterà Annie, la mela non potrà portargli fortuna, perciò decide di aiutarla organizzando un’elaboratissima messa in scena per far passare Annie per una signora della buona società newyorkese. L’impresa, di per sè complicata, è resa ancora più difficile dalle attenzioni indesiderate del boss Darcey e delle forze dell’ordine.
Non è facile iniziare a parlare di questo film perché è semplicemente tutto perfetto. La storia non è altro che una favola delle più classiche con una morale sempre valida (per essere felici dobbiamo aiutare chi ci è vicino ad esserlo a sua volta) raccontata con eleganza, garbo e una stupenda ironia che però sa lasciare il posto anche a scene romantiche e commoventi fino all’appagante lieto fine. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e il cast che definire strepitoso sarebbe riduttivo dà vita a una serie di interpretazioni da manuale, dai protagonisti fino ai personaggi minori. Glenn Ford è davvero affascinante nei panni eleganti di Dave lo Sciccoso, che sotto la patina da gangster senza paura nasconde un animo romantico, generoso e superstizioso. La sua spalla, il fedele e chiacchierone Joy, è interpretato da un giovane e irresistibile Peter Falk, che finisce per collaborare con l’amico Sciccoso nonostante la paura della fiamma ossidrica che Darcey è famoso per usare sotto le ascelle dei suoi nemici. La vecchia Annie, venditrice di mele fortunate, è la grande Bette Davis. Papà Verdurin mi ha sempre detto che la scena in cui una dozzina tra truccatori e parrucchieri lavorano duramente per fare della stracciona Annie una signore di classe era vera, anche se al contrario: per lui doveva essere stata una vera impresa far apparire brutta e sciatta la mitica Bette Davis. Il giudice Blake, gentiluomo truffaldino che accetta di fingersi marito di Annie, ha il volto amabile di Thomas Mitchell. Potrei continuare all’infinito perché ogni interprete è di comprovata bravura e sotto la guida esperta di Capra dà il meglio di sé, anche in ruoli diversi da quelli per cui è famoso. Concludo però citando il maggiordomo, il personaggio di Edward Everett Horton, che si gioca con Peter Falk il ruolo di personaggio più simpatico (inutile dire che i duetti tra i due sono straordinari). Molti di questi attori avevano già lavorato con il regista e l’intesa traspare dalla buona riuscita di ogni dialogo, movimento, gesto, sguardo. Consiglio questo film a tutti, anche a chi in genere non ama né i vecchi film né i film di Natale, perché Angeli con la Pistola è molto di più: è un film che si merita il voto più alto di questo blog.
Voto: 5 Muffin
Buona visione e buon Natale a tutti voi da Cinemuffin!